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Dissipatio H.G.

Di

Editore: Adelphi

4.2
(437)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco

Isbn-10: A000017163 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 4

    Lettura ‘colta’ affrontata con i limiti di chi non ha fatto studi classici, senza nozioni e conoscenza di latino e filosofia.
    Ma oltre le citazioni e i riferimenti filosofici resta una profonda inquietudine per la solitudine totale e assoluta in cui il protagonista si ritrova all'improvviso ...continua

    Lettura ‘colta’ affrontata con i limiti di chi non ha fatto studi classici, senza nozioni e conoscenza di latino e filosofia.
    Ma oltre le citazioni e i riferimenti filosofici resta una profonda inquietudine per la solitudine totale e assoluta in cui il protagonista si ritrova all'improvviso, quando decide di togliersi la vita, nel momento in cui decide di privare il mondo della sua presenza viene privato della presenza dei suoi simili, l’umanità intera sparisce nel nulla, evaporata, sublimata.
    “Niente diluvio, niente olocausto, niente ecatombe atomica. Gli esseri umani cambiati per prodigio in uno spray o gas impercettibile e inoffensivo, probabilmente inodore, senza combustione intermedia. Il che se non glorioso, perlomeno è decoroso”.
    Premio o condanna, difficile dirlo.
    Solo ma padrone del mondo
    Padrone del mondo ma solo.

    ha scritto il 

  • 4

    Un romanzo che non dà risposte ma che pone mille e più interrogativi.
    Ed è questo il vero compito della letteratura, far riflettere sulle questioni esistenziali impossibili da dirimere... perché ciò che conta non è giungere a delle risposte, bensì porsi l'interrogativo e intraprendere un vi ...continua

    Un romanzo che non dà risposte ma che pone mille e più interrogativi.
    Ed è questo il vero compito della letteratura, far riflettere sulle questioni esistenziali impossibili da dirimere... perché ciò che conta non è giungere a delle risposte, bensì porsi l'interrogativo e intraprendere un viaggio; questo è il viaggio del protagonista che da aspirante suicida si ritrova magicamente ad essere l'unico superstite del genere umano o meglio a diventare egli stesso il "genere umano"! il mondo è cosa sua, egli è la storia contemporanea... il centro del mondo... e ogni gesto che compie assume carattere di solennità.
    Dissipatio humani generis è un gioco, un gioco drammatico spinto sino all'eccesso autoreferente del protagonista, novello eremita nichilista alla ricerca spasmodica del significato univico della propria realtà epistemologica, o più prosaicamente di una semplice via d'uscita! Quella via d'uscita che l'autore troverà - poco dopo aver terminato l'opera e dopo che anche questa come tutte le sue precedenti venne rifiutata dagli editori del tempo - grazie all'ausilio della sua "ragazza dall'occhio nero", ovvero la pistola con cui il protagonista amoreggia a inizio romanzo, ma senza giungere al gesto estremo e dando adito così a questa riflessione sui temi principali dell'esistenza, dal libero arbitrio alla religione, passando per mille argomenti trattati con grazia e persino... con sottile umorismo! Sì, proprio così.
    Dissipatio H.G., un grande romanzo e un meraviglioso testamento spirituale.

    ha scritto il 

  • 4

    La mia personale interpretazione di dissipatio humani generis è filtrata gioco forza dalla conoscenza di un fatto storico, e cioè del suicidio dell'autore nel corso dello stesso anno in cui terminò di scrivere quest'opera. Va detto pure, a mia scusante, che la voce narrante è un ex aspirante sui ...continua

