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Doctor Faustus

By Thomas Mann

(390)

| Others | 9788804460343

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Book Description

103 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Poiché disprezzo quel tipo di lettore uso a far con tanto di puntiglio l'analisi testuale del libro che non gli è piaciuto come se credesse di poter contare in questo modo su di una specie di risarcimento dei danni, eviterò con cura di riprodurre la ...(continue)

    Poiché disprezzo quel tipo di lettore uso a far con tanto di puntiglio l'analisi testuale del libro che non gli è piaciuto come se credesse di poter contare in questo modo su di una specie di risarcimento dei danni, eviterò con cura di riprodurre la pur faconda minuta di cattiverie che durante la lettura non sono riuscito a impedirmi di annotare. Di questo romanzo - improvvidamente regalatomi nell'anno 2000 e da quel momento sempre guardato con peritosa ossequianza - dirò soltanto che purtroppo mi ha deluso e stancato. Altri prima di me hanno riferito dell'arditezza concettuale e dell'arcignità estetica: a me sia concesso aggiungere che il suo destino (già compiuto?) è di non esser progressivamente più letto se non in seno a programmi di studio specialistico o presso cenacoli di appassionati. Certo qui il discorso verte sull'idea di patria nel suo significato migliore, contro una filosofia della storia meschina e amara che deve conflagrare in catastrofe. La lettura è però un'impresa, e a che cosa vale se serve appena per dire "Ho fatto un'impresa"? Bellissimi i ritratti da ambientista della Monaco degli artisti, ma risultano mal coordinati con le restanti orazioni teoretiche, o quest'ultime sono in tutto avulse dalla vocazione moralistica dell'opera.

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    aleksandr said on Jul 14, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Eine neue Tragödie

    Quando si affronta Mann è comune lasciarsi intimorire dalle prime pagine: lo stile non è dei più semplici, le storie necessitano di avvii e pazienza; il Faust non fa eccezione, anzi, se possibile la notorietà della vicenda rende il lettore ancora più ...(continue)

    Quando si affronta Mann è comune lasciarsi intimorire dalle prime pagine: lo stile non è dei più semplici, le storie necessitano di avvii e pazienza; il Faust non fa eccezione, anzi, se possibile la notorietà della vicenda rende il lettore ancora più impaziente e carico d'aspettative.
    Conosco tanti che l'hanno abbandonato, ma, tra quelli che sono andati avanti, nessuno che non se ne sia innamorato.
    E' la storia del Faust? Sì.
    E' la solita storia del Faust? No: è una variazione, c'è una differenza fondamentale, o, meglio, un'assenza ed è quella della donna, della grazia scansata coscientemente da uno spirito che vede davanti a sé la perdizione, ma che vuole andare fino in fondo.
    La tragedia moderna aveva dimenticato la fatalità dell'irreversibile, il cristianesimo aveva oscurato, col perdono e la redenzione, il vero senso della tragedia greca, senso che le vicende belliche novecentesche hanno violentemente recuperato, urlando al mondo intero che quelle umana è una belva che non sa tornare indietro, neanche quando è costretta a sacrificare se stessa.

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    Barone di M. said on Jun 25, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un’edizione del 1968, un volumotto di seicento pagine, un tempo incominciato e poi abbandonato. Troppo difficili le disgressioni sulla teoria musicale, per me che poco conosco la musica, i vari musicisti e le loro opere. Ripreso a distanza di trent’a ...(continue)

    Un’edizione del 1968, un volumotto di seicento pagine, un tempo incominciato e poi abbandonato. Troppo difficili le disgressioni sulla teoria musicale, per me che poco conosco la musica, i vari musicisti e le loro opere. Ripreso a distanza di trent’anni, poco più, è stata la scoperta di un’opera meravigliosa. Mann, che grandissimo narratore. Le disgressioni, storiche, filosofiche, teologiche e demonologiche, sull’arte, la musica, nelle quali ci si imbatte quasi a ogni passo, anziché appesantire l’opera la rendono più affascinante. Peccato non potere apprezzare quelle sulla musica e sulla teoria musicale di Adorno. Con rammarico le ho lette senza poter capire, senza poter gustare: un cibo troppo forte e troppo raffinato nello stesso tempo; ma tant’è.
    La biografia di Adrian Leverkühn, il genio musicale, che viene narrata e scritta dal suo amico Serenus Zeitblom negli ultimi anni del Terzo Reich, dietro cui s’intravede quella del grande genio sofferente di Friedrich Nietzsche, è la parabola dello spirito e del genio germanico (e forse della civiltà in genere) che conosce trionfi e si inebria di sensazioni di potenza illimitata, vette altissime e allucinanti di orgoglio e di superominismo, pagate con la svendita della propria anima al demonio, che hanno come contropartita una caduta senza fine nell’abisso, nelle tenebre e nell’abiezione. L’opera finale del genio è una lamentazione musicale disperata, la Lamentazio Doctoris Fausti, il congedo dagli amici e dal consorzio dei viventi prima di adempiere al terribile pagamento pattuito ed entrare nelle tenebre eterne.
    Forse è il più bel romanzo di Thomas Mann.

