Donne che corrono coi lupi

Di

Editore: Frassinelli

4.1
(1634)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 560 | Formato: Altri

Isbn-10: 8888320032 | Isbn-13: 9788888320038 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati

Genere: Narrativa & Letteratura , Salute, Mente e Corpo , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
In questa edizione Clarissa Pinkola Estés propone in una versione ampliata, aggiornata e ricca di approfondimenti il long-seller che dagli anni Novanta continua a influenzare intere generazioni.
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  • 1

    Arigato zaishö! Per me l'archetipo della "sola"

    Sono stata tentata di abbandonarlo diverse volte ma siccome sono una testarda ho voluto finirlo nonostante questo libro non sia nelle mie corde, troppa magia, troppe analisi uguali o simili ripetute p ...continua

    Sono stata tentata di abbandonarlo diverse volte ma siccome sono una testarda ho voluto finirlo nonostante questo libro non sia nelle mie corde, troppa magia, troppe analisi uguali o simili ripetute più e più volte e troppi luoghi comuni. L’ho trovato banale, scontato e noioso.
    (Forse lo avrei dovuto leggere a 14anni per apprezzarlo di più? Me lo sono chiesta perché a 34anni tutte le rivelazioni che l’autrice scrive e descrive mille volte mi sembrano cose normali e assodate. Forse nell’adolescenza le sue “verità” sarebbero state più utili… ma molto forse…).
    Praticamente è un saggio su “come la donna deve difendersi e riprendersi i suoi spazi”; magari l’argomento sarebbe stato anche interessante ma è stato trattato male, davvero pesante e lungo, ripetitivo è la parola che più gli si addice.

    ha scritto il 

  • 3

    Donne, in bocca al lupo

    La vita è una lunga ricerca del proprio Sé interiore, dell’anima selvaggia che alberga in ogni donna, spesso repressa da retaggi culturali e modelli educativi che soffocano la natura istintiva e pulsi ...continua

    La vita è una lunga ricerca del proprio Sé interiore, dell’anima selvaggia che alberga in ogni donna, spesso repressa da retaggi culturali e modelli educativi che soffocano la natura istintiva e pulsionale propria di ogni “femmina”: questo vuole essere il messaggio lanciato dalla psicanalista junghiana Clarissa Pinkola Estés, che partorisce il testo dopo una ricerca ultra ventennale su miti, leggende e storie narrate dalle più disparate ed esotiche tradizioni popolari, metafore dell’esistenza tramandate di generazione in generazione. Attraverso fiabe, favole e racconti raccolti nel lungo arco della sua ricerca (alla quale ha affiancato l’attività professionale), la Estés ripercorre i passi che portano le donne – creature da sempre vessate, oppresse, castrate nel proprio istinto vitale – alla restaurazione del mondo naturale interiore, in una “corsa con i lupi” che permette di ricollegarsi al ritmo biologico primordiale. Lo scopo è arrivare alla consapevolezza di una necessità di depatologizzazione della natura istintuale e integrale, per mezzo di un “disvelamento” dei vincoli psichici che ci legano – in quando donne, madri, mogli, amanti e figlie – al mondo naturale. Leggendo ed analizzando insieme all’autrice vecchie storie come La piccola fiammiferaia, Il brutto anatroccolo, Vassilissa, Barbablù (solo alcune fra le più note) arriviamo a comprendere, o almeno ad intuire, il percorso psichico ed emotivo da compiere per giungere alla definitiva liberazione delle catene culturali che ci impongono modelli di vita prefissati dalla società e ci impediscono di vivere appieno la nostra sessualità, creatività, libertà di espressione. Un piccolo aiuto per arrivare a restaurare il giusto “ritmo biologico” e una soddisfazione genuina, che consenta alla Donna-selvaggia di riconoscere se stessa.
    Un testo da leggere con attenzione e con il dovuto tempo a disposizione, per elaborare bene ogni singolo capitolo.Un testo da leggere con attenzione e con il dovuto tempo a disposizione, per elaborare bene ogni singolo capitolo. Unica pecca: la scrittura, forse troppo pedante e ridondante e per certi aspetti ripetitiva, smorza l’efficacia del messaggio pregnante che emerge limpido dalla tradizione velata di mitologia.

    ha scritto il 

  • 3

    "Le storie sono un balsamo"... in tutti i sensi!

