Dieci dicembre

Di

Editore: Minimum fax (Sotterranei, 172)

3.7
(630)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 224 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: 8875215197 | Isbn-13: 9788875215194 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Cristiana Mennella

Disponibile anche come: eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
Da anni, George Saunders è riconosciuto come una delle voci più originali e influenti della narrativa americana contemporanea; senza aver mai scritto un romanzo, ma solo racconti, ha ricevuto elogi unanimi dalla critica. Ora, giunto alla sua quarta raccolta, ha definitivamente raggiunto anche il grande successo di pubblico. Dieci dicembre è la sua opera che, senza rinunciare alla vena surreale e immaginifica, si avvicina di più al realismo. Accanto a racconti ambientati in laboratori dove si creano improbabili psicofarmaci, o in sobborghi residenziali dove donne moldave o filippine in abiti bianchi penzolano da fili tesi fra gli alberi come decorazioni, ci sono storie di famiglie comuni la cui normalità è turbata dal ritorno di un figlio dalla guerra o dall’irruzione di un malintenzionato: in tutti i casi, i personaggi si trovano a dover scegliere fra l’egoismo e la compassione, l’orgoglio e il sacrificio. Commoventi e sorprendenti, mai banali o buoniste, queste dieci storie sono originalissime parabole per il nostro tempo.
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  • 2

    dieci dicembre per me / posson bastare

    ero convinta fosse per via del mio urfidume di questi giorni. e che un pomeriggio di pioggia battente, la beata solitudine, il gatto e una tanica di tè allo zenzero mi avrebbero riconciliato con i rac ...continua

    ero convinta fosse per via del mio urfidume di questi giorni. e che un pomeriggio di pioggia battente, la beata solitudine, il gatto e una tanica di tè allo zenzero mi avrebbero riconciliato con i racconti di george saunders. macchè. arrivata a fiasco cavalleresco ho capito che il sincronismo mi stava suggerendo qualcosa. ho finito il mio tè e ho detto a saunders che uscivo a comprare le sigarette. tanto non lo sa che non ho mai fumato.

    ha scritto il 

  • 1

    Ma peggio di così è impossibile!

    Brutto che più brutto non si può; ostico, noioso, incomprensibile squinternato, illeggibile, il peggio che mi sia capitato per le mani da 5 o 6 anni a d oggi! Ma che incazzatura!!!!

    ha scritto il 

  • 3

    Un Black Mirror nero su bianco

    A mani basse una delle letture più bizzarre che io abbia mai fatto.
    Alcuni racconti - su tutti quello che dà il titolo al libro - mi hanno colpito molto e in positivo, altri ho fatto fatica a leggerli ...continua

    A mani basse una delle letture più bizzarre che io abbia mai fatto.
    Alcuni racconti - su tutti quello che dà il titolo al libro - mi hanno colpito molto e in positivo, altri ho fatto fatica a leggerli fino in fondo.
    La sensazione che lo stile di scrittura e i temi di fondo di Saunders lasciano è di spaesamento e quasi di fastidio. Alcune situazioni mi hanno fatta pensare alla serie TV Black Mirror, per intenderci.

    ha scritto il 

  • 4

    "Ah ah ah"

    “Ti raccontavano che quel grande qualcosa/qualcuno ti amava in maniera speciale ma alla fine ti accorgevi che non era vero. Il grande qualcosa/qualcuno era neutrale. Indifferente. Quando si muoveva co ...continua

