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Disgrace

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Publisher: Vintage

3.9
(3149)

Language:English | Number of Pages: 240 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi traditional , Spanish , German , Italian , Basque , Portuguese

Isbn-10: 0099540983 | Isbn-13: 9780099540984 | Publish date: 

Also available as: Audio Cassette , Hardcover , Audio CD , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Book Description
INCLUDES A READING GUIDEAfter years teaching Romantic poetry at the Technical Universityof Cape Town, David Lurie, middle-aged and twice divorced, has an ...
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  • 4

    Vergogna!

    Una storia che ne racchiude due, un padre David e una figlia Lucy, un carnefice e una vittima, due violenze che vengono dalle stesse radici ataviche e ancestrali della natura dell'uomo.

    L'uomo quanto ...continue

    Una storia che ne racchiude due, un padre David e una figlia Lucy, un carnefice e una vittima, due violenze che vengono dalle stesse radici ataviche e ancestrali della natura dell'uomo.

    L'uomo quanto si può distanziare dal mondo animale da cui proviene? Quanto può  (o deve) rinnegare/controllare i propri istinti  primari? Cosa può elevarlo dalle pulsioni e dagli istinti?

    "Si può punire un cane perché si è mangiato una pantofola. In questo caso il cane accetta la punizione: botte in cambio della soddisfazione di masticarsi la pantofola. Ma il desiderio è tutt'altra storia. Nessun animale può considerare giusta una punizione perché ha seguito i suoi istinti."

    "Questo genere di desiderio è un peso di cui si farebbe volentieri a meno"

    Un uomo, un padre, un insegnante, una persona che vive in contesto civile e civilizzato la cui cultura e amore per le arti non riesce ad affrancarlo,  non riescono a impedire la manifestazione dei più bassi impulsi che lui stesso si rifiuta di rinnegare o anche semplicemente controllare.

    Per contro una figlia, che vive in un contesto antipodale, che pare rifiutare civilizzazione e cultura per ritornare a un mondo e uno stile di vita primigenio, che accetta incomprensibilmente e assorbe le conseguenze e la violenza della natura animale dell'uomo  su sé stessa.
    Come a voler riequilibrare le sorti, come a significare che essere parte della natura aspra e selvaggia del Sud Africa, porti a subire tutte le vessazioni e le violenze, porti ad essere quasi agnello sacrificale pur di poter essere inglobata, accettata e considerata parte di essa.

    "Quand'è stata l'ultima volta che una pecora è morta di vecchiaia? Le pecore non sono padrone di se stesse, non possiedono la loro vita. Esistono per essere usate fino all'ultimo grammo: la carne viene mangiata, le ossa vengono frantumate e trasformate in mangime per polli."

    "Io metto la terra, e in cambio avrò la sua protezione. In caso contrario, e ci tiene a farmelo sapere, sarò selvaggina alla portata di tutti"

    I paralleli continui col mondo e con la vita degli animali. Coi cani, con le pecore, con gli agnelli. ... a significare forse che l'uomo si crede appartente ad un mondo superiore ma si scopre animale in balia degli impulsi ed è punito o incapace di vivere secondo i princìpi che la mente gli pone.
    In bilico tra ragione e istinto con la paura ma anche la necessità di riconoscere, accettare e soprattutto gestire le pulsioni primarie.

    E di qui la vergogna del titolo: non saper controllare o convogliare con la testa ciò che 'la pancia comanda'.

    Un romanzo potente che confonde, indigna e disgusta.

    Un romanzo durissimo, molto profondo. Violento nei contenuti e nei toni ma senza  indugi voyeuristici ( nei momenti peggiori la porta è  chiusa, Coetzee lascia spazio all'immaginazione). Una penna sferzante e chirurgica. Una scrittura scarna, diretta ed essenziale che fagocita e arriva al punto. Che fa soffrire il lettore come se fosse lì.

