Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Search Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Divergent

By

Publisher: Katherine Tegen Books

4.0
(2872)

Language:English | Number of Pages: 487 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Catalan , Spanish , Italian , Dutch , German , French , Portuguese , Chi traditional

Isbn-10: 0062024027 | Isbn-13: 9780062024022 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Teens

Do you like Divergent ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
One choiceOne choice decides your friends, defines your beliefs, and determines yourloyalties . . . forever.Or, one choice can transform you.In Veronica Roth's ...
Sorting by
  • 3

    c'è di peggio

    storia molto originale soprattutto la storia delle fazioni mi è piaciuta molto
    -la protagonista principale è un pochino insicura , non sa cosa vuole , si lascia trascinare dagli eventi, insomma non mi sta tanto simpatica
    -viene approfondita molto la parte centrale che secondo me potev ...continue

    storia molto originale soprattutto la storia delle fazioni mi è piaciuta molto
    -la protagonista principale è un pochino insicura , non sa cosa vuole , si lascia trascinare dagli eventi, insomma non mi sta tanto simpatica
    -viene approfondita molto la parte centrale che secondo me poteva essere ridotta parecchio e la parte finale che doveva essere approfondita viene trascurata
    -il personaggio di Tobias mi è piaciuto molto
    -alcune morti le ho trovato alquanto insulse a mio avviso, potevano benissimo essere risparmiate
    -stranamente non c'è il triangolo amoroso che qui avrebbe dato un valore aggiunto alla storia

    said on 

  • 3

    Le pagine scorrono davvero veloci e ammetto che, siccome io non disdegno le americanate commerciali, la storia mi ha perfino tenuta incollata ad esse. Ma, per l'appunto, di americanata commerciale si tratta.
    Ormai è pieno di romanzi distopici, dopo Hunger Games tutti si mettono a scriverne ...continue

    Le pagine scorrono davvero veloci e ammetto che, siccome io non disdegno le americanate commerciali, la storia mi ha perfino tenuta incollata ad esse. Ma, per l'appunto, di americanata commerciale si tratta.
    Ormai è pieno di romanzi distopici, dopo Hunger Games tutti si mettono a scriverne uno. Divergent è carino, la storia non è così male - ma in più punti è davvero poco plausibile. Per fare l'esempio più sciocco, è mai possibile che nessuno si sia mai chiesto cosa c'è oltre la città? E' mai possibile che nessuno tenti di uscire? E' mai possibile che questi, pur vivendo circondati dalla tecnologia, non sappiano nulla del mondo al di fuori? Tanto valeva creare uno stato totalmente nuovo in cui ogni città è organizzata allo stesso modo. Oppure proprio un mondo, con diversi continenti e diversi "blocchi" - ma forse così sarebbe stato troppo 1984. L'idea delle fazioni è carina, ma forse andava realizzata in maniera meno ingenua. Si avverte troppo il target basso a cui è destinata l'opera.
    Ma non è solo la storia ad avere dei punti deboli; anche la scrittura spesso è banale (troppe frasi spezzettate e ad effetto che cercano di creare suspense laddove, francamente, non ce n'è) e in diversi tratti molto tirata via.
    In ogni caso, è ottimo se si ha voglia di leggere qualcosa di leggero che abbia un'ambientazione pseudofantascientifica. Ragion per cui a me è piaciuto comunque, nonostante le mancanze. Viva le americanate improbabili, ché non devo mica far sempre finta di essere intellettuale.

    said on 

  • 1

    I could have written this book over a week-end - which is not paying it any compliment - except I wouldn't have. I would have spent more time trying to make it all at least a bit plausible; I would have tried to give my characters, well, character. Everything that happens is nonsensical at best, ...continue

    I could have written this book over a week-end - which is not paying it any compliment - except I wouldn't have. I would have spent more time trying to make it all at least a bit plausible; I would have tried to give my characters, well, character. Everything that happens is nonsensical at best, and things that matter are got rid of in a few lines, which suggests that the author didn't relly think them over enough.
    A rushed and poorly written novel.

    said on 

  • 1

    Piattume agli ormoni (giovanili)

    Il libro ha un target chiaramente tarato sugli adolescenti di sesso femminile. Lo si evince immediatamente, a partire dalle prime battute. Sebbene la storia potrebbe essere interessante anche se decisamente non nuova (il mondo in un futuro post-qualcosaditremendoedistruttivo diviso in caste prede ...continue

