Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Suchen Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Die Frau des Zeitreisenden.

By

Verleger: Fischer (S.), Frankfurt

4.2
(7857)

Language:Deutsch | Number of Seiten: 543 | Format: Others | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) English , Chi traditional , Spanish , French , Chi simplified , Italian , Latvian , Swedish , Slovenian , Dutch , Portuguese , Polish

Isbn-10: 3100524039 | Isbn-13: 9783100524034 | Publish date:  | Edition 6

Auch verfügbar als: Mass Market Paperback , Paperback

Category: Fiction & Literature , Romance , Science Fiction & Fantasy

Do you like Die Frau des Zeitreisenden. ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Anmeldung kostenlos
Buchbeschreibung
Sorting by
  • 5

    Il tema di fantasia, che solitamente non avvicino molto volentieri, in questo caso ha ottenuto tutte le stelline disponibili! Nonostante non sia nulla di reale, mi son sentita molto vicina a Claire, a ...weiter

    Il tema di fantasia, che solitamente non avvicino molto volentieri, in questo caso ha ottenuto tutte le stelline disponibili! Nonostante non sia nulla di reale, mi son sentita molto vicina a Claire, ai suoi giorni, alle sue sensazioni, alle sue attese, al suo amore e al suo essere mamma. Fantasticamnete romantico.

    gesagt am 

  • 2

    ...3 stelline (con la vecchia valutazione)

    E' stata una DELUSIONE!
    L'inizio è alquanto "incasinato",ci vuole un po' per riuscire a capire la dinamica dei bizzarri viaggi nel tempo di Henry e tra presente, passato e futuro ci si confonde spesso ...weiter

    E' stata una DELUSIONE!
    L'inizio è alquanto "incasinato",ci vuole un po' per riuscire a capire la dinamica dei bizzarri viaggi nel tempo di Henry e tra presente, passato e futuro ci si confonde spesso.
    La prima metà del libro tutto sommato è carina, scorrevole ed assai fruibile, poi il ritmo rallenta, si fa noioso, per poi divenire angoscioso ed in fine drammatico e tutto ciò che si è letto di bello viene spazzato via.
    Il capitolo finale è una piccola zolletta di zucchero che cerca di rendere meno amara una storia che in realtà a pensarci bene è una tragedia.
    Senza contare che nonostante la storia sia una sorta di racconto a due voci narrato a turno dai due protagonisti, che volta per volta esprimono i loro pensieri e i loro sentimenti, non sono riuscita a capire ed immedesimarmi in nessuno dei due.
    Sinceramente non saprei dire se la trama così come è strutturata sia troppo disordinata per riuscire a trarne qualcosa di buono o è l'autrice che non l'ha saputa gestire a dovere.
    MI SPIACE proprio! Il trailer del film aveva fatto nascere in me molte aspettative! :o(

    gesagt am 

  • *** Dieser Kommentar enthält Spoiler! ***

    1

    Senza senso

    Non mi aspettavo di certo un capolavoro, ma una storia gradevole e dalle premesse interessanti, una sorta di sfida tra amore e tempo...di materiale per ispirare uno scrittore ce ne sarebbe stato in ab ...weiter