    Un romanzo che apre la porta a molte riflessioni. Le stelle per me son quattro ma proprio abbondanti.

    said on 

  • 3

    La parola vergogna non mi sembra renda bene il contenuto del romanzo. Non è la vergogna che affligge i protagonisti ma il carattere duro e orgoglioso che porta padre e figlia in due diverse situazioni ...continue

    La parola vergogna non mi sembra renda bene il contenuto del romanzo. Non è la vergogna che affligge i protagonisti ma il carattere duro e orgoglioso che porta padre e figlia in due diverse situazioni a cercare di conservare quello che si può della propria dignità a scapito di grosse perdite.
    Il tono del romanzo è pacato e il professore ricorda molto Stoner, anche se Stoner ha delle punte di bellezza stilistica e di profondità di contenuti molto superiori.
    Un professore 52enne ha una relazione con una allieva ventenne. Una relazione soprattutto sessuale visto che il maggior merito della ragazza è il fisico attraente: la ragazza è descritta come studentessa mediocre e non è il tipo di donna che piace al professore, non ha un briciolo di ironia. Il professore viene denunciato, processato di fronte al senato accademico dove rinuncia a difendersi e a prendere un avvocato e si dichiara colpevole di tutte le accuse (si parla di violenza) andando incontro al licenziamento, la massima pena. Facendo le sue scuse, se la sarebbe potuta cavare con poco. Ma lui dichiara di essere colpevole anche se non si sente in colpa. Sembrerebbe una sfida alla società moralista e benpensante e alla falsità dell'ambiente accademico in nome di Eros, la divinità cui il professore si dichiara succube. In realtà le cose non stanno esattamente così. La ventenne non è una ragazza incontrata per strada ma una sua studentessa e tra i due esiste un rapporto di potere. La posizione del professore che ha favorito la ragazza per il numero di presenze e'il voto (l'avrebbe fatto) non è moralmente archiviabile così a cuor leggero in nome di Eros o di un generico "lo fanno tutti". Il professore si dichiara colpevole nelle pagine successive di non aver messo abbastanza poesia nel rapporto con la ragazza che certamente non amava. Del resto anche Byron usava la poesia nello stesso modo, pare, cioè per avere sesso a buon mercato. Ma era un po' più convincente.
    Credo che Cotzee intraveda la debolezza della posizione del professore anche se cerca di tirare il lettore dalla sua parte in nome di una lotta al moralismo e all'ipocrisia. Ripropone infatti una situazione diversa ma con remote analogie per la figlia del professore, omosessuale e amante degli animali. La ragazza vive sola in una fattoria in Sud Africa e la cosa non è ben vista e è, anzi, pericolosa. La ragazza infatti verrà stuprata da un gruppo di uomini del posto, forse mandati dal suo aiutante, una figura ambigua che lei si rifiuta di licenziare.
    L'analogia delle due situazioni sta nel fatto che sia il professore sia gli stupratori esercitano in qualche modo sulla vittima un rapporto di potere, chi usando la forza della superiorità culturale chi la forza bruta. Potrebbero tutti dichiarare di agire in nome di eros cioè del proprio piacere. Nel primo caso la ragazza era consenziente (anche se poi denuncia il professore per violenza), nel secondo la ragazza non è consenziente ma si rifiuta di denunciare quelle persone (quindi in un certo senso lo diventa) per un assoggettamento alla mentalità del posto. Se vuole restare nella fattoria le condizioni sono quelle: regalare la fattoria e accettare le conseguenze e una situazione ambigua e di negazione dei suoi diritti. Compreso quello di scelta sessuale.
    La storia della ragazza è molto bella, e anche difficile da capire e da accettare. Non si ribella alla mentalità locale, come i cani che aspettano la morte, ma in un certo senso il fatto che non se ne vada è la sua estrema ribellione.
    In ogni caso il culto di Eros cioè dell'impulso sessuale nudo e crudo non apre grandi orizzonti, comunque la si voglia mettere. Il personaggio del professore non mi è piaciuto molto. E' anaffettivo e ha un unico interesse. Anche tutte le domande che si pone sulla sessualità della figlia sono abbastanza fastidiose. Non mi pare che metta molta poesia in niente.

