Don Chisciotte

Di

Editore: Euroclub

4.3
(5038)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 815 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Portoghese , Chi semplificata , Tedesco , Francese , Olandese , Polacco , Greco , Indiano (Hindi) , Danese

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Ferdinando Carlesi ; Prefazione: Ruggero Jacobbi

Disponibile anche come: Cofanetto , Tascabile economico , Altri , Paperback , Rilegato in pelle , Copertina morbida e spillati , CD audio , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Viaggi

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Descrizione del libro
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  • 5

    Bellissimo. Una satira dei libri cavallereschi e anche il primo romanzo moderno della storia. Sebbene siano due libri voluminosi li ho letti tutti d'un fiato per quanto la storia è ironica e scorrevol ...continua

    Bellissimo. Una satira dei libri cavallereschi e anche il primo romanzo moderno della storia. Sebbene siano due libri voluminosi li ho letti tutti d'un fiato per quanto la storia è ironica e scorrevole. Che dire delle imprese di Don Chisciotte e del suo fedele scudiero Sancho Panza? Un vero spasso. Ma non mancano di certo momenti di grande riflessione, caratterizzati dalle digressioni nelle quali si delineano le storie dei personaggi che i due protagonisti incontreranno nel corso del loro viaggio. Un classico da non perdere.

    ha scritto il 

  • 0

    07/07
    Abbandonato già una volta dopo meno di 50 pagine. Ci riprovo.
    Devo riuscire a leggere 'sto libro!
    -------------------
    18/07
    Quando parli di Don Chisciotte CHIUNQUE ti cita i mulini a vento e le ...continua

    07/07
    Abbandonato già una volta dopo meno di 50 pagine. Ci riprovo.
    Devo riuscire a leggere 'sto libro!
    -------------------
    18/07
    Quando parli di Don Chisciotte CHIUNQUE ti cita i mulini a vento e le pecore. Pure nella canzone di Guccini: mulini a vento e pecore. Tutti sanno dei mulini a vento e delle pecore.
    Il fatto è che i mulini a vento e le pecore sono nelle prime 128 pagine.
    Quindi o nelle restanti 800 pagine e spicci non succede nulla di significativo, o una percentuale considerevole di lettori si ferma dopo un tot e poi parla dei mulini e delle pecore, perché quelli ha trovato. Dubbi, grandi dubbi.
    Io proseguo, vediamo che fa.
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    20/07
    E perché tra gli episodi che vengono citati, sempre gli stessi due o tre, nessuno parla mai dei galeotti? Perché si tende a vedere questo romanzo come la summa dell'ironia e del sarcasmo, lo sbeffeggiamento della letteratura "costruita", la metafora dell'idealismo, l'accusa contro i "mala tempora" che sempre currunt, e tutta una serie di robe fighe che io, nella mia pochezza, non colgo... e non si fa mai riferimento ai galeotti?
    Non è metafora di niente il fatto che 'sto matto libera dei condannati perché, cito, "mi sembra dura cosa rendere schiavi coloro che Dio e natura hanno creato liberi. Lasciate che ognuno se la veda con il proprio peccato, il Dio del cielo non dimentica di punire il cattivo e premiare il buono, e non è bene che uomini onorati siano i carnefici di altri uomini, e senza nessun vantaggio" (corsivo mio)?
    Perché non è uno degli episodi che si nominano in continuazione per far vedere di aver letto il libro?
    E perché Cervantes fa rubare a uno dei galeotti il mulo di Sancio, se poi a singhiozzo dimentica di averlo fatto? C'è addirittura una pagina in cui lo fa smontare dal mulo e, dopo non più di dieci righe, gli fa ricordare il bandito che gliel'ha portato via. Dieci righe!
    Proseguo, ma già me ne sto pentendo.

    ha scritto il 

  • 4

    Un bellissimo classico

    Nonostante la luunga pausa di 5 mesi per riprenderlo e il fatto di rileggere parecchi pezzi almeno venti volte perchè mi distraevano XD, è stata una bella lettura, molto divertente. La seconda parte è ...continua

    Nonostante la luunga pausa di 5 mesi per riprenderlo e il fatto di rileggere parecchi pezzi almeno venti volte perchè mi distraevano XD, è stata una bella lettura, molto divertente. La seconda parte è scivolata via più facilmente. Sicuramente lo rileggerò negli anni.. e in tempi più brevi

    ha scritto il 

  • 5

    Che dire....un classico che un amante della lettura non può assolutamente non leggere...Cervantes descrive e decanta le avventure dei suoi due non convenzionali eroi con una dolcezza ed una eleganza s ...continua

    Che dire....un classico che un amante della lettura non può assolutamente non leggere...Cervantes descrive e decanta le avventure dei suoi due non convenzionali eroi con una dolcezza ed una eleganza stilistica che non può non condurre il lettore ad anare il prode cavaliere ed il suo scudiero dal cuore d'oro....Da leggere ed amare

    ha scritto il 

  • 5

    Un uomo e la sua stanza piena di libri. E fuori il mondo, fatto di battaglie ed avventure. Il richiamo dell'amore e il suo ideale.
    Ma soprattutto la libertà di immaginare e di credere alle proprie imm ...continua

    Un uomo e la sua stanza piena di libri. E fuori il mondo, fatto di battaglie ed avventure. Il richiamo dell'amore e il suo ideale.
    Ma soprattutto la libertà di immaginare e di credere alle proprie immaginazioni, di lottare per la loro verità, di perdere, di essere preso per pazzo... e di rimanere, proprio per questo, profondamente uomo!
    Il libro dei libri, biblioteca di Borges, scaturigine di ogni immaginazione, finzione della realtà e realtà della finzione, quete ariostesca, dramma shakespeariano, specchio e doppio di se stesso... tutto ciò che è letteratura qui si concentra.

    ha scritto il 

  • 4

    "Vediamo dove va a parare questa macchina di assurdità di un tale cavaliere e di uno scudiero che sembrano forgiati entrambi con lo stesso stampo, al punto che le pazzie del signore non varrebbero nie ...continua

    "Vediamo dove va a parare questa macchina di assurdità di un tale cavaliere e di uno scudiero che sembrano forgiati entrambi con lo stesso stampo, al punto che le pazzie del signore non varrebbero niente senza le stupidaggini del servo".
    Faccio mia questa frase di Cervantes citata nel testo in quanto man mano che leggevo ero curiosa di sapere fin dove si sarebbe spinta la fantasia dello scrittore nel descrivere le vicissitudini di questo buffo cavaliere a tratti ingenuo o forse veramente pazzo ma sempre sincero ed onesto, e del suo fido scudiero altrettanto squinternato, che viene sempre messo in mezzo a suo discapito.
    Tutti i personaggi sono ben caratterizzati e accompagnati da una storia seppur breve che li descrive e li rappresenta (certo che ognuno ha sempre qualcosa da dire) e non manca mai la carrambata, chi cerca qualcuno prima o poi lo ritrova!
    Alcune volte ammetto di aver voluto saltare qualche pagina, soprattutto nella prima parte in cui le tante digressioni interrompono lo svolgersi della storia principale, che comunque è condita bene poiché non sono mai inserite a sproposito. La seconda parte invece è quella che a mio avviso scorre meglio, la narrazione è più fluida e anche la storia è più interessante.
    Nel complesso un grande romanzo che non smentisce la propria fama, anche se di solito ciò che si conosce non è che una piccola parte di tutte le avventure che vengono raccontate nel libro.

    ha scritto il 

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