Die Welt von gestern

Erinnerungen eines Europäers

By

Verleger: Fischer

4.3
(485)

Language: Deutsch | Number of Seiten: 317 | Format: Mass Market Paperback | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) English , Chi simplified , Italian , French , Spanish , Catalan

Isbn-10: 3596211522 | Isbn-13: 9783596211524 | Publish date: 

Auch verfügbar als: Paperback , Hardcover , Others , eBook

Category: Biography , Fiction & Literature , History

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Buchbeschreibung
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  • 5

    “L'Europa mi parve condannata a morte dalla sua stessa follia, l'Europa,la nostra patria spirituale, tempio e culla della nostra civiltà occidentale.”

    Una forma di diario autobiografico scritto con una eleganza che sarebbe quasi riduttivo definire sontuosa da un autore che mi ha conquistato subito dalla prima lettura
    Un'eccellente descrizione del de ...weiter

    Una forma di diario autobiografico scritto con una eleganza che sarebbe quasi riduttivo definire sontuosa da un autore che mi ha conquistato subito dalla prima lettura
    Un'eccellente descrizione del declino della magnificenza imperiale austriaca , in particolare di quella viennese , vissuta attraverso le stesse vicende personali dello scrittore che rappresentano i momenti più salienti della sua vita sino allo scoppiare della seconda guerra mondiale .
    Un'opera che , oltre che di grande bellezza stilistica , costituisce una grandiosa testimonianza storica e culturale per tutte le pagine straordinarie ed esaltanti che descrivono i suoi incontri e le sue grandi amicizie con molti di quei grandi poeti , letterati , musicisti , uomini che hanno reso immortale la storia dell'Europa prima che la delirante follia di pochi la facesse precipitare nella barbarie .

    gesagt am 

  • 4

    Zweig con questa auto biografia ci offre uno spaccato dell'Europa che è di grande attualità. Soprattutto rispetto all'attuale crisi sociale, economica e culturale dove tutte le miserie della storia eu ...weiter

    Zweig con questa auto biografia ci offre uno spaccato dell'Europa che è di grande attualità. Soprattutto rispetto all'attuale crisi sociale, economica e culturale dove tutte le miserie della storia europea appaiono ripetersi senza possibilità di un recupero dei valori fondanti, anzi immiserite per la presenza di una classe dirigente europea che ci appare assolutamente squallida e totalmente dequalificata, nel bene e nel male dell'agire sociale.

    gesagt am 

  • 5

    Non conoscevo Zweig, mi sono avvicinato a "il mondo di ieri" dopo aver visto il film "Gran Budapest Hotel", che alle opere di Zweig è ispirato. Apparentemente il libro, una commovente autobiografia di ...weiter

    Non conoscevo Zweig, mi sono avvicinato a "il mondo di ieri" dopo aver visto il film "Gran Budapest Hotel", che alle opere di Zweig è ispirato. Apparentemente il libro, una commovente autobiografia di un uomo che ha trascorso la sua giovinezza nel mondo perfetto della Belle Epoque e che ha poi visto questo mondo autodistruggersi con guerre, dittature e genocidi, non sembrerebbe c'entrare molto col film. In realtà, finita la lettura, ho rivisto "Gran Budapest Hotel" ed ho capito che dietro ad una divertente commedia vi era sotto una riflessione assai più profonda, ricavata dal racconto di Zweig, cosa che non ha fatto che aumentare il mio apprezzamento per entrambe le opere.

    gesagt am 

  • 4

    Leggendo il mondo di ieri si ha l’impressione di leggere un romanzo, appassionante e coinvolgente e invece non c’è niente di inventato, è tutto vero, è storia. Zweig si confida con il lettore, è since ...weiter

    Leggendo il mondo di ieri si ha l’impressione di leggere un romanzo, appassionante e coinvolgente e invece non c’è niente di inventato, è tutto vero, è storia. Zweig si confida con il lettore, è sincero e più volte lungo il corso del libro emergono il suo profondo malessere, le sue paure, le sue vane speranze, come se volesse anticipare la sua fine. Ha provato fino in fondo a fuggire, a resistere, ma non ha retto allo sradicamento. Il peso che lo opprimeva era troppo grande.
    Bella lettura!

    gesagt am 

  • 4

    Splendida autobiografia

    Splendida autobiografia di uno scrittore purtroppo fin troppo dimenticato. Autobiografia che inizia dall'infanzia e descrive l'Europa di fine 800, l'entrata nel nuovo secolo con le speranze nel futuro ...weiter

    Splendida autobiografia di uno scrittore purtroppo fin troppo dimenticato. Autobiografia che inizia dall'infanzia e descrive l'Europa di fine 800, l'entrata nel nuovo secolo con le speranze nel futuro e nel progresso fino alla tragedia della prima guerra mondiale e di quello che sembra poi la rinascita dell'Europa nel dopoguerra.I sogni e le speranze di un intellettuale europeo fin troppo moderno per l'epoca in cui vive.Commovente quando sogna un futuro per un Europa senza frontiere e passaporti.Il libro termina simbolicamente il 1 settembre 1939, Zweig termina la vita suicida tre anni dopo in Brasile non riuscendo a concepire la barbarie in cui il mondo era caduto.Da leggere.

