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Diecipercento e la Gran Signora dei tonti

Di

Editore: Autodafé

4.0
(11)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 128 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8897044204 | Isbn-13: 9788897044208 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Il fantasma di un uomo politico osserva il proprio funerale dall’alto: nella sua regione, e soprattutto nella sua città, era noto come Diecipercento, Dieci per intimi e familiari. Tra i volti in chiesa, il fantasma riconosce Margherita, una nipote fuggita anni prima lontano dalla famiglia. La donna, che non crede alla versione ufficiale della morte dello zio, è tornata in incognito per cercare la verità.
Nei giorni seguenti il fantasma di Diecipercento segue Margherita nella sua indagine, nella speranza di scoprire l’identità del suo assassino. La ricerca, però, si complica e diventa esplorazione delle memorie e confronto tra i valori che dividono i due protagonisti.
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  • 4

    Centopercento…autentico

    Questa è la storia di una famiglia che non abbraccia un microcosmo bensì una società intera.
    La bellezza di questo piccolo romanzo è sicuramente legato ai suoi contenuti, parte da una storiella semplice e quasi insignificante per spiccare il volo man mano che si sviluppa la trama di questa ...continua

    Questa è la storia di una famiglia che non abbraccia un microcosmo bensì una società intera.
    La bellezza di questo piccolo romanzo è sicuramente legato ai suoi contenuti, parte da una storiella semplice e quasi insignificante per spiccare il volo man mano che si sviluppa la trama di questa famiglia così legata a quei principi atavici che quasi prepotentemente fanno capolino nelle famiglie: il rispetto, la tenacia, l’orgoglio e i soldi.
    Margherita (che per qualche aspetto mi ha ricordato quella famosa “bulgakoviana”) è una donna matura, che da molti anni non intrattiene i rapporti con la sua famiglia di origine, solo dopo aver appreso che lo zio è morto in seguito a una fucilata in pieno viso, si rimette in gioco e va al suo funerale con tutte le intenzioni di dare un seguito a quel passato che sembrava chiuso e sepolto. Ma chi può dare voce agli interrogativi se non chi ha creato le pentole e non ha creato i coperchi? Il diavolo certamente! Ecco che compare lo zio Gianni detto "Diecipercento", sottoforma di alito di vento, di spirito buono, ormai innocuo e desideroso di conoscenze finora a lui sconosciute e lo fa con pensieri e gesti che finora non aveva conosciuto in vita, assaporando lievemente squarci di felicità finora mai provate.
    Dare voce a tanti interrogativi nella vita è molto difficile e lo è altrettanto quando siamo noi in prima persona che ci rifiutiamo di colmare le mancanze e sottoforma di dispetti o di veri e propri inciuci creiamo dissapori che solo col buon senso non sarebbero mai esistiti.
    Il male c’è e lo tastiamo tutti i giorni, in tutte le sue forme e in tutte le sue sembianze, non sempre esiste un omicida, non sempre la colpa è degli altri e non sempre tutto è come lo disegniamo noi, facile eh….già, basta poco e il male imperniato anche tra un ossicino e un interstizio all’occorrenza salta fuori per creare danni e infelicità.
    Antonella è stata brava a creare queste condizioni di dispiegamento di forze, sotto forma di un requiem non accorato, nel senso che in poche pagine ha racchiuso la vita autentica e più vicina al pensare comune, mettendoci molto della sua persona di donna e scrittrice: dall’amore per la natura e gli animali, dai viaggi in terre lontane fino ad arrivare alla destinazione più vicina, quella della bellezza dei rapporti umani ….anche quelli infarciti di presenze vuote e di assenze invadenti.

    ha scritto il 

  • 0

    Gianni, alias Diecipercento, per amici e parenti solo Dieci, è morto. Forse un suicidio, o forse morte accidentale, un colpo partito dal suo fucile mentre era a caccia con la sua amata cagnetta.
    La nipote Margherita, trasferitasi altrove molti anni prima per sfuggire a una famiglia ingombra ...continua

