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Discorso del metodo

I classici del pensiero libero, 18

Di

Editore: RCS Quotidiani

3.7
(886)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 120 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese

Data di pubblicazione: 

Traduttore: Monica Barsi , Alessandra Preda ; Curatore: Giambattista Gori ; Prefazione: Giovanni Reale

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati , Tascabile economico , Copertina rigida , eBook

Genere: Education & Teaching , Philosophy , Science & Nature

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Descrizione del libro
Uno dei pensatori più rivoluzionari aveva perfettamente compreso che le vere rivoluzioni cominciano nel proprio intimo, non nel cambiamento delle cose, ma nella riforma di se stessi.

Dalla prefazione di Giovanni Reale

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  • 0

    Un uomo, prima che un filosofo

    Perché leggere Cartesio? Perché a differenza degli intellettuali di ieri e oggi è uno che la sua vita l'ha vissuta eccome. Vi invito a leggere la sua biografia perché ne rimarreste stupefatti. Non esagero nel paragonarlo a Jack Kerouac.
    Per altre considerazioni:
    http://mebimeka.blogsp ...continua

    Perché leggere Cartesio? Perché a differenza degli intellettuali di ieri e oggi è uno che la sua vita l'ha vissuta eccome. Vi invito a leggere la sua biografia perché ne rimarreste stupefatti. Non esagero nel paragonarlo a Jack Kerouac.
    Per altre considerazioni:
    http://mebimeka.blogspot.it/2014/05/mebimeka10-discorso-sul-metodo-di.html

    ha scritto il 

  • 4

    Un po' ridicolo

    È un po' ridicolo dare un voto a Cartesio, vero? Ma si valuta quel che si è in grado di capire, e il voto esprime i limiti e le insufficienze non solo dell'autore, ma anche - e in casi come questo: specialmente, soprattutto - del lettore.


    Armato solo delle nozioni di filosofia acquisite qu ...continua

    È un po' ridicolo dare un voto a Cartesio, vero? Ma si valuta quel che si è in grado di capire, e il voto esprime i limiti e le insufficienze non solo dell'autore, ma anche - e in casi come questo: specialmente, soprattutto - del lettore.

    Armato solo delle nozioni di filosofia acquisite qualche anno fa durante la frequentazione del liceo scientifico ho deciso di curiosare nello scritto più famoso di Cartesio: il maggior pregio del Discorso è proprio la colloquialità del tono, ciò che più sconvolge è la modernità dei pensieri del filosofo. Le poche parole sugli automi esprimono una comprensione e una confidenza con l'argomento che molti contemporanei non credo posseggano, e si consideri che l'autore ha qualche secolo sulle spalle e tutta la rivoluzione industriale davanti!

    L'unica parte dell'opera che sente un po' il peso dell'età è secondo me quella riguardante la circolazione sanguigna, ma mi pare di capire che Cartesio stesso avesse deciso di includerla a mo' di esempio di applicazione del Metodo, nonché di estratto del saggio che decise di non pubblicare per timore di censure e persecuzioni da parte della Chiesa.

    Per il resto si trova un'esposizione frizzante di un pensiero che per larga parte è oggi comunemente accettato e conosciuto, ma che ancora contiene osservazioni originali e poco approfondite. Il libricino è piccolo, leggero e illuminante: vale la pena leggerlo, almeno una volta.

    ha scritto il 

  • 3

    Le radici della filosofia moderna

    Cartesio, o meglio, René Descartes, è considerato il fondatore della filosofia moderna. Suo è il noto cogito ergo sum, pensiero pilastro di questo piccolo libro di cinquanta pagine su cui si basa tutto il pensiero cartesiano.


    A lui si sono ispirati, tra i tanti, filosofi come Spino ...continua

    Cartesio, o meglio, René Descartes, è considerato il fondatore della filosofia moderna. Suo è il noto cogito ergo sum, pensiero pilastro di questo piccolo libro di cinquanta pagine su cui si basa tutto il pensiero cartesiano.

