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Dogwalker

Di

Editore: Einaudi (L'arcipelago, 12)

3.5
(31)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 149 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8806164007 | Isbn-13: 9788806164003 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Silvia Pareschi

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Descrizione del libro
Muovendosi tra gli esclusi, rendendo protagonisti dell'azione disabili, ciechi, cani mutilati, mutanti e una famiglia di circensi con i tratti del viso simili a quelli dei gatti, Arthur Bradford scrive dodici racconti caratterizzati da un narratore in prima persona, dall'occhio curioso dei cani e soprattutto da un sentimento di gioia, di divertimento a prima vista impossibile. Invece, se eliminiamo da queste vite la superficie di emarginazione e miseria, scopriamo un mondo di sorprendente gentilezza, a suo modo pieno di grazia, compassione e incertezza.
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  • 0

    Mi sembrava un giochino piuttosto semplice. Il mio amico Robert doveva tenere la mela in bocca mentre io, con mano ferma, intagliavo le sue iniziali nel frutto con una motosega.

    Racconti godibili, forse il meglio di questo autore può ancora arrivare.
    I personaggi sono disarman ...continua

    Mi sembrava un giochino piuttosto semplice. Il mio amico Robert doveva tenere la mela in bocca mentre io, con mano ferma, intagliavo le sue iniziali nel frutto con una motosega.

    Racconti godibili, forse il meglio di questo autore può ancora arrivare.
    I personaggi sono disarmanti, sempre tranquilli anche quando fanno cose assurde.
    Le storie spaziano da vicende di disagio e incomunicabilità e situazioni surreali, come una sorta di parodia dell’arrivo di un messia in seguito al rapporto, anche questo raccontato con grande calma senza uscite eclatanti, di un uomo con il cane della fidanzata.

    ha scritto il 

  • 5

    Dogwalker è la singolare opera prima dell’ennesima grande promessa della letteratura americana.
    Il libro è una raccolta di racconti, che oltre ad essere tenuti insieme dal filo comune che è il rapporto umano/cane, rappresenta anche un inconsueto affresco generale di una parte sgangherata, ...continua

    Dogwalker è la singolare opera prima dell’ennesima grande promessa della letteratura americana.
    Il libro è una raccolta di racconti, che oltre ad essere tenuti insieme dal filo comune che è il rapporto umano/cane, rappresenta anche un inconsueto affresco generale di una parte sgangherata, magica e inquietante dell’america del XXI secolo.
    Quello che colpisce a primo acchito di questo breve libro è la grazia della prosa con la quale l’autore racconta in maniera pacata e quasi dimessa semplici storie di vite ai margini (freak, libertini, disabili, personaggi vagamente squilibrati e alla deriva) sempre maneggiate con discrezione e affetto, senza avvicinarsi in nessun modo alla denuncia sociale, o al ritratto psicologico o esistenziale. Bradford sfiora appena queste vite singolari in modo quasi tenero e distaccato, come se i suoi racconti fossero filastrocche sgangherate che parlano di uno dei cuori dell’America.
    Ed è in questa tenerezza, nella semplicità nel leggere queste storie che, improvvisamente, si presenta un’inquietudine, un dolore dal quale si vorrebbe distogliere gli occhi. Un dolore semplice e tremendo, improvviso, figlio forse delle paure più profonde e banali, istintive. Come nei film di David Lync, la presenza di personaggi deformi e mostruosi, o solo atipici e inconsueti, spaventosi proprio perché fanno riferimento a paure ataviche e sedimentate nella parte più profonda e costituente della nostra umanità, paure terribilmente fisiche e allo stesso tempo irrazionali, così, improvvisamente, nei racconti di Bredford compare la deformità, innocua ma brutale, e ancora più violenta e improvvisa perché all’interno della tenera fiaba si presenta la deformità, semplice e indifesa, ma per questo non meno terribile. E’ questa sensazione poi che rimane per tutto il libro.
    Ed è la presenza del diverso, del deforme e del mostruoso che diventa un elemento centrale in tutto il libro, e il modo con il quale i personaggi con esso si rapportano.
    Queste tematiche, probabilmente, sono riconducibili alle esperienze lavorative che l’autore ha fatto prima e durante la stesura del libro (educatore con disabili e portatori di handicap) ma, come detto in precedenza, anche su queste tematiche lo sguardo, e la prosa quindi, non sono ne patetiche e ne desiderose di fare un ritratto sociologico o di denuncia sociale. Bredford racconta semplicemente e con una grazia sorprendente la vita di alcuni personaggi dove le deformità sono una caratteristica piuttosto che una menomazione, e in questo percorso la definizione di normalità o anormalità perde di significato e senso. Rimane semplicemente la vita e le esistenze di questi personaggi che si sviluppano senza un senso apparente, proprio perché nessuna esistenza ce l’ha. Ma non c’è fatalismo o un senso di drammaticità e perdita ultima, ma piuttosto si intuisce nei personaggi del libro la semplice ricerca di felicità e gioia messe in atto attraverso azioni, probabilmente inadeguate e impotenti, dettate principalmente dal desiderio – forse incosciente - di comunanza e solidarietà anch’esse costituenti della nostra umanità.

    ha scritto il 

  • 3

    Cani, e cani & cani.
    Possibilmente a tre zampe. Di sicuro l'Autore vive circondato da cani di tutte le razze. Cani ed esseri umani anomali, però ; freaks o reietti della società, anche. Sono racconti delicati come le dita di un bimbo, fragili come un biscotto intinto nel latte.

    ha scritto il 

  • 2

    Così Così.
    Né bene né male.
    Ho apprezzato le atmosfere da fumetto, ma alla fine della lettura sono rimasta un po' con la sensazione "...e quindi?!".
    Comunque vale la pena leggerlo, non si fa fatica ed è molto breve.

    ha scritto il 

  • 4

    Bellissimi e stordenti, questi racconti.

    Tra accoppiamenti con animali, fenomeni da baraccone, gravidanze in un polmone d'acciaio e una sega elettrica, gli episodi sono talmente surreali da sembrare reali e proprio per questo, mi hanno atterrito.

    ha scritto il