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Doppio sogno

Di

Editore: Adelphi

3.8
(6797)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 131 | Formato: eBook | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8845970124 | Isbn-13: 9788845970122 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Risvolto Un ballo in maschera, due misteriose figure in domino rosso, uno straniero insolente, qualche parola incomprensibile e allusiva: queste apparizioni gettano, una sera, «un’ombra di avventura, di libertà e di pericolo» nella vita di un medico e di sua moglie, giovani, belli e chiusi in un’ovattata felicità domestica. Da quel momento essi entrano, senza saperlo, in un intreccio speculare di peripezie notturne tanto inverosimili da sembrare oniriche e di sogni tanto invadenti da sembrare fatti reali: e, per tutti e due, i desideri segreti occuperanno la scena, per una notte, con una violenza e una fascinazione tali che li trascineranno inermi con sé, tra la voluttà e l’angoscia. Come in un film di von Stroheim, dalla Vienna borghese e tranquilla emergono inquietanti personaggi, le maschere dilagano, si aprono porte segrete, si svelano esseri equivoci, incombono giudici oscuri e feroci. Alla fine, un fascio di fredda luce clinica illuminerà il corpo bianco ed esanime di una sconosciuta, e in essa il protagonista riconoscerà «il cadavere pallido della notte passata, destinato irrevocabilmente alla decomposizione». Non senza, però, aver anche irrevocabilmente mutato la vita del giovane medico e della sua compagna. Insieme al Ritorno di Casanova e alla Signorina Else, il Doppio sogno (1926), racconto chiaroveggente e immerso in un incanto surreale, è una delle riuscite supreme di Schnitzler, ormai sempre più spesso riconosciuto, in questi ultimi anni, come uno dei grandi narratori psicologici della letteratura moderna, per il sorprendente spessore e la temibile lucidità delle sue storie, che sembrano aver dato fin dall’inizio per sottintese le scoperte della psicoanalisi.
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  • 3

    Doppio sogno - Eyes wide shut

    Non sapevo fosse il libro che ispira Eyes wide shut di Kubrik. Io amo quel film, ma penso di non lasciarmi trascinare da questo amore quando dico che, per una volta, il film non toglie niente, anzi, nobilita l'opera da cui è tratto.
    Una lettura per niente spiacevole, anzi, alquanto ispirata e fu ...continua

    Non sapevo fosse il libro che ispira Eyes wide shut di Kubrik. Io amo quel film, ma penso di non lasciarmi trascinare da questo amore quando dico che, per una volta, il film non toglie niente, anzi, nobilita l'opera da cui è tratto. Una lettura per niente spiacevole, anzi, alquanto ispirata e futurista per gli anni in cui è stata scritta. Il film però riesce a prendere uno spunto geniale e trasformarlo in un opera completa e misteriosa che estende a vissuto quello che nel libro è più una sensazione di fondo.

    ha scritto il 

  • 4

    Intrigante

    I sogni a volte fanno emergere i lati più oscuri della nostra mente e possono turbare, sia chi li fa che chi ne ascolta il racconto o forse è solo la scusa. Una coppia, un delicato equilibrio, un sogno e un'avventura.....interessante!

    ha scritto il 

  • 1

    Eyes Wide Shut

    Fridolin era come ubriaco non solo di lei, del suo corpo
    profumato, della sua bocca rossa e ardente, non solo
    dell’atmosfera di quel luogo, dei segreti voluttuosi che lo
    circondavano; si sentiva ebbro e allo stesso tempo assetato
    di tutte le esperienze di quella notte, nessuna delle quali si e
    ...continua

    Fridolin era come ubriaco non solo di lei, del suo corpo profumato, della sua bocca rossa e ardente, non solo dell’atmosfera di quel luogo, dei segreti voluttuosi che lo circondavano; si sentiva ebbro e allo stesso tempo assetato di tutte le esperienze di quella notte, nessuna delle quali si era conclusa; ebbro di se stesso, della sua audacia, della trasformazione che sentiva avvenire in sé. Sfiorò il velo che avvolgeva il capo della donna, quasi volesse toglierglielo.

