Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
Create your own shelf sign up
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

Dissipatio H.G.

By Guido Morselli

(101)

| Softcover

Like Dissipatio H.G. ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

Book Description

73 Reviews

Login or Sign Up to write a review
  • 2 people find this helpful

    La mia personale interpretazione di dissipatio humani generis è filtrata gioco forza dalla conoscenza di un fatto storico, e cioè del suicidio dell'autore nel corso dello stesso anno in cui terminò di scrivere quest'opera. Va detto pure, a mia scusa ...(continue)

    La mia personale interpretazione di dissipatio humani generis è filtrata gioco forza dalla conoscenza di un fatto storico, e cioè del suicidio dell'autore nel corso dello stesso anno in cui terminò di scrivere quest'opera. Va detto pure, a mia scusante, che la voce narrante è un ex aspirante suicida che dalla notte pianificata per compiere l'azione esiziale riemerge in un mondo in cui non vi è più traccia del resto del genere umano, restando inalterate le altre res naturalia e le vestigia della specie di cui lui è l'ultimo involontario testimone.
    Alla luce della premessa, e della sintesi della cornice narrativa in cui si muove e pensa e riflette il protagonista, la mia natura logica mi porta a pensare che la meditazione intellettuale solipsitica di cui ci lascia traccia Morselli (grazie ad Adelphi), sia la testimonianza letteraria di un panico ultraterreno di chi la vita aveva già deciso di terminare anzi tempo.
    Sembrerebbe che il Morselli aspirante suicida, nelle spoglie del protagonista ex aspirante suicida ("85 kg di sostanza vivente non ubbidivano. Consci a modo loro della sentenza che morire è cambiare materia, non erano disposti a cambiare materia"), si stesse chiedendo se il contrappasso per il gesto programmato, pianificato ("la mia decisione è maturata con compiaciuto e un po' comico indugio nella scelta dei dettagli, ma coscienziosa e tranquilla"), con cui si era perfino gingillato ("la mia ragazza dall'occhio nero" viene chiamata la pistola che riposa con lui nel letto, "l'ho sollecitata col dito una volta, non abbastanza a fondo. E una seconda volta, sempre con la bocca sulla sua") fosse un macabro inferno senza tempo: la vana ricerca di umana compagnia. Atroce ironia per chi dagli essere umani in ultimo fuggiva.

    Is this helpful?

    Friski70 said on Jun 9, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un autore poco conosciuto, probabilmente perche' il linguaggio usato non e' per tutti. Uno scrittore poco "popolare" ma che tratteggia un mondo e una indagine psicologica affascinante e profonda. Sicuramente un precursore di tematiche sfruttate in mo ...(continue)

    Un autore poco conosciuto, probabilmente perche' il linguaggio usato non e' per tutti. Uno scrittore poco "popolare" ma che tratteggia un mondo e una indagine psicologica affascinante e profonda. Sicuramente un precursore di tematiche sfruttate in modo simile di recente ma non con la stessa capacita' di analisi.

    Is this helpful?

    Manuela Oldani said on May 9, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Lettura molto impegnativa e pesante, nonostante l'eccellente stile di scrittura di Guido Morselli, per le complicate tematiche trattate.

    Dissipatio H.G. sta per la dissipazione del genere umano (H.G. è l'abbreviazione di humanis generis) la quale av ...(continue)

    Lettura molto impegnativa e pesante, nonostante l'eccellente stile di scrittura di Guido Morselli, per le complicate tematiche trattate.

    Dissipatio H.G. sta per la dissipazione del genere umano (H.G. è l'abbreviazione di humanis generis) la quale avviene dopo che Morselli torna sui suoi passi, cambiando idea all'ultimo momento sul gesto suicida che stava per compiere.

    Il protagonista resta così l'unico essere umano rimasto in vita sul pianeta, intorno a lui non c'è più nessuno, rimane soltanto l'ambientazione di Crisopoli (che sarebbe Zurigo) molto suggestiva in quanto città estremamente ordinata e pulita ma più vuota e priva d'umanità che mai.