    Il libro ha un target chiaramente tarato sugli adolescenti di sesso femminile. Lo si evince immediatamente, a partire dalle prime battute. Sebbene la storia potrebbe essere interessante anche se decisamente non nuova (il mondo in un futuro post-qualcosaditremendoedistruttivo diviso in caste predeterminate) qualsiasi originalità o approfondimento vengono sacrificati sull'altare degli ammiccamenti ormonali tra i due protagonisti.
    Sarebbe curioso conteggiare quante volte compaiono le parole "bicipiti", "addominali scolpiti", "brivido", tendenzialmente riconducibili al componente maschile della coppia.
    L'autrice plasma il proprio eroe sul cliché del bello e dannato, con un tremendo passato alle spalle, e quello dell'eroina sulla ragazza piccola-ma-dura, che si fa strada grazie alle sue doti, appunto di divergente. Un campione di innovazione letteraria, senza alcun dubbio.
    Ciò che stupisce - o impensierisce, a seconda del punto di vista - non è tanto che il finale aperto lasci presagire un seguito (ahimè, è una trilogia...) ma che abbia avuto un tale successo al punto di farne produrre una trasposizione cinematografica.
    A chi volesse addentrarsi nel tema del futuribile geneticamente pianificato, consiglio caldamente "Il mondo nuovo" di Huxley, decisamente più ricco di contenuti - non che sia necessario un grande sforzo, in realtà - di questo "Divergent".

    said on 

  • 1

    Un fantasy mediocre e poco originale.
    La scrittura è pessima, la storia manca assolutamente di vitalità e mordente, e per di più tutti i personaggi, dal primo all'ultimo, risultano piatti, talmente anonimi che di più non si può.
    I continui sospiri/brividi, d'amore e non, che a quanto ...continue

    Un fantasy mediocre e poco originale.
    La scrittura è pessima, la storia manca assolutamente di vitalità e mordente, e per di più tutti i personaggi, dal primo all'ultimo, risultano piatti, talmente anonimi che di più non si può.
    I continui sospiri/brividi, d'amore e non, che a quanto ho percepito rappresentano la caratteristica più spiccata di Tris, l'eroina della vicenda (insieme alla banalità, aggiungo), mi hanno fatto desiderare più di una volta di chiudere il libro e non aprirlo mai più.
    La quarta di copertina recita: "Un thriller mozzafiato. Un'imprevedibile storia d'amore."
    Diciamo che sarebbe stato più veritiero aggiungere che questo libro è esattamente tutto l'opposto rispetto a questa descrizione.

    said on 

  • 2

    Peccato!
    Il film mi era piaciuto abbastanza, ma questo è un rarissimo caso in cui la pellicola supera (e non di poco) la versione scritta. L'inizio è carino, ma peggiora di capitolo in capitolo. Tanta violenza eccessiva gratuita, storia d'amore di una banalità sconcertante. Sono arrivata ol ...continue

    Peccato!
    Il film mi era piaciuto abbastanza, ma questo è un rarissimo caso in cui la pellicola supera (e non di poco) la versione scritta. L'inizio è carino, ma peggiora di capitolo in capitolo. Tanta violenza eccessiva gratuita, storia d'amore di una banalità sconcertante. Sono arrivata oltre alla metà e non ho potuto che abbandonare: oltre tutto questo, è anche scritto piuttosto male.

    said on 

  • 2

    Sinceramente... Ridicolo

    Forse uno dei libri più brutti che abbia mai letto. Terminarne la lettura è stato un supplizio; ancora mi chiedo dove io abbia trovato il coraggio di leggere il seguito.
    Innanzitutto, il termine “scorrevole” è sconosciuto all’autrice: frasi del tipo “Era seduto, per cui mi sedetti anch’io” ...continue

    Forse uno dei libri più brutti che abbia mai letto. Terminarne la lettura è stato un supplizio; ancora mi chiedo dove io abbia trovato il coraggio di leggere il seguito.
    Innanzitutto, il termine “scorrevole” è sconosciuto all’autrice: frasi del tipo “Era seduto, per cui mi sedetti anch’io” proprio non si può sentire.
    Riguardo ai personaggi, spendo proprio due parole: uno più piatto dell’altro, non mi interessava minimamente cosa diavolo li accadesse. Lasciamo stare poi le fazioni una più stereotipata dell’altra: gli Abneganti che si comportano come suore e frati, gli Eruditi con gli occhiali, gli Intrepidi come dei punkettoni pieni di piercing e tatuaggi (ebbene sì, gente, questo è il vero coraggio!) – viva la mediocrità di pensiero, insomma!
    Ma la cosa peggiore è l’autrice che, a mio modestissimo parere, non si sia sforzata minimamente nel creare un universo perlomeno credibile: un terribile test attitudinale che tutti temono (come dice la protagonista all’inizio), ma di cui puoi tranquillamente fregartene, tanto poi puoi scegliere la fazione che ti pare; certo, davvero molto distopico!
    Si nota proprio come la Roth abbia preso la palla al balzo, notando il successo che della distopia in quel periodo.
    E questa donna avrebbe fatto un corso di scrittura creativa? Ma va là!

