Dieci giorni che sconvolsero il mondo

Di

Editore: Einaudi

3.9
(328)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 276 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: A000171554 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Storia

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Descrizione del libro
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  • 4

    Non è facile scrivere qualcosa di profondo per ricordarmi di questo libro.
    Tutto mi sembra banale a fronte del dolore patito dal popolo russo prima e dopo questi fatidici giorni.
    Sono passati ormai 10 ...continua

    Non è facile scrivere qualcosa di profondo per ricordarmi di questo libro.
    Tutto mi sembra banale a fronte del dolore patito dal popolo russo prima e dopo questi fatidici giorni.
    Sono passati ormai 100 anni e noi (a differnza dell'autore che è morto poco tempo dopo) stiamo ancora vedendo le conseguenze di ques'impresa. Teoricamente l'ideale dei padri poteva avere un senso ma nella realtà ha creato un mostruoso apparato che non ha liberato il popolo dalla miseria e dalla paura
    Gorkj Maxim drammaturgo

    ha scritto il 

  • 3

    Un reportage appassionato e un po' partigiano dei giorni in cui avvenne la presa del potere da parte dei bolscevichi e dei soviet in Russia nel 1917. Molti comunicati e propaganda, discorsi alternati ...continua

    Un reportage appassionato e un po' partigiano dei giorni in cui avvenne la presa del potere da parte dei bolscevichi e dei soviet in Russia nel 1917. Molti comunicati e propaganda, discorsi alternati a fatti descritti (pochi) da John Reed. Ma aldilà del valore letterario e storico dello scritto, risaltano immediatamente all'attenzione alcuni discorsi dei leader che si alternavano alla Duma (sede comunale di Pietrogrado) o allo Smol'nyj (sede del soviet di Pietrogrado e del CIK - Comitato centrale esecutivo panrusso dei soviet) che suonano straordinariamente attuali. Uno per tutti un brano tratto dall'intervista rilasciata da Trockij a Reed: "Alla fine di questa guerra io vedo un'Europa rigenerata non dai diplomatici, ma dal proletariato. La Repubblica federale europea - gli Stati Uniti d'Europa- è ciò che dovremo avere. L'autonomia nazionale non basta più. L'evoluzione economica richiede l'abolizione delle frontiere nazionali. Se l'Europa dovesse rimanere divisa in unità nazionali, l'imperialismo ricomincerà la sua opera. Solo una Repubblica federale europea potrà dare pace al mondo. Ma senza l'azione delle masse europee, questi obiettivi non potranno essere realizzati ... oggi!" Pietrogrado, 30 ottobre 1917

    ha scritto il 

  • 4

    30 ottobre 1917, Reed incontra Trockij:

    " << Alla fine di questa guerra io vedo un'Europa non rigenerata dai diplomatici, ma dal proletariato. La Repubblica federale europea - gli Stati Uniti d'Europa ...continua

    30 ottobre 1917, Reed incontra Trockij:

    " << Alla fine di questa guerra io vedo un'Europa non rigenerata dai diplomatici, ma dal proletariato. La Repubblica federale europea - gli Stati Uniti d'Europa - è ciò che dovremo avere. L'autonomia nazionale non basta più. L'evoluzione economica richiede l'abolizione delle frontiere nazionali. Se l'Europa dovesse rimanere divisa in unità nazionali, l'imperialismo ricomincerà la sua opera. Solo una Repubblica federale europea potrà dare pace al mondo.>> Sorrise, con quel suo fine sorriso, leggermente ironico. << Ma senza l'azione delle masse europee, questi obiettivi non potranno essere realizzati...oggi.>>"

    ha scritto il 

  • 4

    Avevo già letto Operai e capitale di Tronti (Il faro della piazza rossa si è spento da tempo...) e quindi ero abbondantemente vaccinato da ogni simpatia filosovietica eppure l'epopea degli uomini che ...continua

