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Donne innamorate

Di

Editore: Biblioteca economica Newton (Classici 133)

3.6
(311)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 425 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco

Isbn-10: 8882893316 | Isbn-13: 9788882893316 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Bruno Traversetti

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , Altri , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
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  • 3

    Pensavo fosse amore

    Sono trascorsi esattamente 22 anni dalla prima lettura, l’edizione è vecchissima, del ’92, ingiallita e sottolineata, le pagine si sono staccate e in mezzo ad esse ho trovato i biglietti per una festa scolastica nella quale ho immaginato di essermi divertita. Certo, ventidue anni sono tanti. Ques ...continua

    Sono trascorsi esattamente 22 anni dalla prima lettura, l’edizione è vecchissima, del ’92, ingiallita e sottolineata, le pagine si sono staccate e in mezzo ad esse ho trovato i biglietti per una festa scolastica nella quale ho immaginato di essermi divertita. Certo, ventidue anni sono tanti. Questo per dire che: sono una vecchia babbiona o quasi e, soprattutto, rileggere Donne innamorate mi è piaciuto come la prima volta. Forse di più.

    Siamo nell’Inghilterra post-industriale. Le sorelle Brangwen, Ursula e Gudrun, vivono nella cittadina di Beldover: la prima è un’insegnante di letteratura inglese e la seconda è un’artista, una scultrice, e fondamentalmente è uno spirito libero che ha viaggiato e conosce bene il mondo. L’esistenza di Gudrun si incrocerà con il bello e prestante Gerald Crich, che ereditando le miniere paterne ne è divenuto proprietario e le gestisce con uno zelo a dir poco ammirevole. Ursula, invece, conoscerà l’ispettore scolastico Rupert Birkin, cupo e estremamente riflessivo…

    Pubblicato nel 1920 Donne innamorate costituiva, nelle intenzioni dell’autore, la continuazione ideale de L’arcobaleno da cui se ne discosta sia per lo spirito sia per l’ambientazione: i personaggi, infatti, si muovono in un’epoca dominata dal progresso industriale e urbano in un cielo grigio e soffocante come quello delle miniere di carbone. Lawrence con questo romanzo, intenso e profondamente meditativo, caratterizzato da una ininterrotta non-azione ha abbandonato la tradizione naturalista e, con essa, lo schema classico del romanzo ottocentesco per far spazio a riflessioni di natura prettamente metafisica. Il romanzo è privo di un disegno coerente e lineare possiede, invece, una sua propria ondulazione data da lunghi, spesso lunghissimi dialoghi, da considerazioni profonde sull’uomo e sulla natura che si adagiano su uno sfondo pessimistico costellato da momenti di altissimo lirismo. In particolare emerge un netto contrasto tra Birkin, alter ego dell’autore, e Gerald. Se il primo si abbandona a lunghe e spesso altisonanti dissertazioni sulla vita e sulla morte, Gerald è proprio uomo del suo tempo emblema di una società materialistica nella quale tutto fa parte di un meccanismo perfetto dove più che esistere persone sembrerebbero esistere ingranaggi che, ogni tanto, hanno bisogno di piccole opere di manutenzione e nulla più.

    Al di là del titolo che farebbe pensare a tutt’altro (tipo donne che soffrono per amore e piangono, piangono e piangono, per esempio) l’opera scandaglia, con meticolosità quasi chirurgica, l’animo umano nelle sue diverse sfaccettature e, soprattutto, analizza i rapporti tra uomo e donna facendo dell’amore quasi un’esperienza mistica. È palese come l’ottocento sia stato ormai lasciato alle spalle, le donne di austeniana memoria non ci sono più: abbiamo donne autonome, coraggiose e piene di contrasti che non vivono più in funzione del matrimonio (rimangono esseri umani anche se non convolano a nozze, oh che strano) e se, per le signorine Bennett, il matrimonio era una meta per Ursula è la fine di ogni esperienza.

