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Dissipatio H.G.

By Guido Morselli

(102)

| Softcover

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Book Description

77 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Un romanzo che non dà risposte ma che pone mille e più interrogativi.
    Ed è questo il vero compito della letteratura, far riflettere sulle questioni esistenziali impossibili da dirimere... perché ciò che conta non è giungere a delle risposte, bensì po ...(continue)

    Un romanzo che non dà risposte ma che pone mille e più interrogativi.
    Ed è questo il vero compito della letteratura, far riflettere sulle questioni esistenziali impossibili da dirimere... perché ciò che conta non è giungere a delle risposte, bensì porsi l'interrogativo e intraprendere un viaggio; questo è il viaggio del protagonista che da aspirante suicida si ritrova magicamente ad essere l'unico superstite del genere umano o meglio a diventare egli stesso il "genere umano"! il mondo è cosa sua, egli è la storia contemporanea... il centro del mondo... e ogni gesto che compie assume carattere di solennità.
    Dissipatio humani generis è un gioco, un gioco drammatico spinto sino all'eccesso autoreferente del protagonista, novello eremita nichilista alla ricerca spasmodica del significato univico della propria realtà epistemologica, o più prosaicamente di una semplice via d'uscita! Quella via d'uscita che l'autore troverà - poco dopo aver terminato l'opera e dopo che anche questa come tutte le sue precedenti venne rifiutata dagli editori del tempo - grazie all'ausilio della sua "ragazza dall'occhio nero", ovvero la pistola con cui il protagonista amoreggia a inizio romanzo, ma senza giungere al gesto estremo e dando adito così a questa riflessione sui temi principali dell'esistenza, dal libero arbitrio alla religione, passando per mille argomenti trattati con grazia e persino... con sottile umorismo! Sì, proprio così.
    Dissipatio H.G., un grande romanzo e un meraviglioso testamento spirituale.

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    Narumov said on Sep 28, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    La mia personale interpretazione di dissipatio humani generis è filtrata gioco forza dalla conoscenza di un fatto storico, e cioè del suicidio dell'autore nel corso dello stesso anno in cui terminò di scrivere quest'opera. Va detto pure, a mia scusa ...(continue)

    La mia personale interpretazione di dissipatio humani generis è filtrata gioco forza dalla conoscenza di un fatto storico, e cioè del suicidio dell'autore nel corso dello stesso anno in cui terminò di scrivere quest'opera. Va detto pure, a mia scusante, che la voce narrante è un ex aspirante suicida che dalla notte pianificata per compiere l'azione esiziale riemerge in un mondo in cui non vi è più traccia del resto del genere umano, restando inalterate le altre res naturalia e le vestigia della specie di cui lui è l'ultimo involontario testimone.
    Alla luce della premessa, e della sintesi della cornice narrativa in cui si muove e pensa e riflette il protagonista, la mia natura logica mi porta a pensare che la meditazione intellettuale solipsitica di cui ci lascia traccia Morselli (grazie ad Adelphi), sia la testimonianza letteraria di un panico ultraterreno di chi la vita aveva già deciso di terminare anzi tempo.
    Sembrerebbe che il Morselli aspirante suicida, nelle spoglie del protagonista ex aspirante suicida ("85 kg di sostanza vivente non ubbidivano. Consci a modo loro della sentenza che morire è cambiare materia, non erano disposti a cambiare materia"), si stesse chiedendo se il contrappasso per il gesto programmato, pianificato ("la mia decisione è maturata con compiaciuto e un po' comico indugio nella scelta dei dettagli, ma coscienziosa e tranquilla"), con cui si era perfino gingillato ("la mia ragazza dall'occhio nero" viene chiamata la pistola che riposa con lui nel letto, "l'ho sollecitata col dito una volta, non abbastanza a fondo. E una seconda volta, sempre con la bocca sulla sua") fosse un macabro inferno senza tempo: la vana ricerca di umana compagnia. Atroce ironia per chi dagli essere umani in ultimo fuggiva.

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    Friski70 said on Jun 9, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un autore poco conosciuto, probabilmente perche' il linguaggio usato non e' per tutti. Uno scrittore poco "popolare" ma che tratteggia un mondo e una indagine psicologica affascinante e profonda. Sicuramente un precursore di tematiche sfruttate in mo ...(continue)

    Un autore poco conosciuto, probabilmente perche' il linguaggio usato non e' per tutti. Uno scrittore poco "popolare" ma che tratteggia un mondo e una indagine psicologica affascinante e profonda. Sicuramente un precursore di tematiche sfruttate in modo simile di recente ma non con la stessa capacita' di analisi.

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    Manuela Oldani said on May 9, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Lettura molto impegnativa e pesante, nonostante l'eccellente stile di scrittura di Guido Morselli, per le complicate tematiche trattate.

    Dissipatio H.G. sta per la dissipazione del genere umano (H.G. è l'abbreviazione di humanis generis) la quale av ...(continue)

    Lettura molto impegnativa e pesante, nonostante l'eccellente stile di scrittura di Guido Morselli, per le complicate tematiche trattate.

    Dissipatio H.G. sta per la dissipazione del genere umano (H.G. è l'abbreviazione di humanis generis) la quale avviene dopo che Morselli torna sui suoi passi, cambiando idea all'ultimo momento sul gesto suicida che stava per compiere.

    Il protagonista resta così l'unico essere umano rimasto in vita sul pianeta, intorno a lui non c'è più nessuno, rimane soltanto l'ambientazione di Crisopoli (che sarebbe Zurigo) molto suggestiva in quanto città estremamente ordinata e pulita ma più vuota e priva d'umanità che mai.

    Se state pensando ad un genere post apocalittico non avete ancora ben chiaro l'intento di Morselli. Il suo libro è molto di più, si concentra sulle riflessioni del protagonista, pensieri di assoluto spessore, come quello che gli fa domandare se si deve considerare l'unico ad essersi salvato oppure se l'unico ad esser condannato, non riuscendo a darsi una risposta perchè, essendo solo ed unico al mondo, non ha termini di paragone.

    La trovata di Morselli credo rappresenti un parallelismo tra una situazione estrema che l'autore inventa per il suo alter ego nel libro, e la sensazione di solitudine che gli appartiene nella vita reale, mista al suo accentuato solipsismo.

    Leggendo queste pagine si ha la netta sensazione di trovarsi difronte a qualcosa di immenso, con la umile consapevolezza di non riuscire a comprenderne pienamente il forte significato che Morselli tenta di farne trasparire, anche perchè in situazioni personali differenti da quelle dell'autore che, molto probabilmente, stava vivendo una fase di insanabile depressione, come ci testimonierà il suo riuscito tentativo di suicidio nella realtà, proprio nel 1973, l'anno di uscita di Dissipatio H.G.

    Ritengo Morselli uno scrittore incredibilmente e colpevolmente sottovalutato, sentendomi dispiaciuto che il suo meritato successo si sia verificato solo dopo la sua morte, senza permettergli di beneficiarne, dato che in vita si è visto costantemente rifiutare le pubblicazioni che alle varie case editrici ha continuamente richiesto.

    Voto: 8,5/10

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    Fabrizio said on Feb 23, 2014 | Add your feedback

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