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Don Quijote de la Mancha

(vol. 1) (Clasicos de la literatura series)

By

Publisher: Edimat Libros

4.3
(4494)

Language:Español | Number of Pages: 440 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , Portuguese , Chi simplified , German , French , Italian , Dutch , Polish , Greek , Indian (Hindi) , Danish

Isbn-10: 849764476X | Isbn-13: 9788497644761 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Boxset , Others , Leather Bound , Mass Market Paperback , Board Book , Softcover and Stapled

Category: Fiction & Literature , Humor , Travel

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Book Description
For lovers of timeless classics, this series of beautifully packaged and affordably priced editions of world literature encompasses a variety of literary genres, including theater, novels, poems, and essays.
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  • 4

    400 anni e non sentirli!

    Ci sono libri che sono letti perché qualcosa ci dice che devono essere letti, perché sono una delle tappe fondamentali sulla strada per capire, nella sua integrità, cos’è la letteratura. Perché il Don Chisciotte è entrato nel lessico quotidiano, perché proverbiale la sua figura nello stimolarci a ...continue

    Ci sono libri che sono letti perché qualcosa ci dice che devono essere letti, perché sono una delle tappe fondamentali sulla strada per capire, nella sua integrità, cos’è la letteratura. Perché il Don Chisciotte è entrato nel lessico quotidiano, perché proverbiale la sua figura nello stimolarci a combattere contro i celeberrimi mulini a vento, perché sovente ci giunge l’affermazione che questa è la più importante, per influenza , opera della narrativa moderna. Con questo spirito ci si accosta alle avventure del grottesco cavaliere errante iberico e, poco dopo alcune pagine, si constata con stupore che può essere letto con estrema piacevolezza, senza il tedio o l’ostinazione dolorosa di volersi erudire, come potrebbe accadere leggendo poemi epico cavallereschi della stessa epoca. Quindi, doveroso si, ma anche estremamente piacevole e divertente: per la modernità e scorrevolezza della prosa, che per prima abbandona la metrica dei poemi solo per riprenderla sporadicamente scimmiottando, nei deliri del protagonista, gli Ariosto, i Tasso e compagnia bella; Per la feroce e disincantata allegoria che producono le vicende per descrivere il decadimento morale e della ragion veduta delle classi nobili dominanti dell’epoca. Il Don Chisciotte è l’alienazione dalla realtà terrena, rifugge nelle opere cavalleresche fatte di nobili ideali il suo mondo, e vota la sua esistenza alla ricerca di quegli obbiettivi che essi rappresentano, la difesa dei deboli, la lotta per la giustizia, la via del cuore della sua amata da ottenere con prove assurde, ma sovente e dolorosamente dovrà cimentarsi contro la dura realtà, che porterà solo rovina e disillusione. Il Sancio Panza meriterebbe una recensione a se, forse è proprio qui che nasce il duo comico imprescindibile, forse qui sono nati gli Stanlio e Onlio, i Gianni e Pinotto, i Ciccio e Franco, grandi individualmente, ma maestosi accoppiati; Perché il Don Chisciotte non avrebbe senso senza il fido scudiero popolano, senza il credulone dalla materiale furbizia che ne valuta la scelleratezza delle azioni, ma in fede della promessa di una facile ricchezza,è disposto anche a seguirlo fino all’inferno. Un po’ come quei dittatori e quei governanti, che portano i popoli nei baratri con la promessa di un facile pezzo di pane, com’era la situazione della decadente Spagna dell’epoca; Ma lo scudiero Panza è anche la semplice saggezza popolana, è fedele, è pratico, ha dei veri valori e non è mai domato, ed è , lui come il popolo, il vero scheletro di una nazione. Però nelle strampalate e grottesche vicende, soprattutto nella seconda parte, c’è anche una sfumatura di amara poesia, una conscia e palese convinzione che i valori umani sono alla deriva, che la vera nobiltà, i principi eroici, possano vivere solo nei libri e che nella realtà ci sia posto solo per scaltrezza e furbizia, e che per i Don Chisciotte di ogni epoca , ci sia solo l’inevitabile l’epilogo di cadere rovinosamente combattendo contro i mulini a vento. Cervantes demolisce e dissacra un mondo per aprirne un altro. Quest’anno quest’opera compie 410 anni!!! E li porta benissimo!