    ha scritto il 

  • 3

    Donne innamorate è il romanzo novecentesco di Lawrence, diverso per questo dai più tipicamente ottocenteschi L'amante di Lady Chatterley e Figli e amanti e, secondo me, di ben più difficile lettura.
    E non mi riferisco allo stile, alla struttura accidentata del romanzo o alla trama esile, ma ai pe ...continua

    Donne innamorate è il romanzo novecentesco di Lawrence, diverso per questo dai più tipicamente ottocenteschi L'amante di Lady Chatterley e Figli e amanti e, secondo me, di ben più difficile lettura. E non mi riferisco allo stile, alla struttura accidentata del romanzo o alla trama esile, ma ai personaggi. Personaggi che si perdono dietro le loro infinite elucubrazioni, che speculano -a mio parere presuntuosamente- sulla vita e sull'amore, che odiano l'umanità di cui comunque fanno parte, che sono ossessionati dalla morte e vivono sentimenti estremi. Personaggi che ad un certo punto si fanno letteralmente detestare e che spingono a chiudere il libro. E' proprio lo stile di Lawrence e la sua immensa bravura nel raccontare che fa andare avanti, un capitolo dopo l'altro. Il background della storia è quello incontrato nei due romanzi già citati, l'Inghilterra delle miniere di carbone, a causa delle quali tutto è polveroso, squallido e nero e l'atmosfera è opprimente; uno dei protagonisti, Gerald, è il figlio del padrone di una miniera e gli altri, le donne del titolo, cioè le sorelle Gudrun e Ursula, e Birkin, l'altro uomo del quartetto, insegnanti, si considerano superiori alla massa di operai, visti solo come qualcosa di amorfo e sudicio. Diversamente da quel che potrebbe far pensare il titolo, il romanzo non parla d'amore, o, almeno, non racconta storie d'amore, bensì del rapporto tra uomini e donne, ma in modo troppo ampolloso. Ho trovato interessante solo la lite tra Ursula e Birkin sul ciglio della strada, mentre mi è sembrato terribilmente attuale il gesto esasperato che Gerald compie nei confronti di Gudrun (il cui abbigliamento non convenzionale sembra l'unica pennellata di colore in un quadro grigio). I personaggi sono ben costruiti, sebbene, secondo me, troppo estremizzati. Quello meglio riuscito è un personaggio secondario, Hermione, ossessionata dalla conoscenza, dal possesso e dal controllo, figura terribile e ricca di innumerevoli sfumature. Molto bella la prima parte del XVII capitolo, dedicata al vecchio signor Crich.

    http://iltesorodicarta.blogspot.it/

    ha scritto il 

  • 3

    Devo dire che, soprattutto all' inizio, l' ho trovato noioso e opprimente come il profumo di un fiore notturno; ma poi in seguito si sono dischiuse pagine di scrittura meravigliosa e algida, quella del Lawrence che amo.
    Ho amato molto Figli e amanti, per questo invece il mio piacere è stato al ...continua

    Devo dire che, soprattutto all' inizio, l' ho trovato noioso e opprimente come il profumo di un fiore notturno; ma poi in seguito si sono dischiuse pagine di scrittura meravigliosa e algida, quella del Lawrence che amo. Ho amato molto Figli e amanti, per questo invece il mio piacere è stato altalenante, ma resta comunque un buon libro, anche se a tratti difficile.

    ha scritto il 

  • 2

    Premettendo d'averlo letto solo per curiosità posso dire che è stata una pessima scelta. Non è il promo classico che leggo, ma questo l'ho trovato alquanto complesso e pesante.

    ha scritto il 

  • 4

    «Invece di farti a pezzi per adattarti al mondo, fa' a pezzi il mondo per adattarlo a te.»

