Don Quijote de la Mancha II

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Publisher: Ediciones Cátedra

4.3
(4952)

Language: Español | Number of Pages: 582 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , Portuguese , Chi simplified , German , French , Italian , Dutch , Polish , Greek , Indian (Hindi) , Danish

Isbn-10: 8437601185 | Isbn-13: 9788437601182 | Publish date:  | Edition 11

Curator: John Jay Allen

Also available as: Hardcover , Boxset , Others , Leather Bound , Mass Market Paperback , Board Book , Softcover and Stapled

Category: Fiction & Literature , Humor , Travel

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Book Description
Nueva edición de la obra cumbre de la literatura en lengua española cuyas características principales son: 1) Nuevas normas ortográficas basadas en los adelantos más recientes de la investigación textual. 2)Fidelidad a las ediciones de 1605 y 1615 -editadas cada una en un tomo- con las enmiendas claramante indicadas. 3) Cotejo con las principales ediciones anteriores. 4) Nuevas consideraciones biográficas. 5) Nueva y amplia biblioografía selecta.

Colección Letras Hispánicas (101).
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  • 4

    "Vediamo dove va a parare questa macchina di assurdità di un tale cavaliere e di uno scudiero che sembrano forgiati entrambi con lo stesso stampo, al punto che le pazzie del signore non varrebbero nie ...continue

    "Vediamo dove va a parare questa macchina di assurdità di un tale cavaliere e di uno scudiero che sembrano forgiati entrambi con lo stesso stampo, al punto che le pazzie del signore non varrebbero niente senza le stupidaggini del servo".
    Faccio mia questa frase di Cervantes citata nel testo in quanto man mano che leggevo ero curiosa di sapere fin dove si sarebbe spinta la fantasia dello scrittore nel descrivere le vicissitudini di questo buffo cavaliere a tratti ingenuo o forse veramente pazzo ma sempre sincero ed onesto, e del suo fido scudiero altrettanto squinternato, che viene sempre messo in mezzo a suo discapito.
    Tutti i personaggi sono ben caratterizzati e accompagnati da una storia seppur breve che li descrive e li rappresenta (certo che ognuno ha sempre qualcosa da dire) e non manca mai la carrambata, chi cerca qualcuno prima o poi lo ritrova!
    Alcune volte ammetto di aver voluto saltare qualche pagina, soprattutto nella prima parte in cui le tante digressioni interrompono lo svolgersi della storia principale, che comunque è condita bene poiché non sono mai inserite a sproposito. La seconda parte invece è quella che a mio avviso scorre meglio, la narrazione è più fluida e anche la storia è più interessante.
    Nel complesso un grande romanzo che non smentisce la propria fama, anche se di solito ciò che si conosce non è che una piccola parte di tutte le avventure che vengono raccontate nel libro.

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  • 4

    Molto piacevole, divertente, ma...

    Complessivamente non si può discutere: grande classico, assolutamente da leggere! Perchè non 5 stelle il giudizio? Perchè c'è anche la seconda parte...
    Il libro è davvero diviso in due parti. La prima ...continue

    Complessivamente non si può discutere: grande classico, assolutamente da leggere! Perchè non 5 stelle il giudizio? Perchè c'è anche la seconda parte...
    Il libro è davvero diviso in due parti. La prima è impeccabile: un susseguirsi di episodi divertentissimi, ritmo incalzante con la forte ironia data dal rapporto tra Don Chisciotte, che confonde qualsiasi fatto reale, anche il più normale, con il mondo fantasioso dei libri di cavalleria di cui si è circondato (l'episodio dei mulini a vento contro cui Don Chisciotte si scaglia credendo siano dei giganti è solo uno dei tanti...) e Sancio Pancia che, inutilmente, cerca ogni volta di riportare alla ragione Don Chisciotte o di fermarlo prima che questi finisca male scagliandosi contro fantomatici "nemici". Paradossale anche lo stesso Sancio Panza, che sì, cerca di riportare alla ragione Don Chisciotte, ma che vive lui stesso dell'illusione di quello che potrebbe ottenere come scudiero di Don Chisciotte. Morale: la prima parte si divora letteralmente.
    Qui, però, comincia la seconda parte. Subito cambia lo stile e si percepisce chiaramente la ragione per cui Cervantes l'abbia scritta. Tolti i primi capitoli che comunque risultano molto piacevoli, quando iniziano le altre avvenuture (tolta quella con il cavalliere degli specchi) l'ironia e ritmo che c'erano nella prima parte diventano solo un vago ricordo. L'apice (in negativo) si raggionge con l'avventura del burattinaio, che personalmente ho trovato lunga e noiosissima. Lì ho davvero pensato che se Cervantes si fosse fermato alla prima parte avrebbe fatto una bella cosa... Per fortuna, comunque, se si resiste sino a poco dopo la metà della seconda parte le cose migliorano, e a partire dall'episodio in cui Sancio si trova a divenire governatore dell'"isola Barattaria" il libro ritrova per incanto il gusto della parte I, che non abbandonerà fino alla fine.

