Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Dio ingannatore

Di

Editore: Caputo

3.8
(18)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 128 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8896474000 | Isbn-13: 9788896474006 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook

Genere: Fiction & Literature , History , Travel

Ti piace Dio ingannatore?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 5

    Il signor Adolfo

    La voce narrante è quella di un bambino, mai cresciuto a causa di una malattia precoce. Molto più ingenuo di un bambino normale, irrimediabilmente privo di malizia e di slealtà, lo sguardo del protagonista Gabriele è più straniante di un occhio alieno.


    L’altro protagonista del romanzo è u ...continua

    La voce narrante è quella di un bambino, mai cresciuto a causa di una malattia precoce. Molto più ingenuo di un bambino normale, irrimediabilmente privo di malizia e di slealtà, lo sguardo del protagonista Gabriele è più straniante di un occhio alieno.

    L’altro protagonista del romanzo è un anziano signore tedesco che si chiama Adolfo. Un nome, una storia: dopo i genocidi e le sconfitte del Terzo Reich, ben pochi genitori si azzardano a dare quel nome a un bambino. La personalità del signor Adolfo sembra mantenere le promesse: si tratta di un vecchio nazista, un assassino uscito da poco di galera. Un vecchio demonio, che guarda la vita attraverso le fiamme dell’Inferno.

    Il titolo ha tratto in inganno qualcuno, quindi è meglio chiarire che il romanzo non ha niente di blasfemo. Una lettura frettolosa o aberrante è sempre possibile, quindi non mi stupirei (anche se spero di sbagliarmi) se Gabriele e Adolfo si fossero attirati, almeno una volta, l’etichetta di “personaggi stereotipati”. Il nazista feroce e il diverso buono ingenuo non sono certo delle novità, li abbiamo già visti. Ma la storia prende una strada imprevista e ci porta a superare gli stereotipi, anzi a ridurli in frantumi.

    Pagina dopo pagina, scopriamo che non bisogna contare troppo sull’ingenuità dello sguardo di Gabriele: quando vuole, non soltanto riesce a capire, ma riesce anche riesce a cogliere più di qualsiasi sguardo “normodotato”. Adolfo è degno del suo nome: violento, cinico, razzista fino al midollo. Eppure, ci sorprende anche lui. No, non si redime, almeno non del tutto. Ma infine, chissà perché, ci scordiamo della sua cattiveria.

    L’ironia e la crudeltà, svelate dall’ingenuità di Gabriele, lasciano il segno. Un romanzo molto piacevole, che stimola e coinvolge. Un romanzo che ha meritato diversi premi. E anche queste cinque stelle.

    ha scritto il 

  • 4

    Gabriele è un ragazzo a cui una febbre cerebrale ha causato un ritardo mentale, e che ci racconta la sua vita, la sua infanzia di bambino “diverso”, e anche sfortunato, perché resta solo e deve imparare a gestire le sue scarse risorse, perfino pagare un mutuo, con il solo aiuto di un quaderno di ...continua

    Gabriele è un ragazzo a cui una febbre cerebrale ha causato un ritardo mentale, e che ci racconta la sua vita, la sua infanzia di bambino “diverso”, e anche sfortunato, perché resta solo e deve imparare a gestire le sue scarse risorse, perfino pagare un mutuo, con il solo aiuto di un quaderno di raccomandazioni e indicazioni precise che gli ha lasciato la mamma prima di morire, del suo grande senso del dovere e della sua fiducia nella vita. Quando la situazione si fa più difficile, e ormai quasi insostenibile, ecco che arriva la soluzione a tutti i problemi, in un modo quantomeno insolito e curioso, sotto forma di un certo signor Adolfo. Non precisamente un angelo custode, ma insomma…
    È una bella storia, raccontata con delicatezza e leggerezza, a tratti venata di umorismo, si legge d’un fiato.

    ha scritto il 

  • 5

    ASQUINI... CHE FACCIO? LO DENUNCIO?

