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Dio è un matematico

La scoperta delle formule nascoste dell'universo

Di

Editore: Rizzoli

3.8
(112)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 320 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8817009997 | Isbn-13: 9788817009997 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: History , Philosophy , Science & Nature

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Descrizione del libro
Come è possibile che un prodotto della mente umana, pur essendo indipendente dall'esperienza, si accordi tanto bene agli oggetti della realtà fisica? Se lo chiedeva, tra gli altri, Einstein pensando alla matematica, una disciplina che almeno dai tempi dei pitagorici ha assunto un'aura di divinità per le sue caratteristiche di perfezione e trascendenza. Man mano che le nostre conoscenze tecniche si sviluppano, scopriamo che le formule e le forme geometriche, elaborate sullo slancio della speculazione pura, descrivono con precisione il mondo che ci circonda e spesso anticipano scoperte ben più tarde. Qual è il mistero di tanta "irragionevole efficacia"? Per rispondere a questa domanda, Mario Livio ripercorre con vivace curiosità le avventure, i pensieri e gli accesi dibattiti delle grandi menti del passato: geni che non a caso furono insieme matematici e mistici, astronomi, fisici, sociologi e alchimisti. Così, tra le leggi della gravitazione universale di Newton, le geometrie non euclidee di Riemann e il teorema d'incompletezza di Godel, nel racconto trovano spazio anche le Osservazioni fatte sui bollettini di mortalità con cui nel Seicento il merciaio londinese John Graunt aprì la strada al trionfale ingresso di numeri ed equazioni nelle scienze sociali per mezzo della statistica.

Con poche equazioni si possono spiegare l’armonia musicale e il patrimonio genetico, la luce delle stelle e il comportamento del mercato azionario. La matematica è un’invenzione, o è un mondo a parte, appena al di là del nostro universo visibile? Questo tema affascinante è al centro del nuovo saggio di Mario Livio, l’astrofisico che, dopo il successo ottenuto con La sezione aurea e L’equazione impossibile, torna a interrogarsi sul mistero della perfetta corrispondenza tra la speculazione matematica e la realtà fisica, cercando di dare risposta a una domanda solo all’apparenza paradossale: Dio è un matematico?
L’universo, in effetti, sembra essere stato progettato da una mente matematica. Già Einstein era perplesso di fronte al mistero che il mondo della realtà fisica sembrasse obbedire alle leggi che risiedono nel mondo delle forme matematiche. Queste leggi hanno due possibili utilizzi: quello “attivo”, secondo il quale Newton, Maxwell ed Einstein si servirono di equazioni succinte per spiegare fenomeni come la gravità, l’elettromagnetismo, o la struttura dello spazio e del tempo. Ancora più stupefacente, è il lato “passivo” dell’efficacia della matematica: ovvero il fatto che i concetti e le relazioni che i matematici puri studiano, per ragioni esclusivamente teoriche, si rivelino poi, a distanza di decenni se non di secoli, come soluzioni inaspettate ai problemi della realtà fisica. Questo accadde, ad esempio, con i codici cifrati di Hardy, che divennero fondamentali per le comunicazioni militari. O con Keplero e Newton, che riutilizzarono le orbite ellittiche disegnate dal greco Menecmo, vissuto due millenni prima, per descrivere il nostro sistema solare. Ancora, i fisici del XX secolo, grazie alla scoperta che alla base del mondo subatomico ci sono motivi matematici ben definiti, hanno messo al primo posto i principi matematici di simmetria, sostenendo che la natura e la materia vi dovessero obbedire.
La tesi di Mario Livio in questo libro è volta a dimostrare che anche molta parte dell’attività umana, se non tutta, sembra emergere da una struttura matematica sottostante, persino dove meno ce lo si aspetta. Le opzioni azionarie, i progetti dei computer, gli studi sulla pubblica opinione, persino le analisi dell’evoluzione delle lingue: tutti i tentativi di comprensione umana del mondo conducono alla fine a scoprire i campi sempre più raffinati della matematica, che si rivela così “il manuale nascosto” della natura.
Ma le verità matematiche rappresentano la scoperta di un mondo, o sono un’invenzione della nostra mente? È come chiedersi – scrive Livio – se “Dio creò gli uomini a sua immagine, oppure gli uomini inventarono Dio a loro immagine?” Per rispondere a questi quesiti il viaggio dell’autore parte da lontano, da Pitagora e Platone, passa per Galilei, Newton e Cartesio, giunge nei terreni della probabilità, della statistica e della geometria odierne. Un percorso di lettura piacevole, ricco di numerosi esempi per sostenere, in conclusione, che “la nostra matematica è una combinazione di invenzioni e scoperte” e per regalarci almeno una certezza: che se Dio esiste, di sicuro, è un matematico integralista.

