Disgrace

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Publisher: Vintage

3.9
(3225)

Language: English | Number of Pages: 240 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi traditional , Spanish , German , Italian , Basque , Portuguese

Isbn-10: 0099540983 | Isbn-13: 9780099540984 | Publish date: 

Also available as: Audio Cassette , Hardcover , Audio CD , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Book Description
This title includes a reading guide. After years teaching Romantic poetry at the Technical University of Cape Town, David Lurie, middle-aged and twice divorced, has an impulsive affair with a student. The affair sours; he is denounced and summoned before a committee of inquiry. Willing to admit his guilt, but refusing to yield to pressure to repent publicly, he resigns and retreats to his daughter Lucy's isolated smallholding. For a time, his daughter's influence and the natural rhythms of the farm promise to harmonize his discordant life. But the balance of power in the country is shifting. He and Lucy become victims of a savage and disturbing attack which brings into relief all the faultlines in their relationship.
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  • 3

    Bella lettura con un finale che lascia l'amaro in bocca. È difficile riuscire a comprendere il senso di sottomissione di questa donna , che vive nella realtà di una terra e di un popolo lungamente op ...continue

    Bella lettura con un finale che lascia l'amaro in bocca. È difficile riuscire a comprendere il senso di sottomissione di questa donna , che vive nella realtà di una terra e di un popolo lungamente oppresso dal colonialismo.

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  • 4

    autori coraggiosi

    "La poesia. A me manca la poesia. Sono troppo bravo a tenere a bada l'amore. Anche quando brucio, non canto, non so se mi spiego. E di questo mi spiace".
    J.M. Coetzee "Vergogna"
    Dopo la fine dell'apar ...continue

    "La poesia. A me manca la poesia. Sono troppo bravo a tenere a bada l'amore. Anche quando brucio, non canto, non so se mi spiego. E di questo mi spiace".
    J.M. Coetzee "Vergogna"
    Dopo la fine dell'apartheid, in Sud Africa, rimangono donne anticonformiste che scelgono vite solitarie in campagna, uomini che invecchiano corrosi onestamente dalla passione per donne troppo giovani; ci sono i difficili rapporti tra i nuovi bianchi e i nuovi neri, tensioni violente, silenzi equivoci, ricatti subdoli e ci sono autori coraggiosi come Coetzee il quale affronta questo delicato argomento usando una prosa moderna e asciutta, regalando una lettura veloce ma densa di significato.

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  • 4

    Se penso a “Vergogna” di J. M. Coetzee la prima espressione che mi balza tra le orecchie (e all’interno della scatola cranica) è “di non facile lettura”. Ma Devo spiegarmi meglio, anche per giustifica ...continue

    Se penso a “Vergogna” di J. M. Coetzee la prima espressione che mi balza tra le orecchie (e all’interno della scatola cranica) è “di non facile lettura”. Ma Devo spiegarmi meglio, anche per giustificare il voto che troverete a fine post e che non rappresenta affatto un giudizio negativo.

    “Vergogna” è “di difficile lettura” come prima cosa per le sue tematiche principali: da una parte, il ritratto di un Sudafrica post-apartheid stretto fra la modernità delle sue università e le resistenze ataviche delle sue campagne. Una nazione profondamente ferita, in cui ogni gesto e ogni azione rappresentano teatralmente una reazione agli anni tragici del regime e della segregazione, scivolando a volte nel “tutto si giustifica”. Con prosa asciutta e di inusuale durezza, Coetzee racconta di un paese dall’anima ancora profondamente ferita. A tutto questo si accompagna la storia di un uomo e delle sue miserie (un professore costretto ad abbandonare la capitale per aver sedotto una sua studentessa), un uomo sfaccettato e stranamente intrigante nella sua decisione di andare fino in fondo alla vergogna (appunto) delle sue azioni e delle sue conseguenze.

    Un romanzo di tensione narrativa e psicologica fuori dal normale, ed è un ulteriore motivo di “difficoltà”: faccio riferimento a quella strano sensazione di raccapriccio che prende durante la lettura di un episodio orribile, lettura che non riesci comunque ad abbandonare. In questo, “Vergogna” è un testo magistrale.

