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Doppio sogno

Di

Editore: Newton & Compton (Biblioteca economica Newton; 141)

3.8
(6810)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 124 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8882898202 | Isbn-13: 9788882898205 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Stefania Di Natale

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Nella Vienna di fine Ottocento ha inizio tra visioni e apparizioni la notte brava del dottor Fridolin, medico alla moda sposato a una donna bellissima. In un'atmosfera allucinata e onirica l'uomo si imbatte in quattro donne che gli si offrono inutilmente: la figlia di un paziente defunto, una prostituta, la ragazza-bambina figlia di un affitta-costumi, una donna nuda e bellissima, incontrata a una festa in maschera in una villa misteriosa. Tornato a casa, frustrato per non avere commesso l'adulterio, ascolterà dalla moglie il racconto di un sogno in cui lui veniva tradito.
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  • 3

    DISSOLVENZA TRA SOGNO E REALTA'

    Opera che ha ispirato Stanley Kubrik per il suo film “Eyes Wide Shut”, “Doppio sogno” è una novella nella quale Schnitzler ci propone il suo modo di concepire il rapporto tra realtà fattuale e realtà onirica; tra queste infatti, secondo l’autore, non vi è una netta cesura ma uno sconfinamento rec ...continua

    Opera che ha ispirato Stanley Kubrik per il suo film “Eyes Wide Shut”, “Doppio sogno” è una novella nella quale Schnitzler ci propone il suo modo di concepire il rapporto tra realtà fattuale e realtà onirica; tra queste infatti, secondo l’autore, non vi è una netta cesura ma uno sconfinamento reciproco dell’una nell’altra. Questo modo di vedere ci viene narrato nell’ambito della vita di coppia dei coniugi Fridolin e Albertine. E’ a partire da un sogno narrato da quest’ultima al marito, che s’innesca una crisi tra i coniugi tale da portare Fridolin a compiere un’esperienza reale, ma ai limiti dell’onirico, che lo condurrà a sfiorare il tradimento.
    Un modo di concepire il sogno, quello di Schnitzler, che, al contrario di quanto insegnato dall’allora nascente psicoanalisi freudiana (siamo nei primi anni del ‘900), non lascia nulla, o quasi nulla, alla dimensione simbolica ed al processo interpretativo.
    Apprezzabile. 3 stelline e 1/2.

    ha scritto il 

  • 3

    Doppio sogno - Eyes wide shut

    Non sapevo fosse il libro che ispira Eyes wide shut di Kubrik. Io amo quel film, ma penso di non lasciarmi trascinare da questo amore quando dico che, per una volta, il film non toglie niente, anzi, nobilita l'opera da cui è tratto.
    Una lettura per niente spiacevole, anzi, alquanto ispirata ...continua

    Non sapevo fosse il libro che ispira Eyes wide shut di Kubrik. Io amo quel film, ma penso di non lasciarmi trascinare da questo amore quando dico che, per una volta, il film non toglie niente, anzi, nobilita l'opera da cui è tratto.
    Una lettura per niente spiacevole, anzi, alquanto ispirata e futurista per gli anni in cui è stata scritta. Il film però riesce a prendere uno spunto geniale e trasformarlo in un opera completa e misteriosa che estende a vissuto quello che nel libro è più una sensazione di fondo.

    ha scritto il 

  • 4

    Intrigante

    I sogni a volte fanno emergere i lati più oscuri della nostra mente e possono turbare, sia chi li fa che chi ne ascolta il racconto o forse è solo la scusa. Una coppia, un delicato equilibrio, un sogno e un'avventura.....interessante!

    ha scritto il 

  • 1

    Eyes Wide Shut

    Fridolin era come ubriaco non solo di lei, del suo corpo
    profumato, della sua bocca rossa e ardente, non solo
    dell’atmosfera di quel luogo, dei segreti voluttuosi che lo
    circondavano; si sentiva ebbro e allo stesso tempo assetato
    di tutte le esperienze di quella notte,
    ...continua

    Fridolin era come ubriaco non solo di lei, del suo corpo
    profumato, della sua bocca rossa e ardente, non solo
    dell’atmosfera di quel luogo, dei segreti voluttuosi che lo
    circondavano; si sentiva ebbro e allo stesso tempo assetato
    di tutte le esperienze di quella notte, nessuna delle quali si era
    conclusa; ebbro di se stesso, della sua audacia, della
    trasformazione che sentiva avvenire in sé. Sfiorò il velo che
    avvolgeva il capo della donna, quasi volesse toglierglielo.

