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Do Androids Dream of Electric Sheep?

By

Publisher: Gollancz

4.1
(5006)

Language:English | Number of Pages: 224 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , French , Chi traditional , German , Italian , Catalan , Portuguese , Slovenian , Czech , Norwegian , Polish , Greek

Isbn-10: 1857988132 | Isbn-13: 9781857988130 | Publish date:  | Edition New Ed

Also available as: Hardcover , School & Library Binding , Audio Cassette , Mass Market Paperback , Audio CD , Others , Leather Bound , eBook

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
World War Terminus had left the Earth devastated. Through its ruins, bounty hunter Rick Deckard stalked, in search of the renegade replicants who were his prey. When he wasn’t ‘retiring’ them with his laser weapon, he dreamed of owning a live animal -- the ultimate status symbol in a world all but bereft of animal life. Then Rick got his chance: the assignment to kill six Nexus-6 targets, for a huge reward. But in Deckard’s world things were never that simple, and his assignment quickly turned into a nightmare kaleidoscope of subterfuge and deceit -- and the threat of death for the hunter rather than the hunted...
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  • 4

    È stata una di quelle letture molto influenzate dall'edizione: vecchia, con vistosi e ripetuti errori di stampa e nomi che cambiavano ma allo stesso tempo quando l'ho presa in mano, in biblioteca, mi si è aperto un mondo: la copertina teneramente impacciata, la rilegatura cadente, la scritta enor ...continue

    È stata una di quelle letture molto influenzate dall'edizione: vecchia, con vistosi e ripetuti errori di stampa e nomi che cambiavano ma allo stesso tempo quando l'ho presa in mano, in biblioteca, mi si è aperto un mondo: la copertina teneramente impacciata, la rilegatura cadente, la scritta enorme «Galassia» nome della collana cui apparteneva - il miscuglio di odori indescrivibile che usciva tra le pagine.
    Il libro in sé è di grande bellezza e non perde niente neanche se si è già visto (e rivisto) Blade runner. Profondo, capace di dire moltissimo anche in una frase, porta il discorso sull'irrisolvibile contrasto tra realtà e finzione, tra vita e arte sul piano della fantascienza, arricchendolo e fornendo un personalissimo punto di vista. Philip K. Dick entra di diritto tra gli autori da approfondire il prima possibile.

    said on 

  • 5

    UMANI vs ANDROIDI

    Rick Deckard è un cacciatore di androidi ed, in quanto tale, il suo compito è quello di terminarli e ciò in virtù del fatto che essi sono diventati un pericolo per gli umani. Ma per quale motivo gli androidi diventano un pericolo per l’uomo? Perché essi sognano; sognano di diventare qualcosa, o q ...continue

    Rick Deckard è un cacciatore di androidi ed, in quanto tale, il suo compito è quello di terminarli e ciò in virtù del fatto che essi sono diventati un pericolo per gli umani. Ma per quale motivo gli androidi diventano un pericolo per l’uomo? Perché essi sognano; sognano di diventare qualcosa, o qualcuno, di diverso rispetto a quello per cui gli uomini li hanno costruiti. E’ per questo che otto androidi, modello Nexus-6, fuggono da Marte per rifugiarsi in una San Francisco dall’atmosfera decisamente decadente, un rudere radioattivo dell’ultima guerra mondiale, dove l’aria stessa è pervasa, appunto, da una polvere radioattiva che, se non uccide, quanto meno intacca gli organismi fino a ridurne le capacità mentali. Quest’ultimo è proprio il caso di John Isidore, il quale, in virtù di tale contaminazione, presenta capacità intellettive ridotte al punto tale da essere definito un “cervello di gallina”. Nonostante ciò, però, questo personaggio conserva un aspetto essenziale della soggettività che caratterizza l’essere umano e lo distingue in maniera sostanziale dagli androidi, ovvero la capacità empatica; la capacità di immedesimarsi nella sofferenza altrui e provare pietà per il prossimo o, in modo più radicale, verso qualsiasi altra creatura (particolarmente emblematico, da questo punto di vista, è l’episodio del ragno).
    L’empatia è, a mio avviso, proprio il personaggio principale di questo bellissimo libro di Dick. Gli androidi equipaggiati con l’unità cerebrale Nexus-6, costruiti dall’Associazione Rosen, infatti, sarebbero indistinguibili dagli esseri umani. Il sistema intellettivo, di cui sono dotati, sarebbe così complesso da consentire loro di processare un’elevatissima quantità di informazioni; se non ché, essi sono completamente privi della capacità empatica, cosa che, per certi versi, li rende quasi simili ad umani schizofrenici. Proprio per tale motivo, per distinguerli, Deckard dovrà utilizzare il test Voigt-Kampff, fondato sulla risposta verbale, e sulle reazioni fisiologiche così innescate, del soggetto ad alcune domande che gli vengono rivolte.
    Empatia e sofferenza vanno a braccetto e, in quest’opera di Dick, raggiungono un livello misticheggiante nel Mercerianesimo, ovvero un vero e proprio movimento dai connotati religiosi che identifica, nella figura di Wilbur Mercer, il proprio vate. Una religione, però, per la quale, come si potrà vedere nel corso del romanzo, non vi è redenzione.
    Molto bello!