    “Ti raccontavano che quel grande qualcosa/qualcuno ti amava in maniera speciale ma alla fine ti accorgevi che non era vero. Il grande qualcosa/qualcuno era neutrale. Indifferente. Quando si muoveva con innocenza schiacciava le persone”.
    A volte distopia e realismo si fondono formando una miscela caustica, dal sentore sgradevole di una realtà possibile, forse già silenziosamente in atto.
    E' il caso di questi undici racconti e della galleria di antieroi che li popolano, perdenti rosolati sul fuocherello della quotidiana umiliazione dalla mano impietosa dell'autore, che li fa ridere, patetici (“ah ah ah”), mentre ride di loro.
    Sentimenti modificati chimicamente in laboratorio (ma fino a che punto meno veri di quelli reali?), ragazze ridotte a penzolanti arredi da giardino grazie alla scoperta di un luminare della scienza, e poi buone intenzioni, fallimenti, frustrazioni, invidie, ripicche: dal deprimente campionario non si salva nessuno, o quasi.
    Quasi, perché proprio quando il lettore sta per gettare la spugna, dal gelo dell'ultimo splendido racconto – “Dieci dicembre” – emerge la flebile speranza di un riscatto possibile.
    I pensieri di un bambino sovrappeso e di un vecchio fuggiasco malato di Alzeihmer che inciampa sulle parole e sulla neve si alternano con il rispettivo carico di sofferenza, mentre le loro esistenze si intrecciano diventando, inaspettatamente, forza vitale.
    E finalmente affiorano emozioni autentiche e “gocce di bontà” si impongono sul cinismo... almeno in buona parte:
    “... e queste gocce di fratellanza lui non aveva il diritto – non l'aveva mai avuto – di negare.
    Di negarle”.

    ha scritto il 

  • 1

    Non raggiunge il suo scopo

    L'obbiettivo era il dilemma la scelta fra egoismo, compassione , orgoglio e sacrificio. Ma c'è solo qualche frase butta lì mezzo tra l'altro spesso anche piuttosto banale e scontata. Il linguaggio è c ...continua

    L'obbiettivo era il dilemma la scelta fra egoismo, compassione , orgoglio e sacrificio. Ma c'è solo qualche frase butta lì mezzo tra l'altro spesso anche piuttosto banale e scontata. Il linguaggio è confusionario e troppo volgare. Sembra un mucchio di parole accataste o scritte una dietro l'altra con un linguaggio misto a volgare e pseudo eurdito.

    ha scritto il 

  • 3

    Devo ammettere che le aspettative nei confronti di Saunders erano molto, tante delle quali alimentate da paragoni con David Foster Wallace. Difficile dire se questi paragoni siano dovuti al fatto che ...continua

    Devo ammettere che le aspettative nei confronti di Saunders erano molto, tante delle quali alimentate da paragoni con David Foster Wallace. Difficile dire se questi paragoni siano dovuti al fatto che i due scrittori appartengano alla stessa generazione (sia a livello di età che a livello narrativo), o per il fatto che la critica e le persone stiano ancora cercando una figura con la quale sentire meno la mancanza dell’autore di Infinite Jest. Per quanto mi riguarda i paragoni possono sussistere solo fino a un certo punto, giunti al quale si sciolgono e lasciano intravedere tutta l’artificiosità dei possibili raffronti. Come Wallace anche Saunders è autore di racconti, ma laddove la prosa di Wallace risultava ricercata e a tratti difficile, quella di Saunders invece è semplice e scorrevole. In Dieci Dicembre quello che maggiormente salta all’occhio è la capacità di cambiare registro da parte del proprio autore. Una capacità che non capita spesso di scorgere neppure tra un libro e l’altro di uno scrittore, figuriamoci in uno stesso lavoro. Certo, si tratta sempre di una raccolta di racconti, e la cosa da un certo punto di vista può ovviamente aiutare, ma Saunders riesce a proporre al lettore tutto questo in modo naturale, come se normalità fosse proprio questa e non invece il contrario. Un lavoro quindi composto da una manciata di più o meno lunghi altri lavori, nei quali ognuno può scegliere il suo preferito. Il tutto condito con una leggerezza invidiabile, uno stile che pare essere naturale dalla prima all’ultima parola. Racconti nei quali la storia viene raccontata con tenerezza, senza eccessivi proclami, mai ad alta voce ma sussurrata con tatto. La morale non è in bella vista, quanto suggerita. Un bell’esempio di come scrivere bene, anche se il giudizio su Saunders in quanto scrittore di successo lo devo posticipare al prossimo libro. E soprattutto: togliete di mezzo eventuali paragoni il cui unico obiettivo è quello di vendere di più.

    ha scritto il 

  • 4

    Come fare non fare, quando dove perché
    E ricordando che tutto va come va
    Come fare non fare, quando dove perché
    E ricordando che tutto va come va
    Ma non va, non va, non va... ...continua

    Come fare non fare, quando dove perché
    E ricordando che tutto va come va
    Come fare non fare, quando dove perché
    E ricordando che tutto va come va
    Ma non va, non va, non va...

    ha scritto il 

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