Discorso all'Ufficio oggetti smarriti

Di

Editore: Adelphi (Biblioteca, 459)

4.5
(216)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 189 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845918793 | Isbn-13: 9788845918797 | Data di pubblicazione: 

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Vecchie fotografie, volti fra la folla, alberi, nuvole, prati, torrenti,un'ombra sul muro, un ombrello smarrito, un telefono che suona a vuoto. Tutto converge nella poesia "riflessiva" e di ingannevole immediatezza di Wislawa Szymborska, della quale questa raccolta presenta una scelta che spazia nell'arco di cinquant'anni. L'osservatorio della poetessa è situato in un luogo remoto, sul crinale di una montagna dalla quale mette a fuoco non mondi perduti nelle profondità siderali, bensì "i nostri brulichii inarticolati" o il "bordo della nuvoletta bigia sfilacciata e quel rametto, più a sinistra sull'acacia".
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  • 5

    Una raccolta di poesie infinitamente delicate, un senso di pace e dolcezza che solo la carezza più tenera ti potrebbe offrire. La semplicità delle parole accompagnano il lettore lungo i passi della no ...continua

    Una raccolta di poesie infinitamente delicate, un senso di pace e dolcezza che solo la carezza più tenera ti potrebbe offrire. La semplicità delle parole accompagnano il lettore lungo i passi della nostra quotidianità. L'incanto della limpida semplicità!!!!!!

    ha scritto il 

  • 0

    da "per questo viviamo" (1952)

    Gli animali del circo

    Gli orsi battono le zampe ritmicamente,
    la scimmia in tuta gialla va in bicicletta,
    il leone salta nel cerchio fiammeggiante,
    schiocca la frusta ...continua

    da "per questo viviamo" (1952)

    Gli animali del circo

    Gli orsi battono le zampe ritmicamente,
    la scimmia in tuta gialla va in bicicletta,
    il leone salta nel cerchio fiammeggiante,
    schiocca la frusta e suona la musichetta,
    schiocca e culla gli occhi degli animali,
    l'elefante regge un vaso sulla testa,
    e i cani ballano con passi uguali.

    Mi vergogno molto, io -umano.

    Divertimento pessimo quel giorno:
    gli applausi scrosciavano a cascata,
    benchè la mano più lunga di una frusta
    gettasse sulla sabbia un'ombra affilata.

    ha scritto il 

  • 4

    Splendido

    Un libro di poesie intenso.
    Per molti aspetti nn è facile questa poetessa, ma entrati nell'ordine di come scrive si viene rapiti da una scrittura
    limpida e secca.
    Notevole

    ha scritto il 

  • 5

    Perenne

    Un libro di poesie di Wislawa Szymborska non va sullo scaffale dopo essere stato letto. No, resta sul comodino, sul tavolo, accanto al divano, in borsa, ovunque possa essere aperto e letto e riletto e ...continua

    Un libro di poesie di Wislawa Szymborska non va sullo scaffale dopo essere stato letto. No, resta sul comodino, sul tavolo, accanto al divano, in borsa, ovunque possa essere aperto e letto e riletto e poi sentire l'eco interiore di quelle parole.

    ha scritto il 

  • 5

    Morire - questo a un gatto non si fa

    In alcune immagini rapide e giocose si può di certo amare la Szymborska:“Il tavolo è tavolo, il vino è vino nel bicchiere che è un bicchiere/ e sta lì dritto sul tavolo./Io invece sono immaginaria,/in ...continua

    In alcune immagini rapide e giocose si può di certo amare la Szymborska:“Il tavolo è tavolo, il vino è vino nel bicchiere che è un bicchiere/ e sta lì dritto sul tavolo./Io invece sono immaginaria,/incredibilmente immaginaria,/ immaginaria fino al midollo.//gli parlo di tutto ciò che vuole:delle formiche morenti d’amore/ sotto la costellazione del soffione./Gli giuro che una rosa bianca,/se viene sruzzata di vino, canta.//Mi metto a ridere, inclino il capo/con prudenza, come per controllare/un’invenzione. E ballo, ballo/nella pelle stupita, nell’abbraccio/che mi crea.” -Lo stupore è l’alito vitale di una poetessa attenta alla vita, innamorata di ogni minuzia che la tenga desta, vigile. In una poesia recente scrive “ La sorte, finora,/ mi è stata benigna.//poteva non essermi dato/il ricordo dei momenti lieti.// Poteva essermi tolta/l’inclinazione a confrontare.//Potevo essere me stessa - ma senza stupore,/e ciò vorrebbe dire/qualcuno di totalmente diverso.“ In quest'ultima raccolta - è stato scritto- si chiarisce come il sentimento dell’amore nella lirica della Szymborska sia prevalente ma come ha detto di lei Milosz “ non sarebbe rimasta però fedele allo spirito dei suoi tempi se avesse mantenuto solo tonalità serene” e la poesia della Szymborska è anche poesia amara; stizzisce la morte quando scrive che “ non c’è una sola vita/che per un attimo/ non sia stata immortale.//La morte/arriva sempre tardi su quell’attimo.//Invano tormenta le maniglie/di invisibili porte./Quanto fu conquistato non può più riprendersi.“; rappresenta lo scompiglio di una morte con un gatto che non trova la sua padrona e si strofina sui mobili, graffia le pareti innervosito: “Morire - questo a un gatto non si fa”. La Szymborska non ama le definizioni e in questo è come una donna nell’atto di dire all’uomo “ stai zitto, non parlare”, sa che una definizione è sempre imparziale e dice troppo o troppo poco, in alcuni casi l’eccesso di parole a vanvera ci sfinisce. “ E quasi non bastassero/ i dolori della vita/- ci uccideremo con le parole."

