Dimentica il mio nome

Di

Editore: Bao Publishing

4.2
(2212)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 240 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8865432543 | Isbn-13: 9788865432549 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Biografia , Fumetti & Graphic Novels , Umorismo

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Descrizione del libro
Quando l'ultimo pezzo della sua infanzia se ne va, Zerocalcare scopre cose sulla propria famiglia che non aveva mai neanche lontanamente sospettato. Diviso tra il rassicurante torpore dell'innocenza giovanile e l'incapacità di sfuggire al controllo sempre più opprimente della società, dovrà capire da dove viene veramente, prima di rendersi conto di dove sta andando. A metà tra fatti realmente accaduti e invenzione, "Dimentica il mio nome" è un piccolo gioiello narrativo, la conferma, se mai ce ne fosse bisogno, di un talento puro e innegabile.
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  • 0

    La misteriosa storia della famiglia dell'autore.

    La misteriosa storia della famiglia dell'autore. Un percorso a tappe, pieno di flashback, che parte nel presente, dalla morte della nonna a Rebibbia - tale Mamie - e torna indietro sino all'inzio del ...continua

    La misteriosa storia della famiglia dell'autore. Un percorso a tappe, pieno di flashback, che parte nel presente, dalla morte della nonna a Rebibbia - tale Mamie - e torna indietro sino all'inzio del '900 a Nizza, incrociando nobili russi, cognomi inglesi, volpi e inquietanti ombre. Chi legge segue passo passo il percorso di crescita di chi racconta, una lentissima trasformazione verso l'età adulta.
    Zerocalcare è sempre straordinario quando racconta il proprio mondo e lo dimostra ancora una volta.

    ha scritto il 

  • 5

    Grazie Carca', sei 'n amico

    Faccio coming out: ero una di quelli che guardava i fumetti dall'alto in basso e col nasino storto.
    Poi per fare quelli che se la sentono dovreste dire graphic novel, ma è solo per i fighi veri.
    Comun ...continua

    Faccio coming out: ero una di quelli che guardava i fumetti dall'alto in basso e col nasino storto.
    Poi per fare quelli che se la sentono dovreste dire graphic novel, ma è solo per i fighi veri.
    Comunque, questo non è il mio primissimo approccio con Zerocalcare, ma è la prima opera completa che leggo. Ora voglio tutta la bibliografia.
    La prima parola che mi viene in mente per descriverlo è 'informale'.
    Informale perché parla di tutto, ma sempre come se lo stesse raccontando all'amico suo, che spippola sul telefono, mica a un pubblico.
    E' proprio questo che diventa Zerocalcare dopo qualche pagina, un amico.
    Un amico che ti parla a cuore aperto, di cui sai tutto, da come si chiama sua nonna a qual era il suo giocattolo preferito da bambino.
    Un amico con cui hai tantissimo in comune, quando parla ti sembra di sentire la tua storia. Anzi, questa è prorio la tua storia.
    Se tu che cresci, che fai il cazzaro, che ti guardi indietro e rimpiangi quando oltre che cazzaro eri anche antipatico, sei tu cominci a portare qualche peso sulle spalle -e si comincia bene se il primo peso è un tonno di 50 kili. Poi però sei ancora un po' cazzaro e non ti accorgi di chi si porta tutta la pescheria.
    Ma va bene così, perché si comincia coi primi pesci e col ricordarsi l'asciugamano per non macchiare.
    Tanto non ci saranno mai abbastanza tonni per prepararti al casino che t'aspetta, che puoi sta' tranquillo che sicuro non ci capisci niente. Ma anche se non sai bene che sta succedendo, cerca di fare il meglio che puoi, che sarà già qualcosa per aiutare chi per tanto tempo ha aiutato te.

    ha scritto il 

  • 4

    Una simpatia che continua..

    ..anche se non la migliore GN uscita dalla penna del cantastorie romano!

    ZC: - Dimentica il mio nome, Elle!!
    L: - Ho provato ma......non ce la faccio! Non posso!!
    ZC: - Mica siamo in Ghost in the She ...continua

    ..anche se non la migliore GN uscita dalla penna del cantastorie romano!