    Ci ho messo molto a finire il romanzo, ma nonostante ciò il tutto è stato ripagato dal cinismo+pessimismo di Birkin, che ho adorato. Quell'uomo mi ha lasciato qualcosa. Invece ho detestato la coppia Gudrun-Gerald. Finale inaspettatamente tragico.

    ha scritto il 

  • 4

    As my friend once commented, there's a better and more accurate title to this novel: "Two Men in Love." LOL

    http://librivox.org/women-in-love-by-d-h-lawrence/ My reading is assisted by this very good audio-recording by Ruth Golding. Highly recommended!

    ha scritto il 

  • 2

    Non c’è cosa più irritante, io credo, che sentirsi troppo stupidi per capire un romanzo. Non c’è cosa più irritante che sentire che la distanza che ti separa dallo scrittore, in termini di complessità ideologica, di esperienze di vita e di abilità linguistica, non è una piccola crepa, ma un crepa ...continua

    Non c’è cosa più irritante, io credo, che sentirsi troppo stupidi per capire un romanzo. Non c’è cosa più irritante che sentire che la distanza che ti separa dallo scrittore, in termini di complessità ideologica, di esperienze di vita e di abilità linguistica, non è una piccola crepa, ma un crepaccio.È uno di quei libri, rari a trovarsi, il cui contenuto in termini di trama si può sintetizzare in mezza riga. Due donne, due uomini, due storie d’amore, anzi tre. Picnic all’aperto, gite in macchina, crudeltà sui conigli, una scazzottata, un contorno di affascinanti personaggi bohemien, l’industria del carbone, tanta tanta voglia di libertà. I due personaggi femminili, Gudrun e Ursula, sono due sorelle, estremamente diverse l’una dall’altra. I due personaggi maschili, Birkin e Gerald, sono altrettanto estremamente diversi. Le tre coppie, Birkin-Ursula, Gudrun-Gerald, Birkin-Gerald, sono ancora più diverse ed estreme. Le coppie si formano al capitolo due. Benissimo, perché andare avanti allora? Un romanzo di Jane Austen si sarebbe fermato qui. Che problema c’è? Sarebbe un romanzo estremamente carino di 12 pagine. Ma... Perché il mio romanzo ha 435 pagine? Cos’altro deve accadere? Ecco, in realtà non accade nulla. Si riflette. Questo è tutto, si riflette. Ma su cosa? Già, questa è un’altra bella domanda.Donne innamorate è un romanzo che investe tutto sui personaggi e quasi nulla sull’azione. Il dialogo, il gesto, è su questi elementi che l’attenzione del lettore si deve concentrare. Su questi e su una serie di simboli ripetuti, di scene chiave per capire in che modo i personaggi interagiscono e quali sono le molle del loro pensiero. Questa barriera linguistica è stata anche il motivo principale, io credo, per cui le vicende dei personaggi mi sono sostanzialmente scivolate addosso. Li ho guardati con molta freddezza, con molta scientificità. C’è stata da parte mia davvero poca partecipazione. È stato come guardare da fuori un ballo in una sala da tè. Dentro ci sono tutte le signore agghindate, ci sono le tende, c’è la musica, c’è profumo, dentro c’è tutta la tua idea di bellezza orchestrata soltanto per farti piacere. Ma nessuno ti apre la porta. Grazie tante, tu dici.

    ha scritto il 

  • 2

    Iniziato e finito nel giro di un mese...ed alla fine mi sono chiesta:"Cosa ho letto?"."Qual'è il senso di questo libro?"...è come se la storia facesse da cornice alla spiegazione di un concetto che non ho colto!!!Mi ha lasciata con un senso di FRUSTRAZIONE...:o(((

    ha scritto il 

  • 4

    Certamente non è il Lawrence di "Figli e amanti" ma quale straordinaria introspezione nella descrizione della psicologia dei personaggi, quale profondità di analisi degli stati d'animo. Un importante esperimento letterario che la contemporaneità non sempre è riuscita a eguagliare.

    ha scritto il 

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