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Don't Move

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Publisher: Anchor Books

3.9
(10660)

Language:English | Number of Pages: 353 | Format: eBook | In other languages: (other languages) Italian , French , Spanish , German , Dutch

Isbn-10: 0307425592 | Isbn-13: 9780307425591 | Publish date: 

Translator: John Cullen

Also available as: Paperback , Hardcover

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
In a confession to his comatose daughter, a respected surgeon recounts how he entered into an obsessive extramarital affair with the girl's mother and committed an act of unbridled rage that resulted in her conception.
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  • 4

    Indubbiamente un bel romanzo. Però a malincuore ammetto che ho preferito il film. Quest'ultimo caratterizza meglio il personaggio di Italia, nel libo ho trovato una sorta di freddezza nei suoi confronti. Comunque è un romanzo che vale la pena leggere, senza dubbio.

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  • 5

    Un libro che mi è rimasto nel cuore, ricordo ancora perfettamente dove lo stavo leggendo e le emozioni trasmesse. Consigliatissimo per chi ama storie di dolore e di amore.

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  • 4

    E' un bel romanzo, ben pensato e ben scritto. Ci sono figure accattivanti: Italia prima di tutto, e poi l'altra. L'alra è la moglie, Italia è lei. Un romanzo tutto da leggere,amaro e crudele.

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  • 2

    frasi tipo "non so in quale orto rotolarono i suoi pensieri", insieme alle troppe similitudini, fanno scendere le stelline che assegno a questo libro.

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  • 4

    L'avvio di questo romanzo prende spunto da un incidente stradale: Angela, in seguito alla caduta dal suo scooter, viene subito trasportata in ospedale, proprio dove lavora il padre chirurgo. E' gravissima, ha un ematoma celebrale, e viene subito condotta in sala operatoria dove provvedono all'int ...continue

    L'avvio di questo romanzo prende spunto da un incidente stradale: Angela, in seguito alla caduta dal suo scooter, viene subito trasportata in ospedale, proprio dove lavora il padre chirurgo. E' gravissima, ha un ematoma celebrale, e viene subito condotta in sala operatoria dove provvedono all'intervento chirurgico gli stessi colleghi del padre. Un'attesa terribile e crudele durante la quale Timoteo – questo il nome del protagonista – ripercorre, in un 'ideale colloquio a distanza con la figlia, le principali tappe della sua vita. Con lucidità e senza ipocrisie. E' l'occasione per rivelare le proprie debolezze e le proprie passioni, dibattuto tra la tranquilla quotidianità del rapporto con la moglie e la relazione con Italia , una donna per nulla bella, disgraziata e reietta che gli procura forti emozioni e tormenti, tanto da mettere in crisi il suo matrimonio. Vincitore del Premio Strega del 2002, si tratta di un libro che pur avendo un grande vigore narrativo, a tratti, immalinconisce il lettore.

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  • 5

    Il rumore dell'assenza...

    Con questo libro ho provato davvero cosa significhi empatia tra i personaggi di un romanzo e il lettore. Quando ho concluso la lettura, ho continuato per anni ad avere l'impressione che la storia e il flusso di ricordi di Timoteo continuassero da qualche altra parte. Credo che la Mazzantini abbia ...continue

    Con questo libro ho provato davvero cosa significhi empatia tra i personaggi di un romanzo e il lettore. Quando ho concluso la lettura, ho continuato per anni ad avere l'impressione che la storia e il flusso di ricordi di Timoteo continuassero da qualche altra parte. Credo che la Mazzantini abbia dato davvero il meglio di sé in questo romanzo, ha saputo rendere benissimo il punto di vista, i pensieri e comportamenti del personaggio principale...un uomo! Magistrale la scelta di utilizzare proprio i pensieri del protagonista come voce narrante, un uomo che può essere davvero se stesso solo nel suo intimo. Una storia che parla molto di quelle assenze che pesano, che ci parlano in ogni momento della nostra vita, quelle assenze piene di rimpianti, di "se" e "ma". Eccezionale anche il film (soprattutto grazie a Castellitto e alla Cruz), ma fin troppo "silenzioso"(avrebbero potuto utilizzare una voce fuori campo costante, per rendere davvero giustizia allo stile narrativo).

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  • 5

    La Mazzantini è sempre la migliore...

    Crudo ed emozionante,la Mazzantini è riuscita a farmi avere sempre la stessa smania irrefrenabile di conoscere il finale al più presto, ho assaporato ogni pagina ed ogni parola, non c'è nient'altro da dire...tra i libri più belli che abbia mai letto

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