    //

    Ritornare a casa, come stava per fare,
    gli sembrò addirittura ridicolo. Ma non era ancora tutto
    perduto. C’era tempo anche domani. Giurò di non darsi pace
    prima di aver ritrovato la bella donna, la cui nudità abbagliante lo
    aveva inebriato. E solo allora pensò ad Albertine - ma come se
    fosse anche lei una donna da conquistare, quasi che Albertine non
    potesse o non dovesse essere di nuovo sua prima che egli
    l’avesse tradita con tutte le altre di quella notte: con la donna
    nuda, con la Pierrette, con Marianne, con la prostituta del vicolo.
    E non doveva anche preoccuparsi di ritrovare quell’insolente
    studente che lo aveva urtato passando e sfidarlo a duello, alla
    sciabola, meglio ancora alla pistola? Che gli importava della vita
    di un altro o della propria? Bisognava metterla in gioco soltanto
    per dovere, per spirito di sacrificio, mai per capriccio, per
    passione o semplicemente per misurarsi col destino?!
    E si ricordò di nuovo che probabilmente portava già in sé
    il germe di una malattia mortale. Non sarebbe troppo stupido
    morire perché un bambino affetto da difterite ti ha tossito in
    faccia? Forse era già malato. Non aveva la febbre? In quel
    momento non era forse a letto, a casa... e tutto ciò che credeva di
    aver vissuto quella notte non era altro che delirio?!

    ha scritto il 

  • 1

    Eyes Wide Shut

    Fridolin era come ubriaco non solo di lei, del suo corpo
    profumato, della sua bocca rossa e ardente, non solo
    dell’atmosfera di quel luogo, dei segreti voluttuosi che lo
    circondavano; si sentiva ebbro e allo stesso tempo assetato
    di tutte le esperienze di quella notte,
    ...continua

    Fridolin era come ubriaco non solo di lei, del suo corpo
    profumato, della sua bocca rossa e ardente, non solo
    dell’atmosfera di quel luogo, dei segreti voluttuosi che lo
    circondavano; si sentiva ebbro e allo stesso tempo assetato
    di tutte le esperienze di quella notte, nessuna delle quali si era
    conclusa; ebbro di se stesso, della sua audacia, della
    trasformazione che sentiva avvenire in sé. Sfiorò il velo che
    avvolgeva il capo della donna, quasi volesse toglierglielo.

    //

    Ritornare a casa, come stava per fare,
    gli sembrò addirittura ridicolo. Ma non era ancora tutto
    perduto. C’era tempo anche domani. Giurò di non darsi pace
    prima di aver ritrovato la bella donna, la cui nudità abbagliante lo
    aveva inebriato. E solo allora pensò ad Albertine - ma come se
    fosse anche lei una donna da conquistare, quasi che Albertine non
    potesse o non dovesse essere di nuovo sua prima che egli
    l’avesse tradita con tutte le altre di quella notte: con la donna
    nuda, con la Pierrette, con Marianne, con la prostituta del vicolo.
    E non doveva anche preoccuparsi di ritrovare quell’insolente
    studente che lo aveva urtato passando e sfidarlo a duello, alla
    sciabola, meglio ancora alla pistola? Che gli importava della vita
    di un altro o della propria? Bisognava metterla in gioco soltanto
    per dovere, per spirito di sacrificio, mai per capriccio, per
    passione o semplicemente per misurarsi col destino?!
    E si ricordò di nuovo che probabilmente portava già in sé
    il germe di una malattia mortale. Non sarebbe troppo stupido
    morire perché un bambino affetto da difterite ti ha tossito in
    faccia? Forse era già malato. Non aveva la febbre? In quel
    momento non era forse a letto, a casa... e tutto ciò che credeva di
    aver vissuto quella notte non era altro che delirio?!