    Ed ecco perché “Vergogna” è un romanzo da leggere nonostante le sue difficoltà: si tratta di un libro solido, capace di provocar pensiero e di far riflettere sulle disgrazie umane e, in brevissimi spiragli di luce, anche sulle sue grazie.

    http://capitolo23.com/2016/03/21/vergogna-di-j-m-coetzee-recensione/

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  • 5

    "Pensa che a Dio sia sufficiente, se vivrò per sempre nella vergogna?"

    Il nocciolo
    Un uomo colto nella sua umanità manchevole e lontana dalla perfezione perchè in balìa delle proprie debolezze.
    Un uomo che si crogiola nella sua rassicurante routine finchè un giorno acc ...continue

    Il nocciolo
    Un uomo colto nella sua umanità manchevole e lontana dalla perfezione perchè in balìa delle proprie debolezze.
    Un uomo che si crogiola nella sua rassicurante routine finchè un giorno accade qualcosa di inaspettato che devierà il corso della vita. Ma non è questo, non ancora. Il vero rivolgimento è la prova che bisogna affrontare: quando succede qualcosa di ancora più sconvolgente, che non avresti mai pensato perchè rientra nell'ordine delle cose che accadono solo agli altri.
    Un episodio che apparentemente è privato diventa per Coetzee emblema di un malessere sociale. L'uomo e la Storia: questo è il nocciolo.

    "E’ la Storia che ha parlato attraverso di loro. Una Storia di torti. Mettila in questi termini, forse ti aiuterà. Ti è sembrato che ce l’avessero con te personalmente, ma non è così. Si è trattato di un comportamento atavico.

    Due parole sulla trama

    Ci sono tre momenti cruciali.
    1. David Lurie, insegnante universitario fa il suo mestiere senza alcuna passione, E' con ardore libidinoso che, invece, si dedica alle sue studentesse. Melanie, in particolare, lo travolgerà in uno scandalo che sarà motivo del suo allontanemento dall'ateneo.
    2. Lurie si prende una pausa di riflessione e va in campagna dalla figlia Lucy le cui scelte di vita l'hanno allontanata dalla capitale e dallo stile di vita genitoriale.
    3. Se a Città del Capo il post- apartheid genera imbarazzo, in provincia si palesa in vero e proprio odio. Dalla Storia non si scappa.

    Wordsworth e Byron.

    Il professor Lurie si professa seguace di William Wordsworth, capostipite di quel romanticismo prevalentemente popolare ed arcadico.
    Azzardo un accostamento per opposizione tra personaggio e poeta.
    Wordsworth inneggia ad una poetica che sia più vicina al popolo e sostiene pertanto un linguaggio che sia comprensibile da esso allontanando ogni forma oscura e mettendo in primo piano l'importanza della comunicazione.
    David Lurie ha nella prima parte del romanzo proprio difficoltà a comunicare: le sue amanti fingono comprensione, i suoi studenti assistono apatici alle sue lezioni.
    La seconda parte del libro si apre con l'abbandono del mondo accademico e concide con la decisione di Lurie di dedicarsi ad una composizione lirica che ha per protagonista George Gordon Byron e non sarà un caso. Si tratta, infatti, di quel poeta che scelse l'auto-esilio dopo aver dato scandalo con una sfrenata condotta sessuale.
    Byron e Lurie schiavi degli istinti; ribelli nei confronti di chi chiede loro di cospargersi il capo di ceneri.

    Disgrace

    Questo il titolo originale.
    Come verbo significa: disonorare qualcuno, comportarsi in maniera vergognosa, disdicevole...
    Un libro impregnato di vergogna.
    Vergogna del bianco che appartiene al popolo dell'apartheid.
    Vergogna nel non riuscire a comunicare, farsi comprendere e comprendere (sia a livello di genere che di etnia).
    Lucy come emblema della vergogna a cui si sacrifica in una sorta di simbolica espiazione collettiva.
    Vergogna per il corpo che invecchia.

    "L’intera vicenda è vergognosa, dal principio alla fine. Vergognosa e anche volgare

    Assonanze

    1950- "L'erba canta"- Doris Lessing
    2000- "La macchia umana"- Philip Roth

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  • 0

    Libro meraviglioso, purtroppo non mi è stato possibile comprendere a fondo il finale, quindi mi risulta difficile dare un voto.