    ZC: - Dimentica il mio nome, Elle!!
    L: - Ho provato ma......non ce la faccio! Non posso!!
    ZC: - Mica siamo in Ghost in the Shell?! Apri la scatola cranica e…..FAAAALLO!! Vedo di mandarti Malware! Anzi, collegati alla Matrice che ti faccio beccare da Invernomuto..con quello vai sicuro in Corto-circuito. Ce la farà!!
    L: - Lascia ogni speranza! Tu sei come l’Anello (0), Zero, con la sua dannata profezia dell’armadillo, quel polpo alla gola che ogni maledetto lunedì su dodici mi pianta in testa il suo stupido elenco telefonico degli accolli, un groviglio di ferro e piume che mi chiama da Kobane per ricordarmi che esiste il mondo là fuori .. con la sua divina commedia!
    Z: - Te prego, Dante nooo! Non lo reggo!!

    Nel frattempo..
    Armadillo: - Zero, quella è golosa!! Dobbiamo recuperare i cioccolatini della nonna per l'Oblivion!!
    ZC: - Alla peggio evochiamo HP o Silente! .. Delle ricette di Piton non mi fido! Ha il gusto per la morte tragica quello! ..Anche se la ragazza è pericolosa, non se lo merita..

    (L: - Io, a casa di Gibson, non ci vado!! L’ho scampata bella..fiuuu! Alla prossima scatola di cioccolatini, Calcà!! *_______*)

    ha scritto il 

  • 4

    Che scoperta!

    Non avevo mai letto niente di Zerocalcare ma il successo che aveva ottenuto allo Strega mi aveva molto incuriosita. Non appena mi è stato regalato il volume, mi ci sono avventata con desiderio e, insi ...continua

    Non avevo mai letto niente di Zerocalcare ma il successo che aveva ottenuto allo Strega mi aveva molto incuriosita. Non appena mi è stato regalato il volume, mi ci sono avventata con desiderio e, insieme, paura di essere delusa dalle tante aspettative.
    Timori infondati: la storia è bella, toccate, coinvolgente; i disegni sono precisi, divertenti e intriganti. E il modo che Zerocalcare ha di scrivere e di far uscire dalle battute l'animo dei personaggi è davvero ficcante!

    ha scritto il 

  • 3

    ZOT

    Per due terzi bello: delicato profondo e sensibile...poi Zot!...: il delirio! Va beh inventare, passi la fantasia e la metafora, ma la storia delle volpi è davvero priva di senso. O qualcuno me la spi ...continua

    Per due terzi bello: delicato profondo e sensibile...poi Zot!...: il delirio! Va beh inventare, passi la fantasia e la metafora, ma la storia delle volpi è davvero priva di senso. O qualcuno me la spiega?

    ha scritto il 

  • 5

    Primo libro di zero calcare che leggo, mi è stato regalato (non avrei iniziato con questo io) e devo dire che è uno spettacolo si libro, assolutamente bello, ti prende pagina per pagina! consigliato a ...continua

    Primo libro di zero calcare che leggo, mi è stato regalato (non avrei iniziato con questo io) e devo dire che è uno spettacolo si libro, assolutamente bello, ti prende pagina per pagina! consigliato assolutamente!!

    ha scritto il 

  • 5

    Tanto di cappello, Zerocalcare

    Non c'è niente da fare, Zerocalcare è nato per scrivere (e disegnare).
    Non ho mai conosciuto nessun'altro che sapesse trattare un argomento così delicato come la morte di una persona cara con un mix c ...continua

    Non c'è niente da fare, Zerocalcare è nato per scrivere (e disegnare).
    Non ho mai conosciuto nessun'altro che sapesse trattare un argomento così delicato come la morte di una persona cara con un mix così centrato di tenerezza e comicità. Si si, proprio comicità! Quella che Zerocalcare riesce a tirare fuori SEMPRE, sia quando parla di plumcake e serie tv che quando tratta temi come quello dei curdi o (come fa in questo caso) della perdita della nonna materna.
    Che dire? Tanto di cappello Zerocalcare: solo tu puoi farlo, perché solo tu riesci a farlo.

    ha scritto il 

  • 4

    Dimentica il Mio Nome : Il primo Zerocalcare non si scorda mai.