    Non mi aspettavo di certo un capolavoro, ma una storia gradevole e dalle premesse interessanti, una sorta di sfida tra amore e tempo...di materiale per ispirare uno scrittore ce ne sarebbe stato in abbondanza. Invece questo romanzo non mi è piaciuto proprio per niente :(
    Partiamo dalla lunghezza, 500 pagine dove le parti salienti del racconto possono essere ridotte a circa 150. Tutto il resto è un elenco inutile di cene, pranzi, colazioni con caffè e altre banalità, pagine e pagine pressoché inutili e noiose, ma che si leggono rapidamente proprio perché vuote.
    Per quanto riguarda come è scritto, beh...nell'alternanza tra i 2 io narranti (Clare e Henry), sinceramente io spesso mi domandavo CHI fosse a parlare, lui o lei? Quindi questo la dice tutta sulla scarsa caratterizzazione che io ho ritrovato nei personaggi del libro. Per non dire che mi sono entrambi antipatici: lui un belloccio tutto sesso, droga e alcol, lei sospesa in una eterna attesa, passiva in un modo irritante, un personaggio a dir poco immobile. Non parlo di quelli secondari perché mi sono sembrati poco più di ombre. Forse salverei Alba.
    E veniamo alla storia, quella che all'inizio mi sembrava affascinante, ma che mi ha deluso fin da subito...Clare è infatti solo una bambina quando fa la conoscenza di Henry, in circostanze quantomeno particolari: un tizio quarantenne le appare e le scompare improvvisamente davanti, completamente nudo, e lei gli procura dei vestiti (poverino, mi sembra ovvio!). Ecco, questa cosa di lui che racconta a lei, che è solo una ragazzina, che un giorno si sposeranno, e lei che da quel momento non fa altro che aspettarlo, mi fa cadere le braccia...ma quale storia può nascere sulla base di queste premesse, solo perché "tanto è così che va a finire"?
    C'è questo forte senso di predeterminato, di ineluttabile. Si sa già molte pagine prima cosa accadrà e l'autrice non si smentisce mai, rovinando il pathos di quei pochi colpi di scena. Per esempio, sapevamo che Henry sarebbe morto molte pagine prima rispetto a quando è accaduto. Vabé che non ho neanche compreso la scelta di fargli perdere i piedi per ipotermia, poveretto, dato che la sua morte avviene in circostanze completamente diverse.
    Insomma, semplicemente l'ho trovato senza senso. Oltre che molto volgare in alcuni punti...cito ad esempio una frase
    "Se il coito orale fosse una disciplina olimpionica senza dubbio vincerei una medaglia"

    gesagt am 

  • 2

    Una storia d'amore insolita, tormentata e triste.
    Altro? No... e questo dettaglio rende il libro insopportabilmente lungo e inevitabilmente palloso.
    Le prime 150 pagine mettono a dura prova la lettura ...weiter

    Una storia d'amore insolita, tormentata e triste.
    Altro? No... e questo dettaglio rende il libro insopportabilmente lungo e inevitabilmente palloso.
    Le prime 150 pagine mettono a dura prova la lettura delle successive, perché viene da chiedersi "Ma 'sto libro è tutto così?". E fondamentalmente lo è.

    L'angosciante e claustrofobico discorso sul libero arbitrio (che, a quanto pare, non sarebbe altro che l'illusione di volere che le cose vadano come devono andare) ci spinge lentamente (leeentameeeeeenteee) fino all'epilogo, tragico ma già annunciato.

    Sembrerà strano a dirsi ma, per quanto mi riguarda, non sono riuscita ad affezionarmi molto ai due protagonisti, sebbene siano loro i due narratori/centri nevralgici della storia.
    Spesso e volentieri la loro reciproca devozione mi è sembrata al limite del patologico.
    Henry e Clare cominciano ad amarsi perché sì, e questo è il presupposto peggiore che una storia d'amore possa avere. Quei due si amano perché tanto sanno già che passeranno il futuro insieme... insomma, è come se si fossero innamorati dell'idea di essere destinati ad essere una coppia, più che dell'altra persona. Un amore indotto.
    Per quanto appaia indissolubile, quindi, il loro amore così estremo e ridondante non mi ha convinta fino in fondo. E' esasperante.

    Ho trovato molto più genuini e interessanti i personaggi secondari, come Gomez, Alicia, Ingrid o Kimy, ai quali sarebbe stato interessante vedere dedicato più spazio e una caratterizzazione meno stereotipata.

    gesagt am 

  • 4

    Inizialmente volevo assegnare tre stelle e mezza perché in fin dei conti si tratta di una lettura di puro intrattenimento, sotto la superficie della storia di Henry e Clare non è che vengano affrontat ...weiter

    Inizialmente volevo assegnare tre stelle e mezza perché in fin dei conti si tratta di una lettura di puro intrattenimento, sotto la superficie della storia di Henry e Clare non è che vengano affrontati temi di particolare profondità, per esprimere il concetto "all you need is love" bastano quattro minuti di canzone, lo sappiamo tutti… D'altra parte devo riconoscere all'autrice di aver ben eseguito il suo lavoro: questa vuole essere una lettura di intrattenimento, magari in alcuni dettagli un po' controversa, ma comunque fatta per il piacere di leggere una bella storia: mi ha ben intrattenuto, alla fine mi ha lasciato una sensazione decisamente vibrante. Il finale, non arrivo a dire che mi abbia commossa, ma comunque coinvolta, questo sì. Dunque alla fine della riflessione opto per le quattro stelle.

