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Die Strasse der Ölsardinen

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Verleger: Dtv

4.0
(489)

Language:Deutsch | Number of Seiten: 152 | Format: Others | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) English , French , Italian , Dutch , Czech , Spanish

Isbn-10: 3423106255 | Isbn-13: 9783423106252 | Publish date: 

Auch verfügbar als: Mass Market Paperback

Category: Fiction & Literature , Humor , Science Fiction & Fantasy

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Buchbeschreibung
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  • 4

    La tenda di Steinbeck

    Steinbeck ci accompagna tenendoci per mano dietro quella tenda che nasconde un mondo tutto da svelare. Quando l'autore discosta il velo con le parole riesce a farci entrare perfettamente nel vicolo ...weiter

    Steinbeck ci accompagna tenendoci per mano dietro quella tenda che nasconde un mondo tutto da svelare. Quando l'autore discosta il velo con le parole riesce a farci entrare perfettamente nel vicolo Cannery allora davanti ai nostri occhi compare Mr. Chong intento ad occuparsi del suo locale, il dottore che corre di qua e di là alla ricerca dei gatti, le ragazze della Dora e Mack, quasi il protagonista di questo quadretto, che è intetno ad occuparsi di qualcosa, come sempre. Il vicolo è sicuramente una metafora ma visto solo con gli occhi dell'America di quei tempi è uno spaccato storico dai profili sociali che ben si può inserire in un compendio storico.

    gesagt am 

  • 4

    Citazione

    Il Dottore disse: «Guardateli. Ecco i veri filosofi. Credo», continuò, «che Mack e i ragazzi sappiano tutto quello che è accaduto a questo mondo, e forse anche quello che accadrà. Credo che ...weiter

    Il Dottore disse: «Guardateli. Ecco i veri filosofi. Credo», continuò, «che Mack e i ragazzi sappiano tutto quello che è accaduto a questo mondo, e forse anche quello che accadrà. Credo che sopravvivano in questo nostro mondo meglio dell'altra gente. In un'età in cui la gente si logora per ambizione, per nervosismo, per avidità, loro riposano. Tutti i cosiddetti uomini che hanno successo sono malati, con lo stomaco e l'anima malandati, ma Mack e i ragazzi sono sani e stranamente puri. Possono fare quello che vogliono. Possono soddisfare i loro appetiti senza dare a essi un altro nome».«Potrebbero guadagnarne», disse il Dottore. «Potrebbero rovinarsi la vita e far denaro. Mack ha delle qualità geniali. Sono tutti molto intelligenti, quando vogliono qualche cosa. Ma conoscono la natura delle cose troppo bene, per rendersi schiavi dei desideri.»

    gesagt am 

  • 0

    I gatti scivolano oltre le siepi e colano giù come sciroppo alla ricerca di teste di pesce. Cani silenziosi e mattinieri si muovono maestosi cercando e scegliendo giudiziosamente un luogo dove ...weiter

    I gatti scivolano oltre le siepi e colano giù come sciroppo alla ricerca di teste di pesce. Cani silenziosi e mattinieri si muovono maestosi cercando e scegliendo giudiziosamente un luogo dove pisciare. I gabbiani scendono sbattendo le ali sui tetti degli stabilimenti, ad aspettare i rifiuti della giornata. Dagli scogli viene il ruggito dei leoni marini, simile al latrato dei cani. Nei giardinetti dietro le case i topitalpa, sollevando cumuli mattutini di terra fresca e umida, vengono fuori e si portano fiori nelle loro tane.

    Vicolo? Difficile pensare a un vicolo, anche ai tempi di Steinbeck. Cannery Row è un’ampia strada, parallela all’Oceano, fiancheggiata da ristoranti, negozi di souvenir – non solo paccottiglia turistica, il lusso vuole la sua parte – e dalle cannery, gli stabilimenti di sardine in scatola. E, al centro, il monumento al suo cantore, John Steinbeck, che in questo libro riprende i temi picareschi di “Pian de la Tortilla” – anche Danny e i suoi amici, di tanto in tanto, riuscivano a lavorare precariamente nelle fabbriche di sardine.

