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Dopo l'11 settembre

Potere e terrore

By Noam Chomsky

(286)

| Others | 9788843804320

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Book Description

Dopo gli attentati dell'11 settembre 2001, il lutto, la rabbia, il desideriodi consegnare alla giustizia i mandanti hanno compattato l'opinione pubblicaamericana intorno al presidente Bush e alla sua crociata contro il male,proclamata in toni apocali Continue

Dopo gli attentati dell'11 settembre 2001, il lutto, la rabbia, il desideriodi consegnare alla giustizia i mandanti hanno compattato l'opinione pubblicaamericana intorno al presidente Bush e alla sua crociata contro il male,proclamata in toni apocalittici. Chomsky rifiuta di appiattirsi su questalogica manichea e sostiene si debba parlare di terrorismo per ogni atto diaggressione alla popolazione civile, e quindi non solo per attacchi comequello alle Torri Gemelle, ma anche per tanti capitoli della storia passata epresente: il conflitto arabo-israeliano, la repressione dei curdi da partedella Turchia e dei ceceni da parte della Russia, ma anche tutti gliinterventi armati degli Stati Uniti in Vietnam, o in Iraq.

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  • 1 person finds this helpful

    L'attentato alle Torri Gemelle dell'11 settembre 2001 pur essendo stato un avvenimento terribile non è, a una più attenta analisi, così sconvolgente come ce l'hanno presentato per mesi (e anni) su giornali e tg.
    Chomsky parte da questo presupposto p ...(continue)

    L'attentato alle Torri Gemelle dell'11 settembre 2001 pur essendo stato un avvenimento terribile non è, a una più attenta analisi, così sconvolgente come ce l'hanno presentato per mesi (e anni) su giornali e tg.
    Chomsky parte da questo presupposto per fare una rapida ma esaustiva carrellata delle innumerevoli atrocità perpetrate dagli Stati Uniti nel corso degli anni: Nicaragua, Haiti, Cuba, Colombia, Sud Africa sono solo alcuni paesi contro cui si è scagliata l'insaziabile fame di potere degli Stati Uniti, a colpi di veto e in barba a qualsiasi accusa ufficiale da parte dell'ONU, salvo poi pararsi dietro la scusa della lotta contro il comunismo prima, e della difesa della democrazia poi.

    E tra bombe atomiche, incendiarie, pesticidi, embarghi economici, elezioni truccate, stermini di massa, invasioni militari in piena regola, protezione di pericolosi terroristi, boicottaggio di qualsiasi manovra davvero votata a un miglioramento delle condizioni di vita di certi paesi un aereo contro un grattacielo è davvero il minimo. Con tutto il rispetto per le vittime innocenti.

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    Twin Fitzgerald Kirkland ha fatto una Homerata said on Apr 16, 2013 | Add your feedback

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    la verità ti fa male lo so

    Per quanti ancora si bevono le fuffe di politica internazionale che ci somministrano governi e informazione.

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    Ofelia1985 said on Nov 17, 2012 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Di palo in frasca

    Qualche spunto di riflessione c’è, ma è tutto troppo centrato sul piano emotivo. Disorganico e ripetitivo: contiene un’intervista, discorsi, e le note alla produz di un documentario. Scrittura sullo stile di No Logo (N.Klein): frasi corte, esempi emo ...(continue)

    Qualche spunto di riflessione c’è, ma è tutto troppo centrato sul piano emotivo. Disorganico e ripetitivo: contiene un’intervista, discorsi, e le note alla produz di un documentario. Scrittura sullo stile di No Logo (N.Klein): frasi corte, esempi emotivi, esperienza diretta, politicam schierato (socialista/idealista), tensione a tutela (e giustificaz?) dei deboli, anche a scapito della razionalità argomentativa e di soluzioni.

    Pt.1: Intervista. Discutibile l’assunto: l’attentato è una reaz all’imperialismo Us/Occid (troppo semplicistico); condivisibile però che la critica e la ricerca da parte di intellettuali di motivazioni razionali è stigmatizzata dai media perché non desiderata dalla politica. Ottima analisi di: adesione extraUs a missione anti Afgh per utilitarismo (pol.interna, prestigio); silenzio degli intellettuali (asserviti ovunque al potere politico locale); cosa è crimine di guerra e cosa no in funz dei vincitori (ww2 Us-D, Us-VietNam, Jap-Chn); i comportamenti accettabili sono collettivamente percepiti tali in funz della forza di chi li applica (Chn-Tibet, Rus-Cecenia, Trk-Curdi, Isr-Palest) mostrando asservimento sociale al potere di turno.

    Pt.2: Discorso. Ruolo degli Us: istituzionale (armi, machtpolitik, aiuti a Paesi e loro violaz dei dir.umani, uso strumentale del veto al Cons.Sicur Onu); cenni alla resp dei cittadini Us (hanno alta qty di diritti/libertà, quindi hanno doveri anche verso Paesi extraUs); non ho apprezzato la parte sulla qty di vittime (fa davvero diff tra 1 e 10 Mil? O se il crimine è di guerra diretto o indiretto indotto da scelte politiche?).