    ha scritto il 

  • 1

    Eccessivamente legato al suo tempo

    Non è possibile scindere questo libro dal periodo storico in cui è stato scritto, dalla nascita della psicologia, da Freud, eccetera.
    E per me è stato un limite, perché frutto di teorie ormai superate, non sono riuscita a rivederci neppure un'indagine sull'animo umano che potesse essere gen ...continua

    Non è possibile scindere questo libro dal periodo storico in cui è stato scritto, dalla nascita della psicologia, da Freud, eccetera.
    E per me è stato un limite, perché frutto di teorie ormai superate, non sono riuscita a rivederci neppure un'indagine sull'animo umano che potesse essere generalizzata e superare i tempi (come fanno di solito i capolavori). Schnitzler non ha neppure uno stile elegante, o magari è colpa della traduzione; su questo non posso pronunciarmi.

    ha scritto il 

  • 0

    Ricordo ancora quando si sposò mia sorella: sarà stato dieci anni fa; corso prematrimoniale e opuscoletti. Non le ho mai chiesto cosa avesse imparato da quella roba, ero troppo piccolo, e nel frattempo non ho mai avuto motivo di chiederglielo.
    Pochi giorni fa ho ritrovato Doppio sogno ...continua

    Ricordo ancora quando si sposò mia sorella: sarà stato dieci anni fa; corso prematrimoniale e opuscoletti. Non le ho mai chiesto cosa avesse imparato da quella roba, ero troppo piccolo, e nel frattempo non ho mai avuto motivo di chiederglielo.
    Pochi giorni fa ho ritrovato Doppio sogno. Cioè, la voglia di rileggerlo.
    Sarebbe un ottimo libro di testo per corsi prematrimoniali.
    Anche il prete, ponendo Quella domanda, dovrebbe chiedere: «Siete pronti ad affrontare le notti, e i sogni, e gli incubi, le fobie e desideri di fuga e di vendetta? Queste cento pagine, prendetele e moltiplicatele per cent'anni: ci vuole troppa comprensione per affrontare tanta problematicità».

    ha scritto il 

  • 5

    Apoteosi del matrimonio

    "Il percorso iniziato con il disgusto per la donna adulta (Marianne), proseguito con la 'terapeutica' frequentazione delle donne bambine (Mizzi e la Pierrette), ha portato il protagonista Fridolin di nuovo alla donna adulta, ma nel pieno della sua sensualità, della sua femminilità. Lo ha riportat ...continua

    "Il percorso iniziato con il disgusto per la donna adulta (Marianne), proseguito con la 'terapeutica' frequentazione delle donne bambine (Mizzi e la Pierrette), ha portato il protagonista Fridolin di nuovo alla donna adulta, ma nel pieno della sua sensualità, della sua femminilità. Lo ha riportato alla moglie Albertine viva, di nuovo parte dell’archetipo, ma un archetipo che sta nel mondo. Col che si chiude lo spazio del medioconscio, non per caso Fridolin si chiede se «tutto quello che aveva creduto di aver vissuto fino a quel momento non era altro che frutto del suo delirio», e conclude con la constatazione che ormai «era del tutto sveglio». È del tutto tornato nella realtà, vede il mondo intorno a lui che si sveglia, e pensa che fra poche ore avrebbe ripreso la propria vita normale, «si sarebbe aggirato fra i letti dei suoi pazienti, paludato nel suo camice di lino bianco». Il resto della novella non è altro che il compimento narrativo di questo percorso, compreso il sogno sognato di Albertine, che è molto meno importante del sogno ad occhi aperti vissuto da Fridolin al bordo estremo del medioconscio, là dove si confonde con la realtà."

    ha scritto il 

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