    A lui si sono ispirati, tra i tanti, filosofi come Spinoza (riguardo al pensiero religioso)

    "In seguito a ciò, riflettendo sul fatto che dubitavo e che, di conseguenza, il mio essere era del tutto perfetto (vedevo infatti chiaramente che conoscere era una perfezione più grande che dubitare) ritenni di dover ricercare da dove io avessi imparato a pensare a qualcosa di più perfetto di quello che io non fossi, e riconobbi con evidenza che dovevo averlo appreso da una natura che era realmente più perfetta di me). [Spinoza]"

    e Schopenhauer (riguardo al “mondo come volontà”)

    "La mia terza massima era di cercare sempre di vincere me stesso piuttosto che la fortuna, e di cambiare i miei desideri anziché l'ordine del mondo e, in generale, di assuefarmi a credere che non vi è nulla di interamente in nostro potere, se non i nostri pensieri, di modo che, dopo aver fatto del nostro meglio per quanto riguarda le cose esterne, tutto ciò che non ci riesce, è assolutamente in nostro potere. [Spinoza]"

    e ancora oggi viene preso come riferimento per scienze che spaziano dalla matematica, alla neurologia alla psicologia. Basti pensare alla più recente opera di Damasio, intitolata appunto “L'errore di Cartesio” la quale va a confutare – in modo brillante e autorevole – l'assunto cartesiano secondo il quale mente e corpo sono due entità nettamente distinte e reciprocamente ininfluenti.

    “Di modo che questo io, cioè l'anima grazie alla quale io non sono quello che sono, è del tutto distinta dal corpo e a paragone del corpo anche facile a conoscersi, l'anima – dico – che non cesserebbe di essere tutto quello che è, anche se il corpo non fosse. [Spinoza]”

    Dietro questo piccolo libro si nasconde un mondo e gran parte della sua stessa evoluzione. Sebbene scritto in modo un po' asettico e anafettivo, e incentrato su idee che hanno visto sviluppi assai più approfonditi e confacenti al nostro presente, resta una lettura di motivato interesse e necessaria alla comprensione del “sistema uomo”.

    ha scritto il 

  • 0

    Cartesio costruisce con quest'opera le basi del razionalismo approfondendo il metodo della ricerca scientifica.
    Racconta come dopo il tanto studiare fosse alla ricerca di un Metodo per distinguere il falso dal vero.
    Il metodo cartesiano, rivoluzionario per l'epoca, enuncia tre regole: ...continua

    Cartesio costruisce con quest'opera le basi del razionalismo approfondendo il metodo della ricerca scientifica.
    Racconta come dopo il tanto studiare fosse alla ricerca di un Metodo per distinguere il falso dal vero.
    Il metodo cartesiano, rivoluzionario per l'epoca, enuncia tre regole: l'evidenza, cioè di non prendere mai niente per vero; l'enumerazione, per controllare l'analisi dividendo il problema in piccole parti; la revisione per ricondurre a sintesi le varie parti, unas orta di processo top-down e bottom-up.
    Ma l'innovazione metodologica cartesiana arriva quando introduce il dubbio sul quale è fondata tutta la conoscenza. Il dubitare implica l'attività del pensare ed il pensare è un'attività identitartia e da qui il famoso "cogito ergo sum". L'idea è evidente ed il pensiero valido quando trova corrispondenza nella realtà.

    ha scritto il 

  • 4

    Sudhir Kakar, Il trono cremisi, Vicenza, Neri Pozza, 2010, 318 pp. (Le Tavole D'Oro), ISBN 978-88-545-0482-0.


    «Rifugiamoci nei piaceri della filosofia mentre intorno a noi infuriano i conflitti, Bernier» mi disse con un sorriso che non riusciva a dissimulare la tensione degli ultimi ...continua

    Sudhir Kakar, Il trono cremisi, Vicenza, Neri Pozza, 2010, 318 pp. (Le Tavole D'Oro), ISBN 978-88-545-0482-0.