    Pt.3: Discorsi/Conversazioni. Incentrata sul MO: cattiva percez che le popolaz dell’area (anche alleati ed originari residenti in Us) hanno degli Us in funz del loro agire (egemonico, unilaterale, non volto al processo di pace ma al ctrl delle risorse), della legittimazione ad Isr (accomunato alla Turchia, entrambi ritenute basi militari estere di Us – decisamente eccessivo) e dei suoi comportamenti vessatori verso i palestinesi/libanesi e discriminatori nei confronti degli arabi israeliani e non. Ruolo dei media (ancora asservimento al pot.politico) e dei governi arabi, che sono filoisraeliani, perché con la tensione verso Isr tengono sotto ctrl le popolazioni.

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    Lorenzo Panizzari said on Dec 12, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La moderna storia americana in una diversa chiave di lettura.

    Chomsky è una dei più grandi intellettuali del nostro tempo. L'ho sempre pensato, e leggere ancora una volta le sue parole non fa che confermare la mia ipotesi. Questo libro raccoglie una selezione ed alcuni estratti da una serie di discussioni o con ...(continue)

    Chomsky è una dei più grandi intellettuali del nostro tempo. L'ho sempre pensato, e leggere ancora una volta le sue parole non fa che confermare la mia ipotesi. Questo libro raccoglie una selezione ed alcuni estratti da una serie di discussioni o conferenze alle quali ha partecipato. Sono sempre le sue stesse idee, quelle che da sempre sostiene riguardo la politica bombarola americana. Alcune rivelazioni sono così disarmanti, nella semplice lettura dei fatti data da Chomsky, che lasciano sbalorditi. Soprattutto sono rivelazioni in gran parte deducibili da chiunque abbia studiato approfonditamente gli avvenimenti non filtrandoli con i media americani. Quindi niente complottismo, niente teorie alternative sul Vietnam, l'11 Settembre o la morte di Elvis. Solo una rilettura iperrealistica in chiave quasi-antiamericana di quello che è avvenuto prima, ma soprattutto DOPO l'11 Settembre.

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    Andrea said on Sep 30, 2011 | Add your feedback

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    Il solito Chomsky, coraggioso e mai asservito, mettendo in discussione il ruolo degli Stati Uniti come gendarmi della giustizia, ci palesa come la retorica di potere dei Presindenti Americani sia una maschera della vera e propria politica di Terrore ...(continue)

    Il solito Chomsky, coraggioso e mai asservito, mettendo in discussione il ruolo degli Stati Uniti come gendarmi della giustizia, ci palesa come la retorica di potere dei Presindenti Americani sia una maschera della vera e propria politica di Terrore che essi stessi applicano da decenni.
    Quando l'America ne è vittima, condanna il terrorismo, quando pratica il terrorismo si tratta guerra giusta.
    Una panoramica di eventi a dimostrazione dell'arroganza americana, una serie di riflessioni quanto mai giuste sul ruolo di potenza e violenza degli USA. Un 11 settembre che ha scatenato terrore, perchè colpisce l'Occidente, senza tenere conto dei precedenti atti di terrorismo di cui nessuno, se non Chomsky e pochi altri in occidente, parla di cui l'America non è vittima, bensì artefice. Un 11 settembre osservato, a distanza di tempo, dalla prospettiva di chi rifiuta la pantomima retorica di Bush della sua crociata contro il "male" . "Se siamo buoni perchè ci odiano?". Ecco Chomsky spiega perchè, con un equilibrio perfetto che non va mai a giustificare il terrore.

    Da qualche parte nel testo Chomsky, banalmente ma efficacemente, suggerisce agli USA come combattere e sconfiggere il terrorismo: smettendo di praticarlo.

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    Haushinka (l'uragano dal nome stupido) said on May 6, 2010 | Add your feedback

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    *** This comment contains spoilers! ***

    Solo quando le violenze riguardano l’America e l’Occidente in genere ci riguardano.
    Le violenze e le torture perpretate anche da noi nei confronti degli altri non sono tali.
    L’Occidente ha molte colpe in tutto ciò che accade nel mondo. ...(continue)

    Solo quando le violenze riguardano l’America e l’Occidente in genere ci riguardano.
    Le violenze e le torture perpretate anche da noi nei confronti degli altri non sono tali.
    L’Occidente ha molte colpe in tutto ciò che accade nel mondo.
    Troppo di parte, troppo ridondanti certi pensieri e ragionamenti che traspaiono dal libro.
    Un concetto condivisibile: "sarebbe sbagliato descrivere gli Stati Uniti come l'impero del male. Il punto è che agli Stati Uniti è capitato di essere la maggiore potenza mondiale dopo il 1945". Anche gli altri Stati in precedenza, nelle stesse condizioni di potenza, si sono comportati similmente.
    Alcuni ragionamenti sono efficaci e condivisibili, altri troppo di parte e carichi d’odio, come in genere sono tutti i libri che si pongono da un unico punto di vista.

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    Rollerball said on Jan 17, 2009 | Add your feedback

Book Details

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  • Others 160 Pages
  • ISBN-10: 8843804324
  • ISBN-13: 9788843804320
  • Publisher: Tropea
  • Publish date: 2003-01-01
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