Dodici

Di

Editore: Bao Publishing

3.5
(1547)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 96 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8865431806 | Isbn-13: 9788865431801 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Fumetti & Graphic Novels , Umorismo , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Zerocalcare (il personaggio) è in coma, gli zombie stanno per decimare quel che resta della popolazione di Rebibbia e tocca a Secco, Katja e all'amico Cinghiale trovare un mezzo per scappare da una situazione ormai compromessa. Prendendosi una pausa dal suo abituale sguardo sul mondo (e da se stesso come protagonista) Zerocalcare (l'autore) lascia andare a briglia sciolta le sue innumerevoli paranoie apocalittiche e racconta una storia avventurosa di rivalsa, rancore e speranza per il futuro, che fa il giro largo per spiegare l'incrollabile amore per un quartiere che tutto il mondo crede essere solamente un carcere.
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  • 5

    Il mio primo incontro con Zerocalcare

    Dodici è il mio primo incontro con Zerocalcare e posso affermare di esserne pienamente soddisfatta.
    Si tratta di un'invasione zombi(e) a Rebibbia e di come i pochi sopravvissuti portano avanti la loro ...continua

    Dodici è il mio primo incontro con Zerocalcare e posso affermare di esserne pienamente soddisfatta.
    Si tratta di un'invasione zombi(e) a Rebibbia e di come i pochi sopravvissuti portano avanti la loro vita, per lo più a suon di merendine e videogiochi.
    Di notevole rilievo sono le battute ironiche, sagaci ma soprattutto colte che ritroviamo sparse fra le pagine - personalmente, ho apprezzato molto quella sul conte Ugolino! -.
    Ad ogni modo, al di là della comicità dei personaggi - ho intravisto anche una riflessione di sfondo; infatti, i protagonisti più volte si incentrano nel tentativo di osannare Rebibbia, cercandone le positività che, molto spesso, si incentrano unicamente nella presenza del Mammut. Quanto detto è una realtà che sento vicina anch'io, dal momento che vivo in un luogo da cui tutti generalmente scappano ma a cui tutti devono le radici. Ma, forse sono proprio questi luoghi da cui vuoi allontanarti, che non ti offrono granché, dove la vita è lenta, quelli che inevitabilmente senti casa, per cui ti senti orgogliosa.

    ha scritto il 

  • 3

    Splatter horror apocalittico a Rebibbia

    Tutt'altro genere rispetto a vignette e altri libri di Zc. Sembra quasi un tributo a Romero e ai film sugli zombie. Protagonisti gli amici di Zc e Rebibbia con la sua anima di quartiere in sospeso, in ...continua

    Tutt'altro genere rispetto a vignette e altri libri di Zc. Sembra quasi un tributo a Romero e ai film sugli zombie. Protagonisti gli amici di Zc e Rebibbia con la sua anima di quartiere in sospeso, in attesa. Meno forte degli altri fumetti letti, ma con un suo perché.

    ha scritto il 

  • 3

    "Da grandi poteri derivano grandi accolli"

    "Bravi, andate via! Andatevene in Erasmus, abbandonate le vostre radici! Saremo noi a difendere questo quartiere da zombi e hipster!"

    "Se a me mi mandi una s ...continua

    "Da grandi poteri derivano grandi accolli"

    "Bravi, andate via! Andatevene in Erasmus, abbandonate le vostre radici! Saremo noi a difendere questo quartiere da zombi e hipster!"

    "Se a me mi mandi una settimana a New York, lo sai come mi sento? Come Obama se gli si ferma la macchina a Trasacco, provincia di Avezzano, a ferragosto e senza il caricabatterie del telefono. Così. Fuori dal mondo. Come se chiama sta cosa? Appartenenza?
    "Se chiama paura" mi disse lady Marian "Paura di vivere".
    Mah. Che il coraggio invece sia morì nudo nel bosco perché uno s'è magnato l'erbaccia fatto come una pigna, come into the wild, è tutto da dimostrà. Almeno io sto morendo vestito."

    ha scritto il 

  • 4

    Una pubblicazione breve rispetto alle altre e di un genere diverso, che a molti può non piacere.
    Ho apprezzato in particolare la capacità dell' autore di mettersi in secondo piano a favore degli altri ...continua

    Una pubblicazione breve rispetto alle altre e di un genere diverso, che a molti può non piacere.
    Ho apprezzato in particolare la capacità dell' autore di mettersi in secondo piano a favore degli altri protagonisti, senza però perdere la brillantezza e il suo humor tipici.
    Toccante la presenza di Rebibbia in primissimo piano con quell' evidente senso di appartenenza che personalmente non ho mai provato e che fatico a comprendere, ma che sono sempre interessata a scoprire in altre persone.

    ha scritto il 

  • 3

    Un po' da nerd

    Se ami Zero, è una lettura piacevole e assolutamente surreale, anche se non proprio chiara. Se uno non conosce Zero non parta da questo, non ci capirebbe nulla!

    ha scritto il 

  • 2

    Zerocalcare si è cimentato con gli zombi. Ci ha provato, non so quanto ci sia riuscito. Storiella deboluccia, anche se l’intento c’è, ed è palese: un atto d’amore nei confronti degli zombie, ma soprat ...continua

    Zerocalcare si è cimentato con gli zombi. Ci ha provato, non so quanto ci sia riuscito. Storiella deboluccia, anche se l’intento c’è, ed è palese: un atto d’amore nei confronti degli zombie, ma soprattutto nei confronti degli amici e di Rebibbia. In più c’è il colore, e questo è usato bene. Chiamiamolo un albo sabbatico. Il miglior Zerocalcare è altrove.

    ha scritto il 

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