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Digiunare, divorare

Di

Editore: Mondolibri

3.6
(153)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 220 | Formato: Copertina rigida

Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 3

    niente di eclatante

    I vari personaggi di questo romanzo mi hanno trasmesso un senso di tristezza e di rassegnazione quasi irritanti, specialmente la famigliola americana che ospitava uno dei protagonisti. L'ho letto tanto tempo fa ma non mi ha lasciato quel gran bel ricordo.

    ha scritto il 

  • 2

    Fasting, Feasting (1999)

    Avevo aspettative altissime per questo libro, forse perché lo cercavo da parecchio nell'usato. Invece ho trovato storia e soprattutto personaggi sconsolanti, per cui non c'è azione, speranza, nemmeno un finale

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Uma, non bella, non più giovane e non molto brillante trascina una vita monotona e soffocante in un villaggio della pianura del Gange, schiava di due genitori che, dietro l'apparenza dell'amorevolezza, frustrano ogni suo tentativo di emancipazione o anche solo di allargare gli orizzonti del mondo ...continua

    Uma, non bella, non più giovane e non molto brillante trascina una vita monotona e soffocante in un villaggio della pianura del Gange, schiava di due genitori che, dietro l'apparenza dell'amorevolezza, frustrano ogni suo tentativo di emancipazione o anche solo di allargare gli orizzonti del mondo angusto in cui è costretta a muoversi.
    Arun, il fratello più piccolo, arrivato quando nessuno più immaginava che il grembo di sua madre potesse ospitare una vita, unico maschio della famiglia, diventa il depositario di tutte le aspettative dei genitori, in particolare del padre, che non esita un istante a programmargli la vita e a mandarlo a studiare in America.
    Qui il ragazzo si confronta con la sua incapacità di stringere legami con i suoi coetanei e si ritrova, suo malgrado, ospite di una conoscente, imprigionato in una vita famigliare che lui stesso avrebbe voluto fuggire e che rieccheggia, pur con modalità diverse, le stesse atmosfere della famiglia d'origine.
    Un libro diviso in due parti, forse un pò sbilanciato, con una prima parte che scorre pacata, ricca di atmosfera e dei ritmi languidi di un villaggio indiano, anche se , dietro la apparentemente idilliaca facciata di una famiglia all'antica, non fatica a trasparire la violenza che le tradizioni e i rapporti sociali possono esercitare, in particolare sulle donne (basti leggere le pagine relative al matrimonio di Uma o alla morte della cugina).
    Nella seconda parte, che vede da vicino una estate della vita da studente di Arun, l'atmosfera si fa subito più cupa e oppressiva, con punte di pura angoscia nelle pagine che descrivono le incursioni ai centri commerciali. Viviamo la solitudine di Arun e il suo imbarazzo nel vivere da spettatore (tale lo rendono la sua incapacità a farsi coinvolgere dalle persone, ma anche la sua rigida educazione)il disfacimento dei rapporti famigliari e interpersonali in un mondo dove, forse, lui è il meno solo.

    ha scritto il 

  • 4

    Scritto bene. Interessante perché descrive in maniera non folcloristica un mondo (India) per noi lontano, geograficamente e culturalmente, ma in realta' vicino nei sentimenti dei personaggi.

    ha scritto il 

  • 4

    Un romanzo davvero bello e non stereotipato sull'india. Un romanzo carico di tristezza, di angoscia e di peso, in cui ci viene presentata l'india delle tradizioni più ferree, più retrograde e più rigide, in un racconto che, se da un lato scorre lento, dall'altro sembra quasi soffocarti. Due sorel ...continua

    Un romanzo davvero bello e non stereotipato sull'india. Un romanzo carico di tristezza, di angoscia e di peso, in cui ci viene presentata l'india delle tradizioni più ferree, più retrograde e più rigide, in un racconto che, se da un lato scorre lento, dall'altro sembra quasi soffocarti. Due sorelle e un fratello, trattati con una disparità allarmante dai loro genitori, un'unica incombente entità definita mammaepapà, in modo da non tenere in assoluta considerazione desideri e attitudini. Tre figli che crescono iondifferenti, o onfelici, o insoddisfatti. Un romanzo in cui il cibo è la metafora perfetta per descrivere l'affetto ossessivo e negativo, la frustrazione, il desiderio di uscire fuori da sé. La seconda parte del romanzo è ambientata negli USA, dove il figlio maschio è stato mandato a studiare, creando un parallelo tra il vuoto familiare americano e il fin troppo pieno indiano. Un romanzo duro e lucido, scritto con uno stile secco e asciutto, un romanzo che io ho divorato finoa sentirmene oppressa.

    ha scritto il 

  • 4

    Tutta la fame del mondo

    Questo è stato il mio primo libro della Desai. Abituata com'ero a Rushdie, Seth e Roy sono rimasta un pò spiazzata. Anita Desai è concisa, tagliente, asciutta e lucidissima. Fa pensare ad un occhio che si posa sulle cose per rivelarle nella loro esistenza vissuta e sognata.
    Il titolo da so ...continua

    Questo è stato il mio primo libro della Desai. Abituata com'ero a Rushdie, Seth e Roy sono rimasta un pò spiazzata. Anita Desai è concisa, tagliente, asciutta e lucidissima. Fa pensare ad un occhio che si posa sulle cose per rivelarle nella loro esistenza vissuta e sognata.
    Il titolo da solo contiene tutto il libro, ed è un'epitome efficace -mai semplicistica!- dei rapporti tra Asia e Occidente.
    Se siete stanchi di questa trita dicotomia sappiate che non siete i soli. Lo sono anch'io. Proprio per questo ammiro la Desai che è riuscita, in così poche pagine, a parlare della sua l'India-tutta l'India- e dello lo stupro coloniale senza perdere di vista la ricchezza di pensiero dell'occidente. Ci troverete i falsi miti, i falsi valori e la falsa cultura di entrambi questi mondi. E scusate se è poco.
    L'India della Desai non è quella spiazzante di Rushdie, che ti prende alla gola con il suo afrore di spezie e ti riempie gli occhi di colori e ombre vaste; è piuttosto l'India con le sue acque:è memoria umana millenaria, è separazione, è dolore antichissimo, e soprattutto, è un libro sulle anime divise in due.

    ha scritto il