    La mia personale interpretazione di dissipatio humani generis è filtrata gioco forza dalla conoscenza di un fatto storico, e cioè del suicidio dell'autore nel corso dello stesso anno in cui terminò di scrivere quest'opera. Va detto pure, a mia scusante, che la voce narrante è un ex aspirante suicida che dalla notte pianificata per compiere l'azione esiziale riemerge in un mondo in cui non vi è più traccia del resto del genere umano, restando inalterate le altre res naturalia e le vestigia della specie di cui lui è l'ultimo involontario testimone.
    Alla luce della premessa, e della sintesi della cornice narrativa in cui si muove e pensa e riflette il protagonista, la mia natura logica mi porta a pensare che la meditazione intellettuale solipsitica di cui ci lascia traccia Morselli (grazie ad Adelphi), sia la testimonianza letteraria di un panico ultraterreno di chi la vita aveva già deciso di terminare anzi tempo.
    Sembrerebbe che il Morselli aspirante suicida, nelle spoglie del protagonista ex aspirante suicida ("85 kg di sostanza vivente non ubbidivano. Consci a modo loro della sentenza che morire è cambiare materia, non erano disposti a cambiare materia"), si stesse chiedendo se il contrappasso per il gesto programmato, pianificato ("la mia decisione è maturata con compiaciuto e un po' comico indugio nella scelta dei dettagli, ma coscienziosa e tranquilla"), con cui si era perfino gingillato ("la mia ragazza dall'occhio nero" viene chiamata la pistola che riposa con lui nel letto, "l'ho sollecitata col dito una volta, non abbastanza a fondo. E una seconda volta, sempre con la bocca sulla sua") fosse un macabro inferno senza tempo: la vana ricerca di umana compagnia. Atroce ironia per chi dagli essere umani in ultimo fuggiva.

    ha scritto il 

  • 4

    Un autore poco conosciuto, probabilmente perche' il linguaggio usato non e' per tutti. Uno scrittore poco "popolare" ma che tratteggia un mondo e una indagine psicologica affascinante e profonda. Sicuramente un precursore di tematiche sfruttate in modo simile di recente ma non con la stessa capac ...continua

    Un autore poco conosciuto, probabilmente perche' il linguaggio usato non e' per tutti. Uno scrittore poco "popolare" ma che tratteggia un mondo e una indagine psicologica affascinante e profonda. Sicuramente un precursore di tematiche sfruttate in modo simile di recente ma non con la stessa capacita' di analisi.

    ha scritto il 

  • 4

    Lettura molto impegnativa e pesante, nonostante l'eccellente stile di scrittura di Guido Morselli, per le complicate tematiche trattate.


    Dissipatio H.G. sta per la dissipazione del genere umano (H.G. è l'abbreviazione di humanis generis) la quale avviene dopo che Morselli torna sui suoi pa ...continua

    Lettura molto impegnativa e pesante, nonostante l'eccellente stile di scrittura di Guido Morselli, per le complicate tematiche trattate.

    Dissipatio H.G. sta per la dissipazione del genere umano (H.G. è l'abbreviazione di humanis generis) la quale avviene dopo che Morselli torna sui suoi passi, cambiando idea all'ultimo momento sul gesto suicida che stava per compiere.

    Il protagonista resta così l'unico essere umano rimasto in vita sul pianeta, intorno a lui non c'è più nessuno, rimane soltanto l'ambientazione di Crisopoli (che sarebbe Zurigo) molto suggestiva in quanto città estremamente ordinata e pulita ma più vuota e priva d'umanità che mai.

    Se state pensando ad un genere post apocalittico non avete ancora ben chiaro l'intento di Morselli. Il suo libro è molto di più, si concentra sulle riflessioni del protagonista, pensieri di assoluto spessore, come quello che gli fa domandare se si deve considerare l'unico ad essersi salvato oppure se l'unico ad esser condannato, non riuscendo a darsi una risposta perchè, essendo solo ed unico al mondo, non ha termini di paragone.

    La trovata di Morselli credo rappresenti un parallelismo tra una situazione estrema che l'autore inventa per il suo alter ego nel libro, e la sensazione di solitudine che gli appartiene nella vita reale, mista al suo accentuato solipsismo.

    Leggendo queste pagine si ha la netta sensazione di trovarsi difronte a qualcosa di immenso, con la umile consapevolezza di non riuscire a comprenderne pienamente il forte significato che Morselli tenta di farne trasparire, anche perchè in situazioni personali differenti da quelle dell'autore che, molto probabilmente, stava vivendo una fase di insanabile depressione, come ci testimonierà il suo riuscito tentativo di suicidio nella realtà, proprio nel 1973, l'anno di uscita di Dissipatio H.G.

    Ritengo Morselli uno scrittore incredibilmente e colpevolmente sottovalutato, sentendomi dispiaciuto che il suo meritato successo si sia verificato solo dopo la sua morte, senza permettergli di beneficiarne, dato che in vita si è visto costantemente rifiutare le pubblicazioni che alle varie case editrici ha continuamente richiesto.