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    ivan said on May 25, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    A volte, semplicemente, non è il momento giusto. Già il fatto che io abbia impiegato venti giorni a leggerlo la dice lunga. C'è poi un'indubbia difficoltà, tutta personale: la mia insensibilità verso la musica, che mi ha reso ostica tutta la parte de ...(continue)

    A volte, semplicemente, non è il momento giusto. Già il fatto che io abbia impiegato venti giorni a leggerlo la dice lunga. C'è poi un'indubbia difficoltà, tutta personale: la mia insensibilità verso la musica, che mi ha reso ostica tutta la parte descrittiva del romanzo. Detto questo, pur avendo amato moltissimo Mann in altre sue opere altrettanto lunghe e complesse (La montagna incantata, Giuseppe e i suoi fratelli...) questo libro mi è rimasto estraneo. La parabola umana del compositore, che si rispecchia nell'altrettanto demoniaco percorso della Germania delle due guerre mondiali, è immersa in un'atmosfera soffocante, estremamente significativa ma, a mio avviso, intollerabile da sopportare per quasi seicento pagine. Documento sicuramente importante e opera densa, questo libro non è riuscito a farsi amare, nemmeno di quel difficilissimo amore che provocano opere dure e dolorose.

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    Chicca said on Apr 27, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Mito della caduta

    E' come un racconto, breve e insensato come un sogno, ma dura molto di più.

    ****
    Adrian rimane lontano e intoccabile, mentre il narratore, a cui nessuno fa mai caso nell'ombra del genio, il professore Serenus, cattura l'interesse dei nostri bisogni ...(continue)

    E' come un racconto, breve e insensato come un sogno, ma dura molto di più.

    ****
    Adrian rimane lontano e intoccabile, mentre il narratore, a cui nessuno fa mai caso nell'ombra del genio, il professore Serenus, cattura l'interesse dei nostri bisogni umani: è l'unica voce di buon senso, il ciglio a cui ci si vuole aggrappare lungo il baratro del mito di Faust.

    ****
    Pagine di musicologia che non si appoggia a parole vuote ma a conoscenza analitica, le parti musicali; mi chiedo se siano uno scoglio per chi non ha conoscenze specialistiche in materia, e quindi quale pubblico avesse in mente Mann:
    anche il pubblico ha un ritratto inaspettato, come il protagonista e come la voce narrante?

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    Capra Ipazia said on Nov 16, 2013 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Nel 1933, l’umanista tedesco Serenus Zeitblom, contrario al nazismo, abbandona, all’età di 60 anni, l’insegnamento. Destina il suo tempo alla stesura della biografia del suo carissimo amico: il compositore Adrian Leverkuhn. È il tempo in cui Hitler a ...(continue)

    Nel 1933, l’umanista tedesco Serenus Zeitblom, contrario al nazismo, abbandona, all’età di 60 anni, l’insegnamento. Destina il suo tempo alla stesura della biografia del suo carissimo amico: il compositore Adrian Leverkuhn. È il tempo in cui Hitler ammorba l’aria quando Serenus narra la vita di Adrian, che si svolge fra la fine del 1800 e l’avvento del nazismo.
    Adrian e Serenus hanno frequentato lo stesso ginnasio. All’università Serenus studia lettere classiche, Adrian invece si iscrive alla facoltà di teologia che abbandonerà di lì a due anni quando, trasferitosi a Lipsia, si dedicherà alla musica. Giunto a Lipsia, un facchino, al quale si è rivolto per essere accompagnato in una buona trattoria, lo conduce in un bordello da cui fugge spaventato. Ma, la curiosità e il desiderio lo riporteranno in quel luogo di piacere che lascerà in lui il segno.
    Ritroviamo il nostro Adrian a Monaco e poi in Italia, a Palestrina. E qui, Adrian avrà una lunga conversazione con il demonio; conversazione che si concluderà con un patto infernale: 24 anni di esaltante forza creatrice e poi la dannazione.
    Adrian non potrà coltivare affetti, avere una vita normale, amici, una compagna, gli verrà strappato l’amore e la gioia del piccolo “Echo”. Questo il prezzo da pagare per la magnificenza e la gloria delle sue composizioni musicali.
    Ritirato in Alta Baviera, Adrian lavora alla sua opera più importante, la “Lamentatio Doctoris Fausti”. Invita amici, conoscenti, ammiratori per presentare la sua cantata sinfonica. La partitura è aperta sul leggio del pianoforte. Adrian prende a parlare. La sua è una confessione, spaventosa e delirante. La sua follia finirà e ne inizierà una peggiore: la rovinosa follia della seconda guerra mondiale.

    Una cascata impetuosa di musica e storia. Il drammatico destino dell’uomo corrisponde a quello della Germania. Il dolore e la disperazione del suo animo corrispondo al dolore e alla disperazione di un popolo.

    P.S. Non è certo una lettura scorrevole, semplice, lieve. È un macigno, un monumento di sapere. Ci va tempo, e non poco. Le digressioni sono dense di significati, di simboli. Quelle di argomento musicale credo risultino poco, o per nulla, comprensibili a chi non ha buona conoscenza della materia. Una lettura impegnativa e complessa. Confesso che arrivata verso pagina 250 ho avuto la tentazione di sospendere la lettura per riprenderla in un momento più propizio. Ma ho resistito. E bene ho fatto. Il colloquio con Satana, da solo, vale la fatica. Prendetevi tempo e leggetelo.

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    Cat said on Oct 14, 2013 | 1 feedback

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