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Die Kapuzinergruft

By Joseph Roth

(14)

| Paperback | 9783462018288

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192 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Forse una delle più pulite e nette penne della narrativa internazionale. Descrizioni talmente nitide da essere tangibili, da sentirsi dentro la barba bluastra di un personaggio e nei forti e bianchi denti dell'altro. Peccato per la tematica, che mi r ...(continue)

    Forse una delle più pulite e nette penne della narrativa internazionale. Descrizioni talmente nitide da essere tangibili, da sentirsi dentro la barba bluastra di un personaggio e nei forti e bianchi denti dell'altro. Peccato per la tematica, che mi risuona stantia e poco avvincente e mi impedisce di proseguire oltre la metà del libro. Oggi non va giù, magari in futuro... comunque chapeau, grandissimo narratore.

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    Sofia said on Aug 25, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    All'epoca - età scuole superiori- mi piacque tantissimo...

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    Cerrotorre said on Aug 21, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il romanzo è tardivo e nostalgico. Narra la storia tipica di un eroe decadente con i suoi temi in voga almeno ventanni prima di quelli nei quali il libro è stato scritto, in più con l'uso di forme e strumenti risalenti al secondo Ottocento. Non cred ...(continue)

    Il romanzo è tardivo e nostalgico. Narra la storia tipica di un eroe decadente con i suoi temi in voga almeno ventanni prima di quelli nei quali il libro è stato scritto, in più con l'uso di forme e strumenti risalenti al secondo Ottocento. Non credo di essere severo dicendo che esistono romanzi molto più belli ed intensi di questo con cui occupare il proprio tempo.

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    Nobile Dellorefice said on Aug 21, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La fine dell'impero Austro-ungarico

    Importante testimonianza letteraria sulla fine di una società privilegiata ed ottocentesca, che descrive passo passo il tramonto di un grande impero, quello asburgico fino ai primissimi segnali della nascita del nazismo.
    Alla fine, Joseph Roth dimost ...(continue)

    Importante testimonianza letteraria sulla fine di una società privilegiata ed ottocentesca, che descrive passo passo il tramonto di un grande impero, quello asburgico fino ai primissimi segnali della nascita del nazismo.
    Alla fine, Joseph Roth dimostra di essere un fine narratore, e ci propone nell'insieme anche una pregnante storia familiare che contribuisce a dare solidità ed interesse al suo romanzo di carattere storico.

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    Umberto R. said on Aug 12, 2014 | Add your feedback

  • 5 people find this helpful

    Sono Joseph Roth, non Francesco Ferdinando Trotta!

    Parigi 1938.
    J. Roth dietro il tavolino 50 x 50 di una brasserie tracanna alcolici assortiti e scrive, scrive sotto dettatura la vita del fantasma di Francesco Ferdinando Trotta così uguale alla sua. La mano gli trema maledettamente. Un altro bicchi ...(continue)

    Parigi 1938.
    J. Roth dietro il tavolino 50 x 50 di una brasserie tracanna alcolici assortiti e scrive, scrive sotto dettatura la vita del fantasma di Francesco Ferdinando Trotta così uguale alla sua. La mano gli trema maledettamente. Un altro bicchierino gliela renderebbe più ferma. Al diavolo i buoni propositi anche perché questo parvenu cantilena con voce spenta: -“Sopra i bicchieri dai quali spavaldamente bevevamo, la morte invisibile incrociava già le sue mani ossute.”
    Al diavolo questo sloveno d’origine ma dandy viennese d’adozione.
    Lui, l’esule ebreo, beve invece deliberatamente! Sa di avere i giorni contati. Lo specchio, stamattina, chiaramente si era divertito a riflettere il suo collo allungato e rinsecchito e la pancia sempre più gonfia.
    Ed ora anche questo Trotta, un parvenu fuggiasco, rimesta nella sua vita con storie di un uomo mai cresciuto.
    – “ Frequentavo l’allegra, anzi sfrenata, compagnia di giovani aristocratici, l’ambiente che, dopo quello degli artisti, più mi era caro nel vecchio impero.”