    Il viaggio nel tempo non mi ha mai entusiasmato, né come tema in sé, né come espediente attorno al quale costruire una trama avvincente e avventurosa. Ma qui l'avventura non c'entra, la capacità di viaggiare nel tempo da parte del protagonista maschile è presentata come un fatto quasi accidentale, viene proposta come una via di mezzo tra una mutazione genetica e una sorta di epilessia. Questa originale parte "tecnica" del racconto inizialmente risulta piuttosto contorta, per non dire cervellotica, ed il lettore può trovare una qualche difficoltà ad entrare in sintonia con il modo di vedere questa sorta di malattia da parte dell'autrice, e di capire i meccanismi che essa stessa gli ha assegnato. E' un po' complicato realizzare di poter seguire il protagonista maschile che si muove nel tempo come se fosse uno spazio ulteriore, una terza dimensione tranquillamente percorribile, mentre tutto il resto della storia e dei personaggi rimangono ancorati ad una cronologia tradizionale.
    La trama, cioè la storia dei due protagonisti Henry e Clare, è ben raccontata, magari un po' zuccherosa, interamente costruita sulla semplicità della loro vita quotidiana, che poi nel caso in questione tanto semplice non può essere, vista questa strana malattia di Henry. Questo escamotage del viaggio nel tempo ha permesso alla scrittrice, con un gusto molto hollywoodiano, di mettere insieme nello stesso personaggio sia il bravo ragazzo che il cattivo ragazzaccio. E a proposito di hollywood, bisogna osservare che in questo romanzo si trova un concentrato ai massimi livelli di usi e consuetudini americani: burro di arachidi a volontà, tacchino mostruoso per Natale, matrimonio con le damigelle tutte vestite uguali, palloncini che inondano la stanza di ospedale per la nascita del bebè, and so on...

    Come dicevo, sotto tutta questa superficie non è che si trovi la trattazione di temi particolarmente profondi. Però, a parte il fatto che l'intera storia si basa su un elemento di assoluta finzione, il finale non è esente da una qualche realistica e filosofica riflessione sulla effettiva relatività del concetto di tempo. Per un attimo mi è quasi sembrato di riuscire ad acciuffare, anzi a percepire l'idea che il tempo è per davvero una dimensione concreta e non un semplice istante presente con il vuoto davanti e dietro di sé.

    gesagt am 

  • 4

    Che dire? Che mi ha stretto il cuore? Che pur essendo una storia di fantasia mi sono rivista in molti suoi aspetti?
    Bello. Davvero, l'ho adorato. Ho pianto, ho riso, ho arricciato il naso, ma soprattu ...weiter

    Che dire? Che mi ha stretto il cuore? Che pur essendo una storia di fantasia mi sono rivista in molti suoi aspetti?
    Bello. Davvero, l'ho adorato. Ho pianto, ho riso, ho arricciato il naso, ma soprattutto mi sono sentita amica di Clare. L'ho capita, l'ho sostenuta, in ogni scelta, gesto, sospiro.