    said on 

  • 5

    Il Capolavoro della letteratura spagnola

    Capolavoro assoluto di Cervantes, il Chisciotte è, per chi non conosce la letteratura spagnola, un libro ingegnoso e ironico, spassoso e divertentissimo. Per chi ha studiato un po' di spagnolo è molto di più: l'idea di partenza, la quantità di riferimenti e citazioni, la sovrapposizione di regist ...continue

    Capolavoro assoluto di Cervantes, il Chisciotte è, per chi non conosce la letteratura spagnola, un libro ingegnoso e ironico, spassoso e divertentissimo. Per chi ha studiato un po' di spagnolo è molto di più: l'idea di partenza, la quantità di riferimenti e citazioni, la sovrapposizione di registri linguistici diversi ne fanno un'opera assolutamente imperdibile.
    Se avete una conoscenza, anche non perfetta, dello spagnolo, leggetelo in lingua originale: ne vale la pena!

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  • 5

    Sorprendente

    Ingenioso, poético, entretenido, satírico, humano, didáctico, tierno, filosófico, gracioso, tradicional, inesperado.
    Realmente ha merecido el tiempo que le he dedicado, haciendo más que llevaderos mis viajes en autobús.

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  • 4

    Una prosa spagnolesca e seicentesca, tanto adorna e circonvoluta e arabescata nel suo periodare latineggiante da far sembrare l'italiano una lingua sintetica. La traduzione usa un italiano antiquato e ricco di parole desuete, suppongo con lo scopo di rendere il sapore dello spagnolo di Cervantes, ...continue

    Una prosa spagnolesca e seicentesca, tanto adorna e circonvoluta e arabescata nel suo periodare latineggiante da far sembrare l'italiano una lingua sintetica. La traduzione usa un italiano antiquato e ricco di parole desuete, suppongo con lo scopo di rendere il sapore dello spagnolo di Cervantes, ma ottiene l'effetto di rendere la lettura difficile e pesante. La traduzione, da sola, si mangia una stellina.
    Una trama nota e stranota, che si apre svolgendosi con ingannevole semplicità per episodi successivi orchestrati sul medesimo schema narrativo, come in un serial tv ante litteram; poi si dilata e si dirama in una fioritura barocca di incontri e storie nella storia, amori infelici, separazioni e agnizioni, senza trascurare gli excursus e le dotte divagazioni. L'ironia è un po' amara e un po' straziante, come le parti comiche in cui Don Chisciotte viene fatto oggetto di burle feroci e crudeli.
    La seconda parte è decisamente più bella. Geniale è l'idea di mettere in scena il libro che narra le avventure di Don Chisciotte, cosicché il protagonista si trova a vivere le sue avventure affinché possa essere scritto il libro, o per smentire ciò che il libro narra, con l'effetto escheriano della mano che disegna se stessa mentre disegna se stessa. Le burle che vengono organizzate si fanno più ricche, articolate, barocche, costruite intorno alla leggenda che il libro ha creato. Se nella prima parte Don Chisciotte è uno zimbello oggetto di ripetute scariche di legnate, qui, dove la narrazione è più fusa, fluida, meglio articolata e meno paratattica, la memoria va piuttosto a un Truman Show in cui l'eroe recita una parte credendo di viverla.
    Mentre mi trovavo a riflettere che questo ossessivo parlare di libri - per la satira dei romanzi cavallereschi, come Jane Austen parodierà i romanzi gotici nell'Abbazia di Northanger, o per la critica della poesia classica - rende il Don Chisciotte il più anobiano dei romanzi, mi sono imbattuta nel punto in cui un personaggio, più che discretamente ricco, si vanta di possedere "circa sei dozzine di volumi", e ho provato una profonda gratitudine per l'invenzione della stampa e degli e-book, che mi hanno consentito di raggiungere i miei miserrimi 1600 titoli.
    Le figure dei due protagonisti, che la fama del romanzo ha ridotto al livello di macchietta caricaturale, campeggiano con potenza nella memoria, Sancio con la sua sentenziosa, concreta, terragna saggezza, e Don Chisciotte per la sua etica salda non meno che per la sua stralunata follia. Mi rimangono nel cuore le raccomandazioni di Don Chisciotte a Sancio che sta per intraprendere la sue breve carriera di governatore, l'addio di Sancio medesimo alla sua esperienza di governo, e soprattutto il tristissimo finale col testamento di Don Chisciotte rinsavito.