    «Rifugiamoci nei piaceri della filosofia mentre intorno a noi infuriano i conflitti, Bernier» mi disse con un sorriso che non riusciva a dissimulare la tensione degli ultimi quattro mesi. «Rimarremo qui a Delhi anziché raggiungere la corte ad Agra. E voi mi svelerete i misteri del pensiero di Cartesio, e soprattutto la quarta parte del suo Discorso sul metodo. Ancora non capisco perché la frase: ‘Penso, dunque sono’ sia il principio fondamentale della sua filosofia, né per quale motivo egli la definisca una verità ‘così ferma e sicura, che tutte le supposizioni più stravaganti degli scettici non avrebbero potuto smuoverla’. A me sembra la dichiarazione di fede di un credente, e non la conclusione ragionata di un filosofo» (p. 243).

    http://libidolegendi-librido.blogspot.it/2013/05/il-trono-cremisi.html

    ha scritto il 

  • 4

    Sudhir Kakar, Il trono cremisi, Vicenza, Neri Pozza, 2010, 318 pp. (Le Tavole D'Oro), ISBN 978-88-545-0482-0.


    «Rifugiamoci nei piaceri della filosofia mentre intorno a noi infuriano i conflitti, Bernier» mi disse con un sorriso che non riusciva a dissimulare la tensione degli ultimi ...continua

    Sudhir Kakar, Il trono cremisi, Vicenza, Neri Pozza, 2010, 318 pp. (Le Tavole D'Oro), ISBN 978-88-545-0482-0.

    «Rifugiamoci nei piaceri della filosofia mentre intorno a noi infuriano i conflitti, Bernier» mi disse con un sorriso che non riusciva a dissimulare la tensione degli ultimi quattro mesi. «Rimarremo qui a Delhi anziché raggiungere la corte ad Agra. E voi mi svelerete i misteri del pensiero di Cartesio, e soprattutto la quarta parte del suo Discorso sul metodo. Ancora non capisco perché la frase: ‘Penso, dunque sono’ sia il principio fondamentale della sua filosofia, né per quale motivo egli la definisca una verità ‘così ferma e sicura, che tutte le supposizioni più stravaganti degli scettici non avrebbero potuto smuoverla’. A me sembra la dichiarazione di fede di un credente, e non la conclusione ragionata di un filosofo» (p. 243).

    http://libidolegendi-librido.blogspot.it/2013/05/il-trono-cremisi.html

    ha scritto il 

  • 3

    Una lettura interessante nel bene e nel male. E’ comunque un libro di filosofia: senza troppi fronzoli l’autore ci spiega i fondamenti del suo pensiero. Come espresso nella gradevolissima prefazione un libro come questo va visto come un colloquio privato con una delle menti più illuminate della s ...continua

    Una lettura interessante nel bene e nel male. E’ comunque un libro di filosofia: senza troppi fronzoli l’autore ci spiega i fondamenti del suo pensiero. Come espresso nella gradevolissima prefazione un libro come questo va visto come un colloquio privato con una delle menti più illuminate della storia.
    E’ un saggio che ti lascia qualcosa: ho apprezzato molto la viscerale ricerca della verità di quest’uomo, e anche l’esaltazione della ragione umana e l’umiltà con cui si confronta con le cose del mondo e con gli uomini.
    Credo che tutti dovremmo ricordarci ogni tanto come le pseudo certezze, i giudizi, molto spesso sono pensieri inesatti, valutati male, con poco rigore e poca attenzione. E qui non parliamo solo di grandi pensieri, di grandi teorie. Ma anche di pensieri spiccioli. Un po’ di metodo razionale farebbe bene a tutti.
    Comunque tolte le riflessioni puramente sociologiche, si capisce che si ha a che fare con un libro che è stato un caposaldo del pensiero scientifico moderno.
    Il metodo è di una rigorosità tanto ovvia e semplice da sembrare quasi scontato. Peccato che all’epoca non lo era. E quando capisci questa cosa capisci anche la potenza del pensiero di Descartes.
    Al livello di lettura potrei stare qui a criticare alcuni passaggi… la dimostrazione di Dio un po’ frettolosa e forse non pienamente soddisfacente. Tediose le giustificazioni alla mancata pubblicazione di un altro suo scritto. Umile in alcuni passaggio, eccessivamente fiero e orgoglioso in altri. Ma lasciamo correre, siamo comunque d fronte a un testo chiave per comprendere un audace pensatore.

    ha scritto il 

  • 2

    Non avrei mai creduto...

    ... che la religione avesse potuto annichilire un così alto numero di pensatori.
    Eccone qui un altro; parte dalla fede per spiegare ( da un certo punto in poi, con metodo d'accordo) scienza e pensiero.
    Mah!

    ha scritto il 

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