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Donnarumma all'assalto

By Ottiero Ottieri

(17)

| Others | 9788878197442

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Book Description

16 Reviews

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    Indùstriati! #1: Donnarumma

    La fabbrica che nasce a Pozzuoli-Santamaria è struttura calata dall’alto che per attecchire deve affrontare le difficoltà di una realtà già di per sé magmatica, fluida e in alcuni aspetti oscura …

    La psicotecnica è lo strumento attraverso il quale i ...(continue)

    La fabbrica che nasce a Pozzuoli-Santamaria è struttura calata dall’alto che per attecchire deve affrontare le difficoltà di una realtà già di per sé magmatica, fluida e in alcuni aspetti oscura …

    La psicotecnica è lo strumento attraverso il quale il protagonista cercherà di cogliere l’oro: trovare gli nel popolo meridionale le risorse umane utili alla prosperità della fabbrica. I test psicotecnici, quindi: la loro descrizione dei test viene condotta in modo asettico, forse celatamente ironico, quasi l’autore non credesse nella loro efficacia. La procedura il più delle volte fallisce; i candidati spesso non superano lo scoglio dei test e dei successivi colloqui venendo ricacciati nel limbo di coloro che premono per entrare, rimossi, confinati nella zona franca della portineria. Da lì incombono sempre, imperterriti, statue di sale... continua su http://lunadifronte.wordpress.com/2014/03/17/industriat…

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    hungrybear85 (l'orso divora-libri) e Niniel said on Mar 18, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Scritto nel 1959, a valle dell'esperienza di Ottieri in Olivetti, descrive un mondo lontano in cui la disoccupazione era vissuta dal popolo non con rassegnazione ma con - violento - senso di privazione. Ottima scrittura, con un piglio che si fa inter ...(continue)

    Scritto nel 1959, a valle dell'esperienza di Ottieri in Olivetti, descrive un mondo lontano in cui la disoccupazione era vissuta dal popolo non con rassegnazione ma con - violento - senso di privazione. Ottima scrittura, con un piglio che si fa interno ed esterno alla storia nell'unire la partecipazione emotiva del protagonista alle più distaccate osservazioni di sociologia del lavoro.

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    dv said on Jan 11, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Risorse Umane

    "La disoccupazione non è un segreto".

    Caposaldo della c.d. letteratura industriale, questo romanzo documentaristico di Ottieri mostra al lettore i movimenti, le idee, gli scontri intorno alla nascita dell'Olivetti di Pozzuoli.
    Nei giorni delle sele ...(continue)

    "La disoccupazione non è un segreto".

    Caposaldo della c.d. letteratura industriale, questo romanzo documentaristico di Ottieri mostra al lettore i movimenti, le idee, gli scontri intorno alla nascita dell'Olivetti di Pozzuoli.
    Nei giorni delle selezioni del personale, fra test e colloqui (con dialoghi eccezionali), accade uno "scontro di civiltà": l'ansia dell'apparato industriale, animata di ottime intenzioni, di portare al Sud l'efficienza e il progresso dell'Italia Settentrionale, deve fare i conti con la disperazione e, talvolta, l'irrazionalità di un'intera popolazione. Emerge, così, anche il volto meno patinato della fabbrica, dello stabilimento, con i suoi ingranaggi sporchi e vischiosi. Emerge, inoltre, l'umanità destinata a essere disillusa del protagonista, lo stesso Ottieri.

    Un breve filmato d'epoca:
    https://www.youtube.com/watch?v=m-1Z_YyWNUo

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    mariafre said on Jan 25, 2013 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Nonostante tutto.
    Io sto con Donnarumma.

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    Giax said on Jan 22, 2013 | Add your feedback

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    pag. 224

    E' pericoloso ammalarsi di aziendalismo.
    L'aziendalismo è l'amore umano, inevitabile ma orgoglioso, al proprio lavoro, al marchio di fabbrica; ma anche la rinuncia a capire, a confrontarsi con altri marchi di fabbrica e a partecipare a una ...(continue)

    pag. 224

    E' pericoloso ammalarsi di aziendalismo.
    L'aziendalismo è l'amore umano, inevitabile ma orgoglioso, al proprio lavoro, al marchio di fabbrica; ma anche la rinuncia a capire, a confrontarsi con altri marchi di fabbrica e a partecipare a una vita più larga. L'aziendalismo è il rifugio da una società cui non si crede, in cui non si spera più.

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    Mr Shankly said on Dec 6, 2012 | Add your feedback

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    La tristezza operaia

    Questo romanzo fa parte di quel filone chiamato letteratura-industria e che nasce poco dopo la fondazione di un giornale, Il Menabò, da parte di Italo Calvino e Elio Vittorini. Alla fine degli anni '50 vi lanciano un dibattito che invit ...(continue)

    Questo romanzo fa parte di quel filone chiamato letteratura-industria e che nasce poco dopo la fondazione di un giornale, Il Menabò, da parte di Italo Calvino e Elio Vittorini. Alla fine degli anni '50 vi lanciano un dibattito che invitava a riflettere sulle nuove forme di romanzo e su cosa fosse diventata la letteratura - fatto che per l'ambiente culturale rappresentò un vero e proprio scossone. Calvino e Vittorini misero a fuoco che se la nuova forma di economia era l'industria, la letteratura non poteva restarne estranea e immune. "Letteratura-industria" era proprio il titolo dato al dibattito, che principalmente voleva riflettere su quale rapporto potesse esistere tra le due.

