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Dissipatio H.G.

By Guido Morselli

(512)

| Softcover | 9788845906336

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Book Description

Ultimo romanzo di Morselli, di pochi mesi precedente la sua tragica scomparsa, Dissipatio H.G. (dove H.G. sta per Humani Generis) è anche il suo libro più personale e segreto, l’unico dove questo maestro del mimetismo ha scelto d Continue

Ultimo romanzo di Morselli, di pochi mesi precedente la sua tragica scomparsa, Dissipatio H.G. (dove H.G. sta per Humani Generis) è anche il suo libro più personale e segreto, l’unico dove questo maestro del mimetismo ha scelto di porsi direttamente sulla scena. E lo ha fatto in modo così illuminante ed emblematico da far pensare a una confessione che valga da consapevole gesto di congedo.
Il protagonista di Dissipatio H.G., uomo lucidissimo, ironico, ipocondriaco, e soprattutto ‘fobantropo’, attirato da un feroce solipsismo, decide di annegarsi in uno strano laghetto in fondo a una caverna, in montagna. Ma all’ultimo momento cambia idea e torna indietro. Il genere umano, proprio in quel breve intervallo, è scomparso, volatilizzato. Per il resto, tutto è rimasto intatto. Così, paradossalmente, l’umanità è ora rappresentata da un singolo che era sul punto di abbandonarla e che, comunque, non si sente adatto a rappresentare alcunché; neppure, a tratti, se stesso. Comincia allora un appassionante monologo, sullo sfondo della solitudine assoluta e di un silenzio rotto soltanto da qualche voce di animale o dal ronzio di macchine che continuano a funzionare. Ed è un monologo che presto si trasforma in un dialogo con tutti i morti, tenuto da un unico vivo che a momenti pensa di essere anch’egli morto. Riaffiorano spezzoni di ricordi, particolari sepolti riemergono come decisivi e, mentre i pensieri si affollano, l’anonimo protagonista cerca dappertutto un qualche altro sopravvissuto, vaga fra luoghi odiati e amati, fra le sue montagne e Crisopoli (chiaramente Zurigo). Tutto è uguale, eppure tutto è per sempre trasformato. Il mondo è ora popolato soltanto da «oggetti vicini e irraggiungibili, noti e irriconoscibili, sfigurati». Ma non è certo un mondo innaturale: anzi il sopravvissuto è spesso sfiorato dal sospetto che proprio in questa forma di sterminato magazzino e indifferente sepolcro esso raggiunga, in certo modo, la sua verità. Rimane, comunque, il gigantesco interrogativo sul destino degli scomparsi. Che l’umanità sia stata «angelicata in massa»? O si tratti di una inaudita migrazione turistica collettiva? O di una silenziosa apocalisse? E l’unico sopravvissuto è un prescelto o, proprio lui, il condannato?
Morselli ci fa attraversare con mirabile sottigliezza tutte le reazioni del sopravvissuto, che vanno da una sinistra ironia e, quasi, euforia, alla «superbia solipsistica», finché a poco a poco si fa strada in lui un’angoscia senza confini. E, mentre il delirio lievemente corrompe ogni residua certezza, il protagonista si abbandona a cercare le improbabili tracce di un amico dimenticato, unico ricordo di rapporto reale che gli resti della sua vita precedente. C’è qualcosa di disperato e, insieme, di sereno in queste pagine, fra le più belle di tutto Morselli – e certo le sole in cui accetti di far trasparire la sua dura pena personale. E c’è, alla fine, una grande immagine in cui convivono, pacificati, tutto e il contrario di tutto: nelle strade deserte di Crisopoli-Zurigo, coperte ormai da uno strato leggero di terriccio, crescono piantine selvatiche. Nel Mercato dei Mercati spuntano, ignari, i ranuncoli e la cicoria. E l’ultimo uomo, che già era stato del tutto solitario fra gli uomini, siede e aspetta.

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  • 1 person finds this helpful

    Un romanzo che non dà risposte ma che pone mille e più interrogativi.
    Ed è questo il vero compito della letteratura, far riflettere sulle questioni esistenziali impossibili da dirimere... perché ciò che conta non è giungere a delle risposte, bensì po ...(continue)

