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Doppio sogno

Di

Editore: Adelphi

3.8
(6835)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 131 | Formato: eBook | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8845970124 | Isbn-13: 9788845970122 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Risvolto

Un ballo in maschera, due misteriose figure in domino rosso, uno straniero insolente, qualche parola incomprensibile e allusiva: queste apparizioni gettano, una sera, «un’ombra di avventura, di libertà e di pericolo» nella vita di un medico e di sua moglie, giovani, belli e chiusi in un’ovattata felicità domestica. Da quel momento essi entrano, senza saperlo, in un intreccio speculare di peripezie notturne tanto inverosimili da sembrare oniriche e di sogni tanto invadenti da sembrare fatti reali: e, per tutti e due, i desideri segreti occuperanno la scena, per una notte, con una violenza e una fascinazione tali che li trascineranno inermi con sé, tra la voluttà e l’angoscia. Come in un film di von Stroheim, dalla Vienna borghese e tranquilla emergono inquietanti personaggi, le maschere dilagano, si aprono porte segrete, si svelano esseri equivoci, incombono giudici oscuri e feroci. Alla fine, un fascio di fredda luce clinica illuminerà il corpo bianco ed esanime di una sconosciuta, e in essa il protagonista riconoscerà «il cadavere pallido della notte passata, destinato irrevocabilmente alla decomposizione». Non senza, però, aver anche irrevocabilmente mutato la vita del giovane medico e della sua compagna. Insieme al Ritorno di Casanova e alla Signorina Else, il Doppio sogno (1926), racconto chiaroveggente e immerso in un incanto surreale, è una delle riuscite supreme di Schnitzler, ormai sempre più spesso riconosciuto, in questi ultimi anni, come uno dei grandi narratori psicologici della letteratura moderna, per il sorprendente spessore e la temibile lucidità delle sue storie, che sembrano aver dato fin dall’inizio per sottintese le scoperte della psicoanalisi.
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  • 3

    Non avevo mai letto nulla, prima, di Shnitzler ma il titolo di quest'opera e la trama mi hanno attirata da subito, così mi sono approcciata ad essa con curiosità, senza rimanerne delusa. L'opera diventa particolarmente allettante se si ha qualche elemento di psicoanalisi, poiché l'inconscio e la ...continua

    Non avevo mai letto nulla, prima, di Shnitzler ma il titolo di quest'opera e la trama mi hanno attirata da subito, così mi sono approcciata ad essa con curiosità, senza rimanerne delusa. L'opera diventa particolarmente allettante se si ha qualche elemento di psicoanalisi, poiché l'inconscio e la personalità onirica sono i protagonisti incontrastati del romanzo. Esso inizia di notte e un'atmosfera notturna permane per l'intero svolgersi della trama, mantenendo così il clima surreale e privo di inibizioni che sin dall'inizio si percepisce. Il limite tra realtà e fantasia diventa sempre più labile per il protagonista Fridolin, il quale, irritato dalla confessione di un sogno della moglie, pieno di significati oscuri e doppi sensi, decide di lasciarsi andare ai suoi istinti, senza tuttavia riuscire veramente a portar a fine i suoi propositi. Nel romanzo ci ritroviamo di fronte a due personaggi simili ma allo stesso tempo differenti: l'una buona moglie e donna di casa, capace di reprimere i propri desideri più inconsci per lasciare loro libero spazio nella dimensione onirica, l'altro rigido, rancoroso e in alcuni casi inetto, incapace di gestire i propri sentimenti e finendo così per lasciarsi travolgere da essi.
    Doppio sogno è un libro del suo tempo e deve essere letto avendo presente il periodo storico per non lasciarsi confondere dalle situazioni che talvolta sfiorano il fantasioso; tuttavia è un libro interessante e ottimo per riflessioni.

    ha scritto il 

  • 4

    “E nessun sogno-aggiunse lui con un lieve sospiro-è soltanto un sogno.”

    “La vita è un sogno, nient’altro che un sogno”. E’ una delle frasi più celebri di Miranda, la celebre protagonista del meraviglioso film “Picnic a Hanging Rock” di Peter Weir.
    La vita è un sogno, o perlomeno a volte si vorrebbe che fosse così…
    Ho davanti ai miei occhi l’immagin ...continua