    Avevo già letto Operai e capitale di Tronti (Il faro della piazza rossa si è spento da tempo...) e quindi ero abbondantemente vaccinato da ogni simpatia filosovietica eppure l'epopea degli uomini che compirono l'impresa della presa del Palazzo d'Inverno (impresa che già a 17 anni sapevo impossibile alle nostre latitudini)mi esaltò. Così come, una decina d'anni dopo, quando oramai la catastrofe dei movimenti si era avvitata nella spirale della più violenta autodistruzione, mi commosse alla lacrime il canto dell'Internazionale alla fine del primo tempo di quel simpatico polpettone che fu Reds di Warren Beatty. Maledetta nostalgia

    ha scritto il 

  • 0

    Ende und Herder

    Einaudi giovani
    cioè è un libro per i giovani

    su <> vedo la pubblicità di Cartier e scopro che

    nel 1917 Cartier rivoluzionava il mondo dell'orologeria con il primo orologio di forma quadr ...continua

    Einaudi giovani
    cioè è un libro per i giovani

    su <<repubblica>> vedo la pubblicità di Cartier e scopro che

    nel 1917 Cartier rivoluzionava il mondo dell'orologeria con il primo orologio di forma quadrata

    nei libri di storia si parla di una lite furibonda tra Radek e Bucharin per uno di questi modelli. Fu Martov a dividerli e a farli ragionare: sembra che abbia detto qualcosa così: più tardi torniamo a discutere di orologi ma adesso spiegatemi ancora quella riga di Herder che io non ho capito e che farebbe di me un controrivoluzionario e di voi due due giganti. E loro gli avrebbero detto: ma ridacci l'orologio va là, e vai a rileggerti bene Herder-

    ha scritto il 

  • 4

    I Comunisti Non Mangiano I Bambini...

    Narrazione appassionata, di taglio giornalistico, dei giorni cruciali della Rivoluzione d’Ottobre che ha molto da insegnare anche nel mondo moderno di oggi:.... dall’egemonia che i bolscevichi riescon ...continua

    Narrazione appassionata, di taglio giornalistico, dei giorni cruciali della Rivoluzione d’Ottobre che ha molto da insegnare anche nel mondo moderno di oggi:.... dall’egemonia che i bolscevichi riescono ad avere alla questione morale rispetto alla situazione del governo, dal pericolo dei compromessi che servono soltanto ai poteri dominanti al ruolo della stampa e delle manipolazioni mediatiche!!.... ...Interessante anche, a mio avviso, l'aspetto puramente umano che emerge dai dialoghi dei protagonisti principali, sempre in preda ai loro dubbi, indecisioni e tentennamenti su quanto fare. Mi sembra che dal racconto di Reed si possa intravedere come la forza propulsiva ed i principi ispiratori della Rivoluzione, purtroppo, non si siano pienamente tradotti come desiderato dai suoi principali promotori..Ciò che succederà in Russia nel ventennio seguente è infatti un pò diverso dallo spirito della Rivoluzione stessa. Lo consiglio

    ha scritto il 

  • 5

    Un bellissimo libro scritto da un giornalista americano che si trovava in Russia per seguire gli sconvolgimenti che stavano lacerando in quel momento il grande gigante europeo.Sono i giorni dei moti p ...continua

    Un bellissimo libro scritto da un giornalista americano che si trovava in Russia per seguire gli sconvolgimenti che stavano lacerando in quel momento il grande gigante europeo.Sono i giorni dei moti popolari,della rivoluzione d'ottobre,del rovesciamento degli zar,della fine di un'epoca che cambierà per sempre la storia di quel paese e anche la storia del mondo.Una narrazione tipicamente americana,condate,nomi,fatti,senza populismo o sensazionalismi ma con l'entusiasmo di chi sente che la cronaca è già storia sotto i suoi occhi e sente pulsare il vento del cambiamento.

    ha scritto il