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Dios Emperador de Dune

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Publisher: Plaza & Janes

3.8
(845)

Language:Español | Number of Pages: 561 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) English , Italian , German , French , Dutch

Isbn-10: 8401469341 | Isbn-13: 9788401469343 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Others

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Forse è il migliore dei libri di questa saga, almeno di quelli letti fon’ora.
    Leto è, nuovamente, insopportabile. Crudele, dispotico, un tiranno totalitario che piega al suo volere la storia, che comp ...continue

    Forse è il migliore dei libri di questa saga, almeno di quelli letti fon’ora.
    Leto è, nuovamente, insopportabile. Crudele, dispotico, un tiranno totalitario che piega al suo volere la storia, che compie ogni genere di nefandezze e che plasma a viva forza gli individui. Modella e sottomette le persone secondo i propri scopi, adattandole al sue Sentiero Dorato, unica via di salvezza per l’intero Impero. Le azioni di Leto sarebbero guidate dalla sua volontà di proteggere il genere umano, riportarlo alla sua condizione di iniziale libertà, di riportare Dune ai “tempi della sabbia” ma per fare ciò non si ferma di fronte a nulla. tutto diventa lecito.
    Il suo seguito è degno di lui, perfetto per un Imperatore-Dio: cieco, fedele, fanatico. Obbediente e soffocante: devoto fino all’ottusità, non pensa, esegue solamente.
    Fremen, Bene Gesserit, Ixiani e Tleilaxu, un tempo potenti, temuti e con delle spiccate caratteristiche abilità ben riconoscibili, oro non son altro che lo spettro di ciò che erano un tempo. Quasi apatici, impotenti, o non si oppongono alla tirannia di Leto oppure si cimentano in quelli che risultano essere solo dei goffi tentativi di ribellioni o attentati.
    Il personaggio di Monea, consigliere e “camerlengo” di Leto è uno dei personaggi meglio costruiti, anche se non l’ho trovato particolarmente coinvolgente. Una specie di uomo in potenza, una crisalide alla quale siano state tarpate le ali prima di poter diventare farfalla, un ribelle trasformato dall’Imperatore-Dio e ormai completamente assoggettato al suo volere, reso cieco, servile, fedele fino allo spasimo. Un uomo complesso, impaurito ma che rimane l’unico in grado di dialogare e, forse, di comprendere, Leto, il Grande Verme.
    Passaggio che non mi ha convinto per nulla è stato la comparsa di Hwi Noree. Non comprendo la sua funzione, a meno di pensare che Herbert l’abbia davvero inserita come figura “salvifica”, come colei che, col proprio amore, dovrà, non si sa come, redimere Leto, riportare a galla la sua umanità perduta. Il risultato è che appare semplicemente irritante.
    Troviamo poi Siona, giovane ribelle, figlia di Moneo e Atreides. Un personaggio potenzialmente ottimo ma poco sviluppato, sviscerato e approfondito. Si oppone per tutto il libro al volere di Leto e poi alla fine, in quattro e quattro otto, la ritroviamo inglobata nel suo piano.
    Ciliegina sulla torta è Duncan Idaho. Ennesimo golha, riprodotto attraverso i secoli una volta dopo l’altra. Questi Duncan Idaho sono sempre uguali a loro stessi, ripercorrono gli stessi passi, fanno le stesse scelte e spesso anche la stessa fine (vengono uccisi dall’Imperatore-Dio che li rimpiazza tempestivamente col Duncan successivo). La loro unica funzione sembra essere, apparentemente, quella di venire utilizzati a fini riproduttivi, per portare avanti il programma genetico concepito da Leto. Eppure uno di questi Duncan torna a essere Il Duncan. Sembra distaccarsi dal modello reiterato, in lui si insinua il dubbio, la voglia di scoprire un’identità individuale e la domanda...”seguire o no questo Leto? Obbedirgli in quanto Atreides oppure ribellarsi alla sua degenerazione?”. Ricco di pensieri, sensazioni, dolori, emozioni, è praticamente il solo a compiere un cammino, sofferto, di crescita personale.

    said on 

  • 3

    Di tutta la saga letta fino ad ora questo è il più noioso.
    Siamo 4mila anni dopo le vicende dei primi libri. L'impero è una specie di prigione, come sostengono i ribelli, divisa nei vari pianeti: null ...continue