    gesagt am 

  • 5

    La storia vista da una diversa angolazione

    "L'epoca offre le immagini e io vi aggiungo le didascalie e non narrerò tanto il destino di me solo, quanto quello di tutta una generazione, della nostra inconfondibile generazione, la quale forse più ...weiter

    "L'epoca offre le immagini e io vi aggiungo le didascalie e non narrerò tanto il destino di me solo, quanto quello di tutta una generazione, della nostra inconfondibile generazione, la quale forse più di ogni altra nel corso della storia è stata gravata di eventi"

    "Il mondo di ieri", almeno nelle premesse, è l'autobiografia dello scrittore Stefan Zweig, scritta nel 1942 poco prima di suicidarsi; in realtà il libro è anche e soprattutto l'analisi dell'importante periodo storico di transizione degli anni che vanno tra la fine dell'800 e lo scoppio della seconda guerra mondiale. Zweig, invece di concentrarsi sui suoi fatti personali, preferisce scrivere una sorta di biografia collettiva, raccogliendo le esperienze comuni a molti dei suoi contemporanei. E in effetti posso certamente dire che la parte interessante, nel libro, è proprio questa: l'analisi lucida della società del tempo e dei mutamenti sociologici e politici che hanno portato alle due guerre con cui l'Europa ha distrutto il proprio potere.

    I libri di storia normalmente elencano i fatti accaduti in modo abbastanza asettico, senza rappresentare gli stati d’animo collettivi, senza analizzare in dettaglio le modificazioni psicologiche e comportamentali, senza indugiare troppo nelle ragioni che portano a determinate azioni. Ecco invece che Zweig approfondisce proprio queste cose, facendo di fatto un meraviglioso ed utilissimo compendio della storia di quel periodo.

    Degne di nota sono in generale le sue riflessioni culturali, filosofiche e letterarie; ma anche le sue amicizie con alcuni dei più grandi personaggi del suo tempo (basti ricordare James Joyce, Sigmund Freud, Auguste Rodin, Hugo Von Homannsthal, Richard Strauss, Luigi Pirandello, Maksim Gorkij e Benedetto Croce).

    Il libro inizia descrivendo con un notevole entusiasmo il mondo dell’educazione scolastica, la mentalità austriaca alla fine dell’ottocento, l’ambiente ricco di fermento intellettuale, la fiducia nella stabilità del sistema di governo, gli stimoli a produrre bellezza, arte, libri e poesie. Impressionante il modo in cui descrive l’incoscienza di tutto il popolo nel dirigersi, senza nemmeno comprenderne le conseguenze, verso la prima guerra mondiale.

    Gli ultimi capitoli dell’opera riprendono, in qualche modo, il libro che ho appena letto di Zweig stesso “Storia di una caduta”. Lo scrittore si vede privato di tutto: dei propri diritti, dei beni conquistati in tanti anni di lavoro, della libertà intellettuale, del futuro, mentre i suoi libri vengono bruciati nelle piazze. Le speranze della giovinezza crollano e si vede condannato ad un destino di esilio, incomprensione e di ricordi.

    Il libro è molto interessante, affascinante e scritto in modo elegante, piacevole, chiaro e scorrevole. Alla fine, più che una autobiografia, questo è un libro di storia. Una storia raccontata guardando le cose da un punto di vista diverso e tenendo conto di aspetti di sociologia. Una storia appassionante e coinvolgente, che ci aiuta a comprendere i fatti avvenuti in un recente passato. Solo “Impero” di Niel Ferguson, altro libro “storico” mi aveva coinvolto nello stesso modo, proprio per questa capacità di analisi fuori dagli schemi.

    Curioso l’explicit: "Il sole splendeva forte ed intenso. Tornando a casa osservai d'un tratto davanti a me la mia ombra, così come vedevo proiettata l'ombra dell'altra guerra dietro la guerra presente, e quest'ombra non mi ha più abbandonato da allora, ha sovrastato ogni mio pensiero, notte e giorno e forse il suo cupo profilo si è disegnato anche su molte pagine di questo libro. Ma ogni ombra in fondo è anche figlia della luce e solo chi ha potuto sperimentare tenebra e chiarita, guerra e pace, ascesa e decadenza, può dire di avere veramente vissuto."

