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Diego e Frida

By J. M. G. Le Clezio

(1)

| Paperback | 9788585328894

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47 Reviews

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    Bello, approfondito e molto interessante. Sfata un po' anche il mito di questa coppia, in quanto mostra i pregi ma soprattutto i difetti e le debolezze di entrambi, rendendoli un po' più terreni e meno divinità mitologiche. Devo ringraziare l'autore ...(continue)

    Bello, approfondito e molto interessante. Sfata un po' anche il mito di questa coppia, in quanto mostra i pregi ma soprattutto i difetti e le debolezze di entrambi, rendendoli un po' più terreni e meno divinità mitologiche. Devo ringraziare l'autore perchè prima mi stavo facendo prendere un po' troppo la mano dalla storia di Frida e Diego, quello che avevo letto era solo un'analisi forse frettolosa e abbreviata della loro vita, qui invece l'inquadramento storico è ben tratteggiato e scandagliato in tutte le direzioni, dalla storia alla politica, all'arte, agli usi, ai costumi.

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    SimiBunny said on May 23, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Frida Kahlo e Diego Rivera

    Biografia di due grandi artisti: Diego Rivera, irruento e sensuale, rivoluzionario comunista pur con alcune contraddizioni; Frida Kahlo, forte e fragile allo stesso tempo, e piena di vita nonostante le menomazioni fisiche. Un grande amore seppure tra ...(continue)

    Biografia di due grandi artisti: Diego Rivera, irruento e sensuale, rivoluzionario comunista pur con alcune contraddizioni; Frida Kahlo, forte e fragile allo stesso tempo, e piena di vita nonostante le menomazioni fisiche. Un grande amore seppure travagliato, nel Messico post rivoluzione, con la riscoperta dei valori delle civiltà precolombiane e lo spettro della restaurazione e dell'ingerenza yankee. Segnalo la mostra su Frida attualmente a Roma, e da settembre a Genova, come occasione per vedere dal vivo alcune delle opere descritte nel libro.

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    Livorno58 said on May 7, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Diego e Frida (Un amore assoluto e impossibile sullo sfondo del Messico rivoluzionario) di Jean Marie Le Clèzio.

    Ho preso il libro incuriosita oltre che dalla storia (assolutamente fuori dal comune) di questi due famosi artisti, soprattutto dal fatt ...(continue)

    Diego e Frida (Un amore assoluto e impossibile sullo sfondo del Messico rivoluzionario) di Jean Marie Le Clèzio.

    Ho preso il libro incuriosita oltre che dalla storia (assolutamente fuori dal comune) di questi due famosi artisti, soprattutto dal fatto che a scriverla fosse J. M. Le Clèzio, autore pressoché sconosciuto da noi, nonostante il Nobel per la Letteratura vinto nel 2008. Tempo fa avevo letto il suo Onitsha. Affascinata dal romanzo, seppur con varie perplessità mi ero riproposta di leggere qualche altra cosa sua e l’occasione è venuta con questo saggio. E’ stata una bella sorpresa.
    Mi è piaciuta parecchio la storia di Frida e Diego, così sopra le righe, intensa, dolorosa vissuta senza risparmio e con grande coraggio (soprattutto da Frida) e mi è piaciuto molto il modo di Le Clèzio di raccontarla. Maneggia una storia vera con un piglio letterario intenso, infuocato, forte, come si trattasse di un romanzo (la materia prima di sicuro non mancava…) non limitandosi a raccontare i due protagonisti ma tratteggiando un quadro ricco e molto interessante del Messico di quei tempi, delle sue ansie di riscatto e delle sue contraddizioni.
    Grazie alla sua penna si riesce a cogliere bene come la vita e la pittura di Frida e Diego si intreccino inestricabilmente con la storia del Messico di quegli anni e senza avere chiara questa storia non si può capire (soprattutto per Diego) la loro arte.
    Le tre stella gli vanno un pò strette...
    Sicuramente lo consiglio

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    Emanuela said on Apr 29, 2014 | Add your feedback

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    Se per "amore assoluto" si intende la versione romanzata soft di "rapporto di dipendenza affettiva in cui lui ha manie di onnipotenza perversa e lei è la sua fangirl numero uno", il sottotitolo melenso che hanno dato al libro si può dire sia azzeccat ...(continue)

    Se per "amore assoluto" si intende la versione romanzata soft di "rapporto di dipendenza affettiva in cui lui ha manie di onnipotenza perversa e lei è la sua fangirl numero uno", il sottotitolo melenso che hanno dato al libro si può dire sia azzeccato.