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  • 0

    1605-1615 d.C.

    Un libro scritto 400 anni fa di una modernità sorprendete. Un opera che tocca più generi, in cui l'essere umano viene approfondito con ironia e sarcasmo. Penso che sia veramente una delle pietre milia ...continue

    Un libro scritto 400 anni fa di una modernità sorprendete. Un opera che tocca più generi, in cui l'essere umano viene approfondito con ironia e sarcasmo. Penso che sia veramente una delle pietre miliari del romanzo moderno-contemporaneo.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Excelente

    Que se puede decir de Don Quijote de la Mancha, puedo afirmar que al principio me pareció raro por el lenguaje pero conforme fui avanzando me fue convenciendo hasta disfrutar cada una de sus prosas. ...continue

    Que se puede decir de Don Quijote de la Mancha, puedo afirmar que al principio me pareció raro por el lenguaje pero conforme fui avanzando me fue convenciendo hasta disfrutar cada una de sus prosas.

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  • 0

    Un omaggio, per iniziare, al mio eroe preferito

    "Avevo alzato gli occhi e l’avevo visto. Lì, su un muro sgretolato di Corso Venezia. Gli strati d’intonaco sovrapposti si erano semi staccati svelando i ...continue

    Un omaggio, per iniziare, al mio eroe preferito

    "Avevo alzato gli occhi e l’avevo visto. Lì, su un muro sgretolato di Corso Venezia. Gli strati d’intonaco sovrapposti si erano semi staccati svelando i colori delle tinte sottostanti. Era lui, Don Alonso Quijano. La grande testa rettangolare di profilo, grigia e ocra, staccata dal corpo; lo squarcio dell’occhio di un colore scuro, sgranato, occupava quasi del tutto la parte ocra; attorno alla fronte, altri brandelli giallo scuro. Il corpo riprendeva, nelle sue rotture, i vari colori del viso, dando movimento alla figura. Nella parte alta la forma si allungava in una sorta di braccio, alla cui estremità le crepe avevano disegnato una croce. La sua spada.
    Da quel giorno lo cercai a lungo per le vie di Milano su vecchi muri che tra strappi d’intonaco muto e sfregi di scritte mi raccontassero la sua storia. Ecco lì, proprio in questo punto, ne vedevo la testa rotonda o quadrata o rettangolare e la riconoscevo come sua perché fissava con occhi sbucciati la strada che lo attendeva per la nuova, mirabolante avventura"

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  • 4

    Secondo me è uno di quei libri che la gente dice d'aver letto e che, invece, non ha mai toccato se non per qualche brano nell'antologia scolastica.
    Faccio ammenda del commento al primo libro e mi ricr ...continue

    Secondo me è uno di quei libri che la gente dice d'aver letto e che, invece, non ha mai toccato se non per qualche brano nell'antologia scolastica.
    Faccio ammenda del commento al primo libro e mi ricredo: divertente, parodistico, pieno zeppo di riflessioni e trovate narrative geniali... vi dico la verità: vorrei scrivere un sacco ma non me pija. Ciao.

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  • 5

    Chisciotte sogna, vive e crede di vivere in un altro mondo, oscilla come un pendolo tra finzione e realtà, confondendo i due livelli, a tratti volontariamente, perchè è in quell'illusione di cavalleri ...continue

    Chisciotte sogna, vive e crede di vivere in un altro mondo, oscilla come un pendolo tra finzione e realtà, confondendo i due livelli, a tratti volontariamente, perchè è in quell'illusione di cavalleria errante che ha realizzato la sua vita.

