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Dio ingannatore

By Maurizio Asquini

(24)

| Hardcover | 9788896474006

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Book Description

13 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Il signor Adolfo

    La voce narrante è quella di un bambino, mai cresciuto a causa di una malattia precoce. Molto più ingenuo di un bambino normale, irrimediabilmente privo di malizia e di slealtà, lo sguardo del protagonista Gabriele è più straniante di un occhio alien ...(continue)

    La voce narrante è quella di un bambino, mai cresciuto a causa di una malattia precoce. Molto più ingenuo di un bambino normale, irrimediabilmente privo di malizia e di slealtà, lo sguardo del protagonista Gabriele è più straniante di un occhio alieno.

    L’altro protagonista del romanzo è un anziano signore tedesco che si chiama Adolfo. Un nome, una storia: dopo i genocidi e le sconfitte del Terzo Reich, ben pochi genitori si azzardano a dare quel nome a un bambino. La personalità del signor Adolfo sembra mantenere le promesse: si tratta di un vecchio nazista, un assassino uscito da poco di galera. Un vecchio demonio, che guarda la vita attraverso le fiamme dell’Inferno.

    Il titolo ha tratto in inganno qualcuno, quindi è meglio chiarire che il romanzo non ha niente di blasfemo. Una lettura frettolosa o aberrante è sempre possibile, quindi non mi stupirei (anche se spero di sbagliarmi) se Gabriele e Adolfo si fossero attirati, almeno una volta, l’etichetta di “personaggi stereotipati”. Il nazista feroce e il diverso buono ingenuo non sono certo delle novità, li abbiamo già visti. Ma la storia prende una strada imprevista e ci porta a superare gli stereotipi, anzi a ridurli in frantumi.

    Pagina dopo pagina, scopriamo che non bisogna contare troppo sull’ingenuità dello sguardo di Gabriele: quando vuole, non soltanto riesce a capire, ma riesce anche riesce a cogliere più di qualsiasi sguardo “normodotato”. Adolfo è degno del suo nome: violento, cinico, razzista fino al midollo. Eppure, ci sorprende anche lui. No, non si redime, almeno non del tutto. Ma infine, chissà perché, ci scordiamo della sua cattiveria.

    L’ironia e la crudeltà, svelate dall’ingenuità di Gabriele, lasciano il segno. Un romanzo molto piacevole, che stimola e coinvolge. Un romanzo che ha meritato diversi premi. E anche queste cinque stelle.

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    Antonella Di Martino said on Nov 25, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Gabriele è un ragazzo a cui una febbre cerebrale ha causato un ritardo mentale, e che ci racconta la sua vita, la sua infanzia di bambino “diverso”, e anche sfortunato, perché resta solo e deve imparare a gestire le sue scarse risorse, perfino pagare ...(continue)

    Gabriele è un ragazzo a cui una febbre cerebrale ha causato un ritardo mentale, e che ci racconta la sua vita, la sua infanzia di bambino “diverso”, e anche sfortunato, perché resta solo e deve imparare a gestire le sue scarse risorse, perfino pagare un mutuo, con il solo aiuto di un quaderno di raccomandazioni e indicazioni precise che gli ha lasciato la mamma prima di morire, del suo grande senso del dovere e della sua fiducia nella vita. Quando la situazione si fa più difficile, e ormai quasi insostenibile, ecco che arriva la soluzione a tutti i problemi, in un modo quantomeno insolito e curioso, sotto forma di un certo signor Adolfo. Non precisamente un angelo custode, ma insomma…
    È una bella storia, raccontata con delicatezza e leggerezza, a tratti venata di umorismo, si legge d’un fiato.

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    Piera R. said on Feb 4, 2012 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    ASQUINI... CHE FACCIO? LO DENUNCIO?

    Io son quella che rifiuta persino il film di ZANNA BIANCA e che sta pensando a una denuncia per sevizie psicologiche relativamente al libro INCOMPRESO. Ecco, proprio io mi son ritrovata a leggere Asquini con il suo racconto lungo che strugge, fa male ...(continue)