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  • 5

    Accattivante...

    ...a partire dal titolo - quello originale, ovviamente, il quale mi ha fatto decidere di legger questo libro in inglese.
    Sinceramente trovo difficile spiegare cosa ti tenga attaccato alla lettura, pagina dopo pagina, però è proprio l'effetto che fa da quando lo apri. Sarà che inizial ...continue

    ...a partire dal titolo - quello originale, ovviamente, il quale mi ha fatto decidere di legger questo libro in inglese.
    Sinceramente trovo difficile spiegare cosa ti tenga attaccato alla lettura, pagina dopo pagina, però è proprio l'effetto che fa da quando lo apri. Sarà che inizialmente il protagonista sembra un comune umano come noi: dedizione verso il proprio lavoro, problemi con la moglie, un animale domestico...non fosse che il suo lavoro è eliminare androidi assassini; che sua moglie decide deliberatamente di essere depressa, nonostante abbia un ordigno che le permette di settare il proprio umore in centinaia di modi diversi; e infine, il suo animale sia elettrico.

    Il film ispirato, Bladerunner, è appunto solo "ispirato" dato che a parer mio ha davvero troppe differenze col libro - e ciò non me lo ha fatto apprezzare appieno.

    said on 

  • 0

    pag.201

    "Dovunque andrai ti si richiederà di fare qualcosa di sbagliato. E' la condizione fondamentale della vita essere costretti a far violenza alla propria personalità. Prima o poi tutte le creature viventi devono farlo. E' l'ombra estrema, il difetto della creazione; è la maledizione che si compie, l ...continue

    "Dovunque andrai ti si richiederà di fare qualcosa di sbagliato. E' la condizione fondamentale della vita essere costretti a far violenza alla propria personalità. Prima o poi tutte le creature viventi devono farlo. E' l'ombra estrema, il difetto della creazione; è la maledizione che si compie, la maledizione che si nutre della vita. In tutto l'universo".

    said on 

  • 5

    Romanzo Totale

    Un capolavoro. L'avevo sfogliacchiato qualche anno fa per un esame universitario. Più che altro ho sempre vissuto nell'errore mortale: credevo che Blade Runner avesse a che fare con la trama del romanzo. Nulla di più lontano. Sì, ci sono gli androidi. E Decker è un cacciatore di taglie. Poi, il r ...continue

    Un capolavoro. L'avevo sfogliacchiato qualche anno fa per un esame universitario. Più che altro ho sempre vissuto nell'errore mortale: credevo che Blade Runner avesse a che fare con la trama del romanzo. Nulla di più lontano. Sì, ci sono gli androidi. E Decker è un cacciatore di taglie. Poi, il romanzo è un'altra cosa: devastante, lirico, apocalittico, tetro, anodino, disperato, crudo, spietato, desolante, ispirato, divertente, commovente. Totale. Bellissimo. Perché ho aspettato tanto a leggerlo? (Nota: la fantascienza proprio non è il mio genere, di solito. Quindi voto altissimo e giudizio bellissimo anche per questo).

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  • 5

    Da leggere...

    Tetro, fosco, senza vita e senza speranza il 1992 (lontanissimo dal 1968) descritto nel libro atterrisce. Moderno, forse senza tempo; questa potrebbe essere la peculiarita' di un capolavoro.
    Non e' il film.

    Imho

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  • 0

    Nel 1992 un conflitto atomico ha lasciato un mondo di pochi superstiti, territori deserti, città disabitate ed un'incessante pioggia di polvere radioattiva.
    Per sfuggire al lento deterioramento molti uomini hanno abbandonato la Terra per Marte dove producono gli androidi, copie organiche da ...continue

    Nel 1992 un conflitto atomico ha lasciato un mondo di pochi superstiti, territori deserti, città disabitate ed un'incessante pioggia di polvere radioattiva.
    Per sfuggire al lento deterioramento molti uomini hanno abbandonato la Terra per Marte dove producono gli androidi, copie organiche da usare come schiavi nella popolazione dell'inospitale pianeta.
    A volte alcuni androidi, desiderando la libertà, scappano e si nascondono illegalmente sulla Terra.
    Rick Deckard è un cacciatore di taglie del dipartimento di polizia di San Francisco, il suo compito è identificare e “ritirare” i droidi in fuga, questa volta dovrà recuperarne sei ma essendo questi l'ultimo modello sviluppato prevede non poche difficoltà.

    Gli androidi vengono considerati macchine allo stesso livello di altri animali elettrici da compagnia che gli umani accudiscono, copie e surrogati senza vita.
    Non ci sono dilemmi morali nello sfruttarli ed eliminarli quando diventano ribelli, perché essi non provano empatia.
    Il protagonista deve in una lunghissima giornata catturare sei di loro, le più moderne e avanzate repliche dell'essere umano.
    I Nexus-6 non sono come i precedenti droidi, fuggiaschi che tentano solo di confondersi tra gli umani e si dimostrano remissivi quando vengono smascherati, sono motivati, organizzati e pronti a difendersi con ogni mezzo e Dreckard rischia seriamente la vita per acciuffarli.
    Questo confronto susciterà nel cacciatore paure, dubbi, sentimenti che metteranno in discussione tutte le sue convinzioni e la possibilità di continuare a svolgere il proprio lavoro.

