Discorso sulla servitù volontaria

Di

Editore: La Vita Felice

4.2
(213)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 128 | Formato: Altri

Isbn-10: 8886314574 | Isbn-13: 9788886314572 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: G. Pintorno

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback

Genere: Filosofia , Politica , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
Testo francese a fronte
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    Un libro particolare che va datato precisamente: esce nel 1576.
    Si concludeva la parabola luminosa dell’umanesimo, si era in piena Riforma e Controriforma. Si comincia a riflettere a fondo sulle basi ...continua

    Un libro particolare che va datato precisamente: esce nel 1576.
    Si concludeva la parabola luminosa dell’umanesimo, si era in piena Riforma e Controriforma. Si comincia a riflettere a fondo sulle basi dello Stato moderno, l’uomo, dopo la scoperta dell’America comincia a diventare soggetti più autonomo rispetto alla sola volontà di Dio.
    L’autore, giovanissimo, rompe un po’ lo schema che si sta costruendo intorno alla soggezione degli uomini nei confronti di un potere forte, centrale, assoluto. Ma anche l’epoca di una scienza che comincia ad aprire gli occhi, Keplero, poi Galilei e Newton.
    De la Boétie ci sciocca mettendo di fronte il tema dell’aspirazione naturale alla libertà dell’uomo. Il suo concetto è,però, che non tutti gli uomini anelano ad essere liberi, in particolare quelli che la libertà non hanno ancora conosciuta. Con esempi tratti dalla cultura classica ci guida attraverso le varie forme di soggezione che i tiranni possono esercitare sulle masse (parola che non usa).
    Due, in fondo, sono i concetti portanti estremamente moderni anche se da maneggiare con cautela:
    - la facilità con la quale l’uomo può liberarsi dalle catene semplicemente cessando di essere servo;
    - il cerchio magico che si sviluppa intorno ai potenti vero motore del proseguire del loro dominio.
    Per fare qualche modesto riferimento storico il teorema boétiano si applicare abbastanza facilmente alle dittature del 900, anche se manca un’analisi della psicologia delle masse, dove milioni di cittadini in stato di servitù volontaria hanno consentito agli Stalin di turno di esercitare un poter incontrastato basato però, oltre che sulla cerchia degli eletti (sempre a rischio) anche su un formidabile consenso popolare basato sulla scambio sicurezza in cambio di libertà.
    Se vogliamo allontanarci dalle dittature vere e proprie anche un rifermento alla moderna società dei consumi può essere presa ad esempio un immenso tiranno rappresentato dal potere finanziario, i suoi sacerdoti usi a veicolare gli strumenti ed prodotti del consumo, i consumatori acritici e contenti.
    L’analisi è un po’ semplicistica, lo so, resta il fatto di un importante testo controcorrente che spinge all’anticonformismo, alla rinuncia degli stereotipi, all’utilizzo della ragione nelle scelte personali. Scelte che risultano decisive.

    ha scritto il 

  • 3

    Ingredienti: un umanista innamorato della libertà, esempi di uomini liberi e servi dall’antica Grecia al 1500, cause e conseguenze della sottomissione ai potenti, l’importanza di un bene prezioso e ne ...continua

    Ingredienti: un umanista innamorato della libertà, esempi di uomini liberi e servi dall’antica Grecia al 1500, cause e conseguenze della sottomissione ai potenti, l’importanza di un bene prezioso e necessario come l’aria.
    Consigliato: a chi accetta di servire solo il proprio cervello, a chi rifiuta ogni forma di obbedienza cieca e interessata.

    ha scritto il 

  • 5

    Leggo recensioni: “si deve leggere” “quasi 500 anni” “sempre attuale”. no , questo libro, non è un “pamphlet” sempre buono da citare alla bisogna,
    è uno scritto che contiene il pensiero di un ventenne ...continua

    Leggo recensioni: “si deve leggere” “quasi 500 anni” “sempre attuale”. no , questo libro, non è un “pamphlet” sempre buono da citare alla bisogna,
    è uno scritto che contiene il pensiero di un ventenne che vuole la libertà come l’aria.
    L’epoca non importa, la libertà non ha epoca, ma può avere, purtroppo, un’età, ed essere considerata un “lusso da giovani”, e La Boètie incasellato nei “classici”. O peggio ancora si può riferirlo “alla nostra epoca”, quella raccontata dai giornali magari.