    Non ho dubbi che Fabrizio De André, che amava Steinbeck, abbia pescato in questo romanzo molti degli stilemi per rappresentare i suoi eroi di Via del Campo, della Città vecchia e di altre canzoni. Il capitolo introduttivo contiene assonanze molto forti. I suoi abitanti sono, come disse uno una volta, “Bagasce, ruffiani, giocatori e figli di mala femmina”. Se costui avesse guardato attraverso un altro spiraglio avrebbe potuto dire: “Santi e angeli e martiri e uomini di Dio”, e il significato sarebbe stato lo stesso.

    Steinbeck non si limita a parlarci degli uomini, dei perdigiorno, del Dottore, di Dora e le sue ragazze, di Lee Chong. Ci sono tanti animali, da quelli che scorrazzano in – o volano su – Vicolo Cannery a quelli che il Dottore raccoglie con intenti scientifici. Una sorta di contrappunto alle vite degli uomini, così che il penultimo capitolo, la storia di un topotalpa narrata con l’immedesimazione dei favolisti greci, sembra la chiave di lettura del libro, il bisogno di una libertà per cui bisogna essere disposti a pagare, anche il prezzo della solitudine.

    Anche Mack e i ragazzi girano nelle loro orbite. Sono le Virtù, le Grazie, le Bellezze della follia frettolosa e mutilata di Monterey e della cosmica Monterey, dove gli uomini per fame e paura distruggono il loro stomaco nella lotta per assicurarsi un cibo certo, dove gli uomini avidi d’amore distruggono tutto quello che hanno di degno d’amore. Che vantaggio ha un uomo se fa suo il mondo intero e ne viene in possesso con un’ulcera gastrica, con la prostata mal ridotta e con le lenti bifocali?

    gesagt am 

  • 4

    Protagonista del romanzo é il vicolo Cannery e i suoi abitanti. Steinbeck ha la grande capacità di farti voler bene ai suoi personaggi, personaggi mai piatti o noiosi, Mack e i ragazzi, Lee Chong, ...weiter

    Protagonista del romanzo é il vicolo Cannery e i suoi abitanti. Steinbeck ha la grande capacità di farti voler bene ai suoi personaggi, personaggi mai piatti o noiosi, Mack e i ragazzi, Lee Chong, Dora e le sue ragazze, Doc, Harry il pittore, Mr. Malloy e signora. Per non parlare poi delle descrizioni, semplicemente magnifiche, dalla grande forza evocativa. Leggerlo in inglese é stata una scoperta: nessun traduttore delle opere che ho letto finora é riuscito a riportare in italiano la forza e la bellezza della lingua di Steinbeck.

    gesagt am 

  • 3

    Tre stelle e mezzo

    "Un'avvelenata sfogliatella alla crema": ė così che Steinbeck stesso definisce il suo libro.

    Letto perché in un'intervista Christopher Moore ha dichiarato che Vicolo Cannery è stato uno dei ...weiter

    "Un'avvelenata sfogliatella alla crema": ė così che Steinbeck stesso definisce il suo libro.

    Letto perché in un'intervista Christopher Moore ha dichiarato che Vicolo Cannery è stato uno dei libri che l'hanno ispirato di più. In effetti ha la stessa atmosfera surreale che si ritrova nei libri di Moore. Libro a cui non riesco a dare né tre stelle, né 4: mi rendo conto che è molto ben scritto, che è ricco di trovate geniali, di passaggi che colpiscono, ma non è stata una di quelle letture che mi ha messo addosso l'urgenza di arrivare alla fine.

    gesagt am 

  • 4

    Un libro di John Steinbeck non è semplicemente una storia, ma una porta spalancata sul mondo! Pochi scrittori hanno qualità e capacità di comunicare tanta comprensione e indulgenza verso gli altri ...weiter

    Un libro di John Steinbeck non è semplicemente una storia, ma una porta spalancata sul mondo! Pochi scrittori hanno qualità e capacità di comunicare tanta comprensione e indulgenza verso gli altri ai propri personaggi, tanto colore nei loro tratti e tanto calore nella narrazione. L’umanità che vive nei suoi libri è rappresentata fedelmente nella propria imperfezione e, che sia la virtù o il vizio a caratterizzarla, la penna dello scrittore non sembra mai volersi prender la briga di giudicare. “Vicolo Cannery” non è diverso di molte altre sue opere, ma è certamente uno dei suoi libri più divertenti e godibili: traspirano dalle pagine un gran senso dell’umorismo e del dramma, una sconfinata pietà unita a un lucido cinismo che non hanno eguali nei suoi contemporanei.

