Dopo l'11 settembre

Potere e terrore

Di

Editore: Tropea

3.8
(124)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 160 | Formato: Altri

Isbn-10: 8843804324 | Isbn-13: 9788843804320 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: P. Modola

Genere: Storia , Politica

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Descrizione del libro
Dopo gli attentati dell'11 settembre 2001, il lutto, la rabbia, il desideriodi consegnare alla giustizia i mandanti hanno compattato l'opinione pubblicaamericana intorno al presidente Bush e alla sua crociata contro il male,proclamata in toni apocalittici. Chomsky rifiuta di appiattirsi su questalogica manichea e sostiene si debba parlare di terrorismo per ogni atto diaggressione alla popolazione civile, e quindi non solo per attacchi comequello alle Torri Gemelle, ma anche per tanti capitoli della storia passata epresente: il conflitto arabo-israeliano, la repressione dei curdi da partedella Turchia e dei ceceni da parte della Russia, ma anche tutti gliinterventi armati degli Stati Uniti in Vietnam, o in Iraq.
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  • 3

    Se lo facciamo noi non è un crimine

    Avram Noam Chomsky (Filadelfia, 7 dicembre 1928). Parto dal dato anagrafico, il libro l'avevo messo in lettura a causa del titolo: ”Dopo l'11 settembre”. Dopo l'11 settembre c'è stato il 12, anche se ...continua

    Avram Noam Chomsky (Filadelfia, 7 dicembre 1928). Parto dal dato anagrafico, il libro l'avevo messo in lettura a causa del titolo: ”Dopo l'11 settembre”. Dopo l'11 settembre c'è stato il 12, anche se sarebbe stato più corretto “Prima dell'11 settembre c'è stato il 10”. Il titolo mi ha venduto il libro ma ha poco a che vedere con la narrazione ed è possibile risolverlo con questo passaggio
    Il principio è che se qualcuno compie azioni terroristiche contro di noi o contro i nostri alleati, allora si tratta di terrorismo; se invece siamo noi a condurre queste azioni contro altri, o lo fanno i nostri alleati, magari con maggiore efferatezza, allora si tratta di controterrorismo o guerra giusta.
    Nel libro ci sono solo degli accenni alla data che ha cambiato la storia del terzo millennio, si parla essenzialmente di ciò che è avvenuto prima, si spazia dal Vietnam all'India, all'Egitto, all'Indonesia, a tutti quei posti nel mondo dove gli USA hanno spadroneggiato da superpotenza. Secondo me, nemmeno Bin Laden aveva previsto che quelle torri crollassero, ciò che è avvenuto è andato oltre le sue aspettative. Gli attentati volevano far provare agli americani cosa significasse essere attaccati sul proprio territorio, far loro assaporare la distruzione indiscriminata.
    -Uno studioso ungherese in visita chiede: non crede di semplificare enormemente tutte le questioni, sostenendo che gli Stati Uniti si comportano ovunque come un impero del male?
    Chomsky non si mette i guanti per rispondere a domande come questa:
    Semplifico tutte le questioni dicendo che gli Stati Uniti si comportano ovunque come un impero del male? Sì, questa sarebbe certamente una semplificazione eccessiva. Per questo ho sottolineato che gli Stati Uniti si comportano come ogni altra potenza. Si dà il caso che gli Stati Uniti siano più potenti e perciò, com'è ragionevole aspettarsi, anche più violenti. Più o meno lo stesso vale comunque per tutti gli altri; quando gli inglesi dominavano il mondo si comportavano allo stesso modo.
    Mi pare assai chiara anche la sua idea per fronteggiare il terrorismo
    Analogamente, in questi giorni si possono ascoltare profonde riflessioni su quel che dovremmo fare per combattere il flagello del terrorismo. Il problema è serio, la minaccia è ovunque. In realtà gli Stati Uniti avrebbero a disposizione un mezzo molto semplice per ridurre in maniera drastica il livello di terrorismo nel mondo: basterebbe che smettessero di sostenerlo e di praticarlo.
    E un libro retrospettivo che non risparmia nessuna critica ai governi statunitensi e che affronta l'annosa questione israelo/palestinese (che sorpresa è stato scoprire che Chomsky è di origine ebraica, dalle sue prese di posizione non l'avrei detto)
    Mi capita ogni tanto di leggere qualcosa di storico o di politico, non ne esco mai particolarmente appagato, la mia indole è quella del vecchio che leggeva romanzi d'amore.

    ha scritto il 

  • 3

    Il libro è un documento molto valido e importante per aprire gli occhi sulla parola "terrorismo", nascondersi dietro l'amor proprio per non affrontare la realtà, questo è ciò che fa non solo l'Americ ...continua

