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Donna & top manager

La mia storia

Di

Editore: Rizzoli

4.0
(7)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 264 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8817851353 | Isbn-13: 9788817851350 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida

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Descrizione del libro
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    L'utopia realizzata - e dimenticata - di Adriano Olivetti

    E' una biografia ben scritta, dallo stile asciutto, che regala atmosfere delle molte città in cui Marisa Bellisario ha lavorato, con gusto e gioia di vivere. Intercalando riunioni al vertice a cene sui grattacieli di New York; vacanze esotiche a repentini cambi di azienda; appuntamenti al vertice ...continua

    E' una biografia ben scritta, dallo stile asciutto, che regala atmosfere delle molte città in cui Marisa Bellisario ha lavorato, con gusto e gioia di vivere. Intercalando riunioni al vertice a cene sui grattacieli di New York; vacanze esotiche a repentini cambi di azienda; appuntamenti al vertice per fusioni societarie a festose escursioni di shopping in negozi esclusivi o in mercatini esotici.
    Milano, New York, Ivrea, Torino, sono alcune città in cui questa top manager pioniera ha operato, raccogliendo grandi sfide, guidata da una mentalità internazionale.
    Rispetto ai suoi colleghi uomini, la difficoltà professionale è stata accresciuta da stupori, diffidenze, invidie, della società maschilista degli anni '50, '60, '70, '80....; una società provinciale che non riusciva (e, direi, non riesce) a concepire una donna in posizione apicale negli organigrammi aziendali. Una donna, nella fattispecie, neanche un pò mimetizzata nella figura maschile; ma fantasiosa e colorata, nell'abbigliamento come negli atteggiamenti. Una persona che ha lottato per essere giudicata solo sulla base delle proprie - grandi - doti imprenditoriali.
    Questa biografia di fatto ripercorre la storia dell'informatica italiana delle origini ed il successo presto negatole da resistenze, miopie e conservatorismi dei vecchi potentati imprenditoriali.
    Un'informatica di frontiera e di altissimo livello, quella italiana degli anni '50 e '60, dunque necessarimente costosa; i "cervelli elettronici" - come erano suggestivamente chiamati allora - venivano curati anche esteticamente, come opere d'arte, da grandi designers (es.: Ettore Sottsass) che regalavano loro linee pulite, di gusto "fantascientifico".
    Tutto ciò costituisce quella che è stata giustamente definita "l'utopia realizzata" di Adriano Olivetti, imprenditore dotato di assoluta, isolata, civiltà sociale. In azienda Olivetti curava gli ambienti di lavoro e le infrastrutture sociali per i dipendenti (asili nido, riviste, ecc.) così come curava la qualità dei prodotti. Ciò rendeva la Olivetti una comunità, prima ancora che un'azienda. E ne faceva un'impresa detentrice di quote di mercato consistenti ed in rapido incremento,a livello anche internazionale, nel settore dell'automazione d'ufficio e dell'elettronica.
    La morte prematura di Adriano Olivetti ha stroncato tutto questo. Nessun imprenditore in Italia ha seguito le sue politiche imprenditoriali, civili e vincenti al tempo stesso.
    Marisa Bellisario, che in Olivetti si è formata, sotto alcuni aspetti ha fatto propria la lungimiranza di Adriano Olivetti e, come manager, ha cercato di attuarla; ed ha ottenuto risultati eccezionali, come il risanamento e la modernizzazione dell'Italtel, nonostante il boicottaggio dei potentati imprenditoriali, che alla fine hanno prevalso.
    Così, l'Italia di oggi è priva di una proprio settore di ricerca informatica. E, da leader nel settore quale era, è ora importatrice di prodotti informatici di largo consumo, che stordiscono il consumatore e creano talvolta dipendenza; un'Italia, quella di oggi, assolutamente inconsapevole del ruolo sociale che l'automazione dei processi può avere nella organizzazione del lavoro: migliorare la qualità della vita e regalare tempo alla persona.

    ha scritto il