    said on 

  • 0

    Premio Nobel 2003, Coetzee è uno scrittore sudafricano che nel suo lavoro più noto, Vergogna, sembra volere rappresentare nella maniera più cruda e verosimile i problemi di cui la parte più difficile ...continue

    Premio Nobel 2003, Coetzee è uno scrittore sudafricano che nel suo lavoro più noto, Vergogna, sembra volere rappresentare nella maniera più cruda e verosimile i problemi di cui la parte più difficile del suo paese è affitta. La realtà mostrata da Coetzee è però più problematica, atavica, antropologicamente complessa di così, e rimanda a un clima culturale tanto distante dal nostro e così “primitivo” (come può esserlo il romanzo di Golding, Il signore delle mosche) da creare un rigetto verso la materia del romanzo.

    Tra la prima e la seconda parte del libro esiste una linea di demarcazione che sembra tradursi nelle opposizioni città/campagna, società civile/territorio selvaggio, bianchi/neri; è una contrapposizione solo apparente, e il tema centrale rimane lo stesso in tutto il libro: lo stuprum, che in latino significa appunto “vergogna”, prima perpetrato dal protagonista nel lindo ambiente accademico, poi subìto da sua figlia, in un contesto dove vige la legge del più forte, la prevaricazione del maschile sul femminile – sia in termini fisici che di libertà – e dove la “famiglia” è riordinata in base a un ordine gerarchico e claustrofobico, assumendo i connotati di un assemblamento allargato di individui in cui il capo esercita protezione sui membri subordinati.

    Tuttavia, forse maggiormente esemplificativa è la figura del protagonista, David, cinquantaduenne cinico, misogino (di questo ci si rende conto, tra le tante cose, dal fatto che non sappia descrivere le donne se non in termini estetici e di appetibilità sessuale), egocentrico, spesso privo di empatia, troppo concentrato sulle sue sensazioni e sulla magnificenza della propria persona per comprendere le conseguenze delle sue azioni. Infuocato dalla passione per una studentessa – è infatti un professore universitario, uno di quelli, per intenderci, che sentono la necessità di infiocchettare il discorso con continui riferimenti letterari – la soggioga con la sua presenza massiccia, insistente, disturbante, senza nemmeno tentare di conoscerla. Verrà a sapere da terzi, ad esempio, che si tratta di una ragazza piena di passione e talenti, stupendosi di una cosa a cui non aveva mai fatto caso.

    Il suo è un “amore” narcisistico, soverchiante, teso principalmente a soddisfare l' ego tramite la conquista di una ragazzina troppo annichilita (sembra) per reagire. Il tema della giovinezza e della vecchiaia si fa prominente. C'è un delitto, un peccato di hybris, un deturpamento della seconda sulla prima. Il ridicolo e il biasimo che copre David concerne l'infamante pretesa di essere attraente agli occhi di una ragazza, quando il suo corpo, flaccido e infiacchito, può suscitare solo disgusto agli occhi della giovinezza. Lui, d'altro canto, non avverte – se non in brevi istanti di lucidità – il proprio sbaglio e la prepotenza di qualcosa che, al contrario, sente come un suo diritto: lo sfogo dei sensi, la pretesa dell'eros.

    David paga però il contrappasso nella seconda parte del romanzo, e sulla pelle della figlia. Ma, come se la prima parte non fosse stata adeguatamente ripugnante, nella seconda si aprono scenari forse ancora più crudi e abietti, per quanto non siano tanto diversi dalla violenza sibillina finora raccontata. In entrambi i casi, lo stupro viene visto come una facoltà di prerogativa maschile, ma nel secondo il lasciapassare sessuale è il pegno per una vita tranquilla sotto la protezione di un altro uomo.
    La feralità dell'azione è quasi la stessa, malgrado David senta di essere un avamposto della civiltà, e la regressione al mondo in cui vive la figlia, regolato da leggi proprie, rappresenta solo superficialmente la caduta da uno stato aureo a quello animalesco. Anche gli animali hanno, infatti, un loro ruolo, ma sembrano in balia, come i protagonisti, di una forza superiore che li addormenta e li sopprime. La resa alle forze brute della natura e dell'istintualità: ecco il significato ultimo, frustrante, devastante.