    Gianni, alias Diecipercento, per amici e parenti solo Dieci, è morto. Forse un suicidio, o forse morte accidentale, un colpo partito dal suo fucile mentre era a caccia con la sua amata cagnetta.
    La nipote Margherita, trasferitasi altrove molti anni prima per sfuggire a una famiglia ingombrante, torna per il funerale, in incognito. La giovane donna, scartata a priori l’ipotesi del suicidio, non crede alla teoria della morte accidentale e cerca di indagare. Gianni era un uomo che aveva fatto proprie le leggi non scritte della famiglia fino ad assumere il ruolo di capo indiscusso. Ancorato alle sue convinzioni tiene fede al risoluto personaggio che era anche nella morte, la sua anima, infatti, non si risolve ad abbandonare il mondo dei vivi, ma vi rimane saldamente attaccata. Osserva il suo funerale dall’alto e quando tra i parenti riconosce la nipote decide di seguirla. Presenza invisibile e costante, Dieci, attraverso i suoi occhi e i suoi ricordi, rivive la propria esistenza da una prospettiva diversa ed è costretto suo malgrado a rimettere molte cose in discussione. A Margherita è rimasta una sola persona cara nel suo paese: Antonio, l’amico d’infanzia omosessuale, e con lui rievoca episodi più o meno salienti e personaggi che in qualche modo hanno condizionato le sue scelte. Maman, la madre, donna astiosa e rancorosa; il cugino Carlo, figlio di Gianni, pronto a prendere parte a trame ignobili ordite dallo stesso padre pur di assecondarlo; la cugina Elisabetta, insegnante come lei e la Signora, moglie di Dieci. Antonella Di Martino ci conduce su un sentiero fatto di lucidi ricordi, analizza, con il distacco del “dopo”, comportamenti apparentemente inspiegabili tratteggiando personalità a volte complesse, altre volte semplici ma incapaci di liberarsi dei condizionamenti familiari. Lo stesso Dieci, definito da molti paranoico, si era costruito un personaggio che non gli apparteneva del tutto e, forse in un momento di consapevolezza, compie un gesto d’affetto per Margherita, verso la quale nonostante tutto nutre un debole. A ogni incontro della nipote apprende qualcosa di nuovo su se stesso, Laura, Don Gerardo, il Patrigno sono fonti di continue riflessioni. Zio e nipote ora sono uniti più che mai, anche se Margherita non lo sa, ma il lettore sì e può crearsi la sua idea del Maledetto, può renderlo reale o considerarlo una figura simbolica. Zio Dieci non può parlare nel senso convenzionale del termine, egli pensa e leggendo i suoi pensieri possiamo fare confronti, immaginare possibili diversi sviluppi nella storia della famiglia.
    Un romanzo introspettivo e psicologico, in cui la parte sana e quella malata si confondono fino a fondersi e niente più è scontato. L’ineluttabilità non tanto della morte, quanto quella della vita che continua, della successione e della mancata occasione potrebbero sembrare ovvie, eppure spesso non lo sono, come l’affannosa ricerca di quello che più ci sta a cuore e che, resi ciechi da perversi meccanismi, non vediamo sotto il nostro naso. “Diecipercento e la gran signora dei tonti” è un’opera garbata e profonda, avvincente ed emozionante, scritta con delicata ironia e stile estremamente scorrevole.

    ha scritto il 

  • 0

    Davvero piacevole!

    Il primo romanzo di Antonella di Martino “Diecipercento e la gran signora dei tonti”, edito da Autodafe’ Edizioni, e’ davvero un gran libro.


    Cucito gentilmente su un’Italianita’ moderna, la storia - quasi una favola moderna con tinte noir - attinge a temi e valori trasversali a tutte le cu ...continua

    Il primo romanzo di Antonella di Martino “Diecipercento e la gran signora dei tonti”, edito da Autodafe’ Edizioni, e’ davvero un gran libro.

    Cucito gentilmente su un’Italianita’ moderna, la storia - quasi una favola moderna con tinte noir - attinge a temi e valori trasversali a tutte le culture: vendetta, rimorso, amore, amicizia, rivalita’, famiglia.

    Con una scrittura pulita e scorrevole, che ricorda il migliore Gianni Rodari, questi elementi costruiscono e si sviluppano attorno al personaggio principale della storia, Diecipercento - o “Dieci”, come lo chiamano i famigliari – e si espandono su Margherita sua nipote.