    Un romanzo che non dà risposte ma che pone mille e più interrogativi.
    Ed è questo il vero compito della letteratura, far riflettere sulle questioni esistenziali impossibili da dirimere... perché ciò che conta non è giungere a delle risposte, bensì porsi l'interrogativo e intraprendere un viaggio; questo è il viaggio del protagonista che da aspirante suicida si ritrova magicamente ad essere l'unico superstite del genere umano o meglio a diventare egli stesso il "genere umano"! il mondo è cosa sua, egli è la storia contemporanea... il centro del mondo... e ogni gesto che compie assume carattere di solennità.
    Dissipatio humani generis è un gioco, un gioco drammatico spinto sino all'eccesso autoreferente del protagonista, novello eremita nichilista alla ricerca spasmodica del significato univico della propria realtà epistemologica, o più prosaicamente di una semplice via d'uscita! Quella via d'uscita che l'autore troverà - poco dopo aver terminato l'opera e dopo che anche questa come tutte le sue precedenti venne rifiutata dagli editori del tempo - grazie all'ausilio della sua "ragazza dall'occhio nero", ovvero la pistola con cui il protagonista amoreggia a inizio romanzo, ma senza giungere al gesto estremo e dando adito così a questa riflessione sui temi principali dell'esistenza, dal libero arbitrio alla religione, passando per mille argomenti trattati con grazia e persino... con sottile umorismo! Sì, proprio così.
    Dissipatio H.G., un grande romanzo e un meraviglioso testamento spirituale.

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    Narumov said on Sep 28, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    La mia personale interpretazione di dissipatio humani generis è filtrata gioco forza dalla conoscenza di un fatto storico, e cioè del suicidio dell'autore nel corso dello stesso anno in cui terminò di scrivere quest'opera. Va detto pure, a mia scusa ...(continue)

    La mia personale interpretazione di dissipatio humani generis è filtrata gioco forza dalla conoscenza di un fatto storico, e cioè del suicidio dell'autore nel corso dello stesso anno in cui terminò di scrivere quest'opera. Va detto pure, a mia scusante, che la voce narrante è un ex aspirante suicida che dalla notte pianificata per compiere l'azione esiziale riemerge in un mondo in cui non vi è più traccia del resto del genere umano, restando inalterate le altre res naturalia e le vestigia della specie di cui lui è l'ultimo involontario testimone.
    Alla luce della premessa, e della sintesi della cornice narrativa in cui si muove e pensa e riflette il protagonista, la mia natura logica mi porta a pensare che la meditazione intellettuale solipsitica di cui ci lascia traccia Morselli (grazie ad Adelphi), sia la testimonianza letteraria di un panico ultraterreno di chi la vita aveva già deciso di terminare anzi tempo.
    Sembrerebbe che il Morselli aspirante suicida, nelle spoglie del protagonista ex aspirante suicida ("85 kg di sostanza vivente non ubbidivano. Consci a modo loro della sentenza che morire è cambiare materia, non erano disposti a cambiare materia"), si stesse chiedendo se il contrappasso per il gesto programmato, pianificato ("la mia decisione è maturata con compiaciuto e un po' comico indugio nella scelta dei dettagli, ma coscienziosa e tranquilla"), con cui si era perfino gingillato ("la mia ragazza dall'occhio nero" viene chiamata la pistola che riposa con lui nel letto, "l'ho sollecitata col dito una volta, non abbastanza a fondo. E una seconda volta, sempre con la bocca sulla sua") fosse un macabro inferno senza tempo: la vana ricerca di umana compagnia. Atroce ironia per chi dagli essere umani in ultimo fuggiva.

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    Friski70 said on Jun 9, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un autore poco conosciuto, probabilmente perche' il linguaggio usato non e' per tutti. Uno scrittore poco "popolare" ma che tratteggia un mondo e una indagine psicologica affascinante e profonda. Sicuramente un precursore di tematiche sfruttate in mo ...(continue)

    Un autore poco conosciuto, probabilmente perche' il linguaggio usato non e' per tutti. Uno scrittore poco "popolare" ma che tratteggia un mondo e una indagine psicologica affascinante e profonda. Sicuramente un precursore di tematiche sfruttate in modo simile di recente ma non con la stessa capacita' di analisi.

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    Manuela Oldani said on May 9, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Lettura molto impegnativa e pesante, nonostante l'eccellente stile di scrittura di Guido Morselli, per le complicate tematiche trattate.

    Dissipatio H.G. sta per la dissipazione del genere umano (H.G. è l'abbreviazione di humanis generis) la quale av ...(continue)

    Lettura molto impegnativa e pesante, nonostante l'eccellente stile di scrittura di Guido Morselli, per le complicate tematiche trattate.

    Dissipatio H.G. sta per la dissipazione del genere umano (H.G. è l'abbreviazione di humanis generis) la quale avviene dopo che Morselli torna sui suoi passi, cambiando idea all'ultimo momento sul gesto suicida che stava per compiere.

    Il protagonista resta così l'unico essere umano rimasto in vita sul pianeta, intorno a lui non c'è più nessuno, rimane soltanto l'ambientazione di Crisopoli (che sarebbe Zurigo) molto suggestiva in quanto città estremamente ordinata e pulita ma più vuota e priva d'umanità che mai.

    Se state pensando ad un genere post apocalittico non avete ancora ben chiaro l'intento di Morselli. Il suo libro è molto di più, si concentra sulle riflessioni del protagonista, pensieri di assoluto spessore, come quello che gli fa domandare se si deve considerare l'unico ad essersi salvato oppure se l'unico ad esser condannato, non riuscendo a darsi una risposta perchè, essendo solo ed unico al mondo, non ha termini di paragone.

