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Disastri

Di

Editore: Einaudi (Tascabili, Stile libero, 1065)

3.9
(203)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 169 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806162845 | Isbn-13: 9788806162849 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Paolo Nori

Genere: Fiction & Literature , Humor

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Descrizione del libro
"Disastri" è un piccolo, allegro, paradossale libro che il lettore oggi leggerà con il sorriso sulle labbra ma che, nel 1941, è costato all'autore l'arresto, l'internamento e la morte in una clinica psichiatrica. Secondo Stalin, infatti, lo scrittore nato a San Pietroburgo nel 1905 era una voce contraria alla dittatura del proletariato. Il volume è un'antologia degli scritti di un autore considerato oggi uno dei maggiori interpreti della letteratura dell'assurdo, maestro di Beckett e Ionesco.
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  • 5

    Pagina 32

    – Non ti consiglio di mangiare molto pepe. Conoscevo un greco, abbiamo navigato sulla stessa nave, mangiava tanto di quel pepe e tanta di quella mostarda, li versava nel piatto senza guardare. Poi, poveretto, stava seduto sul letto tutta la notte con una scarpa in mano.
    – Perché? – ho chies ...continua

    – Non ti consiglio di mangiare molto pepe. Conoscevo un greco, abbiamo navigato sulla stessa nave, mangiava tanto di quel pepe e tanta di quella mostarda, li versava nel piatto senza guardare. Poi, poveretto, stava seduto sul letto tutta la notte con una scarpa in mano.
    – Perché? – ho chiesto.
    – Perché aveva paura dei topi, e sulla nave di topi ce n’eran moltissimi. E lui, poverino, alla fine è morto di insonnia.

    ha scritto il 

  • 2

    "Io comunque sono una figura stupefacente, anche se non mi piace molto parlarne."


    Non chiedete a me se Daniil Charms sia una figura stupefacente, un genio o un idiota ma, così, di primo acchito, d'istinto, pare più un idiota...


    Comunque secondo lui, che viveva con la letteratura per ...continua

    "Io comunque sono una figura stupefacente, anche se non mi piace molto parlarne."

    Non chiedete a me se Daniil Charms sia una figura stupefacente, un genio o un idiota ma, così, di primo acchito, d'istinto, pare più un idiota...

    Comunque secondo lui, che viveva con la letteratura per l'infanzia e gli spettacoli di magia: "Sterminare bambini, è una cosa crudele. Ma qualcosa con loro bisogna pur fare".

    ha scritto il 

  • 0

    Adesso racconto come sono nato, come sono cresciuto e come si sono manifestati in me i primi segni del genio. Io sono nato due volte. E' successo così.
    Mio babbo ha sposato mia mamma nel 1902, ma io miei genitori mi hano messo al mondo solo alla fine del 1905, perchè mio babbo voleva assolu ...continua

    Adesso racconto come sono nato, come sono cresciuto e come si sono manifestati in me i primi segni del genio. Io sono nato due volte. E' successo così.
    Mio babbo ha sposato mia mamma nel 1902, ma io miei genitori mi hano messo al mondo solo alla fine del 1905, perchè mio babbo voleva assolutamente che suo figlio nascesse il primo gennaio. Il babbo aveva calcolato che il concepimento dovesse aver luogo il primo di aprile, e solo quel giorno si è avvicinato alla mamma al fine di concepire un bambino.
    La prima volta si è avvicinato alla mamma il primo aprile del 1903. La mamma aspettava da tempo questo momento, e se ne è molto rallegrata. Ma il babbo, si vede, era proprio in vena di scherzi, e non si è trattenuto e ha detto alla mamma - Pesce d'Aprile!
    La mamma si è offesa moltissimo, e per quel giorno non ha permesso al babbo di avvicinarsi. E' toccato aspettare l'anno successivo.
    Il primo aprile 1904 il babbo ha ricominciato ad avvicinarsi alla mamma con lo stesso fine. Ma la mamma, ricordando il caso precedente, ha detto che non voleva fare più la figura della stupida, e di nuovo non ha permesso al babbo di avvicinarsi. Per quanto il babbo si agitasse, non c'è stato nienta da fare.
    E è stato soltanto l'anno dopo che il mio babbo è riuscito a vincere le resistenze di mia mamma e a concepirmi.
    Così il mio concepimento ha avuto luogo il primo di aprile del 1905.
    Tutti i conti del babbo, però, sono andati a farsi benedire, perchè io sono risultato prematuro e sono nato quattro mesi prima del previsto.
    Il babbo si è infuriato talmente che la levatrice che mi aveva preso si è spaventata e ha cominciato a rificcarmi nel posto da dove ero uscito.
    Uno studente dell'accademia medico-militare che assiteva al parto ha dichiarato che a rificcarmi dentro non ci sarebbero riusciti. Tuttavia, nonostante le parole dello studente, a rificcarmi dentro ci sono riusciti, ma, per la fretta, non nel posto giusto.

