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Donne che corrono coi lupi

Di

Editore: Frassinelli

4.1
(1462)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 608 | Formato: Copertina morbida e spillati

Isbn-10: 8888320334 | Isbn-13: 9788888320335 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Health, Mind & Body , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
Clarissa Pinkola Estés, psicanalista junghiana nonché maestra indiscussa nella ricerca della felicità per milioni di donne, ripropone in una versione ampliata, aggiornata e ricca di approfondimenti, l'intramontabile capolavoro di arte, poesia, psicologia e spiritualità che, dagli anni Novanta, continua ad affascinare ed influenzare intere generazioni. La Donna Selvaggia, intesa come forza psichica potente, istintuale e creatrice, lupa ferina e al contempo materna, ma soffocata da paure, insicurezza e stereotipi, èla straordinaria intuizione che ha fondato una psicanalisi del femminile. E ha cambiato la vita di moltissime persone. Non meno originale è il metodo utilizzato dalla studiosa, che, attraverso un lavoro di ricerca ventennale, ha attinto alle fiabe e ai miti presenti nelle più diverse tradizioni culturali, per aiutare il lettore a scoprire chi è veramente, a liberarsi dalle catene di un'esistenza non conforme ai bisogni più autentici e a "correre" con il proprio Sé. Barbablù, La piccola fiammiferaia, Vassilissa, Il brutto anatroccolo... fiabe udite durante l'infanzia e trasformate, in questo testo unico e ancora più chiaro e completo, in magiche suggestioni per crescere interiormente.

«Un successo planetario cominciato con un miracoloso passaparola.»
Io Donna

«Uscito negli anni Novanta è già un classico. Scritto per le donne, è un 'ottima sfida anche per gli uomini.»
II Sole-24 ORE

«Tenete sul comodino quest'opera intramontabile. A più di dieci anni dalla sua uscita è ancora un libro magico, da aprire anche a caso, trovando sempre una risposta e un suggerimento su come evitare le trappole, sconfiggere i predatori e conquistare la propria libertà. »
Elle

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  • 4

    non aprite quella porta

    C’era una volta, una settimana fa, o anche ieri, o un anno fa, una storia che a leggerla si faceva fatica. C’era una volta, una vita fa, ma anche ieri, un posto delle fragole da ricercare, finché il sogno non diventava oscuro, tanto oscuro che ci si addormentava, e al risveglio non ci si ricordav ...continua

    C’era una volta, una settimana fa, o anche ieri, o un anno fa, una storia che a leggerla si faceva fatica. C’era una volta, una vita fa, ma anche ieri, un posto delle fragole da ricercare, finché il sogno non diventava oscuro, tanto oscuro che ci si addormentava, e al risveglio non ci si ricordava più la strada, e neanche il campo di fragole. Niente.
    Ma c’era anche una meravigliosa danza che si danzava, con in petto un mazzo di piume che sarebbero diventate ali, e noi si danzava perché si sapeva che le ali sarebbero state sufficienti al volo.
    E si lasciava agli altri l’indulgenza della vita perché la vita non è fatta d’immagini e neanche di parole, ma si è sempre in un altrove ma anche no, purché si possa tornare alla nostra anima-casa, qualsiasi posto va bene.
    C’era una volta, dieci anni fa ma anche adesso, il predatore della nostra pelle. Furtivo, suadente, ammiccante. E noi, abbagliate, gli abbiamo permesso di levarcela.
    Così è iniziato il dolore.
    Il dolore sbagliato nel corpo perfetto.
    Riconoscermi è stato spesso doloroso. Persefone baratta sé stessa con la calma piatta dell’accondiscendenza e la sua discesa agli inferi rischia di non avere più un ritorno. Ci sarà una Demetra anche per noi?
    Intanto si danza, si danza, non più il ballo sospeso nella terra delle fragole ma una pantomina che puzza di osceno mentre nelle scarpette rosse delle nostre false ossessioni, simili a Icari zoppi, giriamo e giriamo sino allo sfinimento. Bussiamo alle porte sbagliate nella speranza che la nostra danza volgare si accasci pur sapendo che la vecchia strega non ci aiuterà.
    Così, meglio farci troncare i piedi e fermarci per ritornare ancora noi, piuttosto che restare per sempre col cuore in ritardo.
    Da leggere.

    ha scritto il 

  • 5

    Speciale

    Certo questo non è un libro che può essere preso alla leggera e affrontato come un romanzo. Regala attimi di pura riflessione, ti mette di fronte ad uno specchio e ti spoglia di tutto il substrato che normalmente si usa per nascondersi agli occhi degli altri o al contrario per entrare nelle grazi ...continua

    Certo questo non è un libro che può essere preso alla leggera e affrontato come un romanzo. Regala attimi di pura riflessione, ti mette di fronte ad uno specchio e ti spoglia di tutto il substrato che normalmente si usa per nascondersi agli occhi degli altri o al contrario per entrare nelle grazie di un determinato gruppo. Rifletti su ogni cosa, ogni particolare della tua esistenza e capisci che se vivi in un periodo di stallo è perché hai perso il contatto con ciò che veramente sei. Questo più che un libro è un manuale, che ti sblocca determinati grovigli dell'anima, non a caso l'autrice (Clarissa Pinkola Estes) è una psicologa della scuola Junghiana, ci accompagna verso la consapevolezza che molte fasi della vita che si attraversano servono a scoprirci e meglio conoscerci, a volte per fortificarci. Sopratutto scopriamo che quando stiamo percorrendo la nostra strada gli errori, gli intoppi, non sono nulla in confronto alla soddisfazione che proviamo sapendo che stiamo creando qualcosa di nostro, di veramente nostro, qualcosa di prezioso che cresce lentamente come un seme piantato nel terreno e che le nostre lacrime e i nostri sforzi rendono fertile e rigoglioso. Siamo in quello che i cattolici chiamerebbero stato di grazia, siamo luminosi e in relazione con l'universo.
    Quando l'ho finito mi è dispiaciuto e me ne sono sentita orfana. Probabilmente lo rileggerò e ne farò uso come si ricorre ad un dizionario quando non si ricorda il significato di una parola o la sua etimologia.

