Doppio sogno

Di

Editore: Newton & Compton (Biblioteca economica Newton; 141)

3.8
(7238)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 124 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8882898202 | Isbn-13: 9788882898205 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Stefania Di Natale

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Nella Vienna di fine Ottocento ha inizio tra visioni e apparizioni la notte brava del dottor Fridolin, medico alla moda sposato a una donna bellissima. In un'atmosfera allucinata e onirica l'uomo si imbatte in quattro donne che gli si offrono inutilmente: la figlia di un paziente defunto, una prostituta, la ragazza-bambina figlia di un affitta-costumi, una donna nuda e bellissima, incontrata a una festa in maschera in una villa misteriosa. Tornato a casa, frustrato per non avere commesso l'adulterio, ascolterà dalla moglie il racconto di un sogno in cui lui veniva tradito.
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    Siamo nel pieno della grande letteratura mitteleuropea che ci introduce dentro l'anima delle persone ed esplora in profondità l'inconscio.
    Il, seppur breve, romanzo di Schnitzler racconta con intensit ...continua

    Siamo nel pieno della grande letteratura mitteleuropea che ci introduce dentro l'anima delle persone ed esplora in profondità l'inconscio.
    Il, seppur breve, romanzo di Schnitzler racconta con intensità il rapporto tra un sogno, quello di Albertine, ed una realtà molto vicino al sogno di Fridolin una coppia di borghesi viennesi felicemente sposati.
    Ė soprattutto l'avventura di Fridolin che innesca richiami profondi dentro il suo inconscio dove abitano e prendono forma fantasmi legati alla sua vita, alla sua professione e soprattutto alla sua condizione amorosa. Avventura, attrazione erotica, mistero, rischio mettono l'esperienza di Fridolin su un piano molto vicino a quello del vero sogno. Troppi misteri paiono avvolgere la sua storia e la sua disperata ricerca di qualcosa o qualcuno che lo possa liberare dai fantasmi.
    Schnitzler ci porta per mano nella Vienna che sta elaborando con Freud una nuova scienza ed un nuovo approccio alla mente ed alla coscienza dell'uomo. Freud confesserà di avere esitato a lungo prima di incontrare Schnitzler per una sorta di "timore del sosia".
    Nel lettore rimane e rimarrà il dubbio sulla realtà o meno dell'avventura/sogno di Fridolin a testimonianza di tutte quelle volte che desideri, pulsioni e realtà si intrecciano nelle nostre vite rappresentando un immagine più intera di noi stessi.

    ha scritto il 

  • 2

    Ma se tradisci solo con il pensiero, è comunque tradimento?
    Questa sicuramente può essere una domanda di partenza per questo romanzo, incentrato su una realtà onirica che fino alla fine coinvolge il l ...continua

    Ma se tradisci solo con il pensiero, è comunque tradimento?
    Questa sicuramente può essere una domanda di partenza per questo romanzo, incentrato su una realtà onirica che fino alla fine coinvolge il lettore. Sicuramente si sente l'influsso di Freud e della sua psicanalisi, d'altronde in quel periodo si era risvegliato l'interesse per questa dimensione altra, inconscia, che ritroviamo svariate volte durante il percorso.
    E' sicuramente un romanzo pieno di simboli e riferimenti inconsci, ma la scrittura è molto scorrevole. Forse è un po' poco dal punto di vista della trama, ma credo che l'intento di Schnitzer non fosse quello di scrivere una bella storia, quanto piuttosto soffermarsi su tutto ciò che lo intrigava al tempo. E' come se fosse un trattato romanzato, alla fine. Si legge velocemente, in una serata si finisce. Devo ammettere che però merita solo due stelle, perché non mi ha lasciato qualcosa di molto forte dentro.

    ha scritto il 

  • 4

    Libro interessante

    Più che un romanzo, mi è sembrato un excursus nei meandri della psicologia intimistica e teorica. I miei generi sono altri, ma ho voluto tralasciarli per dedicarmi a questo piccolo libriccino, dal mom ...continua

    Più che un romanzo, mi è sembrato un excursus nei meandri della psicologia intimistica e teorica. I miei generi sono altri, ma ho voluto tralasciarli per dedicarmi a questo piccolo libriccino, dal momento che me ne hanno parlato bene. E devo ammettere, con sorpresa, che mi è piaciuto. Anche se molto breve, il racconto è stato molto vivo e corposo. E il film che ne è scaturito, non ha reso giustizia a questo piccolo gioiello letterario.

    ha scritto il 

  • 1

    Doppia noia

    Avendo visto eyes wide shut,che non mi è piaciuto per nulla, ho deciso di leggere Doppio sogno per capire se in realtà fosse proprio la storia in sé a non andare,o se non ci avessi capito niente io,vi ...continua