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  • 0

    «Come è possibile» si chiese una volta Einstein «che la matematica, un prodotto della mente umana che è indipendente dall'esperienza, si accordi in maniera tanto eccellente agli oggetti della realtà fisica?»

    Is God a Mathematician?, 2009

    ha scritto il 

  • 4

    Sono secoli che l'uomo cerca di rapportare se stesso all'universo, tangibile o astratto, secoli in cui enuncia e disfa, in cui raffigura e sogna. Perchè abbiamo così bisogno di misurare la nostra breve piccolezza?
    Secoli di interrogativi ci hanno regalato almeno una certezza: se Dio esiste, di si ...continua

    Sono secoli che l'uomo cerca di rapportare se stesso all'universo, tangibile o astratto, secoli in cui enuncia e disfa, in cui raffigura e sogna. Perchè abbiamo così bisogno di misurare la nostra breve piccolezza? Secoli di interrogativi ci hanno regalato almeno una certezza: se Dio esiste, di sicuro è un matematico integralista!

    ha scritto il 

  • 3

    Le avventure dei grandi matematici che hanno fatto la storia della disciplina degli ultimi duemilacinquecento anni, da Pitagora ai logici, da Euclide ai geometri non euclidei. EdMax

    ha scritto il 

  • 3

    Momenti gustosissimi si alternano con altri meno brillanti.
    Nell'originale inglese il titolo recava un punto di domanda, sicché in italiano potrebbe generarsi il dubbio che il testo affermi la natura divina del mondo e della matematica come cifra dello stesso. Non è così.
    Livio formula una teori ...continua

    Momenti gustosissimi si alternano con altri meno brillanti. Nell'originale inglese il titolo recava un punto di domanda, sicché in italiano potrebbe generarsi il dubbio che il testo affermi la natura divina del mondo e della matematica come cifra dello stesso. Non è così. Livio formula una teoria "mista", tra il platonico ed il creativo, senza tuttavia spiegare con chiarezza i termini della coesistenza dei due approcci filosofici. Utile comunque per un excursus sull'efficacia ed il fascino del pensiero matematico come trama e linguaggio della realtà e dello stesso pensiero.

    ha scritto il 

  • 4

    lettura interessante sulla storia della filosofia matematica. non vuole dare risposte (anche se nel titolo originale c'è il punto interrogativo). non è fondamentale, ma è consigliabile avere dei rudimenti di storia della fisica e della matematica.

    ha scritto il 

  • 2

    ?

    Il punto di domanda è quello che manca alla fine del titolo italiano, e non è l'unico svarione (anzi, questo è forse voluto) dell'edizione italiana.
    Tutto il libro verterebbe sulla questione se la matematica è una scoperta o un'invenzione, ovvero se la matematica esiste indipendentemente dall'uom ...continua

    Il punto di domanda è quello che manca alla fine del titolo italiano, e non è l'unico svarione (anzi, questo è forse voluto) dell'edizione italiana. Tutto il libro verterebbe sulla questione se la matematica è una scoperta o un'invenzione, ovvero se la matematica esiste indipendentemente dall'uomo (in natura o nell'iperuranio, non è sempre chiaro) o se è una creazione umana. Seguire il filo del ragionamento non è semplice, l'autore spesso butta là un'idea, e dice che ne parlerà più avanti. Alla fine afferma che la matematica è un po' invenzione e un po' scoperta, ma la confusione non diminuisce: gli assiomi della geometria euclidea sarebbero un'invenzione, ma i teoremi che ne derivano una scoperta... Insomma, alla fine rimane proprio solo un punto di domanda.

    ha scritto il 

  • 4

    Affascinante

    Racconta l'affascinante storia della matematica cercando di rispondera alla impossibile domanda: "la matematica è una scoperta o una invenzione?". Scritto per non matematici (ma che non possono essere a digiuno di matematica per capire alcuni passaggi) entra nella filosofia di una materia che è i ...continua

    Racconta l'affascinante storia della matematica cercando di rispondera alla impossibile domanda: "la matematica è una scoperta o una invenzione?". Scritto per non matematici (ma che non possono essere a digiuno di matematica per capire alcuni passaggi) entra nella filosofia di una materia che è il lingiaggio dell'universo, la chiave del nostro mondo. Affascinante, ben scritto.

    ha scritto il 

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