    Provo sollievo constatando che questo libro non sarà mai abbastanza figo per la “comunità dei lettori”.
    E anche la sgradevole sensazione che la logica del “popolare/mi piace” porti anch’essa ad una servitù volontaria.
    La libertà è davvero cosa da pochi.

    ottima questa edizione,

    http://www.inventati.org/apm/abolizionismo/boetie/boetie.pdf

    che si trova anche in ebook.

    ha scritto il 

  • 4

    cose del 1500

    Oggi non ci sono sovrani, non dappertutto almeno, ma uomini di potere sì e quindi servi e lecchini. Opportuna quindi l'aggiunta di due brevi note:"Saggio sull'arte di strisciare" e "Il lecchino". ...continua

    Oggi non ci sono sovrani, non dappertutto almeno, ma uomini di potere sì e quindi servi e lecchini. Opportuna quindi l'aggiunta di due brevi note:"Saggio sull'arte di strisciare" e "Il lecchino".

    ha scritto il 

  • 5

    Non è difficile soggiogare un popolo. Basta inebetirlo, dividerlo e farlo litigare. Basta buttargli quattro denari facendogli credere che si tratti d’un atto generoso e non s’accorga che invece si spa ...continua

    Non è difficile soggiogare un popolo. Basta inebetirlo, dividerlo e farlo litigare. Basta buttargli quattro denari facendogli credere che si tratti d’un atto generoso e non s’accorga che invece si spaccia come “dono” una parte dei beni di cui è stato derubato. Dopodiché milioni di uomini inneggeranno al signore e si ritroveranno volontariamente sottomessi a un loro simile solo un po’ più scaltro e disumano.
    Infine, si mettano quattro o cinque persone a sostegno del tiranno e il gioco è fatto.
    Ma allo stesso modo non è difficile sconfiggere il tiranno. Non c’è nemmeno bisogno di combatterlo. Egli verrà meno da solo nel momento in cui il popolo non accetterà più di servirlo. Non occorrerà togliergli qualcosa, basterà non attribuirgli nulla.
    Il semplice rifiuto alla sottomissione è di per sé un atto di liberazione.

    "Costui che spadroneggia su di voi non ha che due occhi, due mani, un corpo e niente di più di quanto possiede l'ultimo abitante di tutte le vostre città. Ciò che ha in più è la libertà di mano che gli lasciate nel fare oppressione su di voi fino ad annientarvi. Da dove ha potuto prendere tanti occhi per spiarvi se non glieli avete prestati voi? Come può avere tante mani per prendervi se non è da voi che le ha ricevute? E i piedi coi quali calpesta le vostre città non sono forse i vostri? Come fa ad avere potere su di voi senza che voi stessi vi prestiate al gioco? E come oserebbe balzarvi addosso se non fosse già d'accordo con voi? Che male potrebbe farvi se non foste complici del brigante che vi deruba, dell'assassino che vi uccide, se insomma non foste traditori di voi stessi?..."

    Questo discorso non è un appello alla rivolta, ma la semplice constatazione di come si può arrivare alla condizione di sudditanza. È un invito alla riflessione sulle due figure, quella del servo e quella del tiranno. Poche pagine per far capire che il rifiuto del primo sconfiggerebbe la prepotenza del secondo.

    E dire che lo scrisse intorno alla metà del '500.

    ha scritto il 

  • 5

    Essenziale, necessario, urgente.
    Mi è capitato in mano 2 giorni fa mentre vagavo in libreria e, letto in un paio di pomeriggi, mi conferma che il caso non esiste e anche quanto siano spesso i libri di ...continua

    Essenziale, necessario, urgente.
    Mi è capitato in mano 2 giorni fa mentre vagavo in libreria e, letto in un paio di pomeriggi, mi conferma che il caso non esiste e anche quanto siano spesso i libri di poche pagine (124 in questo) a condensare più efficacemente ciò che è importante (o piacevole, 0 bello, o godurioso), leggere.
    Parlare di libertà, di questi tempi, pare fantasioso.
    Forse perché ci si è confusa in testa l'idea stessa di cosa sia la libertà, diventa proprio ora decisivo porsi qualche domanda su cosa siano la servitù volontaria e l'assoggettamento, cioè la tacita e silenziosa dipendenza da un padrone (dal potere, dallo Stato, dallo politica, etc), che non è mai tutto e solo esterno a noi, ma interno e abilmente nascosto fin nei nostri meno espliciti desideri.
    Desideri di sicurezza, certo.
    Ma anche di distrazione, di evasione, di continuare ad avere la nostra dose quotidiana di libido (intesa nel senso ampio del termine) a buon mercato.
    Insomma, da Judith Butler (La vita psichica del potere) a Etienne De La Boétie e ora di nuovo a Judith Butler, che approfondisce analizzandoli più a fondo i contenuti di questo libretto di 500 anni fa.
    Leggetelo.

    ha scritto il 

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