    C'è anche un motivo razziale: gli uomini soggiogano le donne come i banchi hanno soggiogato i neri, che, vedendoli come estranei e usurpatori, fanno valere le proprie leggi. L'odio è palpabile, e la sottomissione della donna bianca è quella di una intera etnia.

    Vergogna è un libro straziante, difficile non per lo stile – che risulta anzi scorrevole, puntuale, privo di barocchismi superflui – ma per le vicende e i dialoghi quasi inumani, che mi hanno reso la lettura fisicamente dolorosa, e per via delle scelte incomprensibili che compie la figlia. Nella sua figura c'è la nemesi delle colpe del genitore. E il mondo in cui lei, a venticinque anni, sceglie di vivere, è un posto dove non è altro che carne da macello in un deserto sorvolato da avvoltoi.

    said on 

  • 4

    Mi è piaciuto veramente tantissimo. Non avrei voluto fare altro che leggerlo tutto il giorno. Niente spoiler, un libro tutto da scoprire. Un personaggio, tutto da scoprire. Come uomo, come padre, come ...continue

    Mi è piaciuto veramente tantissimo. Non avrei voluto fare altro che leggerlo tutto il giorno. Niente spoiler, un libro tutto da scoprire. Un personaggio, tutto da scoprire. Come uomo, come padre, come essere umano.

    said on 

  • 4

    不要稱任何未死之人為快樂之人...凡是未能殺死我的,就讓我更強~

    柯慈是首位二度榮獲布克獎的作家
    2003年摘下諾貝爾文學獎的桂冠
    這本小說是他1999年的作品
    也次當年極具震撼性的經典小說

    "這是他的性情,他的性情不準備改變,太老了
    他的性情已經固定了;仙逝腦殼,後是性情
    身體上兩個最僵硬的部份
    順隨性情,這不算哲學:他不會把它抬得那麼高
    那是規則,就像聖本篤教規..."pg.3
    小說的主角是一位離婚的大學教授大衛
    他對教書早已失去熱情,如今是為了生計而教書
    ...continue

    柯慈是首位二度榮獲布克獎的作家
    2003年摘下諾貝爾文學獎的桂冠
    這本小說是他1999年的作品
    也次當年極具震撼性的經典小說

    "這是他的性情,他的性情不準備改變,太老了
    他的性情已經固定了;仙逝腦殼,後是性情
    身體上兩個最僵硬的部份
    順隨性情,這不算哲學:他不會把它抬得那麼高
    那是規則,就像聖本篤教規..."pg.3
    小說的主角是一位離婚的大學教授大衛
    他對教書早已失去熱情,如今是為了生計而教書
    教書讓他深深明白他在這個世界上不算什麼
    誠如一句極具諷刺性的話語:
    教的人深有所獲,而學的人一無所得

    "沒有,我沒有什麼好講的,你不能承認有罪又期待同情
    至少,在某個年齡後是不可能的;
    在某個年齡後,投訴無門,事實就是如此
    你只能勒緊褲帶,渡盡餘生,打發時間..."pg.102
    大衛因為與學生梅蘭妮的師生戀誹聞事件被提告
    全盤認罪的他堅持自己的原則
    不願意配合校方形式上的自我抗辯
    於是付出了代價~失去教職與退休金
    並且,他前往薩蘭鎮探視女兒露西

    "露西聳聳肩,我不確定我有沒有靈魂
    我就是看見了靈魂,也認不出來
    不對,妳是個靈魂,我們人人都是
    我們在出生之前就是靈魂了..."pg.118~119
    直到大衛與露西在自家小農莊遇上暴力侵奪事件
    這種在好望角東部幾乎天天上演的危險~
    擁有任何東西都是危險的,因為東西不夠分配
    流通理論讓悲憐與恐怖成為不相干的事情
    人性的邪惡彷彿才是正常的
    雙雙受創了母女兩人關係也因此蒙上一層陰影...