    La storia, brevemente, comincia col funerale di Diecipercento, morto per un colpo di fucile esploso da uno sconosciuto, e sua nipote che decide di indagare sui motivi dell’omicidio. L’anima di Diecipercento decide di seguire Margherita e, mentre gli eventi si susseguono e diventano sempre piu’ chiari, la storia si apre sul passato di entrambi e lo espone al lettore, a volte amaramente, a volte in maniera retorica.

    Il viaggio dei protagonisti e’ avvincente, e non sorprende che a volte si interrompa la lettura e si pensi a quale sarebbe stato il nostro ruolo (o contribuito) nelle varie situazioni che si incontrano. Questo non e’ accidentale, lo stile di scrittura e’ particolarmente studiato per questo e, con un occhio alla tradizione favolistica, sara’ facile trovarsi a parteggiare per un personaggio o un altro, impazienti di arrivare alla fine della storia.

    ha scritto il 

  • 0

    Diecipercento e la gran signora dei tonti, di Antonella Di Martino

    http://www.meloleggo.it/diecipercento-e-la-gran-signora-dei-tonti-di-antonella-di-martino_209/


    Edito da Autodafé Edizioni, Diecipercento e la gran signora dei tonti è uno di quei libri che porta il lettore a riflettere sui grandi temi e valori della vita, della morte e dei sentimenti.
    ...continua

    http://www.meloleggo.it/diecipercento-e-la-gran-signora-dei-tonti-di-antonella-di-martino_209/

    Edito da Autodafé Edizioni, Diecipercento e la gran signora dei tonti è uno di quei libri che porta il lettore a riflettere sui grandi temi e valori della vita, della morte e dei sentimenti.
    Dalla penna di Antonella Di Martino nasce la figura di Gianni, soprannominato Diecipercento, ma solo Dieci per amici stretti e familiari. È un politico morto, forse per suicidio o forse per morte accidentale: mentre era a caccia col suo cane, un colpo di fucile lo ha stroncato. Al suo funerale è presente anche la gran signora dei tonti, ovvero Ma... [continua a leggere su www.MeLoLeggo.it]

    ha scritto il 

  • 0

    Un viaggio nella memoria

    http://www.chronicalibri.it/2012/06/un-viaggio-nella-memoria/
    solo su ChrL l'intervista all'autrice: http://www.chronicalibri.it/2012/06/il-mondo-di-diecipercento-raccontato-da-antonella-di-martino/

    ha scritto il 

  • 3

    Recensione su Blog novel: Il Romanzo

    "È un'indagine psicologica, la rappresentazione della crisi dei valori della società borghese, l'annullamento delle emozioni e dei sentimenti di chi vive di corruzione, di malaffari..."
    http://blog-romanzo.blogspot.it/2012/02/diecipercento-e-la-gran-signora-dei.html

    ha scritto il 

  • 4

    Bellissima sorpresa questo breve romanzo di Antonella Di Martino, destinato a catturare l'attenzione del lettore fin dal titolo, intrigante e spiazzante, per conservarla fino all'ultimissima pagina.
    Diecipercento è, o meglio era, un uomo politico di medio spessore, un pesce piccolo che nell ...continua