    Significa che noi, nati dopo l’ultima guerra, non abbiamo realmente vissuto? Chissà, forse è vero. Forse vivendo sempre alla luce non la si apprezza nemmeno più...

    gesagt am 

  • 4

    Molto chiaro e documentato - uno scorcio sul formarsi del nazismo e sulle prime persecuzioni degli ebrei in Austria e Germania. Nel '42 ancora non si parla di forni crematori ma solo di campi "da cui ...weiter

    Molto chiaro e documentato - uno scorcio sul formarsi del nazismo e sulle prime persecuzioni degli ebrei in Austria e Germania. Nel '42 ancora non si parla di forni crematori ma solo di campi "da cui si esce con un pigiama a righe e 10 marchi in tasca, senza più un posto dove andare". Magari!. E' considerato il più famoso libro sull'Impero asburgico. Ha iniziato a scrivere nel 1934, quando, anticipando l'Anschluss e la persecuzione nazista, egli stesso sradicato dall'Austria si era rifugiato in Inghilterra e poi in Brasile. Ha inviato all'editore il manoscritto, dattiloscritto dalla sua seconda moglie Lotte Altmann, il giorno prima che entrambi si suicidassero, nel febbraio 1942. Il libro è stato pubblicato per la prima volta a Stoccolma nel 1942.

    gesagt am 

  • 4

    "Solo chi ha presto imparato a dar largo respiro all'anima sua, sarà capace più tardi di sentire in se stesso il mondo intero"

    Urca che frase impegnativa che ho riportato!!!
    Che significa dar respiro alla propria anima?...Beh ecco questo è un esempio di ciò che io intendo con scrittura elegante e di maniera!

    Lo stile di Zweig ...weiter

    Urca che frase impegnativa che ho riportato!!!
    Che significa dar respiro alla propria anima?...Beh ecco questo è un esempio di ciò che io intendo con scrittura elegante e di maniera!

    Lo stile di Zweig, limpido, pacato, e per l'appunto 'elegante e di maniera', conduce il lettore nel clima della Vienna del tempo che fu.

    Il racconto è quello che potrebbe esserci fatto da un nonno illustre, un conservatore, un uomo appartenente in toto a quel tempo, molto colto e famoso, che nel ricordare, ogni tanto si sofferma (e insiste...e indugia...) su qualche particolare per lui assolutamente fondamentale (es. verbose divagazioni  legate alla stesura dei libretti operistici), ma che diviene lucido, incisivo nei momenti in cui  si dedica all'analisi dei costumi e della società dei tempi che vanno dalla fine dell'Ottocento all'ascesa di Hitler e alla conseguente seconda guerra mondiale.

    Durante il racconto attraversiamo pertanto un cinquantennio, percorriamo gli anni che caratterizzarono la Belle Èpoque, in cui dominavano sicurezza, ottimismo e fiducia nell'uomo e l'arte fioriva in tutte le sue manifestazioni, per atterrare nei tempi cupi e oscuri del dominio nazista, anni di  ferocia, di violenza e di arroganza.

    Ed effettivamente la parte più interessante di questo libro è la descrizione di questo cambio di passo, del cambiamento del modo di pensare avvenuto durante gli anni che precedono  e quelli che seguono la prima guerra mondiale.

    Mi colpisce il fatto che in questo lungo racconto Zweig non dedichi spazio alle vicende personali, non parli delle relazioni personali. Solo accennata l'esistenza delle mogli e della vecchia madre, abbandonata peraltro al suo triste destino di ebrea in una Vienna in balia del nazismo. Un ricordo declinato quasi completamente al maschile. Un'autobiografia non dovrebbe tener conto anche della sfera privata?

    Ecco. Se Zweig si fosse limitato ai capitoli riguardanti gli aspetti sociologici probabilmente avrei giudicato l'opera eccellente, ma quando parla di sé, ne parla sempre in termini di relazione con personaggi importanti della letteratura e dell'arte, senza mai regalare quella che può essere stata una sua emozione più intima. A meno del discorso sulla perdita di identità dell'esule, che affronta in maniera molto toccante. Ma quasi fastidiosa. Vien da dire almeno lui la possibilità di fuga dallo sterminio l'ha avuta ...

    gesagt am 

  • 5

    fusione di storia e sociologia

    Conoscevo il titolo per averlo visto citare spesso, l'ho preso in biblioteca dopo aver terminato "come cavalli che dormono in piedi" di paolo rumiz, in cui pure era citato. Ho finito per comperarli en ...weiter

    Conoscevo il titolo per averlo visto citare spesso, l'ho preso in biblioteca dopo aver terminato "come cavalli che dormono in piedi" di paolo rumiz, in cui pure era citato. Ho finito per comperarli entrambi, degni di figurare nella mia sempre più selettiva biblioteca privata. Grande affresco della società austriaca e mittleuropea dalla fine del secolo XIX alla 2^ guerra mondiale passando, ovviamente per gli orrori della prima e poi del nazismo: in forma di quasi-biografia, è un impietoso affresco della società dell'epoca, di una borghesia tanto piena di ipocrisia e di retorica quanto priva di autentica etica, e dei ceti meno abbienti incredibilmente ciechi nel lasciarsi manipolare.

    gesagt am 

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