    Io son quella che rifiuta persino il film di ZANNA BIANCA e che sta pensando a una denuncia per sevizie psicologiche relativamente al libro INCOMPRESO. Ecco, proprio io mi son ritrovata a leggere Asquini con il suo racconto lungo che strugge, fa male, commuove, ferisce, fa riflettere profondamente. Che faccio? Denuncio pure Asquini? Scherzi a parte, non dico una sola parola sul modo di scrivere perchè il fatto che abbia ricevuto tanti riconoscimenti ha un perchè che parte proprio dallo stile e dalla conoscenza ineccepibile della lingua.
    A sprazzi persino ironico, questo tracconto 'racconta' di un disabile e del suo punto di vista, delle miserie umane che gli passano accanto senza che lui, puro e scevro di malizia, ne colga le gravità e la pesantezza. Il punto di vista della madre (che dà il titolo a questo piccolo capolavoro) lo condivido completamente. Credo nel destino e il fatto che mi ritrovi a leggere brani di questo tipo, dopo quello che ho passato, credo abbia un senso. L'incontro che poi determina il messaggio è qualcosa di terribile e tenero allo stesso tempo, inaspettato e incredibile, forse un po' troppo 'romanzato', ma siamo nel campo dei romanzi e ci piace! Mi è caro il tema del cosiddetto riscatto del cattivo, anche se Asquini mi lascia un sospeso che permette di concluderla un po' come si vuole la faccenda. Mi è piaciuto, anche perchè in così poco spazio l'autore ha fatto pure Storia, una Storia che come lui amo studiare e non smetto mai di interrogare.
    Nel complesso non posso che dare un voto pienissimo a questo racconto che invito a leggere, per tutto il mese di novembre è pure scaricabile gratuitamente, un'occasione imperdibile! Non è leggero, anche se scorre. E' un invito tanto deciso quanto lieve a riflettere e... io lo faccio, anche in virtù degli ultimi accadimenti. Bravo Asquini!!!!

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    Novilunio (Barbara Risoli) said on Oct 22, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    “Dio ingannatore”. Direi un titolo indovinato leggendo il romanzo che mi ha positivamente colpito. Non è un titolo blasfemo e nemmeno un’offesa a principi religiosi o qualcosa del genere. E’ una constatazione della realtà, del destino e delle sue leg ...(continue)

    “Dio ingannatore”. Direi un titolo indovinato leggendo il romanzo che mi ha positivamente colpito. Non è un titolo blasfemo e nemmeno un’offesa a principi religiosi o qualcosa del genere. E’ una constatazione della realtà, del destino e delle sue leggi; dello scorrere della vita con tutte le miserie quotidiane che contiene. Il destino può anche essere avverso, può ingannare, deludere e poi, in fondo, recuperare tornando sui propri passi. “Per accadere una cosa bella devono accadere due cose brutte”. Una persona speciale dice che la vita ha il suo scorrere naturale, nel bene e nel male; su tutto il controllo di Dio. Se tutto fosse perfetto, non ci sarebbero problemi, drammi. Il mondo apparirebbe piatto, senza sussulti e tutto sarebbe estremamente scontato. In qualche modo, la perfezione, di per sé, negherebbe la stessa esistenza di Dio. Condivido questa posizione e torno pienamente al titolo che appare, in tal senso, “azzeccato”. Il romanzo si legge tutto d’un fiato, senza interruzioni, per scoprire una storia straordinaria di un bambino “non regolare” che cresce restando bambino. Mi ha colpito molto il linguaggio usato e il punto di osservazione del protagonista. Sono parole pure, quelle dell’innocenza provenienti dal cuore di Gabriele. Egli è un attento spettatore della realtà e dei drammi quotidiani. Vede scorrere via la vita della nonna e della madre, quasi senza accorgersene; lo fa con garbo, dolcezza ed infinita tenerezza. Abbandonato da tutti, con coraggio che solo i bambini possono avere, affronta il nuovo tempo che arriva seguendo gli insegnamenti della madre. Sono appunti preziosi che sanno di vita e che aiutano Gabriele ad andare avanti con grande dignità e coraggio, quasi in allegria. Nello scorrere della pagine si percepisce tutta l’abilità di Maurizio Asquini nel descrivere, con un linguaggio semplice (quello di un bambino, appunto), una situazione che apparirebbe invece drammatica. E’ giusto così perché i bambini non devono vivere un dramma; loro hanno diritto ad essere comunque felici. Agli occhi di Gabriele anche un ex ufficiale nazista può e sa essere buono. Come dice mia figlia, forse non esistono persone buone e persone cattive; in fondo siamo tutti pedine della vita e di ciò che accade. E’ come ritrovare una bontà nascosta di fronte all’innocenza ed alla tenerezza infantile. In un finale inaspettato ed intenso, il protagonista compie una missione impossibile da cui si apriranno nuovi spazi per la sua esistenza. Un buon finale che Gabriele merita tutto. Buona lettura!

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    Stefano Carnicelli said on Sep 29, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Molto originale... ma poco approfondito ed in alcuni punti poco realistico.

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    Sneguruska said on Feb 23, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Romanzo vincitore di tre premi letterari, una trama stupenda e delicata che tratta una tematica avvincente e realistica, descritta in maniera esemplare attraverso un ragazzo con problemi psichici.

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    Alessia said on Oct 20, 2010 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
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    • 3 stars
  • Hardcover 128 Pages
  • ISBN-10: 8896474000
  • ISBN-13: 9788896474006
  • Publisher: Caputo
  • Publish date: 2009-01-01
  • Also available as: eBook
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