    Il libro è un documento molto valido e importante per aprire gli occhi sulla parola "terrorismo", nascondersi dietro l'amor proprio per non affrontare la realtà, questo è ciò che fa non solo l'America, ma chiunque sia immischiato in situazioni poco chiare inerenti alla guerra e tutto ciò che la circonda.
    Se non fosse stato per le innumerevoli ripetizioni (rendendo in molte situazioni il documento anche noioso), possiamo ritenerlo un buon atto di presa di posizione, dove si addita chiunque abbia sbagliato.
    Tutti noi siamo informati sulla vendita delle armi verso i paesi in guerra, ma nessuno si prende le proprie responsabilità.
    Nella sua semplicità il libro ci propone di smetterla di fare terrorismo e rifornire di armi chi sta lottando assurdamente

    ha scritto il 

  • 4

    La storia degli Usa raccontata da uno che ne mostra gli aspetti controversi,dove l'oro è poco,la gloria quasi nulla,e tanta la miseria umana.Coraggioso,irriverente,anticonformista,libro fondamentale p ...continua

    La storia degli Usa raccontata da uno che ne mostra gli aspetti controversi,dove l'oro è poco,la gloria quasi nulla,e tanta la miseria umana.Coraggioso,irriverente,anticonformista,libro fondamentale per vedere la contemporaneità senza i veli della propaganda.

    ha scritto il 

  • 4

    L'attentato alle Torri Gemelle dell'11 settembre 2001 pur essendo stato un avvenimento terribile non è, a una più attenta analisi, così sconvolgente come ce l'hanno presentato per mesi (e anni) su gio ...continua

    L'attentato alle Torri Gemelle dell'11 settembre 2001 pur essendo stato un avvenimento terribile non è, a una più attenta analisi, così sconvolgente come ce l'hanno presentato per mesi (e anni) su giornali e tg.
    Chomsky parte da questo presupposto per fare una rapida ma esaustiva carrellata delle innumerevoli atrocità perpetrate dagli Stati Uniti nel corso degli anni: Nicaragua, Haiti, Cuba, Colombia, Sud Africa sono solo alcuni paesi contro cui si è scagliata l'insaziabile fame di potere degli Stati Uniti, a colpi di veto e in barba a qualsiasi accusa ufficiale da parte dell'ONU, salvo poi pararsi dietro la scusa della lotta contro il comunismo prima, e della difesa della democrazia poi.

    E tra bombe atomiche, incendiarie, pesticidi, embarghi economici, elezioni truccate, stermini di massa, invasioni militari in piena regola, protezione di pericolosi terroristi, boicottaggio di qualsiasi manovra davvero votata a un miglioramento delle condizioni di vita di certi paesi un aereo contro un grattacielo è davvero il minimo. Con tutto il rispetto per le vittime innocenti.

    ha scritto il 

  • 2

    Di palo in frasca

    Qualche spunto di riflessione c’è, ma è tutto troppo centrato sul piano emotivo. Disorganico e ripetitivo: contiene un’intervista, discorsi, e le note alla produz di un documentario. Scrittura sullo s ...continua

    Qualche spunto di riflessione c’è, ma è tutto troppo centrato sul piano emotivo. Disorganico e ripetitivo: contiene un’intervista, discorsi, e le note alla produz di un documentario. Scrittura sullo stile di No Logo (N.Klein): frasi corte, esempi emotivi, esperienza diretta, politicam schierato (socialista/idealista), tensione a tutela (e giustificaz?) dei deboli, anche a scapito della razionalità argomentativa e di soluzioni.

    Pt.1: Intervista. Discutibile l’assunto: l’attentato è una reaz all’imperialismo Us/Occid (troppo semplicistico); condivisibile però che la critica e la ricerca da parte di intellettuali di motivazioni razionali è stigmatizzata dai media perché non desiderata dalla politica. Ottima analisi di: adesione extraUs a missione anti Afgh per utilitarismo (pol.interna, prestigio); silenzio degli intellettuali (asserviti ovunque al potere politico locale); cosa è crimine di guerra e cosa no in funz dei vincitori (ww2 Us-D, Us-VietNam, Jap-Chn); i comportamenti accettabili sono collettivamente percepiti tali in funz della forza di chi li applica (Chn-Tibet, Rus-Cecenia, Trk-Curdi, Isr-Palest) mostrando asservimento sociale al potere di turno.

    Pt.2: Discorso. Ruolo degli Us: istituzionale (armi, machtpolitik, aiuti a Paesi e loro violaz dei dir.umani, uso strumentale del veto al Cons.Sicur Onu); cenni alla resp dei cittadini Us (hanno alta qty di diritti/libertà, quindi hanno doveri anche verso Paesi extraUs); non ho apprezzato la parte sulla qty di vittime (fa davvero diff tra 1 e 10 Mil? O se il crimine è di guerra diretto o indiretto indotto da scelte politiche?).

    Pt.3: Discorsi/Conversazioni. Incentrata sul MO: cattiva percez che le popolaz dell’area (anche alleati ed originari residenti in Us) hanno degli Us in funz del loro agire (egemonico, unilaterale, non volto al processo di pace ma al ctrl delle risorse), della legittimazione ad Isr (accomunato alla Turchia, entrambi ritenute basi militari estere di Us – decisamente eccessivo) e dei suoi comportamenti vessatori verso i palestinesi/libanesi e discriminatori nei confronti degli arabi israeliani e non. Ruolo dei media (ancora asservimento al pot.politico) e dei governi arabi, che sono filoisraeliani, perché con la tensione verso Isr tengono sotto ctrl le popolazioni.

    ha scritto il 

  • 4

    La moderna storia americana in una diversa chiave di lettura.

