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Die Triffids

By John Wyndham

(2)

| Hardcover | 9783865970367

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Book Description

105 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Un capolavoro della fantascienza uscito nel 1951. Leggete il primo capitolo: quanti hanno preso ispirazione da questo libro per produzioni molto più recenti? Basta sostituire i ciechi presenti nel libro con degli zombie e avrete l'inizio di film come ...(continue)

    Un capolavoro della fantascienza uscito nel 1951. Leggete il primo capitolo: quanti hanno preso ispirazione da questo libro per produzioni molto più recenti? Basta sostituire i ciechi presenti nel libro con degli zombie e avrete l'inizio di film come "28 giorni dopo" o di serie a fumetti e Tv come "The Walking Dead" ed altri.
    Libro emozionante dove la fantascienza è quasi un pretesto per un trattato sociologico dove descrivere la reazione e la riorganizzazione di pochi umani scampati alla catastrofe. Da leggere assolutamente.

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    Nicola Benedetti said on Aug 31, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Dopo anni e anni ho finalmente riletto Il giorno dei trifidi... Che dire, forse non dovrei rifarlo, visto che la realtà annienta implacabilmente ogni memoria. Me lo ricordavo diverso, il romanzo, forse migliore. Ma vedevo tutto con occhi vergi ...(continue)

    Dopo anni e anni ho finalmente riletto Il giorno dei trifidi... Che dire, forse non dovrei rifarlo, visto che la realtà annienta implacabilmente ogni memoria. Me lo ricordavo diverso, il romanzo, forse migliore. Ma vedevo tutto con occhi vergini e ignoranti... Non voglio dire però che IGDT sia brutto solo perché oggi so due cose e mezza di più. Il guaio è che con la vecchiaia sto diventanto iperesigente... Quindi Wyndham non ha colpe.

    O meglio, qualcuna l'ha, per esempio quei capitoli riassuntivi di eventi avvenuti fuori dal PDV del protagonista e io narrante. Il dire e non il far vedere... Certo i capitoli sono ben inseriti, e sono logici (mica poteva passare a una narrazione in terza per farci vedere quelle scene, visto che il romanzo è narrato in prima persona?), ma avrei consigliato all'autore di gestirli attraverso uno scambio di battute tra personaggi.

    Comunque, il romanzo è avvero bello e chissene se c'è qualche magagna tecnica (fra cui pure uno strafalcione... ma lo chiamerei più caduta stlistica). La nostra civiltà viene annientata da dei lampi verdi che accecano quanti si soffermino lì a mirarli rapiti dalla meraviglia, e solo pochi fortunati avranno salva la vista. Mentre il mondo sbanda nell'oscurità, grava su tutto l'ombra dei trifidi, vegetali ambulanti dotati di aculei velenosi, pericolosi prima e mille volte pericolosi adesso perché la gente non può vederli.

    Le riflessioni morali con cui devono combattere i sopravvissuti sono il vero succo del romanzo. Cosa fare, in questi casi? Aiutare i ciechi fiché si può, o pensare ad aiutarsi tra sani, per rifondare una parvenza di civiltà? E l'autore fa vincere la causa giusta, quella della fredda logica della scienza. Non a caso la salvezza partirà da un'università.

    E poi c'è il mondo che si putrefà, una visione apocalittica che mi ha ricordata quella di La nube purpurea (altro inglese... si vede che quella gente ha il senso per queste cose). Mi ha convinto poco la rapidità con cui la natura prende il sopravvento sulle città.

    Inoltre, grave mancanza, la faccenda dei trifidi resta più o meno inspiegata: cosa sono, da dove vengono, e cosa stanno facendo? Sembra che la loro creazione sia da imputarsi all'Uomo, ma non c'è niente di certo. Inoltre, sembrano avere una qualche colpa nel disastro, ma verso la fine del romanzo il protagonista ipotizzerà che i lampi verdi siano stati causati dai satelliti militari.

    Questa vaghezza non mi ha convinto molto. In Wyndham ho sempre trovato una spiegazione chiara ai suoi misteri, o delle teorie che lasciano ben poco spazio all'intraprendenza riflessiva del lettore. E malgrado ciò, gli do quattro stelle perché, pur con cose che ho trovato personalemente migliorabili, resta un romanzo suggestico e terribile.

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    Gargaros said on Aug 3, 2014 | Add your feedback

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    Un incipit praticamente perfetto

    When a day that you happen to know is Wednesday starts off by sounding like Sunday, there is something seriously wrong somewhere.

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    Ignatius Reilly said on Jul 25, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Unica pecca: i tentacoli in copertina!

    Mai noioso. Nemmeno quando l'autore si profonde in filosofiche considerazioni, tra l'altro molto interessanti. Un testo che non risente per niente degli anni trascorsi: i trifidi rivestono il ruolo che gli zombi hanno nelle opere più moderne. Per dir ...(continue)

    Mai noioso. Nemmeno quando l'autore si profonde in filosofiche considerazioni, tra l'altro molto interessanti. Un testo che non risente per niente degli anni trascorsi: i trifidi rivestono il ruolo che gli zombi hanno nelle opere più moderne. Per dire, gli inizi di 28 giorni dopo e The walking dead sono ripresi dall'incipit di questo libro. E pure Saramago con il suo Cecità è abbondantemente in debito con questo classico della fantascienza, avvincente e con un finale strepitoso. A sua volta Wyndham prende spunto da un racconto di H.G.Wells, Il paese dei ciechi (1904), e lo dichiara a pag.74.