    Bellissima sorpresa questo breve romanzo di Antonella Di Martino, destinato a catturare l'attenzione del lettore fin dal titolo, intrigante e spiazzante, per conservarla fino all'ultimissima pagina.
    Diecipercento è, o meglio era, un uomo politico di medio spessore, un pesce piccolo che nella vita è riuscito a coltivare un modesto ma utile orticello di privilegi per sé e la sua famiglia sfruttando la solita rete di corruzione e malcostume che imbriglia l'Italia da quando è nata. Come molti uomini del suo stampo per farsi strada nella vita ha pedissequamente seguito una rigida scala di comandamenti, tutti riassumibili nel lapidario "fotti prima che ti fottano". Nonostante i buoni propositi, tuttavia, qualcuno ha trovato il modo di chiudere il cerchio ed ora Diecipercento si ritrova in una cassa da morto con un bel buco in testa. Ma la sua vita non si è ancora conclusa, prima deve scoprire chi ha avuto la sfrontatezza di fregarlo e, per assurdo, l'unica che sembra avere la possibilità di aiutarlo è quell'ingenua della nipote Margherita, così assurdamente refrattaria alle logiche del profitto personale che hanno da sempre guidato zio Dieci da essersi guadagnata il soprannome di Gran Signora dei tonti. Quello che era iniziato come un giallo si sviluppa in una sorta di duello a distanza tra due opposti modi di intendere la vita, portato avanti a colpi di viaggi nei ricordi e nel quale i ruoli di vincitore e vinto sono destinati a ribaltarsi cosicché Margherita , una sconfitta dalla vita agli occhi della famiglia, saprà dimostrare il valore delle sue scelte.
    Non mi trovo d'accordo con coloro che hanno ritenuto poco calzante la quarta di copertina del romanzo, dove questo viene dipinto come un giallo: questo è un giallo, seppur un giallo sui generis, ed il protagonista è effettivamente di fornte ad un mistero, per risolvere il quale dovrà prestare attenzione agli indizi che lui stesso ha seminato nel corso della sua esistenza.
    L'autrice è sicuramente abile nel far emergere le personalità dei due personaggi principali attraverso le loro memorie: dolore, rabbia, frustrazione ma anche affetto e inaspettata felicità affiorano palpabili attraverso la cortina dei pensieri e ci mostrano un uomo e una donna reali nelle loro imperfezioni. Ho particolarmente apprezzato come Margherita, pur convinta della giustezza delle proprie posizioni e duramente ferita dal trattamento riservatole dalla famiglia, sia pronta a mettere in discussione il proprio carattere collerico ed impulsivo e si rifiuti di crogiolarsi passivamente nell'autocompatimento. Ugualmente ben rappresentato è il faticoso cammino compiuto dallo zio Dieci tra le maglie del passato, ad ogni passo del quale egli si spoglia delle proprie certezze ed arriva fino a scorgere la verità al di là delle proprie meschinità, che pian piano perdono di consistenza alleggerendo la sua anima dalla zavorra che ancora lo tratteneva a terra. Significativa e molto toccante, da questo punto di vista, è la rivalutazione della figura del padre, che finalmente zio Dieci riesce ad apprezzare con volti nuovi e da cui emerge senza filtri l'affetto per un uomo semplice che ha saputo dare un significato concreto alla parola "felicità".
    Ciò che invece non mi ha molto soddisfatta è la caratterizzazione dei personaggi secondari, eccessivamente irrigidita nello stereotipo di un arrivismo meschino e crudele; Maman e il Patrigno, la Signora, il cugino Carlo e la stessa madre di Diecipercento sono tutti accomunati dalla loro ignoranza e dall' ingiustificato senso di superiorità che non ammette nessuna forma di riscatto e che li rende un po' monodimensionali, anche se devo ammettere che lo stile ironico e spontaneo dell'autrice riesce a mascherare questo limite, rendendo godibilissima l'interea narrazione.
    La morale di Diecipercento e la Gran Signora dei tonti è semplice ma nient'affatto banale e, nonostante l'intento dell'autrice si palesi intorno alla metà del romanzo, il racconto mantiene intatto il suo fascino fino all'ultima parola.

    ha scritto il 

  • 4

    Bellissima sorpresa questo breve romanzo di Antonella Di Martino, destinato a catturare l'attenzione del lettore fin dal titolo, intrigante e spiazzante, per conservarla fino all'ultimissima pagina.
    Diecipercento è, o meglio era, un uomo politico di medio spessore, un pesce piccolo che nell ...continua

    Bellissima sorpresa questo breve romanzo di Antonella Di Martino, destinato a catturare l'attenzione del lettore fin dal titolo, intrigante e spiazzante, per conservarla fino all'ultimissima pagina.
    Diecipercento è, o meglio era, un uomo politico di medio spessore, un pesce piccolo che nella vita è riuscito a coltivare un modesto ma utile orticello di privilegi per sé e la sua famiglia sfruttando la solita rete di corruzione e malcostume che imbriglia l'Italia da quando è nata. Come molti uomini del suo stampo per farsi strada nella vita ha pedissequamente seguito una rigida scala di comandamenti, tutti riassumibili nel lapidario "fotti prima che ti fottano". Nonostante i buoni propositi, tuttavia, qualcuno ha trovato il modo di chiudere il cerchio ed ora Diecipercento si ritrova in una cassa da morto con un bel buco in testa.

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    http://www.lastambergadeilettori.com/2012/02/diecipercento-e-la-gran-signora-dei.html

    ha scritto il