    ha scritto il 

  • 5

    Le schegge di racconto di Charms sono meravigliose, e l'idea di alternarle a stralci di vero diario crea un contrappunto musicale, un andirivieni tra reale e fantastico che stordisce, affascina e innamora. Resta il dubbio che sia una forzatura all'opera, ma quel che se ne raccoglie è molto. Bravo ...continua

    Le schegge di racconto di Charms sono meravigliose, e l'idea di alternarle a stralci di vero diario crea un contrappunto musicale, un andirivieni tra reale e fantastico che stordisce, affascina e innamora. Resta il dubbio che sia una forzatura all'opera, ma quel che se ne raccoglie è molto. Bravo Nori, e soprattutto viva Charms.

    ha scritto il 

  • 3

    Divertente, originale, surreale.

    Va detto che leggere 150 pagine senza un filo di trama, ma fatte di storielle indipendenti, brandelli di conversazione ed estratti da un diario non è sempre facilissimo. Un po' di filo del discorso non dispiace a nessuno.

    ha scritto il 

  • 3

    Una raccolta di frammenti letterari - raccontini, minidialoghi, pensieri bislacchi, appunti brevissimi - a metà strada, tanto per intenderci, fra Campanile e Ionesco: fra una comicità stralunata e un'amara ironia, fra una buffoneria anche grottesca e un sorridente nonsense. Dell'autore sappiamo p ...continua

    Una raccolta di frammenti letterari - raccontini, minidialoghi, pensieri bislacchi, appunti brevissimi - a metà strada, tanto per intenderci, fra Campanile e Ionesco: fra una comicità stralunata e un'amara ironia, fra una buffoneria anche grottesca e un sorridente nonsense. Dell'autore sappiamo pochissimo, ma sembra che fosse un personaggio non meno bizzarro e strampalato dei suoi scritti: vissuto nella Russia sovietica sotto la dittatura di Stalin, non poteva che finire internato in una clinica psichiatrica, dove appunto morì nel 1942.
    Questi testi sono molto interessanti e possono anche apparire geniali, se si pensa all'epoca e alle condizioni in cui furono scritti (allora dominava in Russia la poetica del realismo socialista, rispetto alla quale le estrose e bislacche invenzioni di Charms sono ciò che di più antitetico si possa pensare). Peccato che il libro non sia accompagnato da alcuna nota filologica, che spieghi ad esempio il criterio con cui sono stati assemblati i frammenti (dall'autore o - come sembra più probabile - dal curatore?), la loro cronologia e soprattutto la loro destinazione (alcuni testi - in genere quelli stampati in corsivo - sembrano pagine personali di diario e quindi forse non erano destinati alla pubblicazione); ma stranamente il curatore non sente il bisogno di chiarire nulla di tutto questo.

    ha scritto il 

  • 5

    Queste storie sono strampalate e nominali; non hanno la minima pretesa gnomica, non hanno il gusto del finale, non ci sono climax di una qualche rilevante pendenza; non insegnano, non distolgono, non si vendicano, non didascalizzano, non esemplificano, non riassumono – sono.
    Sono pezzi di s ...continua

    Queste storie sono strampalate e nominali; non hanno la minima pretesa gnomica, non hanno il gusto del finale, non ci sono climax di una qualche rilevante pendenza; non insegnano, non distolgono, non si vendicano, non didascalizzano, non esemplificano, non riassumono – sono.
    Sono pezzi di stoffa buoni per nessun vestito; coriandoli bagnati che però, incredibilmente, aderiscono alla vita: alle sue giunture - tra le dita dei piedi, sulla nuca, in fondo alla schiena d’inverno, dietro gli orecchi: dove non arrivi o non ci pensi.

    Signore dei ritagli e del ciarpame, raccolse gli istanti che tutti credevano troppo stupidi; il Regime lo internò e l’uccise, perché certo doveva destabilizzare questa voce così stonata, limpida, imprendibile.

    (va letto come un romanzo, non è da consultazione – come un coriandolo non fa carnevale, così un suo brano, da solo, non conquista; conquista il suo assedio, invece: per questo è necessario immaginare un lunghissimo enjambément, dalla prima all’ultima riga).

    ha scritto il 

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