    gesagt am 

  • 5

    bellissimo, bellissimo, bellissimo

    il vero voto è di 4 stelle e mezzo, a causa del finale. Io ho problemi con i finali, lo ammetto. Mi deludono sempre. Questo libro ha ottenuto le sue 5 stelle fin dall'inizio, e le ha mantenute fino a ...weiter

    il vero voto è di 4 stelle e mezzo, a causa del finale. Io ho problemi con i finali, lo ammetto. Mi deludono sempre. Questo libro ha ottenuto le sue 5 stelle fin dall'inizio, e le ha mantenute fino a un centinaio di pagine dalla fine, dove è sceso a 4 e mezzo a causa di una conclusione che va scemando in sordina, e non regge il confronto con la tensione e la passione perfetta del resto del libro. Ma queste sono minuzie, perchè la storia in questione è semplicemente splendida, costruita benissimo, e tiene il lettore in uno stato di tensione costante. Il fatto è che la storia in sè, un uomo che viaggia nel tempo, è già un elemento di interesse, ma la Niffenegger riesce a costruire sopra questo una storia che di fantascientifico non ha nulla: amore, passione, vita quotidiana, e racconta cosi bene il tutto, da far sembrare, ad una analisi, che il viaggiare nel tempo sia l'elemento passato in secondo piano.

    gesagt am 

  • 4

    Pura evasione.

    Non tutti i libri hanno il compito di essere impegnati o di suscitare grandi riflessioni quindi "La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo" è un libro che vale la pena leggere quando si ha bisogno d ...weiter

    Non tutti i libri hanno il compito di essere impegnati o di suscitare grandi riflessioni quindi "La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo" è un libro che vale la pena leggere quando si ha bisogno di fare un tuffo in un mondo surreale fatto di viaggi nel tempo e fantasia.
    Bella la narrazione alternata tra i due protagonisti della storia, originale l'idea di come portare avanti una relazione amorosa se si è costretti a continui sbalzi temporali, molto romantiche alcune trovate dell'autrice.
    Per non anticiparvi nulla vi dirò che il finale diventa palese molto prima della fine del libro e che, per una semplice questione di gusto personale, l'avrei preferito diverso; ho comunque trovato in tal senso interessante la scelta di Audrey Niffenegger.
    Nel complesso è un romanzo che si legge volentieri e che consiglierei a tutti i romantici ed a chi ama le storie di pura fantasia.

    http://www.mr-loto.it/recensioni/moglie-uomo-viaggiava-tempo.html

    gesagt am 

  • 2

    Otto marzo - 08 mar 14

    Avevo delle aspettative strane basendomi sul titolo e sulle immagini che poteva evocare. Pur-troppo tutte fallaci. Non che mi aspettassi un libro di fantascienza, ma l’idea di base del ro-manzo avrebb ...weiter