    Se state pensando ad un genere post apocalittico non avete ancora ben chiaro l'intento di Morselli. Il suo libro è molto di più, si concentra sulle riflessioni del protagonista, pensieri di assoluto spessore, come quello che gli fa domandare se si deve considerare l'unico ad essersi salvato oppure se l'unico ad esser condannato, non riuscendo a darsi una risposta perchè, essendo solo ed unico al mondo, non ha termini di paragone.

    La trovata di Morselli credo rappresenti un parallelismo tra una situazione estrema che l'autore inventa per il suo alter ego nel libro, e la sensazione di solitudine che gli appartiene nella vita reale, mista al suo accentuato solipsismo.

    Leggendo queste pagine si ha la netta sensazione di trovarsi difronte a qualcosa di immenso, con la umile consapevolezza di non riuscire a comprenderne pienamente il forte significato che Morselli tenta di farne trasparire, anche perchè in situazioni personali differenti da quelle dell'autore che, molto probabilmente, stava vivendo una fase di insanabile depressione, come ci testimonierà il suo riuscito tentativo di suicidio nella realtà, proprio nel 1973, l'anno di uscita di Dissipatio H.G.

    Ritengo Morselli uno scrittore incredibilmente e colpevolmente sottovalutato, sentendomi dispiaciuto che il suo meritato successo si sia verificato solo dopo la sua morte, senza permettergli di beneficiarne, dato che in vita si è visto costantemente rifiutare le pubblicazioni che alle varie case editrici ha continuamente richiesto.

    Voto: 8,5/10

    Is this helpful?

    Fabrizio said on Feb 23, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Una lettura decisamente impegnativa, anche per le citazioni ed i richiami alla psicoanalisi freudiana, a McLuhan, alla sociologia, alla filosofia... tutti argomenti con i quali ho scarsissima dimestichezza,
    eppure una lettura decisamente importante. ...(continue)

    Una lettura decisamente impegnativa, anche per le citazioni ed i richiami alla psicoanalisi freudiana, a McLuhan, alla sociologia, alla filosofia... tutti argomenti con i quali ho scarsissima dimestichezza,
    eppure una lettura decisamente importante.
    La storia di un uomo che dopo aver deciso di suicidarsi (o meglio, dissolversi senza lasciare traccia) rinuncia al suo intento ma il giorno dopo scopre che ad essere sparito, volatilizzato è il resto del genere umano, tutti tranne lui. Chi si è salvato: lui o gli altri? E come definire l'accaduto: un premio o una condanna?
    Da questo originalissimo punto di partenza, che mi ha fatto pensare al Saramago di Cecità, si dipana il monologo interiore del protagonista che si ritrova a vivere in un eterno presente fatto di un mondo senza uomini, che va avanti nella sua immobilità. Crisopoli, la città operosa, è diventata ora una sorta di spazio metafisico e l'impressione è quella di trovarsi all'interno di un quadro di De Chirico: mancano le persone, mancano le connessioni tra gli oggetti. Con la scomparsa dell'umanità sono scomparse anche le convenzioni: così il protagonista si trova ad essere uno solo ma anche rappresentare tutti quelli rimasti, monarca assoluto di un mondo dove però regna l'anarchia, padrone di tutto quello che resta in un mondo dove è scomparsa la proprietà privata.
    E come reagisce ad un evento così sconvolgente? Con un alternarsi di stati emotivi, che vanno dallo stupore, al tentativo infruttuoso di comprendere l'accaduto, alla paura, al cercare di adattarsi alla situazione, all'angoscia, fino ad arrivare a sedersi su una panchina in attesa dell'arrivo del dottor Karpinsky, un medico che lo aveva curato per una forma di nevrosi ossessiva.
    Un'attesa godotiana, però, perché il dottor Karpinsky è morto qualche anno prima. L'attesa della morte, forse, oppure l'impossibilità di accettare quella solitudine che pure aveva cercato con tanta ostinazione, e tutto questo mentre tutto intorno la natura trasforma a poco a poco il paesaggio, facendosi largo fra le costruzioni dell'uomo riprendendo lentamente inesorabilmente il suo spazio.
    Dissipatio H.G. è un libro doloroso, che esprime il conflitto con un mondo che l'autore non ama ma dal quale sente di non poter prescindere, un mondo con il quale, nonostante tutto, vorrebbe trovare una forma di contatto, ma dal quale si sente ignorato. Colpisce la freddezza con la quale Morselli passeggia sul ciglio dell'abisso (bernhardiana, mi verrebbe da dire), quel senso di “controllo” sempre presente nelle pagine del libro, come se emozioni così forti si potessero descrivere in maniera distaccata, quasi guardandole da fuori.
    In conclusione, l'impressione generale è quella di trovarsi davanti a qualcosa di grande, ma forse troppo difficile da comprendere per chi non è mai caduto in fondo al pozzo.

