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Donne che mangiano troppo

Quando il cibo serve a compensare i disagi affettivi

By Renate Göckel

(585)

| Paperback | 9788807811852

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Book Description

I disturbi della nutrizione nelle loro diverse connotazioni (anoressia, volontaria riduzione dell'apporto alimentare; bulimia, bisogno incoercibile di mangiare; obesità, eccesso di grasso e conseguente aumento di peso) che si manifestano prevalenteme Continue

I disturbi della nutrizione nelle loro diverse connotazioni (anoressia, volontaria riduzione dell'apporto alimentare; bulimia, bisogno incoercibile di mangiare; obesità, eccesso di grasso e conseguente aumento di peso) che si manifestano prevalentemente nelle donne, hanno assunto nella società odierna dimensioni preoccupanti. Attraverso la descrizione della psicoterapia di Anna K., affetta da bulimia, Donne che mangiano troppo analizza i motivi che possono indurre una persona a cercare compensazione nel cibo. E dimostra che, individuando i problemi inconsci, è possibile eliminare questi disturbi e liberarsi dalla "sindrome di dipendenza".

28 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Ma perché l' hanno regalato a me che fui anoressica e sono secca?

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    maroufle said on Aug 4, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    offre diversi spunti per riflettere ....interessante

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    Genny said on May 29, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Titolo e immagine rimandano a un disturbo particolare: l’obesità. Lo apri e scopri che parla di bulimia. Per carità, tutto il rispetto per i malati di anoressia e bulimia. MA, l’altra faccia della medaglia è l’obesità che, nel 90% dei casi è un vero ...(continue)

    Titolo e immagine rimandano a un disturbo particolare: l’obesità. Lo apri e scopri che parla di bulimia. Per carità, tutto il rispetto per i malati di anoressia e bulimia. MA, l’altra faccia della medaglia è l’obesità che, nel 90% dei casi è un vero e proprio disturbo alimentare. Sì, l’obesità, ovvero la “bulimia senza vomito”.
    Non ho ancora trovato un libro, che non sia uno di quelle storie di merda dove “grasso è bello”, che dia finalmente dignità all’obeso, riconoscendo la sua malattia.
    Andiamo avanti, che è meglio.

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    Lucy said on Jan 6, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il percorso terapeutico di Anna, bulimica, è difficile e costellato da continue ricadute. I disturbi alimentari coinvolgono il corpo nel suo legame con l'altro, sia esso nella sua dimensione piú esperienziale e viscerale che nei suoi connotati simbol ...(continue)

    Il percorso terapeutico di Anna, bulimica, è difficile e costellato da continue ricadute. I disturbi alimentari coinvolgono il corpo nel suo legame con l'altro, sia esso nella sua dimensione piú esperienziale e viscerale che nei suoi connotati simbolici e culturali. La ricerca scientifica è concorde ormai nel ritenere che i soggetti affetti da DCA ricercano nel cibo una compensazione emotiva, tentando di gestire le emozioni e ritornare ad una stabilità personale. Il saggio riprende, attraverso l'esperienza della paziente, alcuni punti fondamentali della patologia; l'eccessiva centratura sul giudizio altrui, il perfezionismo strumentale, l'incapacità di esprimere le proprie emozioni e i propri pensieri ( anassertività) e l'impulso incoercibile a mangiare per sedare le emozioni negative legate ad alteritá giudicanti e svalutanti. Sull'interpretazione eziopatogenetica, tuttavia, mi discosto, non essendo particolarmente in sintonia con l'approccio psicodinamico al disturbo alimentare. L'autrice pone il punto archimedico della genesi del sintomo in una incompleta o mancata esperienza di "simbiosi" madre/figlia, operazione fondamentale per la genesi del sè e per l'autostima, nonché per la propria sicurezza personale e relazionale. Vorrei far riflettere su come, nonostante l'analisi chiara e puntuale dei vissuti della paziente, un'interpretazione che assegni alla madre la responsabilità della crescita patologica, non faccia altro che togliere a pazienti già inclini alla deresponsabilizzazione la padronanza delle proprie esperienze di vita, e su come esso non possa che favorire l'ulteriore colpevolizzazione genitoriale, senza aprire uno spazio adeguato di cambiamento e di crescita personale. La terapia, in questo modo, non può che prospettarsi come infinita e mai completamente conclusa.

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    ☆Zinå☆ said on Nov 28, 2012 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Libro interessante che offre diversi spunti di riflessione.

    E' vero, molte cose sanno di "già sentito", però vorrei sottolineare che "Donne che mangiano troppo" è stato pubblicato nel 1988, ovvero in un periodo in cui non c'era internet dove tutti potevano acquisire miliardi di informazioni con un click e tut ...(continue)

    E' vero, molte cose sanno di "già sentito", però vorrei sottolineare che "Donne che mangiano troppo" è stato pubblicato nel 1988, ovvero in un periodo in cui non c'era internet dove tutti potevano acquisire miliardi di informazioni con un click e tutte le odierne trasmissioni televisive e radiofoniche, giornali, riviste ecc....che ci dicono le ultime notizie in tempo reale sulle varie ricerche scientifiche tese a cercare di capire perché siamo ciò che siamo! C'è da considerare che spesso ciò che conta è anche la capacità di divulgazione del presentatore o scrittore di turno e io trovo che l'autrice di questo libro abbia fatto più che egregiamente il suo lavoro. Avrei preferito però un approccio meno concentrato sul problema della bulimia, anche se la Gockel spiega il perché di questa sua scelta, per dare invece spazio ad altri disturbi alimentari.

    Se soffrite di bulimia non pensate neppure un istante di trovare in "Donne che mangiano troppo" una cura miracolosa. Se invece cercate un punto da cui iniziare a guarire allora vi consiglio caldamente la lettura.

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    Jade said on Jun 5, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Può essere che dietro il desiderio continuo di dolci ci sia qualcosa che cerchiamo di soffocare? Come chi beve e cerca di sciogliere un nodo inesprimibile? Ne sono fermamente convinta. Ovvio non è così sempre e non per tutti, ma spesso...
    La bulimia ...(continue)

    Può essere che dietro il desiderio continuo di dolci ci sia qualcosa che cerchiamo di soffocare? Come chi beve e cerca di sciogliere un nodo inesprimibile? Ne sono fermamente convinta. Ovvio non è così sempre e non per tutti, ma spesso...
    La bulimia come unica forma di liberazione da un io tenuto sotto costante controllo. L'abbuffata come sfogo alla necessità di sembrare sempre perfette nel contesto sociale.
    Bel libro, mi ha fatto guardare diversamente il pacco di biscotti sempre disponibile vicino al PC. Direi che sarebbe molto utile se ci fossero più situazioni di confronto tra le persone.

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    TapiocaMuffin said on Mar 26, 2012 | Add your feedback

Book Details

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  • Paperback 190 Pages
  • ISBN-10: 8807811855
  • ISBN-13: 9788807811852
  • Publisher: Feltrinelli (Universale Economica)
  • Publish date: 1999-01-01
  • Also available as: Others
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