    Il fantasma parla e Joseph scrive. Gli giura e spergiura di non essere stato un decadente.
    –“ Era di moda allora , poco prima della grande guerra, una beffarda arroganza, una fatua professione di cosiddetto decadentismo, di stanchezza immensa, mezzo simulata, e di noia senza motivo “.
    Come se questo tardivo scusarsi con una chiamata in correo degli amici potesse cancellare la colpa di aver finto di non vedere. Come se questo tardivo accusare le calde braccia imperiali di avergli impedito di diventare consapevole o il confessare di non essere stato antisemita, ma solo perché lo era il suo portiere, o l’asserire di non essersi mai occupato di politica potessero assolverlo dal delitto di avere lasciato fare.

    Così pensa Roth mentre con mano incerta scrive le memorie di quell’uomo senza qualità. Oh, l’ex impero sarà pieno di ex privilegiati, ora pezzenti, in pellegrinaggio alla Cripta dei cappuccini, sulle tombe imperiali!
    Ma senza la sua penna d’ebreo queste elucubrazioni tardive e superficiali sull’amor di patria o per una certa confusa Elisabeth o per una madre imbalsamata dentro un passato appassito, sarebbero destinate all’oblio. Non sarebbe un gran male se non testimoniassero la comoda inettitudine di un ceto sociale così simile alla nobiltà di Versailles a cui non segue la rivoluzione francese ma il nazismo!
    E certo, quanto è pelosa questa nostalgia di un mondo migliore ma solo per loro, ariani e cristiani. Cosi’ rimugina Roth mentre scrive e sfronda.
    “Accetto di buon grado il destino di essere dimenticato, ma non quello di essere il narratore del dimenticato. A stento mi si capirebbe se per esempio al giorno d’oggi mi arrischiassi a parlare di libertà, di onore, figuriamoci poi della prigionia. In questi anni è meglio tacere. Io scrivo unicamente allo scopo di chiarirmi a me stesso” , si ripete mentre testimonia la ridicola “ravvedutezza” dell’ultim’ora del Trotta, che va in guerra non con i suoi pari ma con gli amici e parenti proletari! E ci va come se andasse a nozze perché la guerra è bella!

    L’alcolizzato, cirrotico ma intelligente ebreo Roth non batte ciglio quando, infine, il fantasma in un ultimo sussurro racconta :
    -" Dunque, anche quella sera andai al caffè…Non mi consideravo forse da tempo ormai, da quando ero tornato dalla guerra, uno che era vivo per errore?...Come potevano riguardarmi ancora le cose di questo mondo?...la porta del caffè fu spalancata e sulla soglia apparve un giovane stranamente abbigliato. Portava gambali neri di cuoio e un tipo di berretto militare che mi faceva pensare a un vaso da notte …L’uomo disse: compatrioti! Il governo è caduto. Abbiamo un nuovo governo popolare tedesco!”
    Riporta scrupolosamente le testuali parole di quel degno rappresentante della sua casta che non trova niente di meglio da fare che visitare il sarcofago del suo imperatore Francesco Giuseppe e di gridare : Dio conservi!

    C’è ben poco da aggiungere. Quello scemo si sputtana da sé. A lui basta per denunciare i colpevoli, i veri colpevoli della catastrofe.
    Lui non vuole, come Trotta, essere uno vivo per errore o malgrado se stesso; confida nell’unico suo grande amico: l’alcol.

    Tra un anno, grossomodo, morirà, sperando solo che stupidi critici non lo identifichino con l’altrettanto stupido, inetto e inutile nostalgico Trotta.

    Splendido.

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    Maria Francesca e basta said on Jul 18, 2014 | 6 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Non riesco a dare più di tre stelline, e questo mi dispiace, perché Roth è un autore che apprezzo moltissimo. Purtroppo non ho trovato nulla di eccezionale ne "La Cripta dei cappuccini", se non il fatto che la desolazione e il disorientamento del pro ...(continue)

    Non riesco a dare più di tre stelline, e questo mi dispiace, perché Roth è un autore che apprezzo moltissimo. Purtroppo non ho trovato nulla di eccezionale ne "La Cripta dei cappuccini", se non il fatto che la desolazione e il disorientamento del protagonista sono quelli di un intero popolo che vede frantumarsi il proprio mondo a causa della Grande Guerra e del crollo di un Impero secolare.
    Probabilmente non era il momento giusto per leggerlo, forse lo riprenderò...

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    Ellis_4733 said on Jul 15, 2014 | Add your feedback

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