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  • 4

    Ennesima possibile *lettura* del Don Chisciotte.

    29 settembre 2015
    Nel 468 anniversario della nascita di Cervantes, che oggi ricorre, ho ritrovato questa possibile *lettura* del Don Chisciotte, che avevo ipotizzato scrivendo di altre cose qualche te ...continue

    29 settembre 2015
    Nel 468 anniversario della nascita di Cervantes, che oggi ricorre, ho ritrovato questa possibile *lettura* del Don Chisciotte, che avevo ipotizzato scrivendo di altre cose qualche tempo fa, e che rischiava di perdersi nel mare infinito dei testi digitali sparsi quà e là.
    "Una ennesima possibile interpretazione del Don Chisciotte della Mancia, che mi pare di non aver mai trovato, è paradossalmente quella *letterale*, cioè quello che Cervantes effettivamente racconta, specialmente nei primi capitoli: I libri forse non sono positivi di per sé, e occuparsi troppo ossessivamente di un argomento porta a distorcere la realtà. Don Chisciotte impazzisce perchè legge troppi libri di cavalleria, così come rischio di fare io con [...omissis...].
    Se qualcuno sa di una teoria già esistente simile a questa batta un colpo.

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  • 5

    Tra i libri che tutti fanno finta di aver letto (tipo La democrazia in America di Tocqueville) spicca certamente il Don Chisciotte (anzi, don Quijote) di Miguel de Cervantes, di cui tutti hanno presen ...continue

    Tra i libri che tutti fanno finta di aver letto (tipo La democrazia in America di Tocqueville) spicca certamente il Don Chisciotte (anzi, don Quijote) di Miguel de Cervantes, di cui tutti hanno presenti i tratti essenziali...

    Continua qua: https://cheremone.wordpress.com/2015/09/10/a-proposito-di-questo-farsi-dombra-delle-cose/

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  • 5

    La recensione è di MARINAF

    " Donchisciottarsi " ( Miguel de Unamuno )

    Riavventurarsi dopo tanti anni nella lettura del don Chisciotte sperando di uscirne indenni, è pura follia.
    Rileggerlo è perdersi definitivamente, lasciandos ...continue

    " Donchisciottarsi " ( Miguel de Unamuno )