    Avevo delle aspettative strane basendomi sul titolo e sulle immagini che poteva evocare. Pur-troppo tutte fallaci. Non che mi aspettassi un libro di fantascienza, ma l’idea di base del ro-manzo avrebbe dovuto trovare, da qualche parte, una sua soluzione e/o spiegazione. Invece rimane lì, per tutte e 500 le pagine, lasciandomi, alla fine, discretamente insoddisfatto. Non si saprà mai perché Henry, il protagonista, sia una PCD (Persona Cronologicamente Disturbata) e che quindi i suoi geni lo trasportano qua e là nel corso del tempo. Visto poi soggettivamente, in effetti, Henry sembra un essere immortale, perché, andando su e giù per gli anni, vive la sua vita un numero considerevole di volte. Tanto che, in alcuni momenti, è presente in un luogo con due età differenti (tipo “Ritorno al futuro”). E questo contrasta con l’assunto, che anche l’autrice fa, che non si posso alterare il tempo ed i fatti. Tanto che, quando viaggia nel tempo, Henry si ritrova sempre nudo, che portare vestiti in epoche diverse creerebbe alterazioni. Inoltre Henry non è consapevole del suo potere genetico, cioè lo subisce, per cui, ogni tanto, senza che lui sappia perché né come (a parte accusare stati di stress emotivo ed altre concause) si trova da un'altra parte. La storia, vista nel suo scorrere lineare, ci presenta appunto questo Henry, figlio di due musicisti, cui muore la madre a 6 anni in un incidente d’auto. Il padre un po’ lo accudisce, un po’ delega la vicina, la simpatica coreana Kim. Henry cresce, trova lavoro come bibliotecario, ha un po’ di avventure con diverse donne, fino ad incontrare LA donna della sua vita, Clare. Che sposa, e con cui costruisce una vita dignitosa, almeno nel presente di Clare. Diventa amico dei suoi amici, Gomez e Charisse. Aiuta Clare nel suo lavoro di artista. Poi passano un lungo periodo nel cercare di avere una prole. Che arriverà ma solo dopo sei aborti. Nasce Alba, che eredita, ma questa volta in modo consapevole, il dono paterno. Poi, almeno nella cronologia di Clare, Henry morirà. Ci sono anche altri sviluppi sentimental-buonisti, come la redenzione del padre di Henry che, sprofondato nell’alcool, ne uscirà per insegnare il violino ad Alba. Come lo spacciatore Ben, malato non terminale di AIDS, che aiuterà Henry con droghe varie a tenere, talvolta, sotto controllo il suo ondivagare. Ed altri avvenimenti minori. Ma detto così, il romanzo non è che un modello americano alla Casati Modignani (senza togliere nulla a Sveva, che ha scritto anche cose leggibili seppur non eccelse). L’incasinamento, e talvolta la bellezza, del romanzo deriva da due modalità narrative usate dalla scrittrice. La prima è quella delle due voci. Tutto il libro è narrato a due voci da Henry e da Clare. Spesso narrandoci lo stesso avvenimento dalle due prospettive. Spesso facendo proseguire la storia da una voce all’altre. Ed in questo, devo dire, quando la scrittrice da voce a Clare si sentono meglio sofferenze e gioie. E forse non è un caso che nel titolo si parli di “moglie dell’uomo”. Mi piace di più quando parla Clare, che vive una strana vita, ma la vive sua. Non Henry, che, andando su e giù, si intorcina spesso. Si mette in situazioni imbarazzanti, soprattutto perché si ritrova sempre nudo da qualche parte. E facilmente la risolve quando trova dei vestiti. Non altrettanto quando si trova in un magazzino al gelo sottozero (e subirà forti danni) o quando verrà preso a fucilate comparendo improvvisamente in un prato (e non vi dirò né chi gli spara né le conseguenze di ciò). La seconda, che invece rende (o almeno ha reso a me) difficile la lettura, è il fatto che ogni capitolo, a volte anche ogni paragrafo, è preceduto dall’indicazione temporale di quando siamo (giorno, mese ed anno). E di quanti anni ha in quel momento Henry e di quanti ne ha Clare. Perché, e qui c’è il gioco magico iniziale che da spunto e vivacità a tutta la prima parte, Henry conosce Clare quando lei ha 6 anni e lui 30. E non si capisce come, ma il luogo dove si incontrano (il giardino di casa di Clare) sarà quello più visitato da Henry durante i suoi viaggi. Come se ci fosse un buco temporale che lo porta lì. Peccato che, mentre Clare cresce linearmente, Henry si presenta ogni volta con età diverse. Questo è il gioco, come detto, che poi si ripercuote per tutto il libro. Dove Henry incontra a volte persone che in qualche su e giù ha già incontrato. A volte non si ricorda lui, a volte la persona che gli sta di fronte. Ma è tutta un’immane fatica, capire chi sia Henry in quel momento, chi sia Clare, tanto che a volte dovevo tornare indietro per rileggere la data. Certo, l’assunto finale di un amore che vada al di là dello spazio e del tempo, e che lega per sempre i due, è piacevole. Ed anche sentimentalmente ben congeniato. Ci vuole però tutta la pazienza e l’amore di Clare per sopportare una vita siffatta. Quindi, onore al merito della scrittura. Onore ai buoni sentimenti. Peccato per un’opera che, nelle premesse, avrebbe potuto meritare di più.
    “Quando vivi con una donna impari ogni giorno qualcosa.” (275)
    “A Chicago ci sono così tanti esempi di ottima architettura che ogni tanto l’amministrazione comunale si sente spinta a distruggerne qualcuno per costruire edifici orrendi che ci aiutino ad apprezzare quelli belli.” (329)

    gesagt am 

  • 3

    Mi è piaciuto... gli ho dato solo tre stelline perchè mi ha fatto piangere anche se la storia è stata davvero originale e mai noiosa

    gesagt am 

Sorting by