    Io son quella che rifiuta persino il film di ZANNA BIANCA e che sta pensando a una denuncia per sevizie psicologiche relativamente al libro INCOMPRESO. Ecco, proprio io mi son ritrovata a leggere Asquini con il suo racconto lungo che strugge, fa male, commuove, ferisce, fa riflettere profondament ...continua

    Io son quella che rifiuta persino il film di ZANNA BIANCA e che sta pensando a una denuncia per sevizie psicologiche relativamente al libro INCOMPRESO. Ecco, proprio io mi son ritrovata a leggere Asquini con il suo racconto lungo che strugge, fa male, commuove, ferisce, fa riflettere profondamente. Che faccio? Denuncio pure Asquini? Scherzi a parte, non dico una sola parola sul modo di scrivere perchè il fatto che abbia ricevuto tanti riconoscimenti ha un perchè che parte proprio dallo stile e dalla conoscenza ineccepibile della lingua.
    A sprazzi persino ironico, questo tracconto 'racconta' di un disabile e del suo punto di vista, delle miserie umane che gli passano accanto senza che lui, puro e scevro di malizia, ne colga le gravità e la pesantezza. Il punto di vista della madre (che dà il titolo a questo piccolo capolavoro) lo condivido completamente. Credo nel destino e il fatto che mi ritrovi a leggere brani di questo tipo, dopo quello che ho passato, credo abbia un senso. L'incontro che poi determina il messaggio è qualcosa di terribile e tenero allo stesso tempo, inaspettato e incredibile, forse un po' troppo 'romanzato', ma siamo nel campo dei romanzi e ci piace! Mi è caro il tema del cosiddetto riscatto del cattivo, anche se Asquini mi lascia un sospeso che permette di concluderla un po' come si vuole la faccenda. Mi è piaciuto, anche perchè in così poco spazio l'autore ha fatto pure Storia, una Storia che come lui amo studiare e non smetto mai di interrogare.
    Nel complesso non posso che dare un voto pienissimo a questo racconto che invito a leggere, per tutto il mese di novembre è pure scaricabile gratuitamente, un'occasione imperdibile! Non è leggero, anche se scorre. E' un invito tanto deciso quanto lieve a riflettere e... io lo faccio, anche in virtù degli ultimi accadimenti. Bravo Asquini!!!!

    ha scritto il 

  • 4

    “Dio ingannatore”. Direi un titolo indovinato leggendo il romanzo che mi ha positivamente colpito. Non è un titolo blasfemo e nemmeno un’offesa a principi religiosi o qualcosa del genere. E’ una constatazione della realtà, del destino e delle sue leggi; dello scorrere della vita con tutte le mise ...continua

    “Dio ingannatore”. Direi un titolo indovinato leggendo il romanzo che mi ha positivamente colpito. Non è un titolo blasfemo e nemmeno un’offesa a principi religiosi o qualcosa del genere. E’ una constatazione della realtà, del destino e delle sue leggi; dello scorrere della vita con tutte le miserie quotidiane che contiene. Il destino può anche essere avverso, può ingannare, deludere e poi, in fondo, recuperare tornando sui propri passi. “Per accadere una cosa bella devono accadere due cose brutte”. Una persona speciale dice che la vita ha il suo scorrere naturale, nel bene e nel male; su tutto il controllo di Dio. Se tutto fosse perfetto, non ci sarebbero problemi, drammi. Il mondo apparirebbe piatto, senza sussulti e tutto sarebbe estremamente scontato. In qualche modo, la perfezione, di per sé, negherebbe la stessa esistenza di Dio. Condivido questa posizione e torno pienamente al titolo che appare, in tal senso, “azzeccato”. Il romanzo si legge tutto d’un fiato, senza interruzioni, per scoprire una storia straordinaria di un bambino “non regolare” che cresce restando bambino. Mi ha colpito molto il linguaggio usato e il punto di osservazione del protagonista. Sono parole pure, quelle dell’innocenza provenienti dal cuore di Gabriele. Egli è un attento spettatore della realtà e dei drammi quotidiani. Vede scorrere via la vita della nonna e della madre, quasi senza accorgersene; lo fa con garbo, dolcezza ed infinita tenerezza. Abbandonato da tutti, con coraggio che solo i bambini possono avere, affronta il nuovo tempo che arriva seguendo gli insegnamenti della madre. Sono appunti preziosi che sanno di vita e che aiutano Gabriele ad andare avanti con grande dignità e coraggio, quasi in allegria. Nello scorrere della pagine si percepisce tutta l’abilità di Maurizio Asquini nel descrivere, con un linguaggio semplice (quello di un bambino, appunto), una situazione che apparirebbe invece drammatica. E’ giusto così perché i bambini non devono vivere un dramma; loro hanno diritto ad essere comunque felici. Agli occhi di Gabriele anche un ex ufficiale nazista può e sa essere buono. Come dice mia figlia, forse non esistono persone buone e persone cattive; in fondo siamo tutti pedine della vita e di ciò che accade. E’ come ritrovare una bontà nascosta di fronte all’innocenza ed alla tenerezza infantile. In un finale inaspettato ed intenso, il protagonista compie una missione impossibile da cui si apriranno nuovi spazi per la sua esistenza. Un buon finale che Gabriele merita tutto. Buona lettura!