    Come disse Vittorini, in realtà non si tratta solo di romanzi ambientati all'interno di una fabbrica, il punto è piuttosto la nuova soggettività del romanzo e soprattutto ciò che aveva portato ad una modernizzazione di questo tipo - tenendo conto delle condizioni lavorative ed emotive degli individui. Mettere quindi in scena l'alienazione.

    Il dibattito, che durò ben due anni, nota come di fatto il romanzo avesse già iniziato ad analizzare questa nuova realtà: esistevano infatti una serie di romanzi che avevano come protagonisti operai o impiegati, rappresentanti delle mutate condizioni della fabbrica. L'operaio è diventato merce lui stesso, poiché la catena di montaggio è un sistema che cosifica chi compie l'azione, sempre la stessa, ripetutamente e all'infinito. Nella fabbrica non si ha identità, soggettività, si è solamente un numero. Una condizione che più tardi verrà definita la “tristezza operaia".
    A ben pensarci oggi esiste un fenomeno simile per quanto riguarda la precarietà, il dramma della condizione giovanile del lavoro, una condizione rappresentata tramite personaggi che a primo impatto sembrano folli, ma che col loro essere "fuori asse" non fanno altro che amplificare la situazione in cui vivono - esattamente quel che accadeva all'epoca con l'avvento dell'industria.

    Ma fatta questa premessa, veniamo ad Ottieri ed al suo romanzo.
    Uscito dal dopo guerra poco più che studente, Ottieri - giovane socialista intellettuale - decide di andare a vedere personalmente gli snodi post-bellici: dapprima a Firenze e poi a Milano, poiché senza dubbio il fulcro dei cambiamenti in atto si trova al nord.
    E' necessario qui fare un altro nome, fondamentale per la stesura di Donnarumma all'assalto: si tratta di Adriano Olivetti, un uomo che è quel che si definisce un "industriale illuminato", poiché capì che le condizioni di lavoro dovevano necessariamente essere le migliori possibili ed ha un'intuizione per rendere concrete le proprie idee: pensa di legare la propria concettualità ad un gruppo di intellettuali in grado di dar forma al suo pensiero, in modo tale da trasformare la fabbrica anche in una fabbrica di cervelli. Il suo era un modello assolutamente rivoluzionario. Ottieri riesce ad ottenere un colloquio con lui, che lo riconosce come possibile risorsa per la sua fabbrica, e lo assume. Nonostante Ottieri si ammali subito dopo di meningite, Olivetti non lo licenzia, e lo manda invece dove sta per sorgere un nuovo stabilimento Olivetti, al sud, a Pozzuoli. Una fabbrica che sarà innovativa sia dal punto di vista strutturale, ma anche perché gli operai dovranno esser scelti sulla base di una serie di test attitudinali.

    Donnarumma all'assalto racconta proprio la sua esperienza, celando tutti sotto altre identità: il protagonista, maschera dello stesso Ottieri, si reca a S. Maria per organizzare e gestire una serie di test validi per l'assunzione; il pensiero di Olivetti era che tramite questi test fosse possibile cambiare il sistema migliorando le condizioni di lavoro collettive - pensiero condiviso dal protagonista che dal nord si trasferisce al sud assieme alla famiglia.
    Tutto il libro si rivela in realtà una dimostrazione continua di come fabbrica e cultura non possano comunicare, perché antagonismi. Anche l'idea di Olivetti, infatti, si dimostrò a distanza di tempo niente più che una grande utopia. Pagina dopo pagina il protagonista è sempre più perplesso di fronte ad una civiltà contadina che non riesce a farsi operaia, ed entrando in contatto con soggetti minacciosi che vogliono essere assunti pur non avendone le capacità, come proprio Donnarumma. Ha quindi inizio il dilemma irrisolvibile se sia possibile un'industria umana in cui il soggetto possa sfuggire all'alienazione o al diventare un "Donnarumma all'assalto".

    La forza del romanzo-testimonianza è il tema stesso, che andò a colpire gli ideali di Olivetti che dimostra l'impossibilità di cambiare il sistema; il testo non ebbe perciò vita facile.
    E' un'esperienza molto forte di forma romanzo che s'incarica di analizzare e rappresentare la realtà, una forma non pedagogica ma che costringe piuttosto il lettore all'analisi della società in cui vive.

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    Lady Rouge said on Nov 11, 2012 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (17)
    • 4 stars
    • 3 stars
  • Others 253 Pages
  • ISBN-10: 8878197440
  • ISBN-13: 9788878197442
  • Publisher: TEA
  • Publish date: 1995-01-01
  • Also available as: Paperback , Hardcover
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