    ha scritto il 

  • 4

    é un saggio che consiglio a tutte le donne (e perché no anche ai maschietti), specie a coloro che si trovano ad affrontare problemi senza averne la forza adeguata o che sanno che stanno seppellendo qualcosa del proprio io a favore di una facciata. Un libro che tramite le favole insegna molto, ins ...continua

    é un saggio che consiglio a tutte le donne (e perché no anche ai maschietti), specie a coloro che si trovano ad affrontare problemi senza averne la forza adeguata o che sanno che stanno seppellendo qualcosa del proprio io a favore di una facciata. Un libro che tramite le favole insegna molto, insegna a crescere e a riempire quelle lacune che abbiamo lasciato indietro quando abbiamo scavalcato, poco furbescamente, qualche gradino della scala della maturazione. é un po' prolisso e non ho amato molto l'interpretazione forzata di alcune favole, ma il fatto che lascia davvero qualcosa di costruttivo dentro è innegabile.
    Uno di quei libri da tenere a portata di mano quando serve un'iniezione di forza e coraggio.
    E ora tutti insieme: AUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUU

    ha scritto il 

  • 5

    Prima di avvicinarmi a questo libro ero un po' scettica, avendo paura di trovarmi di fronte a una lettura troppo psicologica e poco archetipica della psiche femminile. Invece il libro di CPE non è né l'uno né l'altro, bensì offre una chiave terrena e acquosa, come una specie di talismano, una cos ...continua

    Prima di avvicinarmi a questo libro ero un po' scettica, avendo paura di trovarmi di fronte a una lettura troppo psicologica e poco archetipica della psiche femminile. Invece il libro di CPE non è né l'uno né l'altro, bensì offre una chiave terrena e acquosa, come una specie di talismano, una cosa concreta e avvicinabile, per leggere le esperienze attraverso cui ogni donna passa almeno una volta nella vita. Le storie del libro ci raccontano esperienze e sensazioni a cui spesso non si riesce neppure a dare un nome, oppure che ci fanno sentire sole. Leggendo Donne che corrono coi lupi, invece, ci si sente parte di una comunità, ci si sente davvero davanti a un fuoco insieme ad altre compagne ascoltando una cantastorie.

    ha scritto il 

  • 2

    L'autrice confonde dall'inizio gli archetipi con i personaggi reali. A un cverto momento vuole perfino chiudere un'archetipo (di Barbablu, l'animus negativo) in manincomio...
    Ha anche alcune buone intuizioni, ma è tutt'altra cosa che un Marie Louis von Franz o altri interpreti delle fiabe d ...continua

    L'autrice confonde dall'inizio gli archetipi con i personaggi reali. A un cverto momento vuole perfino chiudere un'archetipo (di Barbablu, l'animus negativo) in manincomio...
    Ha anche alcune buone intuizioni, ma è tutt'altra cosa che un Marie Louis von Franz o altri interpreti delle fiabe di individuazione.

    ha scritto il 

  • 4

    Sto leggendo questo libro che già ne so troppo, alla fine di un lungo percorso di autoconsapevolezza intrapreso per motivi brutali in modo brutale.
    Per una donna totalmente all'oscuro di certi meccanismi soggiacenti nel proprio inconscio immagino sia una maniera poetica (favolistica!) e ras ...continua

    Sto leggendo questo libro che già ne so troppo, alla fine di un lungo percorso di autoconsapevolezza intrapreso per motivi brutali in modo brutale.
    Per una donna totalmente all'oscuro di certi meccanismi soggiacenti nel proprio inconscio immagino sia una maniera poetica (favolistica!) e rassicurante per essere condotta per mano verso la luce (non nel senso dei Griffin, cit).

    ***

    a fine lettura devo dire che man mano che la lettura procedeva le storie si facevano sempre più controverse e toccanti corde tenute nella semioscurità dentro di me. E' stato un viaggio molto interessante e formativo.

    ha scritto il 

  • 5

    Stupendo

    Un libro che attraverso alcune metafore spiega l'animo di una donna e cosa spesso si trova a dover affrontare nel suo cammino di vita e cosa gli altri si aspettano che lei faccia. Riuscire ad ascoltare l'inconscio significa riconoscere l'essere donna a tutto tondo. Quando ho letto la storia del ...continua

    Un libro che attraverso alcune metafore spiega l'animo di una donna e cosa spesso si trova a dover affrontare nel suo cammino di vita e cosa gli altri si aspettano che lei faccia. Riuscire ad ascoltare l'inconscio significa riconoscere l'essere donna a tutto tondo. Quando ho letto la storia della sposa senza mani ho pianto, parlava in chiave metaforica della mia vita.. Lo consiglio a chiunque voglia conoscere meglio se stessa e le sue emozioni

    ha scritto il 

  • 4

    da leggere

    Sono in difficoltà a scrivere due parole su questo libro. Ci sono molte cose che non mi tornano e non mi piacciono, ma questo è un libro da leggere, e allora ognuno se le trovi da se, le cose belle e quelle non belle.

    ha scritto il 

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