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Book Description
Scritto nel 1968, "Dispacci" racconta l'esperienza bruciante e psichedelica diun corrispondente di guerra che vede attorno a sé il delirio e il terroredella guerra in Vietnam. Michael Herr all'epoca non era molto più vecchio deiragazzi che osservava combattere in prima linea,Continue
2 Reviews
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orsodimondo said on Dec 24, 2011 about the Paperback edition | 4 feedbacks
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Quando qualcuno ti dice che c'é da fare una guerra dall'altra parte del mondo...
Vale quattro stelle per la franchezza con la quale Michael Herr narra le vicende da lui vissute in prima persona quale giornalista inviato a raccontare la guerra del Vietnam. Appunto, Herr é un giornalista ed il libro non é un romanzo. Questo si traduce in una serie di episodi raccontati senza tropp ... (continue)
e-Vinz said on Jan 21, 2012 about the Paperback edition | Add your feedback
Book Details
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Rating:




(210)
- Libri Italiani
- Softcover 307 Pages
- Edition: 1
- ISBN-10: 8875200122
- ISBN-13: 9788875200121
- Publisher: Alet Edizioni
- Pub date: Jan 01, 2005
- Also available as: Paperback and Others
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- saggi suggeriti: dispacci Norbert Spina (1 comment, 1 person)
- Leggiamo assieme 'Dispacci' di Michael Herr? Giusi Meister (9 comments, 4 people)
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|---|---|---|---|---|
| 9788875200121 | Softcover | €18.00 | €16.56 | IBS.IT |
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UN CARTONE ANIMATO NOIR: "TOPOLIN, TOPOLIN, VIVA TOPOLIN"
Questo libro contiene tutti i film sul Vietnam che ho visto e che sono stati mai realizzati. Eppure è stato scritto prima di qualsiasi film sul Vietnam.
Il fatto è che chiunque abbia voluto fare un film sull’argomento ha letto ‘Dispacci’ con attenzione, è partito da queste pagine.
A cominciare da C ... (continue)
Questo libro contiene tutti i film sul Vietnam che ho visto e che sono stati mai realizzati. Eppure è stato scritto prima di qualsiasi film sul Vietnam.
Il fatto è che chiunque abbia voluto fare un film sull’argomento ha letto ‘Dispacci’ con attenzione, è partito da queste pagine.
A cominciare da Coppola, che per “Apocalypse Now” lo volle cosceneggiatore (la voce off di Willard-Sheen è un parto di Herr), proseguendo con Kubrick, che lo coinvolse nella sceneggiatura di “Full Metal Jacket” (in un film senza protagonisti, il personaggio del protagonista Matthew Modine è modellato proprio su Herr).
Contiene, per la verità, tutto il cinema di guerra mai prodotto: Continuo a pensare a tutti i ragazzi che sono stati rovinati da 17 anni di film di guerra prima di venire in Vietnam a farsi rovinare per sempre… Tutti avevamo visto troppi film, avevamo abitato troppo a lungo nell’Impero della Tivù… Le prime volte che mi spararono addosso o che vidi dei morti in combattimento, non mi successe niente in realtà, ogni reazione restò sepolta nella mia testa. Era la stessa consueta violenza, solo trasferita in un altro mezzo di comunicazione; una specie di commedia ambientata nella giungla con elicotteri giganti e fantastici effetti speciali, con gli attori sdraiati per terra dentro sacchi di tela per cadaveri ad aspettare che la scena finisse per potersi rimettere in piedi e andarsene. Ma quella era una scena (si scopriva) che non c’era modo di stoppare.
In queste pagine c’è tutta la violenza, la paura, la crudeltà, la follia, la droga, l’orrore, il terrore, la tenebra, il frullo delle pale d’elicottero, il delirio, i colori, la musica, il caldo, gli odori, il sudore, la morte che i film di guerra, soprattutto quelli sul Vietnam, ci hanno fatto conoscere.
Ma qui non si parla unicamente della guerra in Vietnam: si parla della Guerra, di tutte le guerre, anche quelle venute dopo. Come non ritrovare nelle parole di Herr tante situazioni dell’invasione dell’Iraq e dell’Afghanistan? A cominciare dall’assoluta consapevolezza che nessuno sa contro chi e per cosa sta combattendo, dalla completa coscienza che sia tutto inutile e folle.
È un libro che descrive l’inferno in un posto piccolissimo, un libro composto in apnea (il primo capitolo si chiama “Inspirare”, l’ultimo “Espirare”)con una scrittura che possiede il ritmo della musica rock, una cronaca a caldo e un’esperienza vissuta in prima persona, così vicino, ma così lontano, perché Michael Herr sebbene si trovi a ridosso dei fatti, riesce a conquistare una magnifica distanza, a creare formidabili atmosfere e a farci vedere quello che c’è oltre la realtà: la macchina bellica americana arenata in Oriente, al pari di un gigante costretto a smaltire nel fango la sbornia del suo delirio di potenza. Herr non si nasconde tra le righe, parteggia, si schiera in modo palese ed esplicito: sta dalla parte dell’uomo, di qualsiasi colore sia, perché la Guerra è fatta dagli uomini contro gli uomini.
Sono d’accordo con Graham Greene, questo è il più bel libro sulla guerra dopo l’Iliade.
This is the end, beautiful friend
This is the end, my only friend, the end
Of our elaborate plans, the end
Of everything that stands, the end
No safety or surprise, the end
I'll never look into your eyes
Again
Can you picture what will be
So limitless and free
Desperately in need
Of some stranger's hand
In a desperate land
Lost in a Roman wilderness of pain
And all the children are insane
All the children are insane
Waiting for the summer rain...
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