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Dieci giorni che sconvolsero il mondo

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3.9
(299)

Language:English | Number of Pages: | Format: Others | In other languages: (other languages) Italian

Isbn-10: 0312177119 | Isbn-13: 9780312177119 | Publish date: 

Category: History

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Book Description
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  • 4

    Avevo già letto Operai e capitale di Tronti (Il faro della piazza rossa si è spento da tempo...) e quindi ero abbondantemente vaccinato da ogni simpatia filosovietica eppure l'epopea degli uomini che compirono l'impresa della presa del Palazzo d'Inverno (impresa che già a 17 anni sapevo impossibi ...continue

    Avevo già letto Operai e capitale di Tronti (Il faro della piazza rossa si è spento da tempo...) e quindi ero abbondantemente vaccinato da ogni simpatia filosovietica eppure l'epopea degli uomini che compirono l'impresa della presa del Palazzo d'Inverno (impresa che già a 17 anni sapevo impossibile alle nostre latitudini)mi esaltò. Così come, una decina d'anni dopo, quando oramai la catastrofe dei movimenti si era avvitata nella spirale della più violenta autodistruzione, mi commosse alla lacrime il canto dell'Internazionale alla fine del primo tempo di quel simpatico polpettone che fu Reds di Warren Beatty. Maledetta nostalgia

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  • 0

    Ende und Herder

    Einaudi giovani
    cioè è un libro per i giovani

    su <<repubblica>> vedo la pubblicità di Cartier e scopro che

    nel 1917 Cartier rivoluzionava il mondo dell'orologeria con il primo orologio di forma quadrata

    nei libri di storia si parla di una lite furibonda tra ...continue

    Einaudi giovani
    cioè è un libro per i giovani

    su <<repubblica>> vedo la pubblicità di Cartier e scopro che

    nel 1917 Cartier rivoluzionava il mondo dell'orologeria con il primo orologio di forma quadrata

    nei libri di storia si parla di una lite furibonda tra Radek e Bucharin per uno di questi modelli. Fu Martov a dividerli e a farli ragionare: sembra che abbia detto qualcosa così: più tardi torniamo a discutere di orologi ma adesso spiegatemi ancora quella riga di Herder che io non ho capito e che farebbe di me un controrivoluzionario e di voi due due giganti. E loro gli avrebbero detto: ma ridacci l'orologio va là, e vai a rileggerti bene Herder-

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  • 4

    I Comunisti Non Mangiano I Bambini...

    Narrazione appassionata, di taglio giornalistico, dei giorni cruciali della Rivoluzione d’Ottobre che ha molto da insegnare anche nel mondo moderno di oggi:.... dall’egemonia che i bolscevichi riescono ad avere alla questione morale rispetto alla situazione del governo, dal pericolo dei compromes ...continue

    Narrazione appassionata, di taglio giornalistico, dei giorni cruciali della Rivoluzione d’Ottobre che ha molto da insegnare anche nel mondo moderno di oggi:.... dall’egemonia che i bolscevichi riescono ad avere alla questione morale rispetto alla situazione del governo, dal pericolo dei compromessi che servono soltanto ai poteri dominanti al ruolo della stampa e delle manipolazioni mediatiche!!.... ...Interessante anche, a mio avviso, l'aspetto puramente umano che emerge dai dialoghi dei protagonisti principali, sempre in preda ai loro dubbi, indecisioni e tentennamenti su quanto fare. Mi sembra che dal racconto di Reed si possa intravedere come la forza propulsiva ed i principi ispiratori della Rivoluzione, purtroppo, non si siano pienamente tradotti come desiderato dai suoi principali promotori..Ciò che succederà in Russia nel ventennio seguente è infatti un pò diverso dallo spirito della Rivoluzione stessa. Lo consiglio

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  • 5

    Un bellissimo libro scritto da un giornalista americano che si trovava in Russia per seguire gli sconvolgimenti che stavano lacerando in quel momento il grande gigante europeo.Sono i giorni dei moti popolari,della rivoluzione d'ottobre,del rovesciamento degli zar,della fine di un'epoca che cambie ...continue

    Un bellissimo libro scritto da un giornalista americano che si trovava in Russia per seguire gli sconvolgimenti che stavano lacerando in quel momento il grande gigante europeo.Sono i giorni dei moti popolari,della rivoluzione d'ottobre,del rovesciamento degli zar,della fine di un'epoca che cambierà per sempre la storia di quel paese e anche la storia del mondo.Una narrazione tipicamente americana,condate,nomi,fatti,senza populismo o sensazionalismi ma con l'entusiasmo di chi sente che la cronaca è già storia sotto i suoi occhi e sente pulsare il vento del cambiamento.

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  • 5

    Entusiasmante. Pochi sono gli uomini e le donne che fanno la storia; ancor meno sono coloro che si trovano lì, rischiando molto del proprio, per far sì che contemporanei e posteri possano avere coscienza di ciò che accade. Questo giornalista è uno di loro: morto prematuramente, si è trovato in po ...continue

    Entusiasmante. Pochi sono gli uomini e le donne che fanno la storia; ancor meno sono coloro che si trovano lì, rischiando molto del proprio, per far sì che contemporanei e posteri possano avere coscienza di ciò che accade. Questo giornalista è uno di loro: morto prematuramente, si è trovato in pochi anni a scrivere di due avvenimenti storici gloriosi. Russi e messicani hanno spezzato le loro catene (per pochi anni purtroppo) grazie a grandi uomini come Lenin e Pancho Villa. Reed è stato fianco a fianco con gli oppressi e li ha visti toccare il cielo. Se si vive la storia da vicino, lo sbaglio che può fare chi racconta è di essere neutrale. Lui non lo è stato, era lì e ha visto: tanto basta.
    Unico americano sepolto al Cremlino.

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  • 3

    Premetto, tre stelle è poco, ma quattro è troppo.


    Questo libro è uno di quelli che andrebbe studiato a scuola, perchè spiega uno degli eventi che più ha influenzato il mondo moderno: la rivoluzione comunista in Russia.


    Il libro è scritto da un giornalista americano che ha seguito le ...continue

    Premetto, tre stelle è poco, ma quattro è troppo.

    Questo libro è uno di quelli che andrebbe studiato a scuola, perchè spiega uno degli eventi che più ha influenzato il mondo moderno: la rivoluzione comunista in Russia.

    Il libro è scritto da un giornalista americano che ha seguito le gesta di Lenin, Stalin e Trockjy dalle preparazioni alla rivolta vera e propria, e andrebbe letto per puro interesse storico e culturale.

    Va' però detto che è TRAGICAMENTE di parte, e tende a dare un'immagine un po' troppo sdolcinata della rivoluzione, senza considerare gli errori storici, culturali e filofici della stessa, tralsciando l'enorme debito di sangue che si porta dietro il simbolo della Falce e Martello.

    Nonostante questo, un libro che dovrebbe essere in ogni casa, a prescindere dal credo politico.

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