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    noi crediamo negli atti di coraggio ordinario, nel coraggio che spinge una persona a ergersi in difesa di un’altra.

    Non sono mai stata attratta dai romanzi distopici, ma quest'anno ho riscontrato davvero il contrario.
    Dopo aver letto la saga di Hunger Games, mi sono promessa di leggermi anche la saga di Veronica Roth.
    Prima di intraprendere la lettura, ho sbirciato un po' le critiche e le valutazio ...continue

    Non sono mai stata attratta dai romanzi distopici, ma quest'anno ho riscontrato davvero il contrario.
    Dopo aver letto la saga di Hunger Games, mi sono promessa di leggermi anche la saga di Veronica Roth.
    Prima di intraprendere la lettura, ho sbirciato un po' le critiche e le valutazioni sul web.
    Ho visto tanti commenti negativi, addirittura qualcuno diceva che era una brutta copia di Hunger Games.
    Non mi sono lasciata condizionare (per fortuna) e ho deciso comunque di leggerlo.
    Che dire, mi è piaciuto tantissimo!. Mi è piaciuta tutta la storia e i concetti che si nascondono dietro.
    Il personaggio di Tris mi è piaciuto di più di Katniss Everdeen ( anche se Hunger Games rimane indubbiamente il mio preferito del genere distopico).
    La frase che ho citato nel titolo é la mia preferita del libro, assieme a
    “A volte lo guardo, e davanti a me c’è semplicemente un altro essere umano; a volte, invece, provo come un desiderio ardente che mi prende allo stomaco” ( un vero inno all'amore si cela in questa semplice frase quasi messa senza far troppo rumore).
    Bellissimo e diffidate quasi sempre dalla massa quando pensa e dice che una cosa fa schifo
    ( a parte per certe eccezioni). ;)

    said on 

  • 1

    Orrendo

    Circa a due terzi mi sono chiesta se non fossi troppo dura nel giudicare questo libro con solo due stelle. "E se poi nel finale migliora tanto da voler proseguire con il secondo libro?". Grazie a Roth, è già tanto se non ho dato fuoco al kindle dopo l'ultima pagina. C'è da dire che la versione it ...continue

    Circa a due terzi mi sono chiesta se non fossi troppo dura nel giudicare questo libro con solo due stelle. "E se poi nel finale migliora tanto da voler proseguire con il secondo libro?". Grazie a Roth, è già tanto se non ho dato fuoco al kindle dopo l'ultima pagina. C'è da dire che la versione italiana rischia di essere addirittura peggiore.
    Allora... proviamo ad andare per gradi (la prima stesura del commento conteneva troppi insulti).
    E' scritto molto male. La Roth pare conoscere 5 parole in croce e non fa che ripeterle. Non solo, i suoi stessi personaggi ripetono all'infinito le stesse azioni. E' un libro piattissimo, una cosa inverosimile, non c'è un minimo di trama né di approfondimento nei personaggi. Si passa da una scena all'altra e pare che gli amici della protagonista abbiamo qualche grave disturbo bipolare. Lei non pare nemmeno, è proprio a uno stadio avanzato. A parte l'evidente demenza che caratterizza le varie fazioni, c'è una tale incoerenza nelle loro scelte, che il mio sangue non ha iniziato a ribollire, è direttamente evaporato. Mi dà alla testa leggere certe cose. Ma santo diamine, hanno una caratteristica, UNA! e manco riescono a seguirla. Cavolo, l'unico personaggio che mi è piaciuto è la madre, che forse appare in dieci pagine in totale.
    E lei.... lei... Tris. Una delle ragazzine più stronze mai esistite. No, seriamente, manco da adolescente avrei sopportato le sue cazz*te. Mi ha disgustato così tanto, fino all'ultima dannata riga, che nemmeno elenco i motivi. No no no... alla fine, dopo TUTTO quello che ho dovuto leggere, lei fa la cosa peggiore che potessi immaginare e non è presa dai rimorsi, si chiede come ingannerà gli amici! Mamma mia come mi dà alla testa! Se sento qualcuno dire che non c'erano altri modi, giuro che lo uso come bersaglio. Perché quel genio dell'autrice, che fino a quel momento ha pensato di essere oscura e intricata nel condurre per mano il lettore attraverso "mirabolanti colpi di scena" anticipabili 50 pagine prima, ha deciso di alzare il tiro laureandosi alla scuola di G.R.R. Martin. Ovvio, no? Come rendi uno pseudotwlight adatto anche a un pubblico adulto? Ci piazzi dei morti. Inutili. Non considerati. L'importante è che siano morti e abbiano avuto uno spazio superiore alle tre pagine.
    Ma seriamente, il senso di portarsi dietro quei due, invece? Oohhh chissà cosa faranno nei prossimi libri! Poi mi tocca leggere che c'è un morto al secondo e intanto sta lì a farsi quell'altro, certo.
    Vorrei taaanto approfondire la falsità, la stupidità, l'ipocrisia di questa protagonista idiota citando dei colpi di genio, ma poi stanotte non dormirei.
    Una cosa è certa, il resto del libro è talmente ridicolo che mi sono fatta un sacco di risate XD I divergenti, sì sì XD

