Don Quixote

Publisher: Penguin Books Ltd

4.3
(5039)

Language: English | Number of Pages: 1056 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi traditional , Spanish , Portuguese , Chi simplified , German , French , Italian , Dutch , Polish , Greek , Indian (Hindi) , Danish

Isbn-10: 0140449094 | Isbn-13: 9780140449099 | Publish date:  | Edition Rev Ed

Translator: John Rutherford ; Curator: John Rutherford

Also available as: Hardcover , Audio CD , Library Binding , Audio Cassette , Unbound , School & Library Binding , Mass Market Paperback , Softcover and Stapled , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , Humor , Travel

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Book Description
Miguel de Cervantes's mock-epic masterwork, "Don Quixote" was voted the greatest book of all time by the Nobel Institute, and this "Penguin Classics" edition is translated with an introduction and notes by John Rutherford. "Don Quixote" has become so entranced by reading romances of chivalry that he determines to become a knight errant and pursue bold adventures, accompanied by his squire, the cunning Sancho Panza. As they roam the world together, the aging Quixote's fancy leads them wildly astray, tilting at windmills, fighting with friars, and distorting the rural Spanish landscape into a fantasy of impenetrable fortresses and wicked sorcerers. At the same time the relationship between the two men grows in fascinating subtlety. Often considered to be the first modern novel, "Don Quixote" is a wonderful burlesque of the popular literature its disordered protagonist is obsessed with. John Rutherford's landmark translation does full justice to the energy and wit of Cervantes' prose, and this edition of "Don Quixote" won the 2002 Premio Valle Inclan prize for translation. His introduction discusses the traditional works parodied in "Don Quixote" and issues of literary translation.
Miguel de Cervantes Saaverda's (1547-1616) life was occupied with a struggle to earn a livelihood from literature and humble government employment. As well as "Don Quixote", he wrote a number of plays and a collection of highly accomplished short stories, "Exemplary Tales" (1613). If you enjoyed "Don Quixote", you might like Homer's "Odyssey", also available in "Penguin Classics". "John Rutherford makes "Don Quixote" funny and readable ...His Quixote can be pompous, imposingly learned, secretly fearful, mad and touching". (Colin Burrow, "The Times Literary Supplement").
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  • 5

    Incommentabile, nel senso buono però!
    Cervantes trasporta in un altro mondo, inventato però credibile, sembra quasi di averlo conosciuto per davvero uno come il Quijote.

    said on 

  • 5

    Bellissimo. Una satira dei libri cavallereschi e anche il primo romanzo moderno della storia. Sebbene siano due libri voluminosi li ho letti tutti d'un fiato per quanto la storia è ironica e scorrevol ...continue

    Bellissimo. Una satira dei libri cavallereschi e anche il primo romanzo moderno della storia. Sebbene siano due libri voluminosi li ho letti tutti d'un fiato per quanto la storia è ironica e scorrevole. Che dire delle imprese di Don Chisciotte e del suo fedele scudiero Sancho Panza? Un vero spasso. Ma non mancano di certo momenti di grande riflessione, caratterizzati dalle digressioni nelle quali si delineano le storie dei personaggi che i due protagonisti incontreranno nel corso del loro viaggio. Un classico da non perdere.

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  • 0

    07/07
    Abbandonato già una volta dopo meno di 50 pagine. Ci riprovo.
    Devo riuscire a leggere 'sto libro!
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    18/07
    Quando parli di Don Chisciotte CHIUNQUE ti cita i mulini a vento e le ...continue