    In realtà ho letto questo libro per un motivo del tutto accessorio alle figure artistiche di Frida e Diego.
    Il mio ragionamento, ipotizzato pre-lettura e confermato dalle opinioni apportate dallo scrittore all'interno, ha a che fare con la maniera con cui l'aura di "autorità" che una persona assume per meriti (di vario tipo) modifichi ineluttabilmente il giudizio morale che la gente ha o potrebbe avere su di essa.
    Per dire, trovo interessantemente inquietante che, nel caso una persona i cui tratti potrebbero con pochi dubbi farla rientrare nel "disturbo da narcisismo patologico" (wikipedia è vostra amica) sia "arrivata" (in questo caso, un artista di fama mondiale), il giudizio che se ne avrà sarà quello di un uomo affascinante, carismatico, ispiratore, la cui dissolutezza e i cui comportamenti meschini, subdoli e immorali erano l'inevitabile lato oscuro di una mentalità geniale e produttiva. Se invece una persona con il medesimo disturbo rimanesse/fosse un "uomo comune", questo verrebbe meramente additato come un mero "manipolatore anaffettivo" in ogni dove, si consiglierebbe a tutti di evitarlo, di scappare senza se e senza ma, lo si considererebbe la feccia dell'umanità, insomma, un rifiuto della società.

    Quindi, è questa la discriminante con cui si valuta una persona? Non dalla sua essenza ma dal suo essere "arrivato" o essere un "fallito"? (do per "fallito" il fatto che un uomo con una personalità come quella di Diego rimanga "anonimo" perché chiaramente la mediocrità non si addice a gente come lui, notoriamente megalomane, sarebbe una sconfitta. Anche se, chiaramente, non penserebbero mai nella vita di essere dei falliti, bensì sfortunati perché non il mondo non ci arriva a capire la loro grandezza ecc). E' quindi l'autorità che una persona riesce a conquistarsi ciò che determina l'utilità o meno di un individuo nella nostra società?
    A mio avviso la verità sta certamente nel mezzo, e ritengo che i due estremi, che le due facce della medaglia da me citate siano VERE ENTRAMBE. Una personalità Diego-style è affascinante, seducente, ha un'intelligenza e una sensibilità (...) incredibile, è una sfida continua, e avendo a che fare con le sue arzigogolate macchinazioni capisci di essere immensamente figa/o (o vai in autodistruzione, ops!). Ed è anche uno stress continuo, un cancro inesorabile, una partita a scacchi infinita all'interno di una perenne recita teatrale, che riesce a farti diffidare anche di te stessa/o (vd prima).
    PERO'. Ritengo invece di un'ipocrisia ributtante il buttarsi da una o dall'altra parte solo in merito al prestigio sociale che qualcuno con queste caratteristiche riesce a raggiungere. Anche perché, in sostanza, se ci si pensa, la gente in genere non fa altro che premiare il peggior sociopatico raggirante, colui che è riuscito a percepire e prevedere le aspettative di un pubblico di riferimento così bene da dar loro ciò che... non sapevano ancora di volere (o a farglielo credere, il confine è molto sottile). I più grandi potenti sono a mio avviso anche i più grandi manipolatori, non c'è scampo. La cosiddetta "autorità" spesso non è altro che il frutto di un'allucinazione/suggestione collettiva e dei fenomeni "di massa" bisognerebbe sempre avere una visione piuttosto critica per non finire a fare i pecoroni di cose/persone opinabili.

    Quindi amore assoluto un cazzo, ragazzi.

    A chi fosse interessato a storie del genere consiglio di informarsi sull'oscena persona che era Picasso, anche lì c'è da divertirsi molto.

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    Jackieale/Kallista said on Dec 21, 2013 | 2 feedbacks

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