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  • 4

    "Tutto ciò che non mi uccide mi rende più forte"

    In un Sudafrica segnato da profonde e laceranti contraddizioni, spesso anche violente, scorre la storia personale del professor David Lurie, che ovviamente è solo un pretesto per permettere a Coetzee ...continue

    In un Sudafrica segnato da profonde e laceranti contraddizioni, spesso anche violente, scorre la storia personale del professor David Lurie, che ovviamente è solo un pretesto per permettere a Coetzee di affrontare temi e problematiche legate agli uomini in generale, ma anche al suo paese in particolare.
    La scrittura è scorbutica e spigolosa, e il suo autore non fa nulla per compiacere il lettore, non ci sono verità, ma semplici esposizioni di fatti da cui ognuno può evincere la propria, o farsi un'opinione.
    Si va dallo scandalo che desta la relazione del professore con una sua allieva, all’insegna del desiderio mai sopito, alla ancora più scandalosa e bigotta risposta della subcultura occidentale permeata tra i bianchi del Sudafrica; si continua analizzando oltre il lecito il rapporto conflittuale tra padre e figlia, generazioni vicine ma lontanissime per concetti e modi di vedere le cose, fino a intravedere quello che sembra essere per l’autore il tema più sentito: l’integrazione razziale e il colmarsi delle grandi differenze sociali in un Sudafrica ormai liberatosi dell’apartheid.
    In tutto questo si insinua, direi letteralmente, una tematica strisciante che sembrerebbe palesemente fuori posto in un paese africano: il rapporto tra gli uomini e gli animali, e che invece non è affatto fuori posto; se l’integrazione razziale è il tema più sentito per l’autore, questo dei rapporti con gli animali è senz’altro più profondo e trattato adeguatamente nelle sue implicazioni psicologiche e affettive e lo stesso libro si chiude con un quadro di struggente commozione a questo dedicato.
    E poi c’è il titolo del libro, e c’è da scegliere da quale vergogna guardarsi: quella del professore che seduce l’allieva, o quella a cui è condannato il professore dal bigottismo perbenista che lo usa come capro espiatorio; quella di un paese dilaniato dalle rivalse sociali o quella di una élite bianca che non riesce a parificare veramente le opportunità, per finire con la vergogna che si prova dopo la violenza e l’umiliazione subita, che rimane sempre e comunque una specialità e prerogativa degli uomini maschi…
    Coetzee è un bravo scrittore e lascia un segno profondo dopo averlo letto, ma sono concetti e problematiche estremamente scomode e annodate complessamente nel profondo della psicologia umana, dovesse capitarmi ancora lo leggerò, ma non farò nulla per andargli incontro…

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  • 0

    Un bel pugno dritto nello stomaco. L'autore scrive in un modo a mio parere meraviglioso, non per altro ha vinto il Nobel, la storia è molto ben architettata, ma appunto, amara. Più volte il lettore ha ...continue

    Un bel pugno dritto nello stomaco. L'autore scrive in un modo a mio parere meraviglioso, non per altro ha vinto il Nobel, la storia è molto ben architettata, ma appunto, amara. Più volte il lettore ha l'opportunità di riflettere, sia sui fatti reali succedutisi in Sud Africa, sia, più in generale, sul concetto di regola, legge e libertà.

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  • 5

    Mi associo a chi considera questo libro un vero pugno nello stomaco: permette di avere un assaggio davvero realistico del clima post-apartheid imperante in Sudafrica. Uno spaccato del degrado morale, ...continue

    Mi associo a chi considera questo libro un vero pugno nello stomaco: permette di avere un assaggio davvero realistico del clima post-apartheid imperante in Sudafrica. Uno spaccato del degrado morale, della prepotenza, della spinta potente a prevaricare l'altro anche quando questi cerca di costruire una pacifica convivenza; alla fine ci si deve piegare e sottostare a queste "regole" se veramente non si vuole rinunciare a ciò che si è costruito e a vivere nel posto che si è scelto continuando a mantenere uno stato di non-guerra evitando inutili crociate che porterebbero solo altro odio e allontanamento. Lo stile è scorrevole ed accattivante; il contenuto è talmente sorprendente che si fa fatica a smettere di leggere. Testo molto denso di concetti e riflessioni che a mio avviso va letto più volte.

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