Die Triffids

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Verleger: Heinrich & Hahn

4.1
(739)

Language: Deutsch | Number of Seiten: 261 | Format: Hardcover | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) English , Spanish , French , Italian , Catalan , Dutch , Russian , Japanese , Chi traditional , Czech , Polish

Isbn-10: 3865970362 | Isbn-13: 9783865970367 | Publish date: 

Category: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Buchbeschreibung
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  • 4

    Convincente romanzo di fantascienza (post)apocalittica,mi ha fatto riscoprire il gusto per questo genere di letture un po' abbandonato negli ultimi anni.
    Nell'Inghilterra del secondo dopo guerra dopo ...weiter

    Convincente romanzo di fantascienza (post)apocalittica,mi ha fatto riscoprire il gusto per questo genere di letture un po' abbandonato negli ultimi anni.
    Nell'Inghilterra del secondo dopo guerra dopo una notte in cui i cieli sono solcati dalla caduta di comete (o satelliti?),gran parte dell'umanità si ritrova cieca mentre una specie vegetale potenzialmente mortale (i trifidi), coltivata fino a quel momento per profitto, comincia a contendere sempre più spazio ai sopravvissuti ancora in grado di vedere.
    Pur senza grandi effetti speciali mi è proprio piaciuto questo libro; belle le pagine in cui questa vegetazione ostile sembra impossessarsi dei manufatti umani (pensare che il libro è del 1951 e anticipa in pratica l'argomento del recentissimo Il mondo senza di noi, profetico), ma notevoli anche tutte le considerazioni del protagonista sulla fine della morale e delle istituzioni correnti per trovare una nuova forma di coesistenza (chi propone un neofeudalesimo, chi l'isolamento). Molto interessante.

    gesagt am 

  • 4

    Trifidi = zombie

    Premessa : non sono amante della fantascienza e detesto nel senso più ampio del termine il genere horror in tutte le sue manifestazioni...libri, fumetti, zombie e serie televisive.
    Tornando al libro… ...weiter

    Premessa : non sono amante della fantascienza e detesto nel senso più ampio del termine il genere horror in tutte le sue manifestazioni...libri, fumetti, zombie e serie televisive.
    Tornando al libro… perché l’ho letto?!
    Era un regalo provocatorio :)

    La prima parte, davvero molto bella ed emozionante, crea una suspense che poi prosegue in modo altalenante, rapidamente, con un susseguirsi di azioni, spostamenti, incontri, spesso prevedibili intervallati da qualche battuta banale e fuori luogo. Pazienza!
    Però…è una lettura molto scorrevole, infatti l’ho letto in due giorni.
    A parte qualche considerazione sulla formazione di società post-apocalittiche e sul senso etico-morale dei sopravvissuti, non mi ha fatto molto riflettere. Ho preferito Il signore delle mosche in cui l’azione è minima, le descrizioni piene di suspense e notevoli le riflessioni sull’organizzazione di nuove società.

    Non commento la copertina… altrimenti dovrei togliere una stellina :)

    gesagt am 

  • 4

    Nel suo genere (il post-apocalittico), è un classico.
    Leggendolo, mi sono accorto di come tanti, direttamente o indirettamente, hanno attinto da qui.
    I trifidi sono solo un pretesto, come ogni buon ro ...weiter

    Nel suo genere (il post-apocalittico), è un classico.
    Leggendolo, mi sono accorto di come tanti, direttamente o indirettamente, hanno attinto da qui.
    I trifidi sono solo un pretesto, come ogni buon romanzo di questo genere, il vero tema è la società (oltre che la paura della precarietà della civiltà), affrontato secondo me molto bene.
    Narrativamente è ottimo: la scrittura è semplice e gradevole, il ritmo perfetto. Manca forse di emotività, a parte un paio di momenti drammatici particolarmente riusciti.

    Secondo me, ogni appassionato di fantascienza dovrebbe leggerlo, è invecchiato benissimo, riuscendo a mantenere diversi spunti interessanti anche ai giorni d'oggi.
    Forse qualche cliché di troppo, in realtà però giustificabile e funzionale alla trama.

    gesagt am 

  • *** Dieser Kommentar enthält Spoiler! ***

    5

    Molto bello, davvero! La scusa di utilizzare la fantascienza (o il fantastico in generale) per fare una critica/valutazione sulla società contemporanea dell'autore è vecchia come il mondo, ovviamente. ...weiter

    Molto bello, davvero! La scusa di utilizzare la fantascienza (o il fantastico in generale) per fare una critica/valutazione sulla società contemporanea dell'autore è vecchia come il mondo, ovviamente. Eppure qui il tutto è reso molto bene, con la scusa dell'avvento dei trifidi (tra l'altro, nati per colpa dell'uomo) che fa da base all'analisi di una società che viene privata improvvisamente di (quasi) tutte le convenzioni e le comodità, e i cui soggetti sono costretti a sopravvivere dovendo ricreare l'organizzazione sociale di base. Insomma, una visione post-apocalittica che, pur essendo scritta a metà '900, è totalmente attuale. Ne è valsa la pena.