    "戰爭.暴行:這些企圖把歲月遮蓋起來的用詞
    卻被歲月吞入黑黑的喉嚨..."pg.154
    那幾個作惡的暴徒的暴行,讓大衛疲憊到骨子裡
    他對生命的興趣似乎被撲滅了,取而代之的是絕望
    露西的秘密成為他的恥辱~無法跟人家說明實情!
    那些侵犯者的罪行成為他們人生永不會磨滅的一部份
    無辜的露西不想把她受害的私事變成公共事務
    只想把這個痛苦成為自己的事~因為這是南非
    沉默像被單一般撲天捲地的遮蓋真相!!!

    "不用對我嚷嚷,大衛!這是我在過的日子
    我發生什麼事,是我的事,不是你的事
    而如果說我還有什麼權利的話,那就是不要這樣被審問
    不必為自己辯護~不必對你,不必對任何人..."pg.199
    你不再場,你不知道發生什麼事!
    這是露西對大衛說的話~隔著一扇門
    有什麼他未親眼看見的是他不能想像的?
    不論答案如何,大衛很惱火被當局外人看待
    雖然這種罪行是歷史的仇恨造成歷史的錯誤
    大衛卻無法說服露西放棄農莊,離開這危險之地

    "人到了某個年齡,就老得不能學到什麼了
    只能一再一再接受懲罰,但也許並不真是這樣
    不總是這樣,這要等著看...
    我因與你女兒發生的事情而受到懲罰
    我陷入一種屈辱的狀態,不容易掙脫
    我並不拒絕這懲罰,我沒有怨言
    反而是天天揹著它,視它為我的生存狀態...
    我生活在屈辱中而沒有怨言..."pg.259~260
    大衛與梅蘭妮父親的對話點出了原則不復存在
    現今世道的審判不看原則,看的是你怎麼表達自己
    說話的自由,保持沉默的自由...

    "因為我不想看到你爆發,大衛
    我無法按照你想要我怎麼樣或不想要我怎麼樣來過我的人生
    不可能了!你總是以為不管我做什麼,都是你人生故事的一部份
    你是主角,我是配角,只能半路晃晃
    事實上,人生卻沒有主角配角之分
    我不是配角,我有我自己的生活,它的重要性對我來說
    就像你的生活對你的重要性一樣重要
    在我的人生中,是我在做決定!"pg.296
    露西堅決放棄土地,成為貝德路斯保護下的佃農
    同意屈辱地接受從零開始的不平等
    即便大衛認為希望這個詞已經落到不堪的田地!

    身為露西的父親,大衛只能看著她成為好望角東部的農婦
    一條生命之線會繼續下去,但那些傳承的稟賦將會越來越少
    直到全部被現實壓垮,被人們遺忘~
    身為一個不再有行情的熱情老人
    身為一個因為愛戀女人而受屈辱的男人
    柯慈這部小說,充分顯示:
    他是一位心向一切可能性開放的作家
    ~4顆星

    其他註記頁數:
    pg.3,7,13,41,79~82,102(105),118~119
    148~149(154,162,164,166,168,173,199,210)
    233(240),259~260,281~282,286,296,307,326

    said on 

  • 0

    non posso proprio dare una valutazione di qualità, sono troppo scossa dall'impatto emotivo di questo romanzo. mi ha lasciata con una sensazione di angoscia e rabbia che annienta la mia capacità di giu ...continue

    non posso proprio dare una valutazione di qualità, sono troppo scossa dall'impatto emotivo di questo romanzo. mi ha lasciata con una sensazione di angoscia e rabbia che annienta la mia capacità di giudizio.
    questo romanzo regala un enorme punto di domanda. quale sia la domanda poi non lo so!

    said on 

  • 3

    Tre stelle e un po'.