    Riavventurarsi dopo tanti anni nella lettura del don Chisciotte sperando di uscirne indenni, è pura follia.
    Rileggerlo è perdersi definitivamente, lasciandosi sedurre irrimediabilmente dall'incantesimo che il libro produce in ogni suo lettore. Si cade incantati e lì si rimane, " nell'ultimo dei romanzi di cavalleria e nel primo romanzo psicologico delle lettere occidentali ".
    Uscirne è impossibile o meglio se ne può uscire solo donchisciottati o donchisciottanti allegramente ronzinanti.
    Qui infatti il personaggio non è solo una invenzione letteraria, non è solo più personaggio di finzione all'interno di una trama romanzesca, ma è un farsi archetipo, un divenire archetipo tra Utopia e Sogno. Ogni lettore avrà il suo don Chisciotte e si rifletterà in lui, nella misura in cui il sogno e l'utopia investiranno, toccheranno e scalderanno la sua vita.
    Non è un caso infatti che ogni cento anni dal 1605, anno di pubblicazione della prima parte del romanzo, si celebri don Chisciotte e non il suo autore. Cervantes viene subito dopo, oscurato dalla suo hidalgo che in sè porta anche il suo scudiero ( non si può immaginare don Chisciotte senza Sancio Panza, senza il loro continuo gioco di rapporti, senza l'improvvisazione giocosa del secondo ), trascinato ai margini del reale, al crocevia tra epico e picaresco nella gestazione di un nuovo modo di scrivere il mondo, spinto oltre la finzione, nelle strade polverose della Mancia , lasciato libero di dire tutta la sua follia, esasperandola violentemente in una liberazione improvvisa dopo anni di silenzioso nutrimento con letture di cavalieri erranti. Rapsodica follia su una saggezza disarmante. Qui la forza di don Chisciotte e la sua visionarietà. Il saper camminare accanto, lambendo la sottilissima riva tra realtà e sogno , tra realtà e immaginazione, sfiorando corde profondissime con la leggerezza del riso, entrando nell'immaginario collettivo come una scultura filiforme di Giacometti, in quell'immobilità penetrante quell'idea di assoluto. Libertà, giustizia, erranza, fede, fedeltà, amore, amor cortese, amicizia... Squarciando con la sua generosa follia l'ipocrisia del mondo, senza mai scendere nel tragico, perchè la sua è una momentanea e ardente implosione. Chisciottizarsi è, come splendidamente chiarisce Unamuno nella sua Vida, " accogliere l'intima saviezza della follia di colui che con la sua follia ci fa saggi ". Il sogno donchisciottesco di Unamuno " vola nell'aria, scende negli abissi dell'interiorità, nelle sue fiamme scalda la nostra immaginazione, e anche la nostra ragione. Le cuoce, le arroventa fino a sublimarle nell'utopia che insegna a non fuggire dal reale, ma a scavarne la dura crosta per cercare, là sotto l'opaco, il fuoco che brucia e illumina. In quell'ustione iniziatica i figli della luce che sono i fedeli di don Chisciotte possono scaldare l'utopia salvifica di un'architettura dell'interiorità, trasformando se stessi in una cattedrale fatta di spirito, più aerea, più luminosa e in pari tempo più solida ". " Il sogno di don Chisciotte-Unamuno è il fuoco del Dentro come alternativa alla forsennata fame di Altrove che divora il nostro tempo distratto, pauroso superficiale ". E come non amare questa rilettura del Chisciotte, che lo ripropone nella sua modernità, nella sua forza dirompende al di là dello stesso autore.
    E' un grido, " un gridare, gridare nel deserto " di un nuovo albeggiare all'inizio di un nuovo secolo e di un nuovo giorno. E' con l'alba che don Chisciotte inizia il suo errare, il suo essere realmente nel mondo e con se stesso, il suo incarnarsi da eroe di carta creato dal linguaggio in invenzione cosciente che non guarda il mondo ma lo " legge " attraverso quella sua follia di matrice erasmiana. " L'avventura di un folle meraviglioso che recupera una triste ragione ".( Octavio Paz ) Ma è in quell'ora incerta dell'albeggiare, densa di tormentato equilibrio ma nascente, carica di tutte le possibilità e portatrice di una nuova luce, tutta la forza di questa creatura sospesa trail vecchio e il nuovo mondo di una Spagna incerta di inizio secolo. " Non poteva essere diversamente per il personaggio di romanzo in cui prende corpo e si fa classico il romanzo occidentale, il personaggio che subisce in modo esemplare il sogno della libertà, quel sogno che a una certa ora, così incerta, nell'uomo si scatena ". ( Maria Zambrano )

    " Se la vita è sogno, lasciamela sognare infinita ". ( Miguel de Unamuno )

    Continuo a stare dentro questo romanzo che non ha fine. Non si può chiudere il don Chisciotte, qualcosa di luminoso che risplende oltre noi stessi, impalpabile e indefinibile. Quel qualcosa che brilla in quell'assonanza tutta spagnola tra locura y lectura e che crea vertigine. La libertà di un errare che non chiede un ritorno, ma un rinnovato andare. Attraversando, incontrare. Soffermandosi, sgretolare.
    Alleggerendosi, ripartire.

    Suena Alonso Quijano

    " El hombre se despierta de un incierto
    Sueno de alfanjes y de campo llano
    Y se toca la barba con la mano
    Y se pregunta si està herido o muerto.
    No lo perseguiràn los hechiceros
    Que han jurado su mal bajo la luna?
    Nada. Apenas el frìo. Apenas una
    Dolencia de sus anos postrimeros.
    El hidalgo fue un sueno de Cervantes
    Y doble sueno los confunde y algo
    Està pasando que pasò mucho antes.
    Quijano duerme y suena. Una batalla:
    Los mares de Lepanto y la metralla. "

    - Jorge Luis Borges -

    Per sapere come potrebbe essere la letteratura
    dei secoli a venire occorrerebbe soltanto - ha
    scritto Borges - conoscere come verrebbe letto
    il Chisciotte.

    said on 

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