    //

    Ritornare a casa, come stava per fare, gli sembrò addirittura ridicolo. Ma non era ancora tutto perduto. C’era tempo anche domani. Giurò di non darsi pace prima di aver ritrovato la bella donna, la cui nudità abbagliante lo aveva inebriato. E solo allora pensò ad Albertine - ma come se fosse anche lei una donna da conquistare, quasi che Albertine non potesse o non dovesse essere di nuovo sua prima che egli l’avesse tradita con tutte le altre di quella notte: con la donna nuda, con la Pierrette, con Marianne, con la prostituta del vicolo. E non doveva anche preoccuparsi di ritrovare quell’insolente studente che lo aveva urtato passando e sfidarlo a duello, alla sciabola, meglio ancora alla pistola? Che gli importava della vita di un altro o della propria? Bisognava metterla in gioco soltanto per dovere, per spirito di sacrificio, mai per capriccio, per passione o semplicemente per misurarsi col destino?! E si ricordò di nuovo che probabilmente portava già in sé il germe di una malattia mortale. Non sarebbe troppo stupido morire perché un bambino affetto da difterite ti ha tossito in faccia? Forse era già malato. Non aveva la febbre? In quel momento non era forse a letto, a casa... e tutto ciò che credeva di aver vissuto quella notte non era altro che delirio?!

    ha scritto il 

  • 1

    Eyes Wide Shut

    Fridolin era come ubriaco non solo di lei, del suo corpo
    profumato, della sua bocca rossa e ardente, non solo
    dell’atmosfera di quel luogo, dei segreti voluttuosi che lo
    circondavano; si sentiva ebbro e allo stesso tempo assetato
    di tutte le esperienze di quella notte, nessuna delle quali si e
    ...continua

    Fridolin era come ubriaco non solo di lei, del suo corpo profumato, della sua bocca rossa e ardente, non solo dell’atmosfera di quel luogo, dei segreti voluttuosi che lo circondavano; si sentiva ebbro e allo stesso tempo assetato di tutte le esperienze di quella notte, nessuna delle quali si era conclusa; ebbro di se stesso, della sua audacia, della trasformazione che sentiva avvenire in sé. Sfiorò il velo che avvolgeva il capo della donna, quasi volesse toglierglielo.

    //

    Ritornare a casa, come stava per fare, gli sembrò addirittura ridicolo. Ma non era ancora tutto perduto. C’era tempo anche domani. Giurò di non darsi pace prima di aver ritrovato la bella donna, la cui nudità abbagliante lo aveva inebriato. E solo allora pensò ad Albertine - ma come se fosse anche lei una donna da conquistare, quasi che Albertine non potesse o non dovesse essere di nuovo sua prima che egli l’avesse tradita con tutte le altre di quella notte: con la donna nuda, con la Pierrette, con Marianne, con la prostituta del vicolo. E non doveva anche preoccuparsi di ritrovare quell’insolente studente che lo aveva urtato passando e sfidarlo a duello, alla sciabola, meglio ancora alla pistola? Che gli importava della vita di un altro o della propria? Bisognava metterla in gioco soltanto per dovere, per spirito di sacrificio, mai per capriccio, per passione o semplicemente per misurarsi col destino?! E si ricordò di nuovo che probabilmente portava già in sé il germe di una malattia mortale. Non sarebbe troppo stupido morire perché un bambino affetto da difterite ti ha tossito in faccia? Forse era già malato. Non aveva la febbre? In quel momento non era forse a letto, a casa... e tutto ciò che credeva di aver vissuto quella notte non era altro che delirio?!

