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Die sizilianische Oper

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Verleger: Piper Verlag

4.0
(2861)

Language:Deutsch | Number of Seiten: 271 | Format: Paperback | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) Italian , Spanish , French

Isbn-10: 3492234402 | Isbn-13: 9783492234405 | Publish date: 

Category: Fiction & Literature , Humor , Mystery & Thrillers

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Buchbeschreibung
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  • 4

    Camilleri una garanzia, è come comprare titoli di stato teseschi... con gli altri puoi sperimentare, con Camilleri sai di poterti rilassare perchè la qualità è immutabile e intatta, cristallina dalla prima all'ultima pagina. Anche quest'opera (una delle sue prime) non si smentisce, leggera e soav ...weiter

    Camilleri una garanzia, è come comprare titoli di stato teseschi... con gli altri puoi sperimentare, con Camilleri sai di poterti rilassare perchè la qualità è immutabile e intatta, cristallina dalla prima all'ultima pagina. Anche quest'opera (una delle sue prime) non si smentisce, leggera e soave si snoda tra le mille sfaccettature di una vita siciliana assolutamente unica e irripetibile. E' un po sempre come tornare a casa.

    gesagt am 

  • 4

    Questa volta Montalbano prende spunto da un fatto di cronaca realmente avvenuto nella Sicilia dell'800 e dà vita ad un romanzo come suo solito giallo, ma divertente allo stesso tempo.
    E' sempre un piacere leggere Camilleri e il suo fantastico dialetto siciliano.

    gesagt am 

  • 5

    Il numero uno, il più grande. C'è tutto: la storia e la finzione, la farsa, il potere e il popolo, gli ominicchi e gli eroi, il sesso, la musica, l'odio, la passione l'arroganza e la meschineria e quella lingua speciale un po' siciliano un po' italiano che mi fa scompisciare.
    Contemporaneam ...weiter

    Il numero uno, il più grande. C'è tutto: la storia e la finzione, la farsa, il potere e il popolo, gli ominicchi e gli eroi, il sesso, la musica, l'odio, la passione l'arroganza e la meschineria e quella lingua speciale un po' siciliano un po' italiano che mi fa scompisciare.
    Contemporaneamente sto leggendo un libro di storiografia che smaschera la falsa ricostruzione di alcuni studiosi relativa al possesso da parte dei Templari della Sindone conservata a Torino. Camilleri era la lettura GIUSTA: dov'è la realtà e dove il verosimile, dove la finzione, dove la fantasia?

    gesagt am 

  • 3

    Ho fatto un po' fatica a leggerlo, il siciliano non è lieve come nella serie di Montalbano e poi arrivano molti altri dialetti ed è difficoltoso.
    Comunque sempre geniale questo autore!

    gesagt am 

  • 4

    L'ho acquistato assieme al "La concessione del telefono" e letto subito dopo.
    Romanzo, come quasi tutti quelli non "montalbaniani", sicuramente di spessore, ottimamente scritto, con un'anima siciliana che si mostra impettita anche al di là dell'artificio linguistico vigatese.
    L'ultima ...weiter

    L'ho acquistato assieme al "La concessione del telefono" e letto subito dopo.
    Romanzo, come quasi tutti quelli non "montalbaniani", sicuramente di spessore, ottimamente scritto, con un'anima siciliana che si mostra impettita anche al di là dell'artificio linguistico vigatese.
    L'ultima stella non mi sono sentita di attribuirgliela perché, una volta avvenuto l'incendio del teatro, il libro ha perso quel ritmo di caravanserraglio d'emozioni che ha avuto per buona parte della sua lettura. Inoltre, e sembra accorgersene anche Camilleri con la nota finale, ad un certo punto ho trovato la narrazione un po' confusionaria, con continui flash-back che costringono il lettore a spezzare, suo malgrado, il ritmo della narrazione troppo frequentemente.
    Bellissima, infine, la ricostruzione giornalistica, menzognera quanto accomodante, che possiamo leggere nell'ultimo capitolo intitolato, per ironia della sorte, "capitolo primo".
    Apprezzabile anche l'idea di intitolare ogni capitolo al verso di un'opera famosa, sia pure, molto spesso, leggermente "cangiata" rispetto all'originale.

