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Dopo la Russia

e altri versi

Di

Editore: Mondadori (Oscar poesia del novecento, 01)

4.3
(47)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 324 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8804431245 | Isbn-13: 9788804431244 | Data di pubblicazione: 

Curatore: Serena Vitali

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Raccoglie un'ampia scelta delle liriche tratte dall'omonima raccolta (l'ultima pubblicata in vita) insieme al "Poema della montagna" e al "Poema della fine" e altre liriche.
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  • 5

    Non l'ho ancora finito, ma non posso negare cinque stelle a questa sublime raccolta. Marina è incarnazione del fervore estatico della Sibilla ai massimi livelli e chi non la comprende non ha ...continua

    Non l'ho ancora finito, ma non posso negare cinque stelle a questa sublime raccolta. Marina è incarnazione del fervore estatico della Sibilla ai massimi livelli e chi non la comprende non ha semplicemente compiuto il viaggio iniziatico che si richiede ad ogni poeta. Sibilla, Fedra, Euridice e Ofelia si intrecciano, si spingono, si tirano i capelli in pagine sofferte e intrise di passione femminile e veleni di serpe. Chi vuole sapere come nasce, vive e rimane eterna la poesia legga Marina, preferibilmente in questa edizione che nonostante la difficile reperibilità gode della bellissima traduzione di Serena Vitale (e dei suoi immensi saggi). Consigliato alle anime ma attenti: brucia!

    ha scritto il 

  • 4

    "Perchè tu non mi veda-/in vita- di spinosa invi/sibile siepe mi circondo.//Di rovi mi cingo/ in brina- scendo.// Perchè tu non mi senta-/in notte- nella senile scienza/ del riserbo mi cimento.// ...continua

    "Perchè tu non mi veda-/in vita- di spinosa invi/sibile siepe mi circondo.//Di rovi mi cingo/ in brina- scendo.// Perchè tu non mi senta-/in notte- nella senile scienza/ del riserbo mi cimento.// In mormorio- mi stringo,/di sussurri mi bendo.// Perchè tu troppo non fiorisca/ in me- tra libri: tra boscaglie-/ vivo- ti affondo.// Di fantasie ti cingo/fantasma- ti sricordo."

    ha scritto il 

  • 5

    " Da lontano - il poeta prende la parola,
    Le parole lo portano - lontano.

    Per pianeti, sogni, segni...Per le traverse vie
    dell'allusione. Tra il sì e il no il poeta,
    anche spiccando il volo da un ...continua

    " Da lontano - il poeta prende la parola,
    Le parole lo portano - lontano.

    Per pianeti, sogni, segni...Per le traverse vie
    dell'allusione. Tra il sì e il no il poeta,
    anche spiccando il volo da un balcone
    trova un appiglio. Giacchè il suo

    è passo di cometa. E negli sparsi anelli
    della causalità è il suo nesso. Disperate -
    voi che guardate il cielo! L'eclisse del poeta
    non c'è sui calendari. Il poeta è quello

    che imbroglia in tavola le carte,
    che inganna i conti e ruba il peso.
    Quello che interroga dal banco,
    che sbaraglia Kant,

    che sta nella bara di Bastiglie
    come un albero nella sua bellezza...
    è quello che non lascia tracce,
    il treno a cui non uno arriva
    in tempo...
    Giacchè il suo
    è passo di cometa: brucia e non scalda,
    cuoce e non matura - furto! scasso! -
    tortuoso sentiero chiomato
    ignoto a tutti i calendari....(p.93-95

    ha scritto il 

  • 5

    E fino a quando il deserto della gloria
    non avrà insabbiato le mie labbra,
    canterò ponti e barriere -
    i più semplici luoghi.

    (incipit del "poema della periferia") ...continua

    E fino a quando il deserto della gloria
    non avrà insabbiato le mie labbra,
    canterò ponti e barriere -
    i più semplici luoghi.

    (incipit del "poema della periferia")

    ha scritto il 

  • 5

    primavera... sopore... dormiremo.
    separàti- eppure: ogni distanza
    annulla il sonno... e forse
    in sogno ci si potrà vedere.

    onniveggente, il sogno
    sa sempre chi riunire.
    a chi confiderò il mio affanno?
    a ...continua

    primavera... sopore... dormiremo.
    separàti- eppure: ogni distanza
    annulla il sonno... e forse
    in sogno ci si potrà vedere.

    onniveggente, il sogno
    sa sempre chi riunire.
    a chi confiderò il mio affanno?
    a chi dirò la mia tristezza

    disumana- creatura
    senza padre, disperata
    di finire... ah, la pena
    di chi piange da solo!

    su quanto come sabbia presto
    scivolerà via dalla memoria. di chi sa:
    sono occupati nella vita i posti
    e i cuori- presi a nolo: impiegati

    senza ferie. senza fine. morti
    per vivere- in vita- senza amore. sepolti vivi
    dal mattino- prima luce!- nell'archivio,
    nell'eliso degli storpi!

    su noi due- muti, mansueti: più dell'erba,
    dell'acqua che ristagna. sulla rovina
    acerba che ci schianta. sul rimprovero
    del vento: schia-vi, schia-vi..."

    (5 aprile 1923)

    ha scritto il 

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