    gesagt am 

  • 5

    Quando si dice un capolavoro

    Non ci sono alieni assurdi, o viaggi intergalattici. Il romanzo si svolge sulla Terra e la minaccia è frutto solo dell'intervento umano. Questo fantastico romanzo, che fin dall'inizio getta (letteralm ...weiter

    Non ci sono alieni assurdi, o viaggi intergalattici. Il romanzo si svolge sulla Terra e la minaccia è frutto solo dell'intervento umano. Questo fantastico romanzo, che fin dall'inizio getta (letteralmente) il lettore dentro l'azione pura in una dimensione adrenalinica e carica di suspence, è uno di quei classici che hanno fatto la storia della SF. Assolutamente da leggere. La tensione resta alta fino alla fine. Dalla storia sono stati ricavati due film.

    gesagt am 

  • 4

    Quasi profetico....

    Un buon romanzo di fantascienza (distopica) che dietro ad una trama abbastanza esile nasconde due grandi idee:la prima è rappresentata dai trifidi, mostruose piante in grado di uccidere e mangiare gli ...weiter

    Un buon romanzo di fantascienza (distopica) che dietro ad una trama abbastanza esile nasconde due grandi idee:la prima è rappresentata dai trifidi, mostruose piante in grado di uccidere e mangiare gli esseri umani e la seconda è data dall'intonazione post apocalittica del finale, in quanto,come purtroppo accade anche nella realtà, anche in questa grande sciagura nascono reucci e ras che vogliono sfruttare il dolore e la distruzione per instaurare il loro potere.

    Se nel complesso "I figli dell'invasione" è superiore come portata teorica qui troviamo più azione e una trama che, per quanto leggera, si dipana in maniera agile e veloce.

    Comunque superiore a quasi tutti i suoi moderni epigoni...

    gesagt am 

  • 4

    Terror post-apocalíptico

    Un futuro apocalíptico. Unas plantas gigantes asesinas. La miseria humana al descubierto. ¿Será fácil reorganizarse? ¿Las potencias establecidas son los que volverán al poder? ¿Qué principios morales ...weiter

    Un futuro apocalíptico. Unas plantas gigantes asesinas. La miseria humana al descubierto. ¿Será fácil reorganizarse? ¿Las potencias establecidas son los que volverán al poder? ¿Qué principios morales prevalecen en momentos extremos? ¿Será posible una reconstrucción social? Todas estas cuestiones relatadas bajo un leve manto de terror. Muy recomendable.

    gesagt am 

  • 4

    L'ho letto perché citato in un altro bel libro, di tutt'altro genere: Elogio delle erbacce di Richard Mabey. Non sono amante del genere fantascienza, ma questo di Wyndhan mi ha appassionato. Una bella ...weiter

    L'ho letto perché citato in un altro bel libro, di tutt'altro genere: Elogio delle erbacce di Richard Mabey. Non sono amante del genere fantascienza, ma questo di Wyndhan mi ha appassionato. Una bella interpretazione di cosa potrebbe succedere se la società umana venisse pressochè distrutta in pochi giorni da un evento imprevedibile (seppur causato dall'uomo stesso). Nella parte di "azione" (la lotta per la sopravvivenza ed il ritorno allo stato tribale) vi si possono leggere temi più profondi come, ad esempio, l'inevitabilità della suddivisione in classi sociali e quali siano i comportamenti eticamente leciti quando ci si trova in stato di necessità.

    gesagt am 

  • 4

    Prima generazione contadini, seconda selvaggi..

    Il ricordo di un B-movie fantascientifico della mia infanzia che tanto mi terrificò, mi ha spinto alla lettura del mio primo Wyndham. Che sopresa e che piacere nonostante sia stato scritto in pieno do ...weiter

    Il ricordo di un B-movie fantascientifico della mia infanzia che tanto mi terrificò, mi ha spinto alla lettura del mio primo Wyndham. Che sopresa e che piacere nonostante sia stato scritto in pieno dopoguerra; si può leggere sotto diversi punti di vista spaziando dal romanzo distopico... alla pura scienze fiction. Interessanti le riflessioni sociali, sul senso etico/morale dei sopravvissuti, sui doveri femminili (anche pre-catastrofe), sulle ripercussioni della scienza, e molto altro ancora che manca nel citato film che a quel tempo poteva solo intraprendere il percorso fantastico/horror. Alcuni dialoghi sono imperdibili.. io prerisco quelli di Coker (l'alter ego della scrittore) il cui pragmatismo è evidente (vedi titolo recensione).

    gesagt am