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  • 4

    mi e' piaciuto fino ad un certo punto , sicuramente e' un libro che va' inquadrato nel periodo storico in cui e' stato scritto, a volta il linguaggio magari complice la traduzione sono fenomenali per precisione e profondita' , l unica pecca forse e' la ripetitivita' delle storie che capitano al n ...continue

    mi e' piaciuto fino ad un certo punto , sicuramente e' un libro che va' inquadrato nel periodo storico in cui e' stato scritto, a volta il linguaggio magari complice la traduzione sono fenomenali per precisione e profondita' , l unica pecca forse e' la ripetitivita' delle storie che capitano al nostro eroe' che in un certo modo si possono raggruppare in 2 o 3 tipi al massimo , nel suo insieme bello ma forse viste le aspettative sono rimasto un po' deluso.

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  • 5

    Parlando terra terra Don Chisciotte è, sotto molti aspetti, un libro di avventura comico scritto con una bellissima prosa e farcito di citazioni e poesia. Cosa lascia? Poco eppur molto.
    La prosa è veramente degna di lode, Cervantes gioca tra la prosa aulica di Don Chisciotte e la prosa bass ...continue

    Parlando terra terra Don Chisciotte è, sotto molti aspetti, un libro di avventura comico scritto con una bellissima prosa e farcito di citazioni e poesia. Cosa lascia? Poco eppur molto.
    La prosa è veramente degna di lode, Cervantes gioca tra la prosa aulica di Don Chisciotte e la prosa bassa di Sancio panza e dei popolani. Epico il passaggio tra l'elogia di Don Chisciotte a Dulcinea e la risposta dialettale e sgarbata della contadina scambiata per Dulcinea. Belle anche le varie citazioni e le poesie scritte da Cervantes. Sicuramente un capolavoro di stile.
    Un capolavoro è anche la trama e gli incastri della storia. Geniale mettere il libro di Don Chisciotte all'interno del libro di Don Chisciotte, anticipa di secoli la splendida gag di "balle spaziali" dove, per ritrovare dei fuggitivi, guardano il video pirata già uscito di "balle spaziali". (Capisco la blasfemia dell'accostamento ma lasciate qualche facezia pure a me per favore)
    Ma la cosa più bella del libro è l'accostamento tra la pazzia di Don Chisciotte e la realtà. Tra il suo sogno e il reale. Ovunque vada egli trasforma tutto in un gioco, in un sogno, mettendo a dura prova il reale e la sua normalità anche se la realtà ne esce sempre vincitrice ed il povero sognatore è fortunato se ritorna con i piedi per terra illeso. Tuttavia trovo che, nonostante vinca sempre, la reltà ne esca in un qualche modo moralmente sconfitta da Don Chisciotte. Perchè, nonostante la vittoria, essa è più triste del mondo immaginario creato dal folle, essa è reale e, quindi,inferiore per definizione al sogno. Tuttavia viviamo nella realtà ed i sogni, aimè, svaniscono all'alba. I don Chisciotte esistono solo di notte, nei sogni assurdi di tutti noi che non sappiamo, o non vogliamo, cercare di trasformare la nostra realtà in sogno ed allora ci svegliamo, come anche i più incalliti di noi, come Don Chisciotte alla fine della sua vita, come il sognatore di Pietroburgo alla fine delle lunghe ma non infinite notti bianche. "Viviamo in un paradiso ma non lo sappiamo."
    Svegliamoci dunque ma ricordiamoci sempre che il sogno è superiore alla realtà.

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  • 5

    Assolutamente stupendo...magico...coinvolgente. Non servono parole...serve leggerlo e perdersi con lui per la Spagna di quel tempo. Una vicenda romantica, triste, commovente... personaggi mitici.. ed un messaggio chiaro, semplice..

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