    Chomsky è una dei più grandi intellettuali del nostro tempo. L'ho sempre pensato, e leggere ancora una volta le sue parole non fa che confermare la mia ipotesi. Questo libro raccoglie una selezione ed ...continua

    Chomsky è una dei più grandi intellettuali del nostro tempo. L'ho sempre pensato, e leggere ancora una volta le sue parole non fa che confermare la mia ipotesi. Questo libro raccoglie una selezione ed alcuni estratti da una serie di discussioni o conferenze alle quali ha partecipato. Sono sempre le sue stesse idee, quelle che da sempre sostiene riguardo la politica bombarola americana. Alcune rivelazioni sono così disarmanti, nella semplice lettura dei fatti data da Chomsky, che lasciano sbalorditi. Soprattutto sono rivelazioni in gran parte deducibili da chiunque abbia studiato approfonditamente gli avvenimenti non filtrandoli con i media americani. Quindi niente complottismo, niente teorie alternative sul Vietnam, l'11 Settembre o la morte di Elvis. Solo una rilettura iperrealistica in chiave quasi-antiamericana di quello che è avvenuto prima, ma soprattutto DOPO l'11 Settembre.

    ha scritto il 

  • 5

    Il solito Chomsky, coraggioso e mai asservito, mettendo in discussione il ruolo degli Stati Uniti come gendarmi della giustizia, ci palesa come la retorica di potere dei Presindenti Americani sia una ...continua

    Il solito Chomsky, coraggioso e mai asservito, mettendo in discussione il ruolo degli Stati Uniti come gendarmi della giustizia, ci palesa come la retorica di potere dei Presindenti Americani sia una maschera della vera e propria politica di Terrore che essi stessi applicano da decenni.
    Quando l'America ne è vittima, condanna il terrorismo, quando pratica il terrorismo si tratta guerra giusta.
    Una panoramica di eventi a dimostrazione dell'arroganza americana, una serie di riflessioni quanto mai giuste sul ruolo di potenza e violenza degli USA. Un 11 settembre che ha scatenato terrore, perchè colpisce l'Occidente, senza tenere conto dei precedenti atti di terrorismo di cui nessuno, se non Chomsky e pochi altri in occidente, parla di cui l'America non è vittima, bensì artefice. Un 11 settembre osservato, a distanza di tempo, dalla prospettiva di chi rifiuta la pantomima retorica di Bush della sua crociata contro il "male" . "Se siamo buoni perchè ci odiano?". Ecco Chomsky spiega perchè, con un equilibrio perfetto che non va mai a giustificare il terrore.

    Da qualche parte nel testo Chomsky, banalmente ma efficacemente, suggerisce agli USA come combattere e sconfiggere il terrorismo: smettendo di praticarlo.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Solo quando le violenze riguardano l’America e l’Occidente in genere ci riguardano.
    Le violenze e le torture perpretate anche da noi nei confronti degli altri non sono tali.
    L’Occidente ha molte colpe i ...continua

    Solo quando le violenze riguardano l’America e l’Occidente in genere ci riguardano.
    Le violenze e le torture perpretate anche da noi nei confronti degli altri non sono tali.
    L’Occidente ha molte colpe in tutto ciò che accade nel mondo.
    Troppo di parte, troppo ridondanti certi pensieri e ragionamenti che traspaiono dal libro.
    Un concetto condivisibile: "sarebbe sbagliato descrivere gli Stati Uniti come l'impero del male. Il punto è che agli Stati Uniti è capitato di essere la maggiore potenza mondiale dopo il 1945". Anche gli altri Stati in precedenza, nelle stesse condizioni di potenza, si sono comportati similmente.
    Alcuni ragionamenti sono efficaci e condivisibili, altri troppo di parte e carichi d’odio, come in genere sono tutti i libri che si pongono da un unico punto di vista.

    ha scritto il 

  • 5

    "Tutti si preoccupano di come possiamo fermare il terrorismo. Bene, c'è un modo semplicissimo per riuscirci: smettere di praticarlo. Questo basterebbe a ridurre in modo decisivo il terrorismo nel mond ...continua

    "Tutti si preoccupano di come possiamo fermare il terrorismo. Bene, c'è un modo semplicissimo per riuscirci: smettere di praticarlo. Questo basterebbe a ridurre in modo decisivo il terrorismo nel mondo" (pag 21)
    Sì, apparentemente banale, ma così difficile da mettere in pratica già a partire dai nostri cuori (se diamo alla parola terrorismo un'accezione più ampia, includendo le mille paure, resistenze, diffidenze, armature con le quali sovente andiamo incontro alla vita, e all'altro...)

    Considero Chomsky uno dei più grandi e coraggiosi intellettuali americani contemporanei

    ha scritto il