    Tre stelle e un po'. E' il mio primo Coetzee (ammetto di aver dovuto cercare la pronuncia giusta su http://www.comesipronuncia.it/pronuncia/1430/j-m-coetzee): mi sono piaciuti moltissimo la scrittura ...continue

    Tre stelle e un po'. E' il mio primo Coetzee (ammetto di aver dovuto cercare la pronuncia giusta su http://www.comesipronuncia.it/pronuncia/1430/j-m-coetzee): mi sono piaciuti moltissimo la scrittura asciutta e il contesto sudafricano- motivo per cui leggo Gordimer e Lessing.
    C'è, però, una nota stonata con la quale non sono riuscita a scendere ai patti. Questa vergogna, titolo del libro, coinvolge in modi e tempi diversi tutti i personaggi che si muovono all'interno della storia: ed è difficile per me apprezzare totalmente un romanzo privo di punti di luce.
    Continuerò comunque ad approfondire la conoscenza dell'autore.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Ho trovato questo romanzo ben scritto, con una prosa chiara e senza fronzoli. Mi ha coinvolta molto.
    Il rapporto tra le due etnie (quella nera e quella bianca) sembra percorrere tutto il romanzo - il ...continue

    Ho trovato questo romanzo ben scritto, con una prosa chiara e senza fronzoli. Mi ha coinvolta molto.
    Il rapporto tra le due etnie (quella nera e quella bianca) sembra percorrere tutto il romanzo - il romanzo è della fine degli anni '90 e l'apartheid fa ancora sentire le sue conseguenze negative di mancata integrazione e di violenza della popolazione nera, tendenzialmente più povera, nei confronti dei bianchi.
    Una riflessione personale: mi colpisce il parallelismo tra i due atti di violenza. Quella che Melanie subisce da parte del professore, avvenuta grazie alla soggezione che la carica ricoperta dal protagonista le trasmetteva, e quella di Lucy, una violenza vera a propria questa, avvenuta durante una rapina.
    Come a dire che, nonostante nell'immaginario collettivo l'Africa nera sia vista come arcaica, arretrata, basata sul puro istinto, anche la popolazione occidentale, al di là della sua ostentata razionalità, mostra le sue contraddizioni e le sue ombre.
    Ma magari questo ragionamento è un po' campato in aria (?)

    said on 

  • 3

    È un libro profondo, mi ha lasciato molto perchè conoscevo poco la realtà di una parte del Sudafrica raccontata in maniera chiara e cruda...nonostante questo il libro mi ha lasciato un po' di amarezz ...continue

    È un libro profondo, mi ha lasciato molto perchè conoscevo poco la realtà di una parte del Sudafrica raccontata in maniera chiara e cruda...nonostante questo il libro mi ha lasciato un po' di amarezza, non è esattamente il mio genere preferito e non lo consiglierei ad un amico, motivo per il quale non do piú di 3 stelle.

    said on 

  • 2

    Leggendo questo libro ho provato vergogna e in gran parte ribrezzo. Ribrezzo per tutti i personaggi, per quel che succede, per un mondo al contrario. Vergogna perchè ho percepito lo sporco… la presenz ...continue

    Leggendo questo libro ho provato vergogna e in gran parte ribrezzo. Ribrezzo per tutti i personaggi, per quel che succede, per un mondo al contrario. Vergogna perchè ho percepito lo sporco… la presenza di qualcosa di brutto. Nella prima parte del romanzo sembra che Coetzee abbia fatto di tutto per renderci David, il protagonista, se non odioso, almeno antipatico. Nel momento in cui l’azione si sposta dalla città, Città del Capo, alla campagna, dove David va a trovare la figlia, tutto diventa oltre il prevedibile, ma ai miei occhi disgustoso...non solo per la violenza e le implicazioni di quanto accade, ma per la meschinità di alcune persone (Petrus, il vicino, su tutti) e per l’accondiscendenza di Lucy, disposta ad accettare tutto. Il pensiero che esista un mondo come questo, dove queste ragioni vincono, mi fa paura. Due libri mal incastrati, una città e una campagna, in maniera diversa, mostruosa, dove su ogni cosa vincono i bisogni degli uomini. Raccapricciante e lontano, troppo, dal mio essere.

    said on 

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