    gesagt am 

  • 4

    scritto prima di "Quel fantastico giovedì" ne anticipa molti dei personaggi. Ma a mio avviso né è leggermente inferiore. In certi punti eccede in un lirismo che stona un po' col tono e col resto ...weiter

    scritto prima di "Quel fantastico giovedì" ne anticipa molti dei personaggi. Ma a mio avviso né è leggermente inferiore. In certi punti eccede in un lirismo che stona un po' col tono e col resto della storia

    gesagt am 

  • 4

    http://despuesdelnaufragio.blogcindario.com/2013/12/01403-cannery-row-john-steinbeck.html

    Parece que no pasa nada en Cannery Row, que las historias y los personajes se deslizan, como dice Steinbeck ...weiter

    http://despuesdelnaufragio.blogcindario.com/2013/12/01403-cannery-row-john-steinbeck.html

    Parece que no pasa nada en Cannery Row, que las historias y los personajes se deslizan, como dice Steinbeck al inicio del libro, que más que una historia se recolectan anécdotas de un puñado de personajes libres. Pero bajo esa apariencia de sencillez y placidez, Steinbeck da voz a una pequeña comunidad donde sobreviven vagabundos despreocupados, pescadores, prostitutas, comerciantes o científicos y habla de amistad, de la vida como una lucha entre el bien y el mal, de las diferentes maneras de encarar el día a día, de construir un hogar utópico en una cabaña con media docena de desarraigados, de las huellas que dejó la depresión. Cannery Row, en Monterrey, California, es un poema, un hedor, un ruido chirriante, una cualidad de la luz, una tonalidad, un hábito, una nostalgia, un sueño. Cannery Row es el orden y la dispersión, la hojalata y el hierro, la herrumbre y la madera astillada, las aceras descascarilladas, los solares invadidos de hierbajos y las pilas de escombros, las conserveras de sardinas construidas con chapa acanalada, los bares ruidosos, los restaurantes y los prostíbulos y las pequeñas tiendas de comestibles atestada y un los laboratorios y las cabañas. Sus habitantes son, como un hombre dijo una vez, «putas, chulos, tahúres e hijos de puta», dando a entender que se refería a Todos. Si el hombre hubiera atisbado por otro agujero podría haber dicho «santos y ángeles y mártires y seres benditos», lo que hubiera significado lo mismo.

    Cannery Row me recuerda a Tortilla Flat, hay euforia y humor, la mirada sobre una parte invisible de la sociedad, los solares donde se acumula el abandono, los vagabundos que hacen de una cabaña un hogar y una manera de entender la vida fuera de las reglas de la sociedad. Como en Tortilla Flat, las peleas, el alcohol, las ideas peregrinas y estrafalarias que acaban de manera desastrosa, los personajes que aspiran a vivir con tranquilidad, sin grandes deseos más allá de un hogar, algo de whisky, una buena pelea.

    En Cannery Row viven Doc, un biólogo bondadoso que ama los libros y la música y Mack, un tipo entrañable que crea una comunidad utópica donde descansar y preocuparse de las pequeñas cosas, Lee Chong, un comerciante con una larga lista de cuentas por cobrar y Frankie, un niño que se escabulle en el laboratorio de Doc para sentirse a salvo, también viven presencias fantasmales, un misterioso chino y el sonido de su suela suelta al andar, un par de fantasmas dentro de un barco, el rostro de una mujer muerta en la costa. En Cannery Row hay cabañas herrumbrosas y solares donde pasar una noche, hay una luz plateada y el sonido de las conserveras, hay un laboratorio con gramófono y libros y extrañas especies marinas, hay pintores que construyen barcos que nunca terminarán por miedo al mar.

    Me gusta esta novela de Steinbeck, la otra cara de Las uvas de la ira, su mirada a pequeñas comunidades que parecen fuera de la sociedad, a hombres y mujeres que no rehuyen las peleas y que tienen una visión de la vida pausada y tranquila, la escritura a veces reflexiva, a veces humorística, siempre sencilla, tierna, costumbrista.

