Dieci prugne ai fascisti

Di

Editore: Elliot

3.4
(16)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 155 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8869930858 | Isbn-13: 9788869930850 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Nella famiglia di Lania, la nonna rappresenta il solido fulcro intorno al quale ruota l'asse familiare. Un giorno la donna chiede di poter essere sepolta un domani nella sua terra, ma la faccenda non è così semplice e dà origine a una catena, al limite del comico, fatta di manovre, equivoci, scontri e progetti che terranno tutti occupati per mesi. Eppure, quando sette anni dopo la morte arriva davvero, la macchina organizzativa, così a lungo oliata, s'inceppa via via in modo grottesco e inaspettato. Perché non si tratta di una famiglia qualsiasi ma di esuli fuggiti dalla Bosnia in guerra ed emigrati in Italia negli anni Novanta, che hanno portato con sé un'eredità ricca di memorie e resistenza ma anche il peso di una tragedia taciuta e mai superata. II ritorno in patria per Lania, sua madre e i suoi due fratelli, al seguito del feretro verso la terra natia, si trasforma così in un viaggio a ritroso nel tempo, costellato di incontri bizzarri e di imprevisti, in una migrazione al contrario che ha come destinazione la riconquista della propria storia e di una nuova vita.
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  • 5

    Un libro intelligente, profondo e acuto eppure così leggero e semplice. Inizialmente pensavo di dare 4 stelle, ma il racconto finale di Nana merita da solo le 5 e la lettura di tutto il libro. Spassos ...continua

    Un libro intelligente, profondo e acuto eppure così leggero e semplice. Inizialmente pensavo di dare 4 stelle, ma il racconto finale di Nana merita da solo le 5 e la lettura di tutto il libro. Spassoso e riflessivo, stilisticamente interessante. Bravissima l'autrice.

    ha scritto il 

  • 0

    appena ho finito di leggerlo sono dovuta partire pure io per l'ex Jugoslavia per un funerale.

    al di là della simpatica coincidenza, credo che solo chi ha un piede dentro tutto il casino che è, era e s ...continua

    appena ho finito di leggerlo sono dovuta partire pure io per l'ex Jugoslavia per un funerale.

    al di là della simpatica coincidenza, credo che solo chi ha un piede dentro tutto il casino che è, era e sarà la Jugoslavia possa capire fino in fondo di che parla questo libro (leggero, eh, mica una palla, però per chi non c'era non so quanto possa essere appassionante).

    "tira fuori i Balcani che sono in te", ne farò il mio mantra.

    ha scritto il 

  • 3

    Con La lingua di Ana Elvira Mujčić ci aveva raccontato, in modo semplice e toccante, lo spaesamento di una ragazza costretta all’inizio dell’adolescenza a cambiare paese e imparare una nuova lingua. “ ...continua

    Con La lingua di Ana Elvira Mujčić ci aveva raccontato, in modo semplice e toccante, lo spaesamento di una ragazza costretta all’inizio dell’adolescenza a cambiare paese e imparare una nuova lingua. “Tira fuori i Balcani che sono in te” dice il fratello a Lania, la protagonista di Dieci prugne ai fascisti. Qualcosa del genere deve averlo detto qualcuno all’autrice (o se l’è detto da sola). Il risultato è un libro, questo, sospeso fra diversi registri, singolare, intenso a tratti, forse non pienamente riuscito. I Balcani, in effetti, ci sono: nel modo, che definirei fatalista e scanzonato, di affrontare le grandi tragedie della vita e della guerra da parte dei personaggi principali, che sono poi la famiglia di Lania; meno nei personaggi secondari e nei paesaggi. Scegliendo di raccontare un viaggio, sia pure un viaggio insolito, al seguito del feretro della nonna, Mujčić si espone a confronti impegnativi; e poi non le giova inserire nel suo stile colloquiale intermezzi psicanalitici e linguaggi adolescenziali. Alcuni episodi non sono ben sviluppati, non aggiungono granché alla storia e a volte proprio non si capiscono. Restano nella memoria passaggi scritti con semplicità e fortissima partecipazione, e due magnifiche figure come la madre “pragmatica” e la nonna “neoromantica” di questa famiglia di sopravvissuti che non accetta di chinare la testa in mezzo a uno dei drammi più spaventosi della storia europea.

    ha scritto il 

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