    “La vita è un sogno, nient’altro che un sogno”. E’ una delle frasi più celebri di Miranda, la celebre protagonista del meraviglioso film “Picnic a Hanging Rock” di Peter Weir.
    La vita è un sogno, o perlomeno a volte si vorrebbe che fosse così…
    Ho davanti ai miei occhi l’immagine di una bambina che legge ad alta voce una favola; la sua voce pian piano si affievolisce, il sonno ha il sopravvento su di lei e la piccola si addormenta, sperando che la notte le porti un bel sogno.
    E’ sera. Un uomo spegne una luce, chiude la porta e si avvia verso una camera matrimoniale dove ad aspettarlo c’è una donna, pronta a condividere con lui il talamo nuziale.
    Un rituale che accade spesso in molte famiglie, ma quella è una sera particolare per Friedolin, un giovane medico appartenente all’alta borghesia viennese…non sa che quella è una sera diversa da tutte le altre, diversa per lui e per sua moglie Albertine.
    Entrambi sono presi dai ricordi, dalle emozioni e sensazioni di un ballo in maschera a cui hanno partecipato il giorno prima e in cui entrambi si sono ritrovati ad avere rapporti con estranei.
    Sembra un normale scambio di opinioni tra loro, un semplice scambio di impressioni ed emozioni suscitate da quegli incontri, senonché all’improvviso viene fuori il tradimento di Albertine con un giovane marinaio danese.
    Questa confessione scatena in Fridolin un profondo turbamento, caratterizzato da una serie di strani e onirici avvenimenti che avvengono nel corso di quella stessa notte, mentre il giovane medico sin reca in visita a un suo paziente gravemente malato…
    Questo breve racconto ha ispirato Stanley Kubrick per il suo ultimo capolavoro, “Eyes Wide Shut”. Protagonista del breve racconto è la crisi di una giovane e ricca coppia, una crisi opprimente, ambigua, progressiva.
    Un racconto tanti particolare quanto bello, un racconto introspettivo, poetico, pieno di filosofia e onirismo, suggestivo, così come onirica e suggestiva è tutta la storia, in perenne bilico tra sogno e realtà. La scena finale è bellissima nella sua semplicità e, allo stesso tempo, nella sua solennità.
    Un’opera magistrale, un viaggio tra i pensieri di un uomo e di una donna, uniti nella vita ma inesorabilmente separati nell’intimo… questo racconto è un raro esempio di due arti, letteratura e cinema, che si sono incontrati e si sono perfettamente fusi in un meraviglioso idillio.
    Consigliatissimo.
    “Si rese conto di nuovo che tutto quell’ordine, quell’armonia, quella sicurezza della sua esistenza non erano che apparenza e menzogna…”

    ha scritto il 

  • 3

    DISSOLVENZA TRA SOGNO E REALTA'

    Opera che ha ispirato Stanley Kubrik per il suo film “Eyes Wide Shut”, “Doppio sogno” è una novella nella quale Schnitzler ci propone il suo modo di concepire il rapporto tra realtà fattuale e realtà onirica; tra queste infatti, secondo l’autore, non vi è una netta cesura ma uno sconfinamento rec ...continua

    Opera che ha ispirato Stanley Kubrik per il suo film “Eyes Wide Shut”, “Doppio sogno” è una novella nella quale Schnitzler ci propone il suo modo di concepire il rapporto tra realtà fattuale e realtà onirica; tra queste infatti, secondo l’autore, non vi è una netta cesura ma uno sconfinamento reciproco dell’una nell’altra. Questo modo di vedere ci viene narrato nell’ambito della vita di coppia dei coniugi Fridolin e Albertine. E’ a partire da un sogno narrato da quest’ultima al marito, che s’innesca una crisi tra i coniugi tale da portare Fridolin a compiere un’esperienza reale, ma ai limiti dell’onirico, che lo condurrà a sfiorare il tradimento.
    Un modo di concepire il sogno, quello di Schnitzler, che, al contrario di quanto insegnato dall’allora nascente psicoanalisi freudiana (siamo nei primi anni del ‘900), non lascia nulla, o quasi nulla, alla dimensione simbolica ed al processo interpretativo.
    Apprezzabile. 3 stelline e 1/2.

    ha scritto il 

  • 3

    Doppio sogno - Eyes wide shut

    Non sapevo fosse il libro che ispira Eyes wide shut di Kubrik. Io amo quel film, ma penso di non lasciarmi trascinare da questo amore quando dico che, per una volta, il film non toglie niente, anzi, nobilita l'opera da cui è tratto.
    Una lettura per niente spiacevole, anzi, alquanto ispirata ...continua

    Non sapevo fosse il libro che ispira Eyes wide shut di Kubrik. Io amo quel film, ma penso di non lasciarmi trascinare da questo amore quando dico che, per una volta, il film non toglie niente, anzi, nobilita l'opera da cui è tratto.
    Una lettura per niente spiacevole, anzi, alquanto ispirata e futurista per gli anni in cui è stata scritta. Il film però riesce a prendere uno spunto geniale e trasformarlo in un opera completa e misteriosa che estende a vissuto quello che nel libro è più una sensazione di fondo.

    ha scritto il 

  • 4

    Intrigante

    I sogni a volte fanno emergere i lati più oscuri della nostra mente e possono turbare, sia chi li fa che chi ne ascolta il racconto o forse è solo la scusa. Una coppia, un delicato equilibrio, un sogno e un'avventura.....interessante!

    ha scritto il 

  • 1

    Eyes Wide Shut

    Fridolin era come ubriaco non solo di lei, del suo corpo
    profumato, della sua bocca rossa e ardente, non solo
    dell’atmosfera di quel luogo, dei segreti voluttuosi che lo
    circondavano; si sentiva ebbro e allo stesso tempo assetato
    di tutte le esperienze di quella notte,
    ...continua

    Fridolin era come ubriaco non solo di lei, del suo corpo
    profumato, della sua bocca rossa e ardente, non solo
    dell’atmosfera di quel luogo, dei segreti voluttuosi che lo
    circondavano; si sentiva ebbro e allo stesso tempo assetato
    di tutte le esperienze di quella notte, nessuna delle quali si era
    conclusa; ebbro di se stesso, della sua audacia, della
    trasformazione che sentiva avvenire in sé. Sfiorò il velo che
    avvolgeva il capo della donna, quasi volesse toglierglielo.