    ha scritto il 

  • 3

    Contributo alla statistica

    Su cento persone:
    che ne sanno sempre più degli altri - cinquantadue;
    insicuri a ogni passo - quasi tutti gli altri;
    pronti ad aiutare,
    purché la cosa non duri molto - ben q ...continua

    Contributo alla statistica

    Su cento persone:
    che ne sanno sempre più degli altri - cinquantadue;
    insicuri a ogni passo - quasi tutti gli altri;
    pronti ad aiutare,
    purché la cosa non duri molto - ben quarantanove;
    buoni sempre,
    perché non sanno fare altrimenti - quattro, bè, forse cinque;
    propensi ad ammirare senza invidia - diciotto;
    viventi con la continua paura di qualcuno o qualcosa
    - settantasette;
    dotati per la felicità,
    - al massimo poco più di venti;
    innocui singolarmente,
    che imbarbariscono nella folla - di sicuro più della metà;
    crudeli,
    se costretti dalle circostanze
    - è meglio non saperlo neppure approssimativamente;
    quelli col senno di poi
    - non molti di più
    di quelli col senno di prima;
    che dalla vita prendono solo cose - quaranta,
    anche se vorrei sbagliarmi;
    ripiegati, dolenti
    e senza torcia nel buio - ottantatrè
    prima o poi;
    degni di compassione - novantanove;
    mortali
    - cento su cento.
    Numero al momento invariato.

    ha scritto il 

  • 5

    Una raccolta che conferma (ma davvero c'è bisogno?) la bellezza della poesia di Wislawa Szymborska

    Una vita all'istante.
    Spettacolo senza prove.
    Corpo senza modifiche.
    Testa senza riflessione.

    Non co ...continua

    Una raccolta che conferma (ma davvero c'è bisogno?) la bellezza della poesia di Wislawa Szymborska

    Una vita all'istante.
    Spettacolo senza prove.
    Corpo senza modifiche.
    Testa senza riflessione.

    Non conosco la parte che recito.
    So solo che è la mia, non mutabile.

    Il soggetto della pièce
    va indovinato direttamente in scena.

    (da "Una vita all'istante")

    ha scritto il 

  • 4

    Una raccolta di poesie del premio Nobel polacco che va dal 1952 fino a oltre il 2000, con alcune poesie mai pubblicate perché non sarebbe stato possibile durante il regime dittatoriale.
    La poetessa so ...continua

    Una raccolta di poesie del premio Nobel polacco che va dal 1952 fino a oltre il 2000, con alcune poesie mai pubblicate perché non sarebbe stato possibile durante il regime dittatoriale.
    La poetessa sorprende per capacità straordinaria di essere comprensibile, moderna, ironica, immediata e raffinata parlando un po' di tutto, anche di cose tragiche, quasi una raccolta di temi e situazioni che lei scompone e rende sempre moderne, attuali, coinvolgenti per i lettori, anche di quelli che di poesia forse ne masticano poca. Autrice amatissima e popolarissima, anche dal vivo aveva una verve, una simpatia e un garbo che trasmette nelle sue poesie, rendendole riconoscibilissime.

    Discorso all’Ufficio Oggetti Smarriti

    «Ho perso qualche dea per via dal Sud al Nord,
    e anche molti dèi per via dall’Est all’Ovest.
    Mi si è spenta per sempre qualche stella, svanita.
    Mi è sprofondata nel mare un’isola, e un’altra.
    Non so neanche dove mai ho lasciato gli artigli,
    chi gira nella mia pelliccia, chi abita il mio guscio.
    Mi morirono i fratelli quando strisciai a riva
    e solo un ossicino festeggia in me la ricorrenza.
    Non stavo nella pelle, sprecavo vertebre e gambe,
    me ne uscivo di senno più e più volte.
    Da tempo ho chiuso su tutto ciò il mio terzo occhio,
    ci ho messo una pinna sopra, ho scrollato le fronde.
    Perduto, smarrito, ai quattro venti se n’è volato.
    Mi stupisco io stessa del poco di me che è restato:
    una persona singola per ora di genere umano,
    che ha perso solo ieri l’ombrello sul treno.»

    ha scritto il 

  • 5

    Ho scoperto l'esistenza della SZymborska solo dopo la sua morte (che ignorante...!!). Nè sono una grande lettrice di poesie. Cmq, dopo questo libro, ho capito xchè le hanno dato il Nobel

    ha scritto il