    07/07
    Abbandonato già una volta dopo meno di 50 pagine. Ci riprovo.
    Devo riuscire a leggere 'sto libro!
    -------------------
    18/07
    Quando parli di Don Chisciotte CHIUNQUE ti cita i mulini a vento e le pecore. Pure nella canzone di Guccini: mulini a vento e pecore. Tutti sanno dei mulini a vento e delle pecore.
    Il fatto è che i mulini a vento e le pecore sono nelle prime 128 pagine.
    Quindi o nelle restanti 800 pagine e spicci non succede nulla di significativo, o una percentuale considerevole di lettori si ferma dopo un tot e poi parla dei mulini e delle pecore, perché quelli ha trovato. Dubbi, grandi dubbi.
    Io proseguo, vediamo che fa.
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    20/07
    E perché tra gli episodi che vengono citati, sempre gli stessi due o tre, nessuno parla mai dei galeotti? Perché si tende a vedere questo romanzo come la summa dell'ironia e del sarcasmo, lo sbeffeggiamento della letteratura "costruita", la metafora dell'idealismo, l'accusa contro i "mala tempora" che sempre currunt, e tutta una serie di robe fighe che io, nella mia pochezza, non colgo... e non si fa mai riferimento ai galeotti?
    Non è metafora di niente il fatto che 'sto matto libera dei condannati perché, cito, "mi sembra dura cosa rendere schiavi coloro che Dio e natura hanno creato liberi. Lasciate che ognuno se la veda con il proprio peccato, il Dio del cielo non dimentica di punire il cattivo e premiare il buono, e non è bene che uomini onorati siano i carnefici di altri uomini, e senza nessun vantaggio" (corsivo mio)?
    Perché non è uno degli episodi che si nominano in continuazione per far vedere di aver letto il libro?
    E perché Cervantes fa rubare a uno dei galeotti il mulo di Sancio, se poi a singhiozzo dimentica di averlo fatto? C'è addirittura una pagina in cui lo fa smontare dal mulo e, dopo non più di dieci righe, gli fa ricordare il bandito che gliel'ha portato via. Dieci righe!
    Proseguo, ma già me ne sto pentendo.
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    26/07
    Cinquantaquattro pagine di "Novella del curioso imprevidente" (curioso imprevidente? "Marito deficiente" era troppo esplicito e non si poteva dire?), inserita in un punto in cui finalmente Don Chisciotte dorme, non sproloquia e non fa danni - salvo decapitare qualche botte di vino in un attimo di sonnambulismo, sognando di uccidere giganti. Cinquantaquattro pagine. Di storiella veramente inutile, con personaggi che monologano anche per tre pagine di fila, chissà la sete a fine discorso. Cinquantaquattro pagine che potevano essermi risparmiate... e invece no, la tortura deve essere tale, o l'onore non sarà meritato.
    Sono a pagina 333. La strada verso la 1014 è ancora lunga.

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  • 4

    Un bellissimo classico

    Nonostante la luunga pausa di 5 mesi per riprenderlo e il fatto di rileggere parecchi pezzi almeno venti volte perchè mi distraevano XD, è stata una bella lettura, molto divertente. La seconda parte è ...continue

    Nonostante la luunga pausa di 5 mesi per riprenderlo e il fatto di rileggere parecchi pezzi almeno venti volte perchè mi distraevano XD, è stata una bella lettura, molto divertente. La seconda parte è scivolata via più facilmente. Sicuramente lo rileggerò negli anni.. e in tempi più brevi

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  • 5

    Che dire....un classico che un amante della lettura non può assolutamente non leggere...Cervantes descrive e decanta le avventure dei suoi due non convenzionali eroi con una dolcezza ed una eleganza s ...continue

    Che dire....un classico che un amante della lettura non può assolutamente non leggere...Cervantes descrive e decanta le avventure dei suoi due non convenzionali eroi con una dolcezza ed una eleganza stilistica che non può non condurre il lettore ad anare il prode cavaliere ed il suo scudiero dal cuore d'oro....Da leggere ed amare

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  • 5

    Un uomo e la sua stanza piena di libri. E fuori il mondo, fatto di battaglie ed avventure. Il richiamo dell'amore e il suo ideale.
    Ma soprattutto la libertà di immaginare e di credere alle proprie imm ...continue

    Un uomo e la sua stanza piena di libri. E fuori il mondo, fatto di battaglie ed avventure. Il richiamo dell'amore e il suo ideale.
    Ma soprattutto la libertà di immaginare e di credere alle proprie immaginazioni, di lottare per la loro verità, di perdere, di essere preso per pazzo... e di rimanere, proprio per questo, profondamente uomo!
    Il libro dei libri, biblioteca di Borges, scaturigine di ogni immaginazione, finzione della realtà e realtà della finzione, quete ariostesca, dramma shakespeariano, specchio e doppio di se stesso... tutto ciò che è letteratura qui si concentra.

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