    Doc estaba sentado en el laboratorio con Richard Frost. Bebían cerveza y escuchaban un nuevo álbum de Scarlatti y miraban por la ventana. Frente al Palacio de la Cabaña había un ancho madero y en él estaban sentados Mack y los muchachos, tomando el sol del mediodía. Miraban en dirección al laboratorio. -Mírelos -dijo Doc-. Son auténticos filósofos. Creo -prosiguió- que Mack y los muchachos saben absolutamente todo lo que ha ocurrido en el mundo y posiblemente todo lo que sucederá. Creo que sobreviven en este peculiar mundo mejor que cualquier otra persona. En un tiempo en que las personas se despedazan unas a otras con ambición y crispación y codicia, ellos viven tranquilos. Todos los que llamamos hombres de éxito son enfermos, con malos estómagos y almas miserables, pero Mack y los muchachos son saludables y extrañamente limpios. Pueden hacer lo que quieran. Pueden satisfacer sus apetitos sin rebautizarlos con otros nombres. El discurso le secó tanto la garganta que Doc vació su vaso. Chasqueó los dedos y sonrió. -No hay nada en el mundo como el sabor de la cerveza -dijo. -Creo que son como cualquiera -dicho Richard Frost-. Simplemente no tienen dinero. -Podrían tenerlo -dijo Doc-. Podrían arruinarse la vida y conseguir dinero. Mack tiene talentos de genio. Son muy listos cuando desean algo. Simplemente conocen demasiado la naturaleza de las cosas como para dejarse atrapar por los deseos. John Steinbeck Cannery Row (traducción de José Luis Piquero. Navona)

    gesagt am 

  • 4

    Una scrittura scorrevole e coinvolgente, allegra e allo stesso tempo se ci si riflette tragica. Già dall'incipit stesso bastano poche parole a creare immagini capaci di immergerti nell'atmosfera di ...weiter

    Una scrittura scorrevole e coinvolgente, allegra e allo stesso tempo se ci si riflette tragica. Già dall'incipit stesso bastano poche parole a creare immagini capaci di immergerti nell'atmosfera di Monterey, quasi a coglierne gli odori stessi. Romanzo corale, è l'unione del gruppo la loro unica forza, la vita vissuta di espedienti, non venire mai a capo di nulla di concreto, forse è vero quello che dice uno dei protagonisti, ci sono persone così, che non potranno mai avere una vita diversa e che non impareranno mai dai propri sbagli. Coraggio o assoluta mancanza il fatto di riconoscere la propria indole, senza nascondersi? Non lo so, non riesco a non parteggiare per la “banda”. Mi dispiace non abbia approfondito alcuni personaggi che in poche righe mi hanno conquistata per sempre. Trovo che la grande capacità di Steinbeck è proprio quella di rendere così reali e vivi i suoi protagonisti.

    gesagt am 

  • 4

    "Mack e i ragazzi girano nelle loro orbite. Sono le Virtù, le Grazie, le Bellezze della follia frettolosa e mutilata di Monterey e della cosmica Monterey, dove gli uomini per fame e paura ...weiter

    "Mack e i ragazzi girano nelle loro orbite. Sono le Virtù, le Grazie, le Bellezze della follia frettolosa e mutilata di Monterey e della cosmica Monterey, dove gli uomini per fame e paura distruggono il loro stomaco nella lotta per assicurarsi un cibo certo, dove gli uomini avidi d'amore distruggono tutto quello che hanno di degno d'amore." Poche parole per definire un mondo, tutto chiuso nel Vicolo Cannery. Vite al limite, quasi rassegnate al loro destino. Molti sono i personaggi in questo romanzo, la maggior parte appena accennati e soltanto pochi ben costruiti: Mack e il gruppo di compagni, Dora e il bordello e la figura del Dottore. Quest'ultimo, con Mack, è stato il mio protagonista preferito. Un uomo apparentemente indifferente a tutto, che invece nasconde un profondo dolore. L'umanità emerge dolcemente fra le pagine, soprattutto verso gli ultimi capitoli, i momenti speciali in cui ho ritrovato la cifra di Steinbeck, come sempre magnetico nello scavare l'animo anche attraverso brevi frammenti.

    gesagt am 

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