    Voto: 8,5/10

    ha scritto il 

  • 4

    Una lettura decisamente impegnativa, anche per le citazioni ed i richiami alla psicoanalisi freudiana, a McLuhan, alla sociologia, alla filosofia... tutti argomenti con i quali ho scarsissima dimestichezza,
    eppure una lettura decisamente importante.
    La storia di un uomo che dopo aver ...continua

    Una lettura decisamente impegnativa, anche per le citazioni ed i richiami alla psicoanalisi freudiana, a McLuhan, alla sociologia, alla filosofia... tutti argomenti con i quali ho scarsissima dimestichezza,
    eppure una lettura decisamente importante.
    La storia di un uomo che dopo aver deciso di suicidarsi (o meglio, dissolversi senza lasciare traccia) rinuncia al suo intento ma il giorno dopo scopre che ad essere sparito, volatilizzato è il resto del genere umano, tutti tranne lui. Chi si è salvato: lui o gli altri? E come definire l'accaduto: un premio o una condanna?
    Da questo originalissimo punto di partenza, che mi ha fatto pensare al Saramago di Cecità, si dipana il monologo interiore del protagonista che si ritrova a vivere in un eterno presente fatto di un mondo senza uomini, che va avanti nella sua immobilità. Crisopoli, la città operosa, è diventata ora una sorta di spazio metafisico e l'impressione è quella di trovarsi all'interno di un quadro di De Chirico: mancano le persone, mancano le connessioni tra gli oggetti. Con la scomparsa dell'umanità sono scomparse anche le convenzioni: così il protagonista si trova ad essere uno solo ma anche rappresentare tutti quelli rimasti, monarca assoluto di un mondo dove però regna l'anarchia, padrone di tutto quello che resta in un mondo dove è scomparsa la proprietà privata.
    E come reagisce ad un evento così sconvolgente? Con un alternarsi di stati emotivi, che vanno dallo stupore, al tentativo infruttuoso di comprendere l'accaduto, alla paura, al cercare di adattarsi alla situazione, all'angoscia, fino ad arrivare a sedersi su una panchina in attesa dell'arrivo del dottor Karpinsky, un medico che lo aveva curato per una forma di nevrosi ossessiva.
    Un'attesa godotiana, però, perché il dottor Karpinsky è morto qualche anno prima. L'attesa della morte, forse, oppure l'impossibilità di accettare quella solitudine che pure aveva cercato con tanta ostinazione, e tutto questo mentre tutto intorno la natura trasforma a poco a poco il paesaggio, facendosi largo fra le costruzioni dell'uomo riprendendo lentamente inesorabilmente il suo spazio.
    Dissipatio H.G. è un libro doloroso, che esprime il conflitto con un mondo che l'autore non ama ma dal quale sente di non poter prescindere, un mondo con il quale, nonostante tutto, vorrebbe trovare una forma di contatto, ma dal quale si sente ignorato. Colpisce la freddezza con la quale Morselli passeggia sul ciglio dell'abisso (bernhardiana, mi verrebbe da dire), quel senso di “controllo” sempre presente nelle pagine del libro, come se emozioni così forti si potessero descrivere in maniera distaccata, quasi guardandole da fuori.
    In conclusione, l'impressione generale è quella di trovarsi davanti a qualcosa di grande, ma forse troppo difficile da comprendere per chi non è mai caduto in fondo al pozzo.

    ha scritto il 

  • 3

    una violenta disperazione

    E' la storia di uomo che ha un'immensa voglia di vivere, che si è persa in un groviglio di elucubrazioni, che lo hanno portato a sentenziare la distruzione del genere umano.
    Un uomo il cui disperato istinto di conservazione lo porta sull'orlo del vuoto esistenziale a decidere di "suicidare" ...continua

    E' la storia di uomo che ha un'immensa voglia di vivere, che si è persa in un groviglio di elucubrazioni, che lo hanno portato a sentenziare la distruzione del genere umano.
    Un uomo il cui disperato istinto di conservazione lo porta sull'orlo del vuoto esistenziale a decidere di "suicidare" il genere umano, piuttosto che sé stesso.
    Un tragico esperimento che non farà altro che condurlo ad essere risucchiato fatalmente dal buco nero intorno a cui ha deciso, più o meno volontariamente, di gravitare.
    Una disperata richiesta d'aiuto, rimasta taciuta, forse, per troppo tempo, per potere ricevere risposta.
    E' una lettura che, a tratti, può risultare disturbante per un lettore comune,ma d'altro canto interessante, se si possiedono gli strumenti clinici per mantenere una lucida distanza da ciò che si sta leggendo.

    ha scritto il 

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