    La trovata di Morselli credo rappresenti un parallelismo tra una situazione estrema che l'autore inventa per il suo alter ego nel libro, e la sensazione di solitudine che gli appartiene nella vita reale, mista al suo accentuato solipsismo.

    Leggendo queste pagine si ha la netta sensazione di trovarsi difronte a qualcosa di immenso, con la umile consapevolezza di non riuscire a comprenderne pienamente il forte significato che Morselli tenta di farne trasparire, anche perchè in situazioni personali differenti da quelle dell'autore che, molto probabilmente, stava vivendo una fase di insanabile depressione, come ci testimonierà il suo riuscito tentativo di suicidio nella realtà, proprio nel 1973, l'anno di uscita di Dissipatio H.G.

    Ritengo Morselli uno scrittore incredibilmente e colpevolmente sottovalutato, sentendomi dispiaciuto che il suo meritato successo si sia verificato solo dopo la sua morte, senza permettergli di beneficiarne, dato che in vita si è visto costantemente rifiutare le pubblicazioni che alle varie case editrici ha continuamente richiesto.

    Voto: 8,5/10

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    Fabrizio said on Feb 23, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Una lettura decisamente impegnativa, anche per le citazioni ed i richiami alla psicoanalisi freudiana, a McLuhan, alla sociologia, alla filosofia... tutti argomenti con i quali ho scarsissima dimestichezza,
    eppure una lettura decisamente importante. ...(continue)

    Una lettura decisamente impegnativa, anche per le citazioni ed i richiami alla psicoanalisi freudiana, a McLuhan, alla sociologia, alla filosofia... tutti argomenti con i quali ho scarsissima dimestichezza,
    eppure una lettura decisamente importante.
    La storia di un uomo che dopo aver deciso di suicidarsi (o meglio, dissolversi senza lasciare traccia) rinuncia al suo intento ma il giorno dopo scopre che ad essere sparito, volatilizzato è il resto del genere umano, tutti tranne lui. Chi si è salvato: lui o gli altri? E come definire l'accaduto: un premio o una condanna?
    Da questo originalissimo punto di partenza, che mi ha fatto pensare al Saramago di Cecità, si dipana il monologo interiore del protagonista che si ritrova a vivere in un eterno presente fatto di un mondo senza uomini, che va avanti nella sua immobilità. Crisopoli, la città operosa, è diventata ora una sorta di spazio metafisico e l'impressione è quella di trovarsi all'interno di un quadro di De Chirico: mancano le persone, mancano le connessioni tra gli oggetti. Con la scomparsa dell'umanità sono scomparse anche le convenzioni: così il protagonista si trova ad essere uno solo ma anche rappresentare tutti quelli rimasti, monarca assoluto di un mondo dove però regna l'anarchia, padrone di tutto quello che resta in un mondo dove è scomparsa la proprietà privata.
    E come reagisce ad un evento così sconvolgente? Con un alternarsi di stati emotivi, che vanno dallo stupore, al tentativo infruttuoso di comprendere l'accaduto, alla paura, al cercare di adattarsi alla situazione, all'angoscia, fino ad arrivare a sedersi su una panchina in attesa dell'arrivo del dottor Karpinsky, un medico che lo aveva curato per una forma di nevrosi ossessiva.
    Un'attesa godotiana, però, perché il dottor Karpinsky è morto qualche anno prima. L'attesa della morte, forse, oppure l'impossibilità di accettare quella solitudine che pure aveva cercato con tanta ostinazione, e tutto questo mentre tutto intorno la natura trasforma a poco a poco il paesaggio, facendosi largo fra le costruzioni dell'uomo riprendendo lentamente inesorabilmente il suo spazio.
    Dissipatio H.G. è un libro doloroso, che esprime il conflitto con un mondo che l'autore non ama ma dal quale sente di non poter prescindere, un mondo con il quale, nonostante tutto, vorrebbe trovare una forma di contatto, ma dal quale si sente ignorato. Colpisce la freddezza con la quale Morselli passeggia sul ciglio dell'abisso (bernhardiana, mi verrebbe da dire), quel senso di “controllo” sempre presente nelle pagine del libro, come se emozioni così forti si potessero descrivere in maniera distaccata, quasi guardandole da fuori.
    In conclusione, l'impressione generale è quella di trovarsi davanti a qualcosa di grande, ma forse troppo difficile da comprendere per chi non è mai caduto in fondo al pozzo.

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    Héctor Genta said on Feb 1, 2014 | 1 feedback

Book Details

  • Rating:
    (512)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
    • 1 star
  • Softcover 154 Pages
  • ISBN-10: 8845906337
  • ISBN-13: 9788845906336
  • Publisher: Adelphi
  • Publish date: 1985-10-01
  • Also available as: Paperback , Others
  • In other languages: other languages Deutsche Bücher
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