    Di tutta la saga letta fino ad ora questo è il più noioso.
    Siamo 4mila anni dopo le vicende dei primi libri. L'impero è una specie di prigione, come sostengono i ribelli, divisa nei vari pianeti: nulla si muove, nulla accade, nessuno si può spostare se non lo decide e soprattutto senza che l'imperatore-dio Leto II, praticamente non più uomo ma neanche più né pesce delle sabbie né ancora verme, lo venga a sapere o lo decida.
    Follia, genialità, prescienza, fanatismo religioso, pragmatismo dittatoriale sono questi e tanti altri i temi di base del lungo racconto.
    Non so, non mi convinto e anzi, come dicevo, mi ha molto annoiato, difficilmente ho seguito molti dei vaneggiamenti del protagonista, sebbene l'atmosfera dittatoriale e statica di un universo così rigidamente regolato e gestito sia molto ben resa.

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  • 4

    Un libro strano, con un mix di ingredienti diverso dai precedenti: meno spezia, meno deserto (anzi proprio pochissimo), meno visioni e prescienza, ma in compenso molta più politica e analisi sociale.
    ...continue

    Un libro strano, con un mix di ingredienti diverso dai precedenti: meno spezia, meno deserto (anzi proprio pochissimo), meno visioni e prescienza, ma in compenso molta più politica e analisi sociale.
    Il libro è sempre interessante e ha sempre un livello di lettura e coinvolgimento alto, ma un po' mi è mancata l'ambientazione desertica e Fremen che ha reso così fascinosi i precedenti... vedremo l'evoluzione. Comunque sempre un libro sopra la media.

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  • 5

    Continuo a chiedermi come ho fatto a leggere questo libro per la prima volta 10 anni fa. Già adesso l'ho trovato estremamente... "denso"... e alcuni pezzi ho dovuto rileggerli prima di essere sicura d ...continue

    Continuo a chiedermi come ho fatto a leggere questo libro per la prima volta 10 anni fa. Già adesso l'ho trovato estremamente... "denso"... e alcuni pezzi ho dovuto rileggerli prima di essere sicura di aver capito bene. Invece altri passaggi non li ricordavo assolutamente, ora invece mi hanno colpito molto, visto quanto sono attuali, tipo tutta la discussione tra Moneo e Idaho sull'omossessualità.
    Penso sempre di più che questo autore sia un genio e tutta la saga proprio un capolavoro.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Ambientato millenni dopo il terzo romanzo, segue la storia di Leto II, l'Imperatore-Dio che nei suoi piani dettati dalla lungimiranza e dalla tremenda consapevolezza del tutto appare come una tremenda ...continue

    Ambientato millenni dopo il terzo romanzo, segue la storia di Leto II, l'Imperatore-Dio che nei suoi piani dettati dalla lungimiranza e dalla tremenda consapevolezza del tutto appare come una tremenda divinità o come un tiranno. Romanzo pieno di riflessioni sul potere, sulla religione, sul ruolo del destino e sull'unicità della vita (basta pensare alle tristi figure dei Duncan Idaho). Parla anche dell'amore, come aspetto inevitabile, e della devozionea una causa dettata dalla fiducia.
    Questa saga si riconferma anche in questo libro come un'epopea che riesce a fondere fantascienza e questioni su cui l'uomo dibatte da sempre, arricchita da personaggi splendidi quali Moneo, Hwi, Siona, Leto II e il Duncan Idaho.
    Consigliato, anche se ci sono dei momenti lenti nella narrazione si tratta di ottimi romanzi e di un'ambientazione affascinante, pur essendo, per quanto riguarda questo libro, diversa dagli altri romanzi per via di motivi narrativi.

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  • 3

    Non mi è dispiaciuto, probabilmente c'erano i presupposti per creare qualcosa di molto più coinvolgente, ma tutto sommato la storia mi ha trascinato. La caratterizzazione dei personaggi è molto ben sv ...continue

    Non mi è dispiaciuto, probabilmente c'erano i presupposti per creare qualcosa di molto più coinvolgente, ma tutto sommato la storia mi ha trascinato. La caratterizzazione dei personaggi è molto ben sviluppata e le riflessioni dell'Imperatore Dio non sono solo necessarie alla storia, ma sono spesso spunto di riflessione anche per il lettore. Più enigmatiche, ma meno trascendentali rispetto a quelle a cui ci ha abituato Paul Atreides. Speravo in un finale migliore, confido nel prossimo libro della saga... chissà in fondo i libri dispari di Herber sono stati i migliori. 3 stelle e mezzo!

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