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    Nosfeat said on Jul 5, 2014 | Add your feedback

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    Un grande classico della fantascienza finalmente torna sugli scaffali delle librerie: sempre una bella notizia nel panorama un po' asfittico della SF in Italia!
    Il romanzo risale agli anni '50 (del secolo scorso), malgrado ciò, pur essendo molto evid ...(continue)

    Un grande classico della fantascienza finalmente torna sugli scaffali delle librerie: sempre una bella notizia nel panorama un po' asfittico della SF in Italia!
    Il romanzo risale agli anni '50 (del secolo scorso), malgrado ciò, pur essendo molto evidente l'atmosfera di quegli anni che l'autore pone a base della storia, il discorso che ne viene fuori è assolutamente universale e suona attuale malgrado il lungo tempo trascorso. In effetti qui non si parla di fantascienza, nel senso strettamente letterale del termine, il discorso è assolutamente di tipo sociale, l'autore immagina l'evoluzione della vita all'alba di un grande evento distruttivo che potrebbe facilmente portare l'essere umano all'estinzione: come reagiranno i singoli? ed i gruppi?
    Il tutto è raccontato con scioltezza e partecipazione ed un gran senso dell'azione e della suspense, con un'idea geniale: cos'è che fa più paura, il contatto con i pericolosi sopravvissuti od i misteriosi vegetali assassini?
    E' un romanzo da leggere assolutamente e non è consigliato esclusivamente ai fan del genere, anzi!
    Una curiosità, dal romanzo è stato tratto un famoso film degli anni '50, noto in Italia come "L'invasione dei mostri verdi", ma in realtà sembra molto più fedele all'idea ed alle atmosfere originali il bel film di Danny Boyle "28 giorni dopo", che malgrado una serie di cambiamenti (zombi in luogo dei trifidi), è assolutamente fedele allo spirito ed anche al messaggio del libro originale, soprattutto per l'idea che il male non viene da una causa esterna (alieni....) ma da noi stessi.

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    Luca Rippa said on Jun 25, 2014 | Add your feedback

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    I Cavoletti di Bruxelles distruggeranno la civiltà (forse)

    Wyndham sa scrivere, lo capisci fin dall'incipit. Ciò che non capisci per un po' è il collegamento trifidi - "cometa", ma a posteriori è tutto più chiaro considerando che il 90% della SF di quegli anni è pervasa dalla minaccia della guerra fredda. E ...(continue)

    Wyndham sa scrivere, lo capisci fin dall'incipit. Ciò che non capisci per un po' è il collegamento trifidi - "cometa", ma a posteriori è tutto più chiaro considerando che il 90% della SF di quegli anni è pervasa dalla minaccia della guerra fredda. E poi i trifidi. Questo è il secondo romanzo apocalittico di fila che leggo dopo Gomorra e dintorni: quattordici anni prima di Disch anche Wyndham appioppa l'aggettivo catastrofico a dei vegetali. Sarà qualche trauma infantile dilagante, magari le mamme dell'epoca costringevano i figli a mangiare i cavoletti di Bruxelles. Fatto sta che far diventare delle piante artefici - termine improprio per i trifidi - di un'apocalisse ha i suoi perchè: senza dubbio psicologicamente per il lettore per il quale i vegetali sono sempre stati innocui (il pericolo si annida dove meno te l'aspetti), in secondo luogo per le motivazioni che hanno portato i cavoletti di Bruxelles a costituire una minaccia per l'Uomo (l'estraneo, l'alieno in Disch, praticamente il contrario in Wyndham). In un romanzo apocalittico l'obiettivo deve giustamente focalizzarsi sulla psicologia dei personaggi, ciò che interessa è come reagirebbe un uomo in un mondo che da un momento all'altro non è più il suo, come cambiano la morale e l'etica, come cambia la società. Qui Wyndham è meno duro di Disch, meno cinico, ma fortunatamente non buonista nè moralista (paragone valido anche per il finale). Fin qui ho esageratamente posto al centro dell'apocalisse i trifidi più che altro per paragone spontaneo con Gomorra e dintorni. Wyndham, al contrario, fa capire bene quale sia la vera catastrofe per l'Uomo: la cecità. E voglio sottolineare come a ogni pagina l'autore inglese riesca a convincerci sempre più di quale sia la vera minaccia. "Perchè allora lo scrivi solo alla fine?" Perchè tutti iniziamo a leggere con delle convinzioni errate (non che i titolisti mondadoriani aiutino - L'orrenda invasione, ma davvero?) invece dovete leggervi 'sto romanzo e vedrete come Wyndham vi farà cambiare prospettiva.

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    Andy Dufresne said on Jun 23, 2014 | Add your feedback

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