    Is this helpful?

    Héctor Genta said on Feb 1, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    una violenta disperazione

    E' la storia di uomo che ha un'immensa voglia di vivere, che si è persa in un groviglio di elucubrazioni, che lo hanno portato a sentenziare la distruzione del genere umano.
    Un uomo il cui disperato istinto di conservazione lo porta sull'orlo del v ...(continue)

    E' la storia di uomo che ha un'immensa voglia di vivere, che si è persa in un groviglio di elucubrazioni, che lo hanno portato a sentenziare la distruzione del genere umano.
    Un uomo il cui disperato istinto di conservazione lo porta sull'orlo del vuoto esistenziale a decidere di "suicidare" il genere umano, piuttosto che sé stesso.
    Un tragico esperimento che non farà altro che condurlo ad essere risucchiato fatalmente dal buco nero intorno a cui ha deciso, più o meno volontariamente, di gravitare.
    Una disperata richiesta d'aiuto, rimasta taciuta, forse, per troppo tempo, per potere ricevere risposta.
    E' una lettura che, a tratti, può risultare disturbante per un lettore comune,ma d'altro canto interessante, se si possiedono gli strumenti clinici per mantenere una lucida distanza da ciò che si sta leggendo.

    Is this helpful?

    @Sunrise said on Jan 20, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Quanto siamo necessari gli uni agli altri? Quanto poco l’assenza di un singolo uomo pesa nell’equilibrio di sistema di società organizzata, e quanto invece, l’improvvisa scomparsa dell’intera umanità, la sua inspiegabile ma totale “evaporazione”, mi ...(continue)

    Quanto siamo necessari gli uni agli altri? Quanto poco l’assenza di un singolo uomo pesa nell’equilibrio di sistema di società organizzata, e quanto invece, l’improvvisa scomparsa dell’intera umanità, la sua inspiegabile ma totale “evaporazione”, mina le certezze di quel superstite, fobantropo, solipsista, che rinuncia in extremis al suicidio, ritrovandosi “unico” sulla terra. Una terra che avanti comunque.
    Si potrebbe considerarlo una specie di suicidio al contrario: non un uomo che si nega la vita tra i simili, ma i simili che vengono negati a lui.
    Da questa condizione di ex-uomo, di unico superstite, scaturiscono innumerevoli domande e riflessioni sulla condizione e la funzione dell’uomo in relazione agli altri.
    Il disorientamento, la paura, poi la tranquillità mista ad un senso di attesa, la continua ricerca di un perché, la riorganizzazione della vita, continue citazioni che favoriscano l’esame di questa nuova condizione di essere “unico”. Tutto rimane senza una risposta certa perché, forse, l’uomo è destinato al “branco” in virtù della sua fragilità e delle risposte che non sa darsi. Forse le contraddizioni, le mancanze, le differenze, le meschinità sono ciò che ci aiuta a misurarci, un filtro, un sostegno alla nostra portata. Perché se ci misurassimo con la natura, unico elemento, nel racconto, che procede immutabile, sicuro della sua storia e della sua forza, che anzi ricolloca laddove l’uomo l’aveva scansata, ne risulteremmo ancor più privi di senso.

    Is this helpful?

    on my way to better thing said on Dec 30, 2013 | Add your feedback

Book Details

Improve_data of this book