    Non amo i saggi, ma devo dire che questo non è male... forse perchè ogni capitolo si incentra su una o più storie, inteso proprio come favole, quindi non si tratta di semplice e noiosa teoria, teoria, ...continua

    Non amo i saggi, ma devo dire che questo non è male... forse perchè ogni capitolo si incentra su una o più storie, inteso proprio come favole, quindi non si tratta di semplice e noiosa teoria, teoria, teoria.
    Ho trovato interessanti alcuni consigli per tornare in contatto con la Donna Selvaggia interiore... vedrò di metterli in pratica, per vedere se sono anche utili. Sicuramente la riflessione sull'essere donna, su come vivere a pieno e più consapevolmente questa condizione è stata stimolata e quindi, perchè no resa interessante da approfondire.
    La scrittura dell'autrice è scorrevole e piacevole, il tono mai pesante o da so-tutto-io (tranello in cui spesso cadono quelli che si occupano di questi temi, a mio parere). Nella libreria di casa mia è presente anche il romanzo della Estés, Il giardiniere dell'anima...penso che le darò questa possibilità.

    ha scritto il 

  • 2

    un'astuta operazione commerciale...

    Leggendo le altre recensioni, deduco che sono stata io a non aver apprezzato appieno questo romanzo. Forse perchè mi aspettavo appunto un romanzo e non un saggio, ma mi ha annoiato a morte dalla prima ...continua

    Leggendo le altre recensioni, deduco che sono stata io a non aver apprezzato appieno questo romanzo. Forse perchè mi aspettavo appunto un romanzo e non un saggio, ma mi ha annoiato a morte dalla prima all'ultima pagina, pesante e lungo e ripetitivo. Non finiva più!!! Sono stata tentata più volte di abbandonarlo, ma solo la mia cocciutaggine e la voglia di capire perchè gli altri lo hanno trovato così interessante, mi ha portato fino all'ultima pagina. Ma che fatica! Ripeto, sicuramente sono io che non ero nello stato d'animo adatto e propenso a questo tipo di lettura, ma in fin dei conti, mi è sembrata un'astuta operazione commerciale.

    ha scritto il 

  • 0

    due palle - Questo libro mi era stato caldamente consigliato (ma proprio tanto) da una mia collega. Diceva che le aveva cambiato la vita e che già a pagina 10 piangerva come un vitello (parole testual ...continua

    due palle - Questo libro mi era stato caldamente consigliato (ma proprio tanto) da una mia collega. Diceva che le aveva cambiato la vita e che già a pagina 10 piangerva come un vitello (parole testuali). In effetti anch'io ho pianto come un vitello, ma per la noia. L'argomento è sicuramente interessante, noi donne selvagge che siamo state rinchiuse in una gabbia e non vogliamo nemmeno più uscirne e quando lo vogliamo abbiamo come unico mezzo la pazzia... si, però che due palle. Sarà colpa della scrittura? O, come mi ha detto la mia collega, non era il momento giusto per me? Dovrei riprovarci? Non so, per ora quando ci ripenso mi viene la nausea di quel libro. (Freud avrebbe da ridire su quest'ultima cosa?)

    ha scritto il 

  • 0

    Mamma mia che impresa è stata questa lettura! Illuminante sotto certi aspetti, noiosa oltre ogni modo per altri.. C'ho messo sei mesi ma sono arrivata in fondo!!!
    Questo libro mi è stato dato da un'am ...continua

    Mamma mia che impresa è stata questa lettura! Illuminante sotto certi aspetti, noiosa oltre ogni modo per altri.. C'ho messo sei mesi ma sono arrivata in fondo!!!
    Questo libro mi è stato dato da un'amica (a cui avevo prestato anni fa L'ombra del vento, e che mi deve ancora restituire), dicendomi "vedrai che questo libro ti cambierà la vita! Nel mentre che rintraccio il tuo libro, leggi questo.."
    Io sono partita con le migliori intenzioni, ma la magia non è accaduta. Non dico che è stato tutto tempo perso, perchè più volte mi sono ritrovata a fare alcune riflessioni su ciò che avevo letto, ma in alcuni passaggi ho avuto la sensazione di leggere il testo di filosofia delle superiori (il professore era un tesoro, ma la materia non mi è mai piaciuta!).

    ha scritto il 

  • 0

    ...abbandonato...

    (a pag. 425, vedo: c'è un piccolo bottone a ricordarmelo, chissà come mai)
    ...perché non so correre, perché finirlo vorrebbe dire aver intuito appena i nodi diversi che mi fanno come sono e a volte ...continua

    (a pag. 425, vedo: c'è un piccolo bottone a ricordarmelo, chissà come mai)
    ...perché non so correre, perché finirlo vorrebbe dire aver intuito appena i nodi diversi che mi fanno come sono e a volte come non sono...troppa grazia, pensare che un libro ci possa riuscire, ma io ancora credo nei libri, nel loro potere quasi taumaturgico, di insegnare e 'mostrare la via di un dove'...beh, voglio rimanere per strada, avere la possibilità di fermarmi e crogiolarmi nelle mie povere inettitudini e incomprensioni. Sono io. Sono solo, miseramente io...e va bene così.

    ha scritto il 

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