Dio ci salvi dagli inglesi... o no!?

Vecchi riti e nuovi miti degli europei d'oltremanica

Di

Editore: Sperling & Kupfer

3.4
(347)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 239 | Formato: Altri

Isbn-10: 8820040255 | Isbn-13: 9788820040253 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Umorismo , Non-narrativa , Viaggi

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Descrizione del libro
Antonio Caprarica è stato giornalista politico de l'Unità e condirettore diPaese Sera, corrispondente del TG1 in Medio Oriente e corrispondente capo daMosca. Attualmente è a capo della sede Rai di Londra e collabora con diversiperiodici. In questo libro compie, con il garbo che lo contraddistingue, unviaggio nella cultura, nei costumi, nella testa degli inglesi attraverso lestorie grandi e piccole, le testimonianze, gli aneddoti raccolti nel corsodegli anni.
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  • 3

    Un resoconto brillante ed ironico di un decennio di vita passata nella City inglese. Caprarica narra del suo lavoro di corrispondenza Rai a Londra con uno stile frizzante ma allo stesso tempo solido.
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    Un resoconto brillante ed ironico di un decennio di vita passata nella City inglese. Caprarica narra del suo lavoro di corrispondenza Rai a Londra con uno stile frizzante ma allo stesso tempo solido.
    Fin da subito ci insegna ad amare le genti d’oltemanica, non cela altresì gli aspetti negativi ma li affronta con un’aplomb signorile ed un umorismo tipicamente british.
    Leggendo questo libro scopriremo tutte le fasi dell’innamoramento del nostro italico giornalista con la monarchica Isola: si parte dalla prima canna fumata in una vacanza-studio e si arriva fin quasi dentro alla borsetta di sua eccellenza Queen Elisabeth!
    Per concludere "Dio ci salvi dagli inglesi…o no?!" è un testo prezioso, sicuramente all’altezza delle cravatte del nostro Caprarica.

    ha scritto il 

  • 1

    Ho letto entrambi i libri (inglesi e francesi) in meno di una settimana e secondo me Caprarica non sa scrivere. Tutti i due libri sono datati perchè non sono altro che un ammasso di gossip televisivo ...continua

    Ho letto entrambi i libri (inglesi e francesi) in meno di una settimana e secondo me Caprarica non sa scrivere. Tutti i due libri sono datati perchè non sono altro che un ammasso di gossip televisivo di un certo periodo. Poco ha valore nella sua descrizione degli inglesi e dei francesi. Poi dobbiamo ricordare che Caprarica ci dice la sua da riccone mantenuto a spese nostre con un ingiusto canone TV.

    ha scritto il 

  • 2

    ok, due stelline e mezzo. Perchè così poco? perchè a mio parere Caprarica ha scritto sì un piacevole libercolo da leggere sull'aereo che ti sta portando a Londra, ma un po' troppo ripetitivo in alcuni ...continua

    ok, due stelline e mezzo. Perchè così poco? perchè a mio parere Caprarica ha scritto sì un piacevole libercolo da leggere sull'aereo che ti sta portando a Londra, ma un po' troppo ripetitivo in alcuni punti. Insomma, da un giornalista del suo calibro mi aspettavo qualcosa di più.

    ha scritto il 

  • 3

    Mi aspettavo un'esposizione un po' più alla Severgnini, o anche alla Augias, al massimo, con considerazioni sul costume e sulla storia inglesi. Invece Caprarica si concentra quasi soltanto sui gossip ...continua

    Mi aspettavo un'esposizione un po' più alla Severgnini, o anche alla Augias, al massimo, con considerazioni sul costume e sulla storia inglesi. Invece Caprarica si concentra quasi soltanto sui gossip politici ed economici del decennio del governo Blair. Abbastanza pallosetto...

    ha scritto il 

  • 3

    Il contenuto sta scritto in copertina e non ci si aspetti nulla di più. Non un romanzo, è più un libro in stile Severgnini, o stile collana di Biagi di trent'anni fa, ma senza quel livello di approfon ...continua

    Il contenuto sta scritto in copertina e non ci si aspetti nulla di più. Non un romanzo, è più un libro in stile Severgnini, o stile collana di Biagi di trent'anni fa, ma senza quel livello di approfondimento. E' comunque un libro molto gradevole, ben scritto, non superficiale. Io poi ho un debole per Caprarica, le sue cravattone e lo "stile British" che lo contraddistingue e dove ha abbondantemente intinto la penna.
    Memorabile quando racconta con minuzia di particolari del cartoncino con cui viene invitato a una cena a Buckingham Palace.

    ha scritto il 

  • 2

    Purtroppo non ho trovato affatto la verve che contraddistingue solitamente Antonio Caprarica, che io personalmente adoro.
    Questo libro è stato una vera delusione, anche perché non racconta poi granché ...continua

    Purtroppo non ho trovato affatto la verve che contraddistingue solitamente Antonio Caprarica, che io personalmente adoro.
    Questo libro è stato una vera delusione, anche perché non racconta poi granché degli Inglesi come popolo: si parla molto di politica ed economia, un pochino di Royal Family, ma manca quel non so che senza cui ci si trova davanti a un libro noiosetto. Mi aspettavo di scoprire qualcosa in più sulle tradizioni e la cultura dell'Inghilterra, non essendoci (ahimé) ancora stata, invece ho solo questa evidente sensazione di essere rimasta a bocca asciutta. Riproverò sicuramente con qualche altro libro di Caprarica, in ogni caso per me non sono più di due stelline e mezzo.

    ha scritto il