    ha scritto il 

  • 5

    Romanzo vincitore di tre premi letterari, una trama stupenda e delicata che tratta una tematica avvincente e realistica, descritta in maniera esemplare attraverso un ragazzo con problemi psichici.

    ha scritto il 

  • 4

    "Dio ingannatore" di Maurizio Asquini è un romanzo toccante, che tratta temi non scontati; descrive in maniera non banale e mai noiosa situazioni di vita difficili ed a volte ingiuste. Questo romanzo è capace di toccarti nell'animo ed il tutto è raccontato con gli occhi di un ragazzo ritardato. ...continua

    "Dio ingannatore" di Maurizio Asquini è un romanzo toccante, che tratta temi non scontati; descrive in maniera non banale e mai noiosa situazioni di vita difficili ed a volte ingiuste. Questo romanzo è capace di toccarti nell'animo ed il tutto è raccontato con gli occhi di un ragazzo ritardato.
    Questo romanzo è coinvolgente, toccante, scritto in maniera egregia, chi legge "Dio ingannatore" non può non restarne coinvolto.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    "BELLAVERGINE... ...UN COGNOME CHE DAVA TUTTO DA IMMAGINARE..."

    La vita di Gabriele si è spezzata all'età di tre anni. Una febbre altissima ha cambiato per sempre la sua vita, e quella della madre.
    La mamma è (forse) il personaggio che preferisco, tra tutti quelli che appaiono in "Dio ingannatore". E' realistica. Sarcastica. Combattiva.
    (p.8)"...B ...continua

    La vita di Gabriele si è spezzata all'età di tre anni. Una febbre altissima ha cambiato per sempre la sua vita, e quella della madre.
    La mamma è (forse) il personaggio che preferisco, tra tutti quelli che appaiono in "Dio ingannatore". E' realistica. Sarcastica. Combattiva.
    (p.8)"...Bellavergine, ragioniere...parlava come se in bocca avesse una patata e con un cognome che dava tutto da immaginare..."
    (p.9) "La zia... una vita che la mamma definiva molto <<movimentata>>: la domenica, dopo il giro in città, si recavano in visita all'ospizio da due anziane zie di Ernesto, oppure dal suo capoufficio in modo da <<mantenere>> buoni rapporti..."
    (p.10) "Il povero nonno ancora oggi non riposa in pace: lo hanno posto in un loculo circondato da soli terroni"
    Ha cresciuo Gabriele(p.12)"quel tuo figlio <<fattosudiqualchesedilediunauto>>" da sola. E quando si rende conto che non potrà più badare a lui, gli prepara un quaderno, in cui gli scrive ogni più piccola azione che deve compiere giornalmente.
    Oltre alla nonna, agli zii, ai nuovi vicini di casa, c'è Adolfo.
    Il suo vero nome è Adolf, e ha, su un braccio, un tatuaggio a forma di aquila che poggia su due Z incrociate.
    L'incontro tra Gabriele e Adolf(o) dà vita ad una storia nella storia, dal finale vincente.

    ha scritto il 

  • 5

    Dio Ingannatore

    Ottimo romanzo. Un po' Forrest Gump, ma senza spettacolarizzazioni. Umanissimo e realistico il personaggio di Gabriele.Commovente la figura della madre che lascia biglietti e quadernone con le istruzioni per salvare il figlio dall'istituto. C'è una profonda dignità in questo ragazzo disabile che ...continua

    Ottimo romanzo. Un po' Forrest Gump, ma senza spettacolarizzazioni. Umanissimo e realistico il personaggio di Gabriele.Commovente la figura della madre che lascia biglietti e quadernone con le istruzioni per salvare il figlio dall'istituto. C'è una profonda dignità in questo ragazzo disabile che riesce a scalfire la dura corazza di Adolf, il vecchio cuoco di Hitler, razzista e cinico, che ritrova la propria anima grazie al rapporto che instaura con Gabriele. Lettura piacevolissima e lineare. Consigliatissimo!

    ha scritto il