    ha scritto il 

  • 1

    Eccessivamente legato al suo tempo

    Non è possibile scindere questo libro dal periodo storico in cui è stato scritto, dalla nascita della psicologia, da Freud, eccetera.
    E per me è stato un limite, perché frutto di teorie ormai superate, non sono riuscita a rivederci neppure un'indagine sull'animo umano che potesse essere generali ...continua

    Non è possibile scindere questo libro dal periodo storico in cui è stato scritto, dalla nascita della psicologia, da Freud, eccetera. E per me è stato un limite, perché frutto di teorie ormai superate, non sono riuscita a rivederci neppure un'indagine sull'animo umano che potesse essere generalizzata e superare i tempi (come fanno di solito i capolavori). Schnitzler non ha neppure uno stile elegante, o magari è colpa della traduzione; su questo non posso pronunciarmi.

    ha scritto il 

  • 0

    Ricordo ancora quando si sposò mia sorella: sarà stato dieci anni fa; corso prematrimoniale e opuscoletti. Non le ho mai chiesto cosa avesse imparato da quella roba, ero troppo piccolo, e nel frattempo non ho mai avuto motivo di chiederglielo.
    Pochi giorni fa ho ritrovato Doppio sogno. Ci ...continua

    Ricordo ancora quando si sposò mia sorella: sarà stato dieci anni fa; corso prematrimoniale e opuscoletti. Non le ho mai chiesto cosa avesse imparato da quella roba, ero troppo piccolo, e nel frattempo non ho mai avuto motivo di chiederglielo. Pochi giorni fa ho ritrovato Doppio sogno. Cioè, la voglia di rileggerlo. Sarebbe un ottimo libro di testo per corsi prematrimoniali. Anche il prete, ponendo Quella domanda, dovrebbe chiedere: «Siete pronti ad affrontare le notti, e i sogni, e gli incubi, le fobie e desideri di fuga e di vendetta? Queste cento pagine, prendetele e moltiplicatele per cent'anni: ci vuole troppa comprensione per affrontare tanta problematicità».

    ha scritto il 

  • 5

    Apoteosi del matrimonio

    "Il percorso iniziato con il disgusto per la donna adulta (Marianne), proseguito con la 'terapeutica' frequentazione delle donne bambine (Mizzi e la Pierrette), ha portato il protagonista Fridolin di nuovo alla donna adulta, ma nel pieno della sua sensualità, della sua femminilità. Lo ha riportat ...continua

    "Il percorso iniziato con il disgusto per la donna adulta (Marianne), proseguito con la 'terapeutica' frequentazione delle donne bambine (Mizzi e la Pierrette), ha portato il protagonista Fridolin di nuovo alla donna adulta, ma nel pieno della sua sensualità, della sua femminilità. Lo ha riportato alla moglie Albertine viva, di nuovo parte dell’archetipo, ma un archetipo che sta nel mondo. Col che si chiude lo spazio del medioconscio, non per caso Fridolin si chiede se «tutto quello che aveva creduto di aver vissuto fino a quel momento non era altro che frutto del suo delirio», e conclude con la constatazione che ormai «era del tutto sveglio». È del tutto tornato nella realtà, vede il mondo intorno a lui che si sveglia, e pensa che fra poche ore avrebbe ripreso la propria vita normale, «si sarebbe aggirato fra i letti dei suoi pazienti, paludato nel suo camice di lino bianco». Il resto della novella non è altro che il compimento narrativo di questo percorso, compreso il sogno sognato di Albertine, che è molto meno importante del sogno ad occhi aperti vissuto da Fridolin al bordo estremo del medioconscio, là dove si confonde con la realtà."

    ha scritto il 

  • 0

    La risonanza del cupo splendore del sogno anche nella veglia

    La risonanza del cupo splendore del sogno anche nella veglia. Attimi di luce accecanti, balenanti in uno scuro torpore dall'indefinibile sapore. I più indicibili desideri scappano dal controllo ed incontrano immagini e suoni di spaventose dimensioni.

    {Il chiodo fiorisce}

    ha scritto il 

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