    Ho sempre vissuto con difficoltà la lettura di graphic-novel, o fumetti, quando sono stato chiamato a rivolgermi ad essi come se fossero dei veri e propri contenitori di storie, come se, in altre paro ...continua

    Ho sempre vissuto con difficoltà la lettura di graphic-novel, o fumetti, quando sono stato chiamato a rivolgermi ad essi come se fossero dei veri e propri contenitori di storie, come se, in altre parole, fossero dei “libri” nel senso più tradizionale del termine, o romanzi. L’industria del fumetto, ad ogni modo, è cresciuta, maturata e migliorata enormemente in questi decenni tanto che nelle librerie, oggi, questi prodotti hanno uno spazio proprio e possono vantare uno spropositato numero di fans.

    Avevo, negli anni scorsi, già letto Neil Gaiman, eppure il suo Nessun Dove non mi aveva conquistato, tant’è che ho preferito immergermi nel romanzo che nella sua trasposizione grafica ed altre sue storie non mi hanno mai lasciato un’impronta duratura nel tempo. Per questo, quando una mattina di Ottobre, o forse era “una sera”? Bè diremo per comodità “un giorno”, ho preso la decisione di leggere Zerocalcare ed il suo “Dimentica il Mio Nome” molti dei dubbi sopracitati sono piovuti dal cielo sul mio povero capo affinché considerassi tutte le opzioni. Non fosse che le letture incrociate di cui mi faccio bandiera, vale a dire semplicemente che leggo più di un libro al momento, hanno trascinato il sottoscritto in un atto di fede e ardore intellettuale, e non fosse che temevo che non fosse il momento adatto, vi direi, in questo preciso istante, che l’esperimento estremo è fallito miseramente. Al contrario, per mia fortuna, ho trovato in Zero un autore maturo e profondo e la sua capacità di narrare fatti talmente curata e sincera da coinvolgermi in maniera tanto approfondita quanto i migliori romanzi.

    Dimentica il Mio Nome è un lungo insieme di tavole che costituiscono il rapporto tra Calcare e sua nonna, un legame profondo dove sfumature di finzione narrativa si fondono con elementi autobiografici che il fumettista sapientemente mescola, dando di continuo l’impressione di avere tra le mani un libro tanto parodistico quanto biografico.

    Ad elementi realistici, vengono aggiunti dettagli che servono a dare un ritmo alla storia, contornandola di particolari, anche spudoratamente fantastici, sapientemente dosati e ben amalgamati. Il risultato è un affresco sentito ed emozionante, nonché riflessivo che analizza il rapporto tra due generazioni, studiando i modi, le contraddizioni, gli usi, i vizi e le virtù.

    Il tocco dolce amaro, inoltre, cerca sempre di non portare mai il fumetto sopra le righe, e quando ciò accade riguarda il più delle volte la parte estetica e più superficiale. L’opera, perciò, cogliendo la palla al balzo per guardare con ironia, sarcasmo e satira ciò che contraddistingueva le ultime tre generazioni italiane, in particolar modo di quelli vissuti a Roma e nella zona di Rebibbia, segna un passo decisivo per quel che concerne la maturazione dell’autore, il quale con impeto e semplicità affronta temi importanti e necessari nella vita di ognuno di noi e di ogni lettore, dimostrando di godere di una sensibilità letteraria ed artistica davvero invidiabile. Si ride e pensa tanto con “Dimentica il mio Nome”, ma mai troppo, perché l’equilibrio perfetto presente nel libro è forse l’attestato più evidente di quanto Zerocalcare rappresenti una delle vette non solo del fumetto italiano, ma anche del panorama letterario, e se pensiamo alla giovane età del fumettista, non possiamo che guardare con speranza al (suo) futuro.

    ha scritto il 

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