    Avendo visto eyes wide shut,che non mi è piaciuto per nulla, ho deciso di leggere Doppio sogno per capire se in realtà fosse proprio la storia in sé a non andare,o se non ci avessi capito niente io,visto che generalmente si grida al capolavoro sia per il film che per il libro. Ebbene,neanche quest ultimo mi ha convinto. Fridolin trascorre questa notte trovandosi in svariate strane situazioni,ed è spinto spesso a commettere adulterio solo perché la moglie gli ha raccontato di averlo tradito....in sogno?! Non mi pare molto realistico. Oltre a non colpirmi la storia in sé,non mi ha entusiasmato neanche il modo in cui è scritta,l ho trovato monocorde e spesso noioso ed anche confuso ; insomma,un bel casino (ed in questo anche Kubrick ci ha azzeccato,dato che nella trasposizione non si capisce nulla allo stesso modo).
    In conclusione, ho letto il libro per ricredermi,ma credo che paradossalmente sia meglio il film...per quanto discutibile pure quello.

    ha scritto il 

  • 4

    16° lettura condivisa di SALERNO CHE LEGGE

    La fatica immane che si fa a scindere le immagini cinematografiche di Kubrick da quelle del racconto è indescrivibile, senza contare che la dovizia di particolari del regista nel descrivere le orge da ...continua

    La fatica immane che si fa a scindere le immagini cinematografiche di Kubrick da quelle del racconto è indescrivibile, senza contare che la dovizia di particolari del regista nel descrivere le orge dantesche, è nel libro praticamente assente. Non è un difetto, certo, ma il limite che forse ogni lettore paga per aver visto prima il film. Accidenti. C'è da aggiungere che la prefazione sembra favoleggiare sull'ammirazione senza eguali che Freud avrebbe provato per Schnitzler. Mamma mia. Eppure, quando lo si legge, si rimane davvero sconvolti. Immagino si tratti di una dissertazione misteriosa, sensuale e dissacrante sulle relazioni amorose. Levatevi le maschere della società, buttate via il buon senso, la morale, i guardiani dell'Io. Cosa succede? Emerge il sogno, il desiderio, l'uomo senza vestiti, il sacro ed il profano. Dove il profano, udite udite, non è il diavolo o la messa nera oppure addirittura il Sottoterra - come nelle straordinarie immagini di Kubrick -, ma è la natura nelle sue leggi semplici ed animalesche. Gli istinti primordiali, ciò che galleggia sulle acque profonde secondo per secondo, e che non emerge mai. O quasi mai. L'eros - thanatos non poteva essere espresso in modo più chiaro. All'essere umano non rimane che soggiacere e ritornare alle leggi "naturali" della cultura umana, e concedere un solo ed unico termine al nostro terreno destino: "scopiamo!" (cit. Kubrick).

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    un romanzo vecchio di un secolo ma moderno

    E' il primo romanzo di Schnitzer che leggo e l'ho trovato molto moderno. Tradimenti e altro condensati in udue giorni. Una coppia apparentemente affiatata scopre che di tradire il partner. La moglie i ...continua

    E' il primo romanzo di Schnitzer che leggo e l'ho trovato molto moderno. Tradimenti e altro condensati in udue giorni. Una coppia apparentemente affiatata scopre che di tradire il partner. La moglie in sogno. Ma sarà vero? Il dubbio rimane. Fridolin, il marito e medico stimato, dal vero. Ma sarà vero? Insomma i tradimenti sono in bilico tra realtà e sogni. Tradimenti confessati con candore l'un l'altro ma non perdonati.
    Tutto questo immerso nella gaudente Vienna di inizio novecento.

    ha scritto il 

  • 5

    Crisi di coppia a Vienna

    Quant'è vero che per ogni libro esiste il momento giusto: avevo già preso in mano il Doppio sogno di Schnitzler una volta, rimettendolo a posto dopo poche pagine, del tutto incapace di entrare nelle p ...continua

    Quant'è vero che per ogni libro esiste il momento giusto: avevo già preso in mano il Doppio sogno di Schnitzler una volta, rimettendolo a posto dopo poche pagine, del tutto incapace di entrare nelle pieghe della storia; ma sapevo benissimo che non sarebbe stato un abbandono definitivo, fosse anche solo perché ambientato nella Vienna degli anni '20, un'epoca ed una città che messe insieme costituiscono una garanzia in quanto ad atmosfere e contenuti. Kafka, Klimt, Schiele, Freud sono solo alcuni dei nomi legati alla città, che in quegli anni fu uno dei centri culturali più vivi e fervidi d'Europa.
    L'autore, Arthur Schitzler (1862-1931), fu medico, drammaturgo e scrittore. La sua produzione venne largamente influenzata dalle teorie freudiane al punto che lo stesso Freud, dato il successo e la notorietà che ebbe Schnitzler, si interessò molto alla sua opera. Doppio sogno lascia intendere sin dal titolo che, in questo senso, non fa eccezione. Ma di cosa parla, questo Doppio sogno? I protagonisti sono una coppia sposata, Fridolin e Albertine. Lui svolge la professione di medico in un suo studio privato, lei madre e donna di casa. Sono giovani, belli, genitori felici. La vicenda occupa 114 pagine, srotolandosi nell'arco di un paio di giorni. Tutto comincia il giorno dopo un ballo in maschera, il primo a cui avessero mai partecipato; non hanno occasione di parlare dell'esperienza vissuta fino alla sera successiva, dopo che la bambina è stata messa a letto. Appena entrati nella sala dove si teneva il ballo, entrambi erano stati accalappiati da strani personaggi, che tuttavia li avevano presto lasciati liberi; allora marito e moglie si erano ritrovati al buffet, intraprendendo una commedia della seduzione come si fossero appena incontrati, per poi amarsi appassionatamente una volta tornati a casa, con foga tale come non accadeva da molto tempo. Tornando sui ricordi del ballo però, le figure dalle quali erano stati sfiorati all'inizio assumono «l'ingannevole parvenza di occasioni perdute». Questa parte, questo lungo dialogo tra moglie e marito, è la parte che ho amato del libro, la parte che da sola riempie di valore l'intera opera: la conoscenza di Schnitzler della psicologia umana emerge clamorosamente, dato che riesce a dipingere con maestria le complesse dinamiche che possono scatenarsi in una stabile vita di coppia.