    said on 

  • 3

    SE IL CORAGGIO FOSSE LA SOLA VIRTÙ

    LETTO IN EBOOK
    ________________
    Nel filone dei romanzi fantastici che vedono come protagonisti dei ragazzi, accanto al ciclo di “Harry Potter” della Rowling, a quello di “Hunger games” della Collins, alla serie di “Twilight” della Meyer e a quello de “Il labirinto” di Dashner, si col ...continue

    LETTO IN EBOOK
    ________________
    Nel filone dei romanzi fantastici che vedono come protagonisti dei ragazzi, accanto al ciclo di “Harry Potter” della Rowling, a quello di “Hunger games” della Collins, alla serie di “Twilight” della Meyer e a quello de “Il labirinto” di Dashner, si colloca il romanzo distopico per young adults “Divergent” (2011) di Veronica Roth (giovanissima autrice statunitense che non parrebbe imparentata con il più celebre Philip Roth, autore di un romanzo davvero divergente come “Il complotto contro l’America”), anch’esso parte di una serie, che per ora sembrerebbe una trilogia.
    La storia è ambientata in un futuro in cui la gente ha deciso che il miglior sistema per evitare le guerre sia dividersi in fazioni, sulla base delle proprie inclinazioni.
    La società (vediamo però solo una piccola fetta di mondo) è dunque divisa tra (cito wikipedia):
    • I Candidi, che ritengono che la colpa della guerra sia l'ipocrisia, sono sinceri e dicono sempre la verità. Si occupano della legge.
    • I Pacifici, reputando la malvagità la maggiore causa della guerra, sono gentili e rigettano l'aggressività. Sono assistenti sociali, consulenti e coltivatori di terre.
    • Gli Eruditi, secondo cui la guerra è conseguente all'ignoranza, seguono la via della conoscenza e dedicano la vita alla cultura. Lavorano come insegnanti, scienziati o ricercatori.
    • Gli Abneganti sono convinti che l'egoismo sia il motivo principale della guerra, perciò sono altruisti e per questo ricoprono posizioni di potere governativo.
    • Gli Intrepidi, che credono che la guerra sia causata dalla codardia, sono coraggiosi e forti e proteggono la popolazione.
    Spesso le premesse in fantascienza sono poco plausibili ma vanno accettate per tali, purché la trama ne sostenga tutte le conseguenze. Pur considerando dunque del tutto assurdo immaginare di impedire la guerra dividendo così la gente (cosa che pare il preludio proprio di ben più aspri conflitti), caliamoci in questo mondo.
    La stessa autrice ci mostrerà come il sistema non funzioni affatto, nascendo subito odio viscerale tra una fazione e l’altra e di questo le rendiamo merito.
    Il romanzo si presenta come una dilatazione della scelta delle case a Hogwarth in “Harry Potter e la pietra filosofale”. Anche la Rowling, infatti, ha immaginato che i ragazzi, nel momento in cui arrivano nella scuola di magia debbano scegliere se appartenere a Grifondoro, Serpeverde, Tassorosso o Corvonero e a ogni casa sono attribuite particolari virtù.
    La Rowling si mostra però assai più moderata e non ci angoscia per un romanzo intero su questa scelta.
    Indubbiamente la scelta dell’appartenenza è il massimo dilemma di ogni adolescente e i romanzi che si rivolgono a questo target fanno bene a porre la questione.
    La Roth dopo il primo test per la scelta della fazione, ci fa seguire la protagonista in una serie di ulteriori prove di conferma della sua scelta. La ragazza, Beatrice Prior, è un’Abnegante e decide di diventare un’Intrepida, prendendo il nome di Tris, dunque le prove saranno tutte prove di coraggio, rendendo la storia ricca di azione, ma un po’ vacua, almeno fino alle ultime pagine (un quinto del romanzo?) in cui dal mondo virtuale dei test si passa allo scontro frontale tra Eruditi e Abneganti, con la partecipazione degli Intrepidi. Avrei ribaltato le proporzioni tra le parti, considerando la preparazione dei ragazzi propedeutica allo scontro, che avrebbe dovuto rappresentare la vera storia, ma l’equilibrio delle parti andrebbe valutato nell’ambito della trilogia.