    Deckard non è il prototipo del cacciatore di taglie amante dell'avventura e del rischio, non è nemmeno il poliziotto ligio al dovere ed indefesso tutore della legge.
    Ricorda più un'impiegato statale che svolga tediosamente il proprio lavoro, motivato solo dal guadagno, afflitto da una situazione familiare frustrante, ambisce ad un miglioramento della propria classe sociale.

    Deckard vuole comprare un animale vero in sostituzione della sua pecora elettrica, ma è puro desiderio di affermazione, acquisizione di uno status symbol, non è segno della millantata empatia che solo gli esseri umani possono provare.
    L'animale più grande e più raro, l'animale elettrico più verosimile o quello vivo; queste caratteristiche identificano l'appartenenza ad una determinata classe e sono motivo di avanzamento sociale.
    Gli abitanti di Marte infatti, essendo quei fortunati individui che si sono potuti permettere di lasciare un pianeta Terra ormai compromesso a livello ambientale, sono in cima alla scala sociale e possono acquistare gli androidi, schiavi al proprio servizio.

    In realtà anche la maggior parte delle emozioni e dei sentimenti degli esseri umani vengono autoindotti attraverso due congegni.
    La “empathy box”, una scatola con delle maniglie che afferrate mettono in comunione con altri individui che stiano compiendo la stessa azione in quel momento, ed attraverso un filmato dove appare una specie di santone si può vivere un'esperienza religiosa condivisa.
    Il “modulatore d'umore”, una tastiera che digitando dei codici si può programmare per dispensare stati d'animo o desideri, dalla “profonda depressione” alla “tranquillità a lungo cercata” o semplicemente il “desiderio di comporre un codice”.
    Entrambe le macchine naturalmente non possono essere utilizzate dagli androidi.

    Forse nel desiderio di riscatto e libertà gli androidi nella loro programmazione limitata non possono che sognare pecore elettriche, ma anche l'orizzonte di un'umanità che ha distrutto il pianeta d'origine, creato esseri per svago e perso ogni capacità di provare sentimenti di condivisione e pietà che non siano artificiali/artificiosi, non è molto più ampio.

    Un classico della fantascienza che la riproduzione cinematografica “Blade Runner” ha sicuramente reso famoso, ma ripreso in minima parte le tematiche esistenti nel libro.
    Nel film di Ridley Scott infatti appaiono come elementi chiave l'impossibilità di distinzione tra essere umano e replicante, avendo gli ultimi innestati finti ricordi, idea che nel romanzo viene solo accennata, ed il desiderio degli androidi di prolungare la propria breve vita, questione completamente esclusa da Dick.

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  • 5

    ¿Somos tan humanos como nos pensamos?

    Oscura historia de ciencia ficción. En un futuro tecnológico depresivo y de pesadilla, transcurre una trama de seres humanos y androides en un mundo donde escasea la vida, devastado por una guerra nuclear, cubierto por una nube de polvo radiactivo, en el que en la Tierra solo quedan las personas ...continue

    Oscura historia de ciencia ficción. En un futuro tecnológico depresivo y de pesadilla, transcurre una trama de seres humanos y androides en un mundo donde escasea la vida, devastado por una guerra nuclear, cubierto por una nube de polvo radiactivo, en el que en la Tierra solo quedan las personas más desgraciadas y los cabezas de chorlito, escasea la vida natural, y abundan organismos artificiales y el kippel. Un mundo en el que tener un animal de compañía es todo un lujo. Un mundo destruido y abandonado por una civilización la cual se ha ido en su mayoría a vivir a colonias repartidas por el sistema solar.

    Un mundo en el que las personas y los androides a duras penas se diferencian. Los humanos creen que lo único que les diferencia de los androides es la empatía, un elemento el cual creemos que poseemos pero puede ser que no tanto, lo cual nos hace idénticos a los androides, unos organismos de vida artificiales que tienen tanta vida y sentimientos como nosotros, pero que sí carecen totalmente de dicha empatía por todo ser vivo. Unos seres que fueron creados para servir al hombre, pero que se revelan para ser libres y vivir en un mundo mejor.

    Esta novela fue posteriormente fuente de inspiración (que no adaptación a la gran pantalla) para la creación de la película "Blade Runner", dirigida por Ridley Scott y protagonizada por Harrison Ford y Sean Young. Todo un clásico y referente del cine de ciencia ficción, del cual el propio Ridley Scott está preparando una segunda parte que llegará a los cines en 2016.

    said on 

  • 5

    Una riflessione sull'umanità.

    Meraviglioso capolavoro. Un classico della fantascienza, androidi navicelle spaziali, armi laser, animali elettrici. Ma al centro del libro c'è la parola umanità. Intriso di tenerezza verso ogni forma di vita.

    Ma gli androidi alla fine ste pecore elettrice le sognano si o no?

    said on 

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