    «Si scambiarono domande ingenue eppure insidiose e risposte maliziose e ambigue; a nessuno dei due sfuggì che l'altro non era in fondo sincero e si sentirono, così, inclini a una moderata vendetta. (...) Tuttavia dalla leggera conversazione sulle futili avventure della notte scorsa finirono col passare a un discorso più serio su quei desideri nascosti, appena presentiti, che possono originare torbidi e pericolosi vortici anche nell'anima più limpida e pura, e parlarono di quelle regioni segrete che ora li attraevano appena, ma verso cui avrebbe potuto una volta o l'altra spingerli, anche se solo in sogno, l'inafferrabile vento del destino.»

    Marito e moglie si confessano le rispettive attrazioni provate per altre due persone durante una vacanza in Danimarca. Nessuno dei due sembra risentirsi troppo - si promettono persino di farsi subito simili confidenze, in futuro - salvo che poi i pensieri di lei cadono sulle precedenti avventure amorose di Fridolin, e quando lui le dice: «In ogni donna – credimi, anche se può sembrare una facile affermazione – in ogni donna che credevo di amare ho sempre cercato te; ne sono convinto più di quanto tu possa capire, Albertine», succede questo:

    Ella sorrise triste. «E se anch'io avessi avuto voglia di cercarti prima in altri uomini?»

    Una sola frase che racconta la silenziosa battaglia che, consapevolmente o meno, si combatte all'interno di molte coppie in cui uno dei due è - per così dire - più esperto in amore e l'altro si sente per questo svantaggiato, vivendo la circostanza quasi come una minaccia, un pericolo dal quale non smettere mai di guardarsi. Non dimenticherò mai Albertine per queste parole e quel sorriso triste.
    Ma, in effetti, è solo alla fine di questa conversazione che il “doppio sogno” ha inizio. Nonostante sia già notte inoltrata Fridolin viene chiamato a soccorrere un paziente in fin di vita e Albertine resta sola nel letto matrimoniale. L'uscita di Fridolin segnerà l'inizio di una notte assurda, in cui capiterà ma soprattutto cercherà un'avventura dopo l'altra che, a causa di innumerevoli circostanze, riuscirà soltanto ad intravedere. La figlia del paziente, una prostituta diciassettenne, uno strano ballo in maschera segreto dove le donne si spogliano completamente. Fridolin scopre di essere arrabbiato con Albertine per il desiderio folle che aveva provato per il giovane danese ed è quasi determinato a tradirla, solo che non ci riesce. Nel frattempo, lei - addormentata - sogna davvero, un sogno lungo ed orribile in cui tradisce ripetutamente il marito, lo condanna a pene umilianti e dolorose e ride sprezzante delle sue difficoltà. Alla fine Albertine e Fridolin si raccontano tutto e, tra un pianto ed una carezza, ritrovano il loro posto l'uno accanto all'altra.
    Credo che per apprezzare quest'opera sia fondamentale comprenderla e che per comprenderla sia necessario aver vissuto abbastanza a lungo in una coppia da poter riconoscere e capire i comportamenti di Albertine e Fridolin. Anche nella coppia più felice e più tranquilla, infatti, possono venire a galla desideri di evasione, trasgressione o semplicemente gelosie immotivate dettate dalle insicurezze del singolo o da momenti di crisi del rapporto - crisi che, se affrontate con maturità e attraverso il dialogo, portano ad una crescita della coppia, come infatti credo avvenga anche a Fridolin e Albertine.
    Un libro intenso, quasi geniale, complesso, arguto, sottile, capace di turbare e al contempo affascinare il lettore. Da quest'opera, a cui non posso che dare il massimo dei voti, Stanley Kubrick ha tratto il suo Eyes Wide Shut, con una bellissima Nicole Kidman e Tom Cruise.

    ha scritto il 

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