    //

    Ritornare a casa, come stava per fare,
    gli sembrò addirittura ridicolo. Ma non era ancora tutto
    perduto. C’era tempo anche domani. Giurò di non darsi pace
    prima di aver ritrovato la bella donna, la cui nudità abbagliante lo
    aveva inebriato. E solo allora pensò ad Albertine - ma come se
    fosse anche lei una donna da conquistare, quasi che Albertine non
    potesse o non dovesse essere di nuovo sua prima che egli
    l’avesse tradita con tutte le altre di quella notte: con la donna
    nuda, con la Pierrette, con Marianne, con la prostituta del vicolo.
    E non doveva anche preoccuparsi di ritrovare quell’insolente
    studente che lo aveva urtato passando e sfidarlo a duello, alla
    sciabola, meglio ancora alla pistola? Che gli importava della vita
    di un altro o della propria? Bisognava metterla in gioco soltanto
    per dovere, per spirito di sacrificio, mai per capriccio, per
    passione o semplicemente per misurarsi col destino?!
    E si ricordò di nuovo che probabilmente portava già in sé
    il germe di una malattia mortale. Non sarebbe troppo stupido
    morire perché un bambino affetto da difterite ti ha tossito in
    faccia? Forse era già malato. Non aveva la febbre? In quel
    momento non era forse a letto, a casa... e tutto ciò che credeva di
    aver vissuto quella notte non era altro che delirio?!

    ha scritto il 

  • 1

    Eyes Wide Shut

    Fridolin era come ubriaco non solo di lei, del suo corpo
    profumato, della sua bocca rossa e ardente, non solo
    dell’atmosfera di quel luogo, dei segreti voluttuosi che lo
    circondavano; si sentiva ebbro e allo stesso tempo assetato
    di tutte le esperienze di quella notte,
    ...continua

    Fridolin era come ubriaco non solo di lei, del suo corpo
    profumato, della sua bocca rossa e ardente, non solo
    dell’atmosfera di quel luogo, dei segreti voluttuosi che lo
    circondavano; si sentiva ebbro e allo stesso tempo assetato
    di tutte le esperienze di quella notte, nessuna delle quali si era
    conclusa; ebbro di se stesso, della sua audacia, della
    trasformazione che sentiva avvenire in sé. Sfiorò il velo che
    avvolgeva il capo della donna, quasi volesse toglierglielo.

    //

    Ritornare a casa, come stava per fare,
    gli sembrò addirittura ridicolo. Ma non era ancora tutto
    perduto. C’era tempo anche domani. Giurò di non darsi pace
    prima di aver ritrovato la bella donna, la cui nudità abbagliante lo
    aveva inebriato. E solo allora pensò ad Albertine - ma come se
    fosse anche lei una donna da conquistare, quasi che Albertine non
    potesse o non dovesse essere di nuovo sua prima che egli
    l’avesse tradita con tutte le altre di quella notte: con la donna
    nuda, con la Pierrette, con Marianne, con la prostituta del vicolo.
    E non doveva anche preoccuparsi di ritrovare quell’insolente
    studente che lo aveva urtato passando e sfidarlo a duello, alla
    sciabola, meglio ancora alla pistola? Che gli importava della vita
    di un altro o della propria? Bisognava metterla in gioco soltanto
    per dovere, per spirito di sacrificio, mai per capriccio, per
    passione o semplicemente per misurarsi col destino?!
    E si ricordò di nuovo che probabilmente portava già in sé
    il germe di una malattia mortale. Non sarebbe troppo stupido
    morire perché un bambino affetto da difterite ti ha tossito in
    faccia? Forse era già malato. Non aveva la febbre? In quel
    momento non era forse a letto, a casa... e tutto ciò che credeva di
    aver vissuto quella notte non era altro che delirio?!

    ha scritto il 

  • 1

    Eccessivamente legato al suo tempo

    Non è possibile scindere questo libro dal periodo storico in cui è stato scritto, dalla nascita della psicologia, da Freud, eccetera.
    E per me è stato un limite, perché frutto di teorie ormai superate, non sono riuscita a rivederci neppure un'indagine sull'animo umano che potesse essere gen ...continua

    Non è possibile scindere questo libro dal periodo storico in cui è stato scritto, dalla nascita della psicologia, da Freud, eccetera.
    E per me è stato un limite, perché frutto di teorie ormai superate, non sono riuscita a rivederci neppure un'indagine sull'animo umano che potesse essere generalizzata e superare i tempi (come fanno di solito i capolavori). Schnitzler non ha neppure uno stile elegante, o magari è colpa della traduzione; su questo non posso pronunciarmi.

    ha scritto il 

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