    gesagt am 

  • 4

    IL BIRRAIO DI PRESTON

    Anche questa volta Camilleri prende spunto da un fatto realmente accaduto per dar vita ad un’opera, in cui mischiando storia vera e pura fantasia, costruisce un inno alla genialità e alla originalità letteraria. Il fatto in questione, tratto dall’ “Inchiesta sulle condizioni sociali ed economiche ...weiter

    Anche questa volta Camilleri prende spunto da un fatto realmente accaduto per dar vita ad un’opera, in cui mischiando storia vera e pura fantasia, costruisce un inno alla genialità e alla originalità letteraria. Il fatto in questione, tratto dall’ “Inchiesta sulle condizioni sociali ed economiche della Sicilia (1875-1876), è la decisione incontrovertibile del prefetto toscano di Caltanisetta Fortuzzi ( nel romanzo Bortuzzi) di inaugurare il Nuovo Teatro della città con un’opera lirica considerata di poco spessore: “Il birraio di Preston” di un certo Luigi Ricci napoletano, nonostante la contrarietà della cittadinanza che avrebbe preferito un’opera del conterraneo Bellini. Il teatro, poche ore dopo la rappresentazione, fu distrutto da un incendio che si presunse doloso. Nel dicembre del 1875 il giornalista Giovanni Mulè Bertolo fu interrogato per conoscere l’opinione dei nisseni nei riguardi del governo, in un’Italia ancora giovane dove l’unità era ancora solo sulla carta. Egli dichiarò che la situazione di malcontento del popolo, migliorò notevolmente dopo l’allontanamento del prefetto toscano, inviso ai più, sia perché non siciliano sia per il suo incaponimento ad inaugurare il teatro con un’opera non approvata dalle locali autorità. Da qui, spostando tutta la vicenda nell’amata Vigàta, gli avvenimenti reali e l’inventiva vengono dall’autore magistralmente mischiati in una storia ricca di personaggi, trame oscure, tragici accadimenti, dialoghi esilaranti e spassosi, prevaricazioni e ingiustizie, voci di popolo che disegnano l’arcaico mondo siciliano (che poi tanto arcaico non è) in una vera e propria esplosione di sfaccettature colorate da tante piccole realtà graffianti e ironiche di una brulicante umanità.
    L’incipit dei capitoli riecheggia l’incipit di altre opere più o meno conosciute ed essi, come ci dice lo stesso autore nell’indice del romanzo, possono essere letti in ordine sparso senza per questo perdere il filo della trama e degli intricati avvenimenti esposti. Un vero esperimento letterario condotto con una maestria senza pari.
    Scritto nel solito “Stile Camilleri”, in cui il linguaggio dominante siculo-italiano si arricchisce di altre parlate dialettali quali il toscano del prefetto Bortuzzi e della di lui moglie, il romano del cospiratore mazziniano Traquandi, il milanese del questore Colombo, il piemontese dei soldati ed addirittura il tedesco dell’ ingegner Hoffer, inventore di una delle prime pompe antincendio, il libro è un saggio di bravura di questo grande scrittore contemporaneo creativo e prolifico, ormai da annoverare nei primissimi piani del mondo della letteratura italiana.

    gesagt am 

  • 4

    Quattro stelle e mezzo.
    Leggere Camilleri è per me sempre sinonimo di puro piacere nella lettura ed anche questa volta è andata così.
    Confesso che abituato come sono al caro Montalbano ed ai vari Catarella e soci, ci ho messo un po' per entrare in sintonia con i personaggi di questo r ...weiter

    Quattro stelle e mezzo.
    Leggere Camilleri è per me sempre sinonimo di puro piacere nella lettura ed anche questa volta è andata così.
    Confesso che abituato come sono al caro Montalbano ed ai vari Catarella e soci, ci ho messo un po' per entrare in sintonia con i personaggi di questo romanzo, una volta entratoci in empatia mi sono goduto una storia divertente, intelligente, interessante e pure con un buon spessore storico/politico (sì, anche politico, pur se del XIX secolo).
    Camilleri è sempre il miglior cantastorie contemporaneo!

    gesagt am 

  • 4

    Il mio primo Camilleri! Ho iniziato la lettura alquanto scettica, malgrado il libro mi sia stato consigliato da due cari amici, invece devo ammettere che mi piaciuto molto e si, Camilleri scrive proprio bene: la prosa è in siciliano, ma si vede che alla base c'è un professionista.

    gesagt am 

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