    L’autrice, anch’essa poco più che adolescente, capisce e fa capire ai suoi lettori che una sola virtù non basta, non per nulla la sua protagonista scopre di non appartenere davvero a nessuna fazione ma di essere una Divergente, ovvero di essere dotata di diverse virtù, cosa che la rende più difficilmente manipolabile dai malvagi Eruditi. Ma perché proprio gli Eruditi debbono fare la parte dei malvagi? Non dovrebbe essere una società di saggi proprio la più giusta?
    Una nota sul termine “Divergente”, che è stato il motivo percui ho scelto di leggere questo libro: il mio primo romanzo edito fu “Il Colombo divergente” e in vari altri miei romanzi faccio riferimento agli universi divergenti e ai tempi ucronici alternativi e mi chiedevo se la Roth avesse scritto qualcosa di simile, ma siamo ben lungi dall’immaginare concetti di tempo diverso da quello lineare.
    Il romanzo si legge piacevolmente, anche se avrei ridotto a un terzo la fase dei test e tutto sommato, se non fosse per questo squilibrio, avrei chiuso con il primo volume, anche se finisce con varie questioni sospese, ma può comunque rappresentare un punto d’arrivo. Mentre leggendo “Hunger games”, “Harry Potter” e i primi due romanzi de “Il Labirinto” la voglia di leggere il seguito alla fine di ogni volume è forte, in questo caso, l’esperienza mi pare compiuta e non sento alcun desiderio di leggere il seguito. Anzi mi sono trovato a sperare non esistesse, ma mi è bastato dare una veloce occhiata in rete per vedere che invece ci attendono: Insurgent (del 2012) e Allegiant (del 2013) oltre a vari racconti con gli stessi personaggi! Del primo romanzo è già uscito il film e il 20 marzo 2015 uscirà quello basato su “Insurgent”.
    Certo, per un amante della distopia definire tale questa storia (che indubbiamente ha elementi distopici) è come credere che “Twilight” sia un romanzo gotico o i romance dei romanzi storici. Se annacquiamo il vino, cosa ne rimane? Ultimamente si sta prendendo generi che rappresentavano i dolori e le angosce dell’umanità e li si sta trasformando in romanzi rosa o in storie per ragazzini. Non dico che sia un male, ognuno deve poter avere libri adatti ai propri gusti, ma si crea confusione nel mettere le etichette.
    In ogni caso, considerata la giovane età della Roth, mi aspetto che in futuro potrà produrre opere interessanti, se già ora è riuscita a scrivere un romanzo egregio come questo, anche se un po’ ingenuo. L’ambientazione e la struttura sono, infatti, assai meno sviluppati che nelle altre serie che ho appena citato e la trama è sbilanciata e abbastanza banale. Manca poi un’adeguata dose di mistero e di suspance. I personaggi, essendo mono-virtù, tendono a essere un po’ piatti, ma forse è bene così. Di sicuro i sedicenni lo possono apprezzare pienamemte, non per nulla è già un bestseller da un milione di copie almeno. Consiglierei loro però, magari, altre storie che parlano di loro ma con una diversa maturità, come, tanto per fare degli esempi, “Gli effetti secondari dei sogni” di Delphine de Vigan, “Antichrista” di Natalie Northomb, “Le vergini suicide” di Jeffrey Eugenides